ANTISISMICA

Ddl Energia, emendamenti allo studio del Senato

Lamentato l'aggravio dei costi per l’autoproduzione di elettricità

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03/07/2009 - Il primo luglio la Camera ha approvato il disegno di legge 1441, recante disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia. Secondo alcuni operatori del settore la norma comporta l’aggravio dei costi per l’autoproduzione di energia elettrica arrecato dalla normativa approvata.

Cogena, realtà operante nel settore delle macchine per l’energia e le fonti rinnovabili facente capo a Ascomac, si impegna a proseguire nelle azioni per emendare in Senato il testo approvato, attribuendo i corrispettivi di trasmissione  e distribuzione nonché gli oneri generali di sistema esclusivamente all’energia prelevata nei punti di connessione e non al totale dell’energia autoprodotta e auto consumata.
 
L’Associazione italiana per la promozione della cogenerazione lamenta infatti che, nonostante le istanze e le proposte di emendamenti presentate la Camera ha privilegiato esclusivamente le reti interne industriali ad alta tensione già esistenti. In tutti gli altri settori ha invece disincentivato la cogenerazione distribuita attraverso l’aumento medio del 15% del costo per l’autoproduzione di energia elettrica.
 
Secondo Cogena l’Italia, con il ddl appena approvato alla Camera, si pone in una situazione contraddittoria, essendo l’unico Paese europeo che, in un momento di crisi, sta mandando avanti un provvedimento incoerente con le norme comunitarie. L’Unione Europea, infatti, incentiva la cogenerazione ad alto rendimento come strumento indispensabile per rendere il Sistema Paese più competitivo.
 
Le correzioni per evitare l’aggravio dei costi nell’autoproduzione di energia elettrica potrebbero essere recepite dal Senato. La Camera, dopo la discussione di quattro ordini del giorno, ha impegnato il Governo al recepimento degli emendamenti, nonché all’applicazione di corrispettivi tariffari e oneri di sistema all’energia elettrica prelevata nei punti di connessione e non al totale dell’energia autoprodotta ed auto consumata.
 
Negli scorsi giorni perplessità sul ddl erano state espresse anche da Italcogen, Associazione dei costruttori e distributori di impianti di cogenerazione facente capo ad ANIMA. La disposizione bloccherebbe le nuove installazioni a causa degli oneri di sistema. Di fatto, chi desidera investire nel settore dovrà affrontare oneri attualmente non considerati. Con un pregiudizio verso la concorrenza e le nuove imprese.
 
Di parere opposto il Ministero dello Sviluppo Economico, che nel ddl vede riforme fondamentali per la modernizzazione del sistema produttivo. Il pacchetto energia porrebbe infatti rimedio agli storici squilibri presenti in Italia passando attraverso la semplificazione delle procedure e il potenziamento delle infrastrutture energetiche, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la promozione dell’efficienza energetica, per terminare con il rilancio dell’opzione nucleare.

(riproduzione riservata)

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