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TECNOLOGIE

L'Aquila: un progetto innovativo per l'Università

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Al via la realizzazione di un edificio in tecnologia stratificata a secco

Vedi Aggiornamento del 17/12/2010
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22/07/2009 - Sono iniziati ieri all’Aquila i lavori per la realizzazione delle fondazioni di un edificio in tecnologia stratificata a secco, a basso consumo energetico e ad alte prestazioni ambientali, frutto della collaborazione didattica e scientifica tra l’Università degli Studi di Parma e quella del capoluogo abruzzese. La palazzina, che ospiterà alcuni uffici amministrativi dell’Ateneo dell’Aquila, sarà costruita nell’arco di 40 giorni dall’ultimazione delle fondazioni e, una volta costruita, verrà misurata nelle sue performance ambientali.
 
Il progetto è stato realizzato grazie alla donazione di due imprese parmigiane - Consorzio esi (edilizia sostenibile innovativa), nato da un gruppo di aziende che crede nell’innovazione tecnologica e organizzativa in edilizia, e CO.GE. Costruzioni Generali S.p.A, da quarant’anni attiva nel settore infrastrutturale edile sia in Italia che all’estero – e di tre realtà industriali consolidate: Celenit, Saint Gobain, Mitsubishi Electric. Altre aziende contribuiranno alla fornitura di ulteriori materiali: 3elle (porte e serramenti), Caparol (intonaci e pitture), Enghel (scuretti), Keope (pavimenti e rivestimenti), OfficePlan (arredi), Roto (scala retrattile).
 
Il disegno architettonico ed esecutivo nasce per un sistema costruttivo assolutamente innovativo, studiato da CeP Consulenza e Progetti di Parma: una tecnologia stratificata a secco (o sistema struttura/rivestimento: S/R), in grado di garantire edifici con elevati standard qualitativi, in termini di sicurezza, velocità di esecuzione, isolamento termo-acustico, prestazioni energetiche, flessibilità d’uso ed eco-sostenibilità. L’edificio, costituito da uffici per una superficie utile totale di circa duecento metri quadrati, sarà realizzato con una struttura portante in legno, poi tamponata con pannelli stratificati a secco di elementi specializzati e supportati da orditure metalliche.
 
La progettazione, partita dall’analisi dei fattori ambientali del sito, prevede l’installazione di un impianto fotovoltaico da 9,12 kWp composto da moduli ed inverter Mitsubishi Electric che consentiranno una produzione annua di circa 13.000 kWh e una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 8 tonnellate all’anno. L’impianto consentirà di coprire totalmente il fabbisogno energetico primario dell’edificio. Anche per la climatizzazione, il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria della palazzina è previsto l’utilizzo di sistemi VRF a pompa di calore sempre Mitsubishi Electric.
 
Le pareti perimetrali dell’edificio e le pareti interne sono realizzate con tecnologia stratificata a secco di Saint-Gobain PPC, che garantisce elevate prestazioni di isolamento termico (U=0,17 W/m2K), acustico, resistenza all’effrazione e all’urto, protezione passiva dal fuoco. Per migliorare ulteriormente le prestazioni di resistenza meccanica, di durezza superficiale e di finitura è stato impiegato il sistema Habito, che rispetta le disposizioni legislative che regolamentano l’isolamento acustico, la statica e la sismica nelle costruzioni edili. Per le pavimentazioni sono stati utilizzati massetti a secco Rigidur in gesso fibrato che consentono una migliore programmazione dei lavori in cantiere, maggiore pulizia e una notevole riduzione nel consumo di acqua durante la costruzione.
 
Le vetrate impiegate sono altamente isolanti: le vetrate Saint-Gobain SGG CLIMATOP ONE sono composte da tre lastre di cristallo separate fra di loro da due intercapedini riempite di gas Kripton. L’utilizzo di particolari rivestimenti (SGG PLANITHERM ONE) e la combinazione d’intercalari speciali (SGG STADIP SILENCE) consente di ottenere alte prestazioni sia termiche, che acustiche. La scelta di una vetrata isolante ad alto contenuto tecnologico consente di ottenere contemporaneamente un’ottima trasmissione luminosa (quindi una buona illuminazione anche nelle giornate più buie), un’ottima trasmittanza termica (quindi un’elevata capacità di trattenere il calore nei periodi più freddi) e un fattore solare decisamente importante, determinando una temperatura ideale anche nelle giornate più calde.
 
Per il progetto dell’involucro sono stati scelti materiali come la lana di legno mineralizzata, la fibra di legno, guaine traspiranti e freni al vapore, il tutto fornito da Celenit. Al contrario di altri materiali isolanti leggeri, i pannelli Celenit possiedono una buona conduttività e sono caratterizzati da elevati calore specifico e massa volumica. Queste proprietà garantiscono ottimali valori di trasmittanza termica, sfasamento e attenuazione dell’onda termica. Le soluzioni utilizzate, oltre a rispettare i requisiti imposti dalla legge, offrono un elevato comfort abitativo e risparmio energetico, sia nel periodo invernale che in quello estivo, diminuendo il consumo derivato dagli impianti di riscaldamento e di condizionamento.
 
«Avendo studiato all’Università dell’Aquila, ho cercato di trovare nel mondo imprenditoriale parmigiano l’appoggio per poter contribuire alla sua ricostruzione», spiega Antonio Montepara, Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma , che è stato il tramite dell’accordo raggiunto tra l’Ateneo emiliano e quello abruzzese. «E grazie a Consorzio esi e a CO.GE., disposti ad aiutare concretamente e in tempi rapidi, sono emersi, in una situazione così drammatica come il post-terremoto, il senso di responsabilità di questi imprenditori e l’animo tipicamente italico a dare una mano a chi ha bisogno: un gesto di umanità».
 
«Questa donazione è un contributo importante per noi – afferma Ferdinando Di Orio, Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila – perché indica che una realtà significativa del Paese investe sulla nostra Università e sulle nostre capacità scientifiche e culturali: prendiamo atto dell’investimento – perché di questo si tratta – e ne siamo molto grati».
 
Per informazioni: www.consorzioesi.com
 
 
Fonte:
Ufficio Stampa Celenit
Ketchum - Ufficio stampa Saint Gobain
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
carmelo

ineccepibile per quanto riguarda l'ecosostenibilità, ma per quanto riguarda l'aspetto più importante, ovvero la sicurezza nei confronti dell'azione sismica, c'è stato solo un accenno, ma non si parla di progetto sismico vero e proprio, soprattutto di conformità alle recentissime e molto restrittive norme di cui al D.M. 14.01.08 e relativa circolare 617. sono rispettate tutte le prescrizioni in esse contenute? E' stato effettuato il deposito del progetto strutturale presso gli uffici competenti? spero di sì