02/07/2009 - ITALCOGEN, Associazione dei costruttori e distributori di impianti di cogenerazione facente capo ad ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine, rigetta totalmente l’articolo 33 del DDL 1441-ter-c, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”.
L’articolo in questione, relativo alle RIU, Reti interne di utenza, prevede l’inclusione nel calcolo degli oneri di sistema anche dell’energia elettrica prodotta in cogenerazione da parte del RIU, che attualmente non è soggetta alla corresponsione di tali oneri. La disposizione blocca le nuove installazioni. Chi desidererà in futuro investire in questo settore si troverà a fronteggiare un ostacolo aggiuntivo dato dagli oneri di sistema, che al momento attuale non sono invece considerati. Questo crea di fatto una disparità di trattamento fra le aziende ora in esercizio e le future nuove.
“La proposta presentata ieri alla Camera va paradossalmente a imporre il pagamento di oneri generali a fronte di una riduzione dell’energia prelevata dalla rete di distribuzione” afferma Rudi Silvio Stella Presidente di Italcogen “azzerando i benefici potenziali che questa tecnologia ad alta efficienza energetica può mettere a disposizione dell’intero sistema paese. L’applicazione di tale Disegno di Legge, nell’attuale versione, mette a rischio qualunque sviluppo della cogenerazione in Italia, sia essa relativa alla produzione, all’installazione o all’esercizio di questa tecnologia”.
Secondo il presidente Stella se l’art. 33 del DDL 1441 sarà approvato, l’Italia avrà ottenuto il triste primato di esser l’unico paese europeo in cui non sarà economicamente conveniente gestire un impianto di cogenerazione.
“Come Associazione di riferimento dei produttori, auspica Stella, “chiediamo che l’art. 33 del DDL 1441 venga modificato permettendo anche alle nuove installazioni di evitare la corresponsione degli oneri di sistema da parte dei soggetti che utilizzano Reti Interne di Utenza, le cosiddette RIU e che tale regime venga applicato a tutti gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento qualunque sia la natura ed il sito dove vengano installati.”
In Paesi come la Germania la cogenerazione è stata oggetto di una forte campagna di supporto da parte del governo centrale e locale volta a massimizzare l’indice di efficienza energetica di intere aree del Paese. Il programma di sostegno del governo tedesco prevede infatti di portare la totale potenza elettrica installata di sistemi di cogenerazione dai 20 GW attuali ai 40 GW entro il 2020.
Una elemento che, secondo Italcogen, conferma la bontà della tecnologia, che vede molte aziende italiane leader all’estero nonostante non possano contare sul supporto di un’industria nazionale e delle conseguenti economie di scala che renderebbero il sistema ancora più competitivo.
Fonte: Federaziona Anima
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