Piano Casa, la Puglia vara la legge regionale
Ampliamenti in zona edificata con vincolo paesaggistico, esclusi i capannoni agricoli e industriali
28/07/2009 - È la Puglia la prima Regione meridionale ad aver approvato il Piano Casa. Il disegno di legge 19/2009 per il rilancio dell’edilizia attraverso l’aumento delle cubature ha ottenuto il via libera del Consiglio Regionale venerdì 24 luglio.
Gli unici tre emendamenti approvati riguardano le aree sotto tutela, i parcheggi e gli edifici da abbattere per la pubblica incolumità. Possono essere ampliate le abitazioni inserite nelle aree edificabili rientranti in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, previa adozione di un regolamento da parte dei Comuni. Se per mancanza di spazio agli aumenti volumetrici non può corrispondere un incremento dei parcheggi, il costruttore dovrà versare la cifra corrispondente al Comune, che si impegnerà nella realizzazione di nuovi posti auto o di servizi a sostegno della mobilità pubblica. Gli edifici da demolire per ragioni di sicurezza possono poi essere ampliati del 35%.
Interventi ammessi: Confermati rispetto al ddl gli aumenti volumetrici fino al 20% per un massimo di 200 metri quadri sulle abitazioni mono, bi, tri e quadri-familiari nel rispetto di altezze massime e distanze consentite. La demolizione con successiva ricostruzione consente un premio volumetrico del 35%, dal quale restano però escluse le aree di prestigio paesaggistico e storico-culturale. Si può procedere alla riqualificazione sugli immobili in cui almeno il 75% del volume abbia destinazione residenziale. Prevista l’integrale corresponsione del contributo di costruzione. Dopo la discussione in Consiglio, viene consentito l’ampliamento anche di edifici che risultano in contrasto con l’ambiente, per i quali era prevista solo la demolizione e ricostruzione. I manufatti realizzati sulla costa, nell'alveo di una lama o in territori a rischio terremoto, potranno essere ampliati del 35% se ricostruiti in aree adatte. Resta il divieto di deturpare i centri storici o di costruire in aree a rischio sismico e idrogeologico.
Non residenziale: Possibili gli ampliamenti volumetrici sugli edifici fino a mille metri cubi a patto di rispettare distanze minime, altezze massime e norme sul rendimento energetico. La norma non contempla invece la demolizione e successiva ricostruzione.
Rigenerazione urbana: I comuni entro 60 giorni possono estendere o limitare l'applicazione della legge. Possono quindi individuare edifici anche non residenziali, realizzati in sanatoria edilizia, da rimuovere perché contrastanti col paesaggio. Anche in questo caso scatta la possibilità di un aumento del 35% per il nuovo edificio, ma il bonus sale al 45% se il progetto rientra in un piano integrato o va a favore dell’edilizia residenziale sociale.
La delocalizzazione degli edifici turistico ricettivi situati sul litorale è prevista dalla Legge Regionale 21/2008. Non è stata quindi avvertita la necessità di introdurre una disposizione ad-hoc nella norma per il rilancio dell'edilizia, come invece è successo in alre regioni.
Semplificazione burocratica: Gli interventi possono essere realizzati attraverso la Dia o il permesso di costruire. I Comuni potranno fissare limitazioni all’applicazione della legge regionale. Ignorata la proposta dell’Ance per la riduzione dei costi di costruzione.
Ambiente: Il provvedimento, che aveva già guadagnato l’approvazione di Legambiente, mantiene l’attenzione al tema dell’ecologia. Sono state respinte molte proposte di emendamento avanzate dall’opposizione di centrodestra, che considerava troppo spinta la tutela ambientale predisposta dalla Giunta Regionale.
Il testo definitivo è in via di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. (riproduzione riservata)
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