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Nucleare, le reazioni delle città ‘papabili’

In attesa degli accordi tra il Governo e le aziende, i cittadini si mobilitano contro gli impianti

vedi aggiornamento del 13/04/2010
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17/09/2009 - Spazio alle centrali nucleari. Dopo la joint venture tra Enel e la francese Edf, che ha dato vita Sviluppo Nucleare Italia Srl, l’Italia è pronta a firmare un’intesa con gli Stati Uniti. Il mix energetico, studiato dal Governo con l’intento di raggiungere una maggiore indipendenza e costi più bassi, prevede la collaborazione tra Ansaldo Nucleare, del gruppo Finmeccanica, e Toshiba Westinghouse.

  Tra gli obiettivi energetici del Governo c’è infatti il “50-25-25”, cioè riduzione dall’attuale 85% al 50% della dipendenza da petrolio e gas attraverso un aumento dal 15% al 25% dell’utilizzo di fonti rinnovabili e la produzione di energia nucleare pari al 25%. Tutto nel rispetto della sicurezza, assicurando anche un minor impatto ambientale.
 
Rischi e opportunità: Il work in progress verso il ritorno all’atomo genera preoccupazioni e opposizioni tra chi, come gli ambientalisti, preferirebbe puntare sulle energie alternative. Al contrario è positivo il giudizio di Andrea Fluttero, segretario della Commissione Ambiente del Senato, che nel nucleare vede un’occasione di ripresa per l’occupazione e la possibilità di ricoprire un ruolo centrale nella politica industriale europea. Le nuove tecnologie e la presenza di altri impianti funzionanti in Europa renderebbero inoltre infondati i timori basati su incidenti del passato.

Dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sui possibili siti delle centrali (leggi tutto), le opposizioni dei cittadini crescono di pari passo alle contraddizioni.

È il caso di Termini Imerese. A fronte delle smentite del sindaco c’è la dichiarazione di disponibilità resa dalla Regione Sicilia, che investe anche Palma. Da una parte la vicinanza del mare consentirebbe di reintegrare l’acqua evaporata dalla torre di raffreddamento di una centrale, dall’altra bisogna considerare il rischio sismico che caratterizza la zona. Opposizioni anche dalla Fiom che, in prospettiva di un danno causato dalla conversione dall’auto al nucleare, ha già chiesto un incontro al Governo.

Risponde ai requisiti anche Termoli. Oltre alle dichiarazioni di disponibilità del Molise, la vicinanza dal mare e la presenza di una centrale elettrica rendono ne fanno uno dei potenziali siti di impianto, con conseguenti danni economici al turismo e alla pesca.
Si preannuncia una nuova rivolta popolare a Scanzano Jonico in provincia di Matera, dove il precedente governo Berlusconi aveva annunciato la costruzione del sito unico di stoccaggio delle scorie radioattive.

Battaglie annunciate anche a Caorso (PC) e Trino Vercellese (VC), che convivono con le vecchie centrali nucleari chiuse, ma non spente né smantellate, diventate depositi di stoccaggio delle scorie prodotte nel corso della loro attività. Situazioni analoghe a Monfalcone (GO), che ha appena concluso la lotta contro il rigassificatore, Chioggia (VE), dove già imperversano le proteste, e Montalto di Castro (VT), sito del passato a pochi chilometri da una zona sismica.

A rischio anche Oristano. Per le sue caratteristiche geologiche e il basso rischio sismico la Sardegna è ai primi posti dei siti idonei alla costruzione di una centrale. Il Governatore Ugo Cappellacci ha però escluso l'impianto di una centrale o il deposito di scorie radioattive nella zona del Sulcis o in qualsiasi altra area della regione. Nessun esponente regionale avrebbe inoltre partecipato a riunioni per concordare la localizzazione dei siti.

In attesa dell’esito degli accordi tra le società interessate alla produzione di energia atomica, si attendono nuove dichiarazioni dal Governo.

Le Regioni, intanto, rivendicano maggiore centralità nel processo decisionale per l'individuazione dei siti, esprimendo anche la necessità che la decisione sulla localizzazione sia presa sulla base di un'intesa piena tra Governo e Regione interessata. Si prevede quindi una partecipazione attiva della Conferenza Stato - Regioni alla stesura del decreto, atteso per la metà del prossimo febbraio.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

bruno

Ammiro tutte queste anime candide (confesso che anche io votai contri il nucleare, speravo però che chi la pensava come me avrebbe anche preso coscienza che detta scelta comportava anche rinunce energetiche o almeno ottimizzazioni e adeguamenti nello stile di vita, sprechi, auto, ecc.) Purtroppo bisogna riconoscere, dai comportamenti di massa, alla scelta coraggiosa non è seguito quella giusta e doverosa riflessione, Da allora, tante cose sono cambiate; purtroppo nel verso peggiore, ovvero nel senso che il mondo ha sempre più fame di energia (sviluppo demografico e industriale) e, salvo i contributi modesti delle energie integrative (che ritengo opportuno continuare a sviluppare) non resta che affidarsi al nucleare, sperando che in un periodo il più breve possibile (40 o 50 anni ?!) la scienza e tecnologia trovino qualcosa di meno pericoloso (la fusione !?). Non dimentichiamo che l'effetto serra ci impone di ridurre drasticamente il consumo di derivati fossili e solo chi conosce la grandezza dei numeri in gioco sa quale superficie impressionante di pannelli fotovoltaici o pale eoliche sono necessarie per sostituire le decine di GWh mancanti! Inoltre la rete elettrica per sostenersi in tutta sicurezza non tollera un'integrativo (ch per sua natura è molto ballerino) oltre il 20% A meno che siate disposti a restare dei lunghi periodi al buio e senza riscaldamento.

Renato

""........... Centrale di Saint-Malo La centrale mareomotrice di Saint-Malo. Nella Bretagna, alla foce del fiume Rance, fra Saint-Malo e Dinard, tra il 1961 e il 1966 è stata costruita una centrale che sfrutta la marea che da quelle parti raggiunge 13,5 m di dislivello. La portata raggiunge 18.000 metri cubi di acqua al secondo e la produzione annua della centrale copre il 3 % del fabbisogno elettrico della Bretagna. La centrale comprende una diga in pietrame, 6 chiuse di entrata e uscita per vuotare e riempire rapidamente la foce e 24 turbine a bulbo, sviluppate appositamente...."" Fonte;Wikipedia Chissa dove sarebbe possibile costruire una centale sfruttando l'energia mareomotrice ?

sandro

In Norvegia è stato costruito un impianto che sfrutta la corrente delle maree. Sono stati costruiti una sorta di "mulini" subacquei che sfruttano i flussi di marea. In più essendo rotanti anche sul proprio asse verticale, possono sfruttare sia le maree crescenti che quelle decrescenti producendo quindi corrente in continuazione. Ci sono anche altri esempi, ma in genere piuttosto complessi e di bassa resa, mentre quello fatto in Norvegia sembra sia anche economicamente vantaggioso. Basta volere e le altrenative al nucleare si trovano, anche perchè non bisogna inventare nulla, ci sono già.

FULVIO

Ma noi cittadini a cosa serviamo???? Già c'è stato un referendum che ha abolito il nucleare, abbiamo espresso una volontà che è stata un No!!! adesso il governo che noi eleggiamo ci impone tramite DPR o legge il nucleare ma torno a chiedere a cosa serviamo??? Solo a leggittimare il governo o il governo dovrebbe con le nostre tasse, che tutti paghiamo, fare gli interessi della collettività? E poi di uranio mi pare che non ci siano scorte infinite anzi, il problema è crediamo o no ad un futuro con un mondo ed un ambiente pulito? o lasciamo residui tossici e radioattivi alle future generazioni ( i nostri figli e nipoti ), di questi ultimi nessuno fa menzione ma da qualche parte devono andare o li lasciamo in mano all'ECOMAFIA che poi li affonda sui mari dove andiamo a trascorrere le vacanze noi e i nostri figli? Cerchiamo di ricordare queste cose nessuno deve dimenticare Scanziano Jonico dove si volevano creare i depositi per le scorie radioattive, nessuno deve dimenticare che scelta una strada non si possono dimenticare le conseguenze a cui porta e bisogna valutare senza nascondere nè i pro nè i contro.

Nero

la madre degli stupidi è sempre incinta, dicono; e l'Italia è un paese di mamme.... Dove stiamo andando ? Qual'è un futuro sostenibile per noi e per i figli ed i figli che verranno ? Stiamo discutendo a livello internazionale per un futuro sostenibile e per tutte le possibili contromisure ai danni climatici derivanti da un modello industriale di sviluppo basato interamente sul denaro; un domani dovremmo mangiarcelo il denaro e vedrete quanto sarà poco appettibile ed indigesto. Ma non deve passare una misura energetica che è gia risultata fallimentare prima ancora del via; non è questione di chiacchiere, di pareri ed opinioni, di dibattiti urlati o gentili, qui è questione di vita o di morte. Questa è una misura che può rendere vana tutta la nostra vita ed il nostro domani ed il domani di tutte le future generazioni. L'ENERGIA NUCLEARE NON SI HA DA FARE !

Paolo

Sig.ra Piera, per cortesia ci illustri qualche soluzione per approvigionamento energetico dalle maree. Grazie

Piera

Appoggio assolutamente le parole di Fabio e aggiungo che oltre al sole ci sono splendide soluzioni legate alle maree ed al mare in generale : una delle poche cose che abbiamo in abbondanza insieme al sole ed al vento.

Paolo

va bene, ma continueremo sempre a pagare le forniture dell'estero. Come mai la Francia ed altre Nazioni, oltre al fabbisogno nazionale, riescono a vendere elettricita'?

fabio

Trovo assolutamente stupido dopo anni di dipendenza dal petrolio cercare un futuro breve nella dipendenza dall'atomo, ovvio che arricchisce le tasche di pochi compreso i governi che possono agevolmente controllarne la tassazione. Confido nel buon senso delle persone che forse iniziano a capire quanto economiche e a disposizione possono essere le risorse naturali anche se ancora tanto c'è da investire nella ricerca. Il sole non può innescare le guerre perchè tutti lo possono avere.

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