Piano Casa, in Veneto i Comuni più reattivi
A Padova la prima attuazione della norma per il rilancio edilizio, apprezzamento da Ance e Regione
23/07/2009 - È il Comune di Padova una delle prime Amministrazioni a rendere operativo il Piano Casa del Veneto. La settimana scorsa la Giunta Comunale ha dato l’ok agli interventi di aumento delle cubature previsto dalla Legge Regionale 14/2009. Altro esempio virtuoso di tempestività il Comune di Castellavazzo, nella provincia di Belluno.
Norme correlate
Regione Veneto - Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per
favorire l’utilizzo dell’edilizia ..
L’approvazione è stata annunciata durante l’assemblea annuale dei costruttori edili. Dopo la pronuncia del Consiglio Comunale potranno essere presentate le richieste di ampliamento volumetrico. Sarà possibile usufruire della norma fino al 10 luglio 2011.
I sostenitori della legge per il rilancio dell’edilizia tranquillizzano sul rischio abusivismo. Tutti gli interventi avranno bisogno della Dia, Dichiarazione di inizio attività. Sui professionisti e tecnici abilitati graverà invece una responsabilità civile e penale.
Apprezzamento da parte dell’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, che per fronteggiare la grave congiuntura economica in atto, gravante soprattutto sulle piccole e medie imprese di costruzioni, esorta tutte le amministrazioni comunali ad attuare al più presto la legge regionale.
Lanciato un appello simile anche dalla Regione, che ha messo in evidenza come, dopo l’approvazione della Legge 14/2009, molte famiglie si siano rivolte ai Comuni per la richiesta di informazioni più approfondite.
Dato lo spessore tecnico, la durata limitata del provvedimento e le difficoltà cui possono andare incontro i cittadini nella comprensione degli interventi ammessi dal Piano Casa regionale, l’Assessore all’Urbanistica e alle Politiche del Territorio Renzo Marangon ha annunciato la messa in funzione di un call center informativo.
Ricordiamo che la Legge 14/2009 ammette ampliamenti sugli immobili esistenti, a destinazione residenziale o diversa, del 20% in aderenza oppure utilizzando un corpo edilizio contiguo già esistente. In determinate ipotesi è inoltre ammessa la realizzazione di un corpo edilizio separato, che comunque va considerato accessorio. Previsti anche il recupero dei sottotetti e le demolizioni e ricostruzioni con aumenti volumetrici fino al 40% sugli edifici residenziali e produttivi costruiti prima del 1989. Premio che può aumentare fino al 50% se gli interventi sono oggetto di un piano attuativo.
I NUMERI DEL PIANO CASA IN VENETO
Provvedimento: Legge Regionale 14/2009, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 56 del 10 luglio 2009.
Ampliamenti: Consentiti aumenti del 20%, più un ulteriore 10% se si utilizzano tecnologie che prevedono l’impiego di fonti rinnovabili con potenza non inferiore ai 6 Kw/h. L’ampliamento deve essere realizzato in aderenza oppure utilizzando un corpo edilizio contiguo già esistente. In determinate ipotesi è ammessa la realizzazione di un corpo edilizio separato, che comunque va considerato accessorio e pertinenziale rispetto al fabbricato principale. Via anche al recupero dei sottotetti, a eccezione di centri storici e aree non edificabili. Ammessi i lavori nei condomini nel rispetto del codice civile e sulle villette a schiera se effettuati in modo uniforme.
Le attrezzature all’aperto degli insediamenti turistici e ricettivi possono essere ampliati del 20% anche se ricadenti in area demaniale.
Demolizioni e ricostruzioni: aumenti volumetrici fino al 40% sugli edifici residenziali e produttivi costruiti prima del 1989. È possibile arrivare al 50% qualora gli interventi siano oggetto di un piano attuativo. Per ottenere l’autorizzazione gli edifici devono essere situati in zona territoriale propria e utilizzare tecniche sostenibili per la ricostruzione.
Non residenziale: Per gli immobili a destinazione produttiva valgono le stesse percentuali degli edifici a uso abitativo.
Efficienza energetica:Non concorrono a formare cubatura pensiline e tettoie per l’installazione di impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 6 kWp. La norma non prevede precisi standard di miglioramento energetico cui subordinare l’approvazione degli interventi.
Semplificazione: Le autorizzazioni sono concesse previa presentazione della Dia. La riduzione degli oneri, fissata al 60%, sarà accessibile solo per le prime case.
Limiti temporali: Le richieste potranno essere presentate dal 30 ottobre 2009 all’11 luglio 2011.
Restrizioni: Non può essere modificata la destinazione d’uso a meno che l’ampliamento non sia realizzato utilizzando un corpo edilizio contiguo esistente. I Comuni entro 30 giorni possono deliberare ulteriori limiti entro il 30 ottobre 2009. In caso di silenzio la norma si applica su tutto il territorio regionale, ma solo per la prima casa.
Esclusioni: Esclusi dagli interventi i centri storici, edifici vincolati, aree inedificabili o a pericolosità idraulica, immobili abusivi anche solo parzialmente, sui quali grava un’ordinanza di demolizione, e edifici a uso commerciale se gli ampliamenti mirano a eludere disposizioni in materia di programmazione e insediamento.
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