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Appalti, in arrivo il regolamento di attuazione

Lamentele sull’instabilità normativa dei contratti pubblici, tentato il riordino della normativa

vedi aggiornamento del 05/03/2010
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29/09/2009 - Instabile il quadro normativo sui contratti pubblici. Lo ha affermato Giuseppe Zamberletti, presidente dell’Igi, Istituto grandi infrastrutture, durante il convegno “Le novità legislative dell’estate” tenutosi il 23 settembre scorso. Al centro del dibattito lo schema di Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti Pubblici.

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Assestamento normativo: A rendere incerto il panorama legislativo sarebbero, secondo Zamberletti, le ripetute modifiche al Decreto Legislativo 163/2006. Operazioni che creano difficoltà operative e contenziosi anche al lavoro delle Stazioni Appaltanti. In tre anni, infatti, hanno avuto luogo diverse modifiche del Codice, segno di un funzionamento non molto efficace. I tre correttivi, d’altra parte, non hanno sempre raggiunto i risultati sperati.
 
Lo schema di regolamento attuativo proposto, illustrato dall’avvocato Bernadette Veca, componente della direzione generale per la regolazione e i contratti pubblici, facente capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non è delegificante, ma contiene la disciplina esecutiva delle norme di rango primario, ponendosi come strumento complementare al Codice. Il regolamento tenta il riordino della normativa di settore, cercando di riprendere le questioni lasciate in sospeso dal codice, nonché l’armonizzazione con le disposizioni comunitarie, come le Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE in materia di appalti pubblici.
 
Il regolamento è diviso in sette parti e 359 articoli. La struttura è stata concepita tenendo in considerazione l’evoluzione dei rapporti tra amministrazioni e operatori economici, nel rispetto dell’impianto del Codice. Nella terza parte sono trattati i Contratti pubblici relativi a servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria nei settori ordinari.
 
La stesura del regolamento è andata incontro a diverse criticità e ha tenuto conto non solo delle pronunce di Consiglio di Stato e Corte dei Conti, ma anche delle modifiche al Codice dei Contratti dopo l’entrata in vigore di norme successive, come il Decreto Legge “Anticrisi” 185/2008 e il Decreto Legislativo 81/2008.  
 
Le principali novità riguardano le disposizioni sui responsabili del procedimento. Inserito anche lo studio di fattibilità, oltre a una definizione più analitica dei livelli di progettazione preliminare e definitiva. Disciplinato il sistema di qualificazione unico per tutti gli esecutori di lavori pubblici e i contraenti generali, così come il “performance bond”, garanzia globale di esecuzione.
 
Nello schema del testo legislativo sono stati inseriti anche i compiti del responsabile del procedimento. Introdotti anche la finanza di progetto e l’asta elettronica, ma anche una articolata disciplina in materia di esecuzione del contratto, contabilità, collaudo e verifica di conformità.
 
Il nuovo regolamento prevede inoltre la semplificazione del procedimento di verifica delle offerte anomale attraverso l’accantonamento delle giustificazioni preventive.
 
Dopo l’entrata in vigore del regolamento attuativo, che sostituirà il Dpr 554/1999, saranno abrogati gli articoli 337, 338, 342, 343, 344 e 348 della Legge sulle opere pubbliche 2248/1865, il dpcm 117/1999 recante il regolamento per la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il Dpr 554/1999, il Dpr 34/2000, il Dpr 101/2002, contenente il regolamento per l’approvvigionamento di beni e servizi delle Amministrazioni Pubbliche, il DM 27 maggio 2005 in materia di qualificazione del contraente generale e il dpcm 18 novembre 2005 sull’affidamento e la gestione dei servizi sostitutivi di mensa. (riproduzione riservata)
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