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Imprese edili: scoperti oltre 5.000 evasori totali

3 miliardi di euro di redditi non dichiarati, 10.000 lavoratori irregolari

vedi aggiornamento del 13/05/2009
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08/05/2009 - Sono oltre cinquemila le imprese edili che negli ultimi tre anni hanno eseguito lavori di ristrutturazione senza dichiarare un euro di reddito.

 
La Guardia di Finanza ha scovato - secondo quanto riportato dall’ANSA - 5.246 evasori totali nell'ambito del progetto “Pandora”, l’operazione avviata nel 2006 sulle ristrutturazioni per le quali sono stati richiesti sgravi fiscali e sviluppata dal Nucleo Speciale Entrate delle Fiamme Gialle in stretta sinergia operativa con i reparti territoriali.

Sono pari a circa 3 miliardi di euro i redditi non dichiarati, scoperti dalla Guardia di Finanza che ha controllato dal 2006 le ditte edili che hanno eseguito lavori di ristrutturazione. I controlli sono stati possibili partendo dal controllo sugli sgravi fiscali chiesti dai contribuenti (36% sull’Irpef) per lavori di ristrutturazione. In pratica le ditte coinvolte emettevano fatture per consentire ai proprietari di casa di avere gli sgravi previsti dalla legge ma poi in sede di dichiarazione occultavano i redditi.

 
Nell’ambito di questi controlli risultano anche circa 500 milioni di euro di Iva non versata all’erario. Sono circa 10.000 le posizioni lavorative irregolari scoperte nei controlli effettuate tra le imprese edili che hanno eseguito negli ultimi anni lavori di ristrutturazione.  
 
“Non è giusto criminalizzare tutto il settore, in quanto nel nostro Paese esistono migliaia di imprese, soprattutto fra le PMI, che pagano le tasse e regolarizzano le posizioni lavorative della manodopera”. È il commento del presidente del SIALP (Sindacato Imprese Appaltatrici Lavori Pubblici) - Confcommercio, Alessandro Galeazzi. “Per favorire la trasparenza e la regolarità di questo settore - afferma Galeazzi - occorre rivedere i parametri contributivi e contrattualistici e verificare la possibilità di operare in regime di aliquote ridotte IVA, estendendone l’applicabilità ai servizi prestati dalle piccole imprese, soprattutto a quelli ad alta densità di manodopera”.

L’Ance - Associazione Nazionale Costruttori Edili – plaude all’operazione della Guardia di Finanza e si unisce alla lotta delle Forze dell’ordine contro illegalità e lavoro sommerso. Ed è proprio per questo che da tempo l’Ance ha chiesto che ci sia una qualificazione per le imprese che eseguono lavori privati come c’è già per quelle che lavorano nel pubblico. “Tanto è - ha commentato il Presidente dell’Ance Paolo Buzzetti - che abbiamo chiesto che in sede di domanda degli interventi edilizi non soggetti ad alcuna autorizzazione sia comunque indicato il nome dell’impresa che svolge i lavori”.
(riproduzione riservata)
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