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Nucleare, in Basilicata prosegue la battaglia del no

Regione attiva anche per la riprogrammazione dello sfruttamento dei pozzi petroliferi

vedi aggiornamento del 10/03/2010
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30/09/2009 - Continua la battaglia della Basilicata contro la Legge 99/2009 per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia. Secondo il vicepresidente regionale Vincenzo Santochirico la legge viola la Costituzione dal momento che scavalca le prerogative regionali in materia di produzione di energia e governo del territorio.

Rivendicazioni delle Regioni: In base alla Legge “Sviluppo” il Governo, avvalendosi di un Dpr, può decidere autonomamente la localizzazione degli impianti nucleari e dei siti per l’estrazione degli idrocarburi. La Regione lamenta quindi il proprio ruolo marginale. Tutte le opere sono infatti soggette ad una autorizzazione unica rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con la Conferenza Unificata. Il parere degli enti locali arriva quindi al termine del procedimento decisionale, ma in caso di disaccordo l’Esecutivo può sostituirsi alle Regioni.
 
Idrocarburi: La norma prevede che l'autorizzazione alla perforazione di pozzi per la ricerca ed estrazione di idrocarburi venga rilasciata non più dalle Regioni, ma dall'Unmig, Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia, organismo periferico del Ministero dello Sviluppo economico, a seguito di un procedimento unico al quale le Regioni possono solo partecipare, senza una vera intesa fra Stato e Regione.
 
Motivi del ricorso: La Basilicata ha deciso di ricorrere davanti alla Corte Costituzionale denunciando la contrarietà della disposizione all’articolo 117 della Costituzione, che stabilisce la potestà normativa delle Regioni in materia di uso del territorio e localizzazione degli impianti produttivi. Nello stesso tempo le intese tra Stato e Regioni costituiscono condizione minima e imprescindibile per la legittimità costituzionale della legge statale.
 
Rinnovabili: Il ricorso alla Corte Costituzionale è giustificato anche dalla contrarietà della legge al Piano di indirizzo Energetico Ambientale della Basilicata, che al nucleare preferisce la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Secondo il Governatore Vito De Filippo, consapevole della necessità di riprogrammare le strategie per lo sfruttamento del petrolio, la difesa di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, deve convivere con l’integrazione tra eolico, solare fotovoltaico, biomasse e idroelettrico.
 
Vittorie ambientaliste: Il precedente tentativo di creare un sito di stoccaggio per le scorie nucleari a Scanzano Jonico è naufragato grazie alla decisa opposizione popolare nel 2003, durante il secondo governo Berlusconi. In modo analogo il Ministero dell’Ambiente ha accolto le osservazioni della Regione preannunciando parere negativo al progetto di ricerca di “Appennine Energy”, presentato nel 2006. Si è evitato così che nel tratto di mare tra Nova Siri e Metaponto, compreso tra le foci dei fiumi Sinni e Bradano, fosse interessato dalle perforazioni di pozzi petroliferi. (riproduzione riservata)
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