Sughero spruzzato

Studi di settore, Gerico mostra un quadro variabile

I correttivi per l’edilizia disponibili a partire dal periodo di imposta 2009

vedi aggiornamento del 12/10/2009
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27/05/2009 - È disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate il software Gerico 2009 per i correttivi previsti dagli Studi di Settore. Il pacchetto applicativo è stato messo a punto conservando una continuità rispetto al passato, con l’utilizzo della stessa forma grafica, mentre cambia il quadro di sintesi per il calcolo della posizione del contribuente.

Come previsto, è emersa una situazione eterogenea, non riconducibile a modelli prefissati e generalizzabili. Gli interventi degli studi di settore si suddividono in tre grandi aree, comprendenti il costo delle materie prime, i correttivi per l’adattamento dei ricavi a ogni gruppo omogeneo e i correttivi congiunturali individuali.
 
Diversificazione e territorialità caratterizzano anche la situazione dei professionisti, alle prese con il quadro RE per la determinazione del reddito da lavoro autonomo, colpiti in un primo momento dai ritardi dei pagamenti. Secondo la Commissione degli esperti gli effetti della crisi per questa categoria, con perdita della clientela e ribassi delle tariffe in senso concorrenziale, si manifesteranno durante l’anno in corso. Sarà quindi necessario tempo ulteriore per evitare adeguamenti e benefici generalizzati.
 
Il provvedimento 5851/2009, emesso il 16 gennaio dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha individuato gli studi di settore oggetto di revisione a partire dal periodo di imposta 2009. Tra le varie categorie sono compresi quelli per il comparto dell’edilizia, racchiusi nel TG69U, in vigore dal 2006 per imprese e società con ricavi e incrementi di rimanenze che non superano i 5.164.569 euro. Stessa soglia anche per lo studio TG40U, che coinvolge gli esercenti attività di valorizzazione, vendita e locazione di immobili.
Per le imprese non congrue è possibile simulare l’applicazione in base alla riduzione stabilita e abbattere i ricavi stimati. La riduzione visualizzata non diminuisce automaticamente i ricavi, sarà quindi compito delle Entrate, in fase di contraddittorio, verificare e concedere la correzione al ribasso.

 
Il provvedimento è stato adottato sulla base della Legge 146/1998, recante disposizioni per la semplificazione e la razionalizzazione del sistema tributario. Secondo la norma gli studi devono essere revisionati ogni tre anni per mantenere la propria rappresentatività della realtà economica cui si riferiscono. Diventano quindi oggetto di correttivo gli studi meno recenti e quelli segnalati dalle associazioni di categoria, con possibili accorpamenti al termine della revisione. (riproduzione riservata)
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