Bluair Blackpor

Permesso di costruire solo dopo aver pagato l’architetto

Federarchitetti chiede al Governo misure di tutela per le professioni

vedi aggiornamento del 15/04/2010
Letto 12668 volte

09/10/2009 - Subordinare il rilascio del permesso di costruire alla liberatoria del professionista sull’avvenuta corresponsione degli onorari professionali relativi al progetto di cui si chiede l’approvazione. È questa la norma che Federarchitetti, il Sindacato Nazionale Architetti Liberi Professionisti, propone di inserire nella Finanziaria 2010.

Con una lettera inviata negli scorsi giorni, Federarchitetti ha chiesto al Governo di sostenere misure di tutela per le libere professioni tecniche e di approvare uno specifico emendamento alla Finanziaria 2010 che preveda: “nelle istruttorie relative alle concessioni e permessi di costruire, ivi incluso le D.I.A., le documentazioni prevedano lettera liberatoria del professionista sull’avvenuta corresponsione degli onorari professionali, relativamente alla prestazione inclusa negli atti da approvare richiesti dall’Ente”.
 
Lo stato di crisi economica del settore libero professionale tecnico, oltrepassando ogni livello di guardia – spiega Federarchitetti –, rende necessari anche interventi puntuali e mirati come l’articolo proposto per la Finanziaria 2010, chiesto per contrastare il frequente mancato riconoscimento del credito, per agevolare la trasparenza negli incarichi e per fornire un maggiore supporto in sede giudiziaria.
 
Sono necessari – secondo il Sindacato – interventi strutturali, in grado di determinare un’inversione di tendenza rispetto ad una situazione che ha oltrepassato ogni livello di guardia, impedendo l’operatività alla grande maggioranza delle classi tecnico-professionali. infatti, secondo la Cassa di Previdenza, i redditi dei liberi professionisti della’area tecnica sono a livelli assolutamente insufficienti, con situazioni di particolare emergenza nelle aree meridionali.
 
Fra le numerose cause di questo stato di cose, Federarchitetti individua il frequente mancato riconoscimento del credito. Di qui la necessità di inserire nella Finanziaria 2010 l’articolo proposto.
 
Nella lettera viene, inoltre, ribadito il ruolo essenziale che le libere professioni tecniche rappresentano nel rapporto con i cittadini e le istituzioni, quale elemento di traino allo sviluppo. Tuttavia, secondo Federarchitetti, è incontestabile che alle professioni tecniche è stato riservato un ruolo marginale e soccombente rispetto a settori della pubblica amministrazione, impresa, mondo universitario, credito.
 
Questo rende impellente la necessità di un nuovo progetto di “riforma delle professioni” - sul quale Federarchitetti chiede di essere consultato - che si misuri coerentemente con il comparto libero professionale, al fine di introdurre elementi correttivi ed innovativi rispetto alle innumerevoli stesure rivelatesi ininfluenti nel prevedere un reale riassetto del settore. (riproduzione riservata)
Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Documenti correlati

Inserisci un commento alla news
Clicca qui

Non hai un account Facebook?

I vostri commenti sono preziosi. Condivideteli se pensate possano essere utili per tutti i lettori. Le vostre opinioni e le vostre osservazioni contribuiranno a rendere questa news più precisa e completa.
Altri Commenti

LUCA

sono un architetto GAY e mi pagano solo in natura!!!! Evviva!!!!

LUCA

sono un architetto GAY e mi pagano solo in natura!!!! Evviva!!!!

enrico

io sono stato rapinato da un architetto....letteralemnte rapinato, purtroppo ho pagato perchè non avevo voglia di problemi......ma era meglio se non pagavo...che categoria gli archittetti meglio stargli lontano,,,

VINCENZO

Tutto ciò mi sembra assurdo. Per avvalorare la mia tesi esporrò ciò che mi è successo due anni addietro nel comune di Lamezia Terme. Mi era stato dato incarico (come al solito verbale. Chi ti firma un contratto privato al sud??), per una manutenzione straordinaria di un edificio esistente e l'ampliamento di quest'ultimo. Più volte mi sono scontrato con i tecnici del comune di lamezia per questa questione. Loro asserivono che bisognava per forza costruire il nuovo ampliamento, distante dalla stada comunale, cinque metri, come era stabilito dal PRG vigente. Io, invence,facevo notare che poichè esistevano delle preesistenze valeva la consueta applicazione degli allineamenti. fatto sta che dopo un lungo andirivieni dagli uffici tecnici comunali, ho dovuto buttare la spugna, poichè secondo le decisioni dell'ufficio tecnico il mio progetto risultava irrealizzabile. Successe però che, dopo qualche mese dell'accaduto un altro tecnico con "CONOSCENZE" più importanti delle mie è riuscito a realizzare il progetto, con caratteristiche tipologiche ed estetiche molto simili al mio (probabilmente gli aveva passato qualche copia del progetto preliminare il committente) e con una distanza inferiore ai cinque metri stabiliti dal PRG, sfruttando l'opportunità di allineamento e preesistenza. Risultato: io non fui risarcito da nessuno perchè, il mio progetto fu definito irrealizzabile, mentre il tecnico che aveva "illeggittimi collegamenti" (come spesso capita in Calabria), non solo fu profumatamente pagato, ma agli occhi del committente risultava più esperto di me. Questa è la nostra Italia. Non sicuramente fondata sul lavoro (almeno quello onesto), ma su agganci politici illegali e spesso mafiosi.

Carrie

La mia esperienza. Non mi è stato pagato un credito, mi sono fatta dare solo un acconto iniziale e le opere (viste le scadenze imposte da contratti firmati con la pubblica amm.) andavano fatte in poco meno di 8 mesi. E' avvenuto tutto in modo veloce dovendo risolvere tanti di quei problemi e non potendo bloccare i lavori a metà dei lavori rinunciando all'incarico, perchè sarei stata accusata di fallimento dell'impresa e del non rispetto delle scadenze sui contratti e via dicendo, sono andata avanti con molta professionalità lavorando ore al giorno, in quanto essendo direttore dei lavori e trovandomi in mano un progetto sbagliato fatto da un collega, alla fine sono usciti fuori talmente tanti problemi che ho dovuto impiegare tutto il mio tempo. Ho portato a termine l’incarico con solo un acconto, a fine lavori ben documentato, cantiere chiuso e opere finite tutte come da progetti approvati, il committente manda una lettera al comune rimuovendomi dall'incarico di DL credendo così di non pagarmi. Assurdo! Non potendo fare altro (visto che le nostre leggi non ci permettono di farci giustizia da soli!) ho attivato le procedure per recuperare i crediti. Ho vinto con sentenza del giudice, ho fatto fallire la società. Ma ho perso tempo per le udienze e le consulenze all'avvocato ed energie per lo stress della cosa che si è protratta per anni. Ora siamo nella fase in cui la società ha fatto ricorso in cassazione per il fallimento! Ho letto, sentito e partecipato a procedure e cose assurde e ho speso una quantità enorme di soldi (finora 30.000 euro). Ora mi ritrovo ad avere necessità di quel denaro e, viste le lungaggini giudiziarie a cui sono dovuta andare incontro, non ho visto ancora un euro. Vi do un consiglio veramente disinteressato e frutto della mia esperienza. Le leggi attuali non ci tutelano assolutamente nel recupero crediti, quindi evitate in ogni modo di ricorrere alla giustizia per il recupero crediti perchè giustizia non ne avrete!

gino

Sono un architetto, mesi fa ho ricevuto un incarico per riprogettare una vila, ho studiato più soluzioni con il proprietario, contattato imprese, tecnici, impiantisti. l'unico mio errore forse per ragioni di amicizia non ho pensato a fare una lettera di incarico. fatto sta che alla fine il progetto andava bene anche l'impresa ha optato per un prezzo basso..alla fine questo cliente con furbizia mi ha detto che ero troppo caro e che mi avrebbe pagato il disturbo. ora la nuova impresa ed il novo progettista useranno la mia idea di progetto senza doversi scervellare come ho fatto io per arrivare alla migliore soluzione..mi vembra giusto? questo elemento vuol impresa che lavori in nero e di sicuro per il c.a cercherà di risparmiare sui calcoli e collaudo di una soletta in ca...non ho parole..posso chiedere i diritti per i disegni? ed il danno subito? SCUSATE GLI ERRORI..HO SCRITTO CON FRETTA E RABBA

peppino

mi dispiace ma noi non siamo notai e non possiamo pretendere nulla! i veri professionisti sono loro che pur commettendo errori e pure gravi non pagano mai! ma di tutto questo dobbiamo ringraziare a tutti gli ordini che ci danno man forte e che durante le elezioni fanno la scanna tra loro per diventare i nostri paladini, ma poi...........! o si cambia o si cambia! non ce la prendiamo solo con i clienti o con le altre categorie ma solo con noi stessi! l'italia è fatta così .......non è un paese per giovani e per sani di mente!

giac

è grazie a quelli che fanno i ragionamenti come i suoi e ai professionisti come lei li concepisce che i tribunali civili e penali sono intasati, il concetto di legalità lo state uccidendo secondo per secondo, per poi riversare tutta la colpa sullo sprovveduto che firma ogni " carta " che gli sottoponete, è la classica furberia italica dell'armiamoci e partite, peccato che gli albert sordi e totò sono passati a miglior vita, sennò gli farei fare un cortometraggio, sull'italiano medio, in cerca di affari facili e proteste di piazza contro chi gli stà più antipatico. Piove, Governo Ladro.

Danilo Galassi

Caro sig. giac, se voleva fare il tutore della legalità doveva fare il magistrato. I clienti con i propri soldi sono liberi di fare quello che vogliono, e il professionista che deve fare i progetti a regola d'arte, se il cliente vuole fare lo sporcaccione, arrivederci e grazie! Comunque non proseguirei ancora con questi discorsi altrimenti tediamo gli altri che ci leggono.

giac

ma come posso farle capire che i clienti, oggi e sopratutto alla luce di quel decreto del " liberale" Bersani, cercano sopratutto il risparmio, la gratuità (che non esiste), e il by.passare le leggi, a tutto detrimento della professionalità, e della qualità del lavoro professionale. l'aver equiparato il libero professionista, che, a scanso di equivoci ai sensi del codice di procedura penale è soggetto svolgente attività di pubblica necessità, in pratica è garante della legalità, ad un soggetto di impresa che cerca invece l'utile, è una mostruosità giuridica, io non vendo prodotti ne materiali ne virtuali, non produco mele, pere, o cd piuttosto che ombrelli in spiaggia, io e come me decine di migliaia di professionisti svolgono lavoro tutto dedicato al rispetto di normative tecniche, civili, penali e ogni qualvolta apponiamo una firma e un timbro professionale, facciamo ricadere su di noi tutte le conseguenze legali di una prestazione professionale, insomma ci vuole proprio tanta fantasia per capire che il libero professionista svolge lavoro di produttore di legalità, ma perchè non assimiliano questo concetto che è già iscritto negli ordinamenti professionali negli elenchi deontologici depositati resso il ministero di grazia e giustizia, nei codici civili ecc, perche si fa ancora finta che il libero professionista è un lavoratore qualunque. perchè tanta ostilità verso chi trascina un carro pesantissimo stretto tra statalismo terroristico ed economia mafiosa in cerca solo di profitti facili?. eliminare le libere professioni è una iattura politica e sociale per tutti.

Danilo Galassi

Caro sig. giac. vedo che lei ha sicuramente una profonda conoscenza della storia e della filosofia, niente da eccepire. Le suggerirei, però, di approfondire ancora un po' i suoi studi, visto che usa il termine stato etico come sinonimo di comunismo. Poi se la prende con il povero Bersani che è stato l'unico politico italiano che ha introdotto un briciolo di liberalità nella fossilizzata economia italiana (e sicuramente non si può dire che Bersani sia un liberale!).

giac

a proposito di economia liberale di cui molti oggi, si impatanano senza alcuna conocenza storica, ricordo che questa economia si basa sul valore dell'individuo in tutte le sue peculiarità professionali, morali ,ed etiche. l'individuo a differenza di come è considerato in italia dalla classe politica, è considerato il vero valore aggiunto alla economia, è il diritto inviolabile dello stesso alla felicità e alla gratificazione economica ancorchè morale è il fondamento di questa società e di questa economia. delle economie illiberali e nemiche giurate dell'individuo e della persona, ne può avere notizie dettagliate in quello chè è stato e ancora parzialmente lo è ancora, il più grande e immane mattatoio della storia e degli uomini e si chiama comunismo e massimalismo o stato etico come con qualche eufemismo furbo qualche fannullone di regime ancora lo chiama. Il libero professionista libero da condizionamenti, politica, burocrazia deve e ripeto DEVE, essere il pilastro fondativo della economia e della società liberale che a lei vedo starebbe tanto a cuore. ma con i parassiti di stato e con i bersani in giro c'è solo da essere seriamente preoccupati.

Danilo Galassi

Ma guarda che non era una minaccia non fraintedermi! Era un modo per avvisarti che invece di trattare il problema affrontandolo con idee nuove e più confacenti alla economia liberale stavi impostando la questione più su luoghi comuni tipici di una certa classe di potere.

giac

mi spiega meglio sig galassi perchè dovrei stere attento alle mie idee e alle mie convinzioni, visto che da libero professionista, sui giornali e nelle stanze del potere si pensa solo a gettar fango sulle libere professioni, senza contare quello che già gettiamo noi stessi.

giac

o recuperiamo il nostro (ma prima il vostro ) ruolo di vera classe dirigente o la decadenza delle libere professioni è già scritta nell'organigramma di tutti i fan c..... di regime, vedrete, con la scusa della abolizione degli ordini e dei collegi, i quali, a scanso di equivoci e luoghi comuni della politica e della società assistita, sono prima di tutto una garanzia per gli utenti e poi per noi ( se ci comportiamo bene). io per esempio non mi sono mai e ripeto mai ,sentito difeso da questo, sopratutto da quei colleghi squali che divorano tutti gli incarichi e li digeriscono nell'imboglio e nella truffa, non "richiedendo alcun compenso o una cifra quasi simbolica", è qui l'arcano, come mai il sottoscritto per completare un incarico si " esaurisce", e la moltitudine la vedi serena, sempre allegra sempre a minimizzare ogni problematica professionale, sembrano nati già tecnici, si scandalizzano se gli parli di equo onorario, ma che mistero buffo è mai questo. succede anche per arch e ing.?

arch Filomena

ho letto tutte le belle cose scritte.....ma nessuno ha detto che L'ARCHITETTURA non è solo un manufatto...ma è un manufatto+un cervello che lo ha concepito.........se togliete uno di questi due elementi non esiste la nostra professione......e nella nostra professione...i soldi...il parere dei non addetti ai lavori....la burocrazia..rappresentano solo una piccola parte del problema...........nei cantieri ..e in molti soggetti.....manca la serietà e l'autorevolezza che dovrebbe avere il tecnico preparato...........la Federarchitetti dovrebbe pensare prima ad un elenco di professionisti elencati per merito...e dopo pensare al resto...........io non mi faccio dire dalla committenza quale materiale usare...perchè la committenza non ha i requisiti tecnici per fare la scelta......architetti!!!!!!! imparate dal comportamento di Michelangelo...lui se ne fregava persino del Papa...e non voleva che mettesse le sue mani sulle sue opere....imparate tecnici!!!!!!

Bernardo Re

Se gli ordini professionali applicassero il codice deontologico facendo rispettare a tutti le norme e non chiudendo gli occhi per convenienza o per falsa ma interessata bontà d'animo, non ci sarebbe certo bisogno di un provvedimento del genere; per noi architetti c'è la 633 sulla tutela del diritto d'autore, provate un pochino a chiederne conto contro un collega interessato e arrogante; e poi magari provate a chiedere la parcella: il collega vi distruggerà, nonostante tutto, l'opera perchè l'Ordine non c'è, e la parcella?, se non conoscete bene il presidente o uno della Commissione Parcelle avete ben poche speranze che vada in porto così come redatta: e non mi si venga a dire che non la sappiamo fare. C'è poco da fare, all'università siamo tutti delfini e poi... diventiamo squali. Ciao

ignazio

Non si riescono a leggere tutti questi commenti lunghi, oggi noi professionisti abbiamo la possibilità di lamentarci, ma per quale motivo alla fine si fanno parcelle con il 50% di ribasso..vul dire che siamo scadenti professionalmente. Vedi qualcuno dei grandi progettisti che accusa malore di parcelle..Non ti difende nessuno. Grazie.

LUCIANO RAFFA

Cari colleghi, vorrei capire una cosa, ma tutto quello che è una proposta della federarchitetti che ho appena letto, non dovrebbe essere già contemplata come vidimazione della parcella? io non ho mai usufruito di questo servizio, non vorrei sbagliarmi e dire cose per altre, ma noi COME SIAMO REALMENTE TUTELATI DA I NOSTRI ORDINI, se ho capito bene sarebbero altre spese in più sia per noi che per i nostri committenti. Credo proprio che adesso si stia esagerando, ma davvero bisogna ricorrere a queste strategie per poter avere riconosciuti i NOSTRI DIRITTI, MA STIAMO SCHERZANDO??? Se non dico eresie mi sembra che gli ordini professionali esistano solo in Italia, mentre negli altri Paesi no, qualquno può darmi qualche delucidazione e perchè solo in Italia se è così? Grazie

Danilo Galassi

Niente di quello che dici. Mi sono messo per un attimo nei panni del committente. Attento quando citi i nemici del popolo, mi sa un po' di retaggio burocatico e un po' ideologico.

giac

ma quale gabella sig galassi, o lei è un tecnico che concepisce il nostro lavoro come pura e steril produzione cartacea o in qualità di utente non ha nemmeno la più pallida idea delle responsabilità che un tecnico si assume di fronte alla p.a. ai privati e alle imprese, ogni qualvolta "produce documentazione tecnica". siamo noi tecnici i principali responsabili di ogni realizzazione edile-catastale-impiantistica-urbanistica. le gabelle sono le tasse assurde come oneri di urbanizzazione-atti di asservimento-contributi per l'esame preventivo dei progetti da parte di una miriade di entipubblici-imposte di registro trascrizione catastali-diritti di segreteria che si abbattono su di noi quando si chiede la liquidazione( sacrosanta) del nostro onorario, diritti e tributi sui certificati di destinazione urbanistica che in alcuni comuni litoranei raggiungono importi spropositati, e queste sono solo alcune e parziali"gabelle" fiscali-amministrative che il cittadino utente deve versare a Stato comuni provincie ecc ecc. lei sig Galassi ho ha le idee confuse, ho vuole fare solo un pò di moralismo a buon mercato, tanto in italia quando c'è da sbattere qualche categoria di nemici del popolo in prima pagina si ricorre sempre, assecondando il vostro immaginario collettivo o agli imprenditori o ai liberi professionisti, per nascondere il sacco il fallimentomostruoso del sistema statlista bato sulle tasse e sugli incapaci di stato raccomandati.

FEDERAZIONE NAZIONALE ARCHITETTI INGEGNERI IN F.B.

Direzione dei Lavori e Sicurezza in fase di Esecuzione Saranno da retribuirsi in base agli stati di avanzamento lavori. Qualora dopo 2 o più solleciti non venisse rispettato il saldo degli stati di avanzamento oppure opposto un motivo valido ed accertato per il diniego all’esborso di quanto dovuto, il professionista ha facoltà di fermare le lavorazioni fino all’avvenuto saldo delle prestazioni. Il committente non può sostituire in nessun caso il Direttore dei Lavori o il Coordinatore per la Sicurezza al fine di riprendere le lavorazioni se non dopo aver saldato le spettanze professionali. Collaudo statico L’edificio sarà ritenuto collaudabile solo se corredato della prova del saldo della prestazione o del mandato professionale tra professionista e committente che stabilisca i termini del pagamento. Collaudo amministrativo Ai fini dell’accettazione del collaudo tecnico amministrativo o fine lavori è fatto obbligo il rilascio della ricevuta del saldo finale della prestazione nonché la dimostrazione del saldo di tutte le notule professionali riguardanti : la progettazione architettonica, strutturale, la direzione dei lavori, la coordinazione della sicurezza in fase di progetto e in fase di esecuzione, le certificazioni energetiche. L’ente pubblico accetterà la richiesta di agibilità solo con le liberatorie dei professionisti riguardanti il saldo delle prestazioni professionali svolte dagli stessi. Certificazioni energetiche Le certificazioni energetiche o attestati di qualificazione energetica dovranno essere inviate all’Enea per un controllo tecnico scientifico e in allegato dovranno essere inviate obbligatoriamente la dimostrazione dell’avvenuto pagamento al professionista o liberatoria dello stesso. Qualora non venisse fatto la certificazione non avrebbe validità legale. Vantaggi della norma : Controllo qualitativo reale delle prestazioni professionali, tutela della committenza, certezza della bontà della prestazione. Certezza dei compensi professionali e certezza di un regolare esborso di tasse per i professionisti; maggiore e più immediato introito nelle casse dello stato; maggiore garanzia del cittadino per una prestazione attenta e professionale; snellimento delle cause di tribunale riguardanti contenziosi su mancati pagamenti e su cattive progettazioni; parcelle finalmente congrue ed ossequiose della professionalità e della dignità professionale.

FEDERAZIONE NAZIONALE ARCHITETTI INGEGNERI IN F.B.

La FEDERAZIONE PROPONE UNA SERIE DI PUNTI TRA I QUALI CITIAMO IL N.1 <b>1) INCARICO PROFESSIONALE E CERTEZZA DEI COMPENSI E DELLA QUALITÀ PROFESSIONALE PRODOTTA.</b> Tutti gli elaborati Progettuali (Progetto Architettonico, Progetto Strutturale, Progetto della Sicurezza, Progetto Termico) dovranno essere consegnati all’Ordine di appartenenza, unitamente all’incarico stipulato con la committenza, controllati per numero e qualità degli elaborati prodotti, vidimati e consegnati formalmente alla committenza sia pubblica che privata, previo pagamento delle competenze professionali secondo parcella o con uno sconto che può arrivare non oltre al -20% e a discrezione dell’Ordine stesso. Qualora previsto contrattualmente tra le parti, il committente, versato un primo acconto, potrà saldare la prestazione diluendola nel tempo. L’Ordine dovrà effettuare controlli non solo formali ma anche analitici e sostanziali riguardo il numero, la qualità e l’esistenza degli elaborati, ovvero dovrà entrare nel merito degli stessi e valutarne la corrispondenza con quanto da essa richiesto e la congruità a quanto stabilito dalle leggi locali, dai regolamenti edilizi, igienici, dalle leggi Nazionali chi afferiscono la sfera urbanistica, statico/strutturale, energetica, acustica, tecnologica, impiantistica ecc. ecc. L’Ordine dovrà verificare che il professionista abbia tutte le licenze dei software con i quali sono stati redatti gli elaborati e verificare altresì che non svolga altri lavori incompatibili con la libera professione. Per questi adempimenti sarà riconosciuto all’Ordine una percentuale pari al 2% delle spettanze professionali.

Danilo Galassi

Avete visto la montagna di carte che si deve fare per redigere un muro interno per chiudere una porta? Mettetevi un attimino nei panni di una persona che si vuole fare casa, se gli mettete una gabella in più verrà da voi professionisti per farsi fare un progetto oppure andrà dal primo marrocchino disponibile, basta che sappia usare la cazzuola? Sarà la vittoria del lavoro nero e dell'illegalità, poi le voglio vedere le confederazioni quando si lagneranno. Auguri

paolo

Non abbiamo alcuna seria protezione giuridica per il mancato e contestato pagamento delle parcelle professionali. La procedura per il recupero dei crediti è costosissima e lunghissima tanto da far spesso rinunciare all'azione nei confronti del cliente. 1 gli ordini chiedono cifre astronomiche per la liquidazione della parcella; 2 gli avvocati pure 3 la giustizia se ti va bene emette una sentenza dopo 10 anni. Bisogna attuare l'immediata esecutorietà della parcella con spese molto più ridotte per la liquidazione e poi agli eventuali danni ci pensino le nostre assicurazioni. (obbligatorie con il Decreto Bersani) Il cliente così prima paga e poi se veramente sussistono i danni lamentati pagherà il dovuto alla sua assicurazione. Ma se si è lavorato bene non vi è difficoltà a che l'assicurazione vinca la causa e si rivalga sul cliente furbo. Per esperienza personale a seguito di malattia grave tutta la clientela in corso al momento ha sospeso i pagamenti sperando in un eventuale decesso e a seguito di invalidità riportata grave ora non ho la possibilità economica di attuare le procedure giudiziarie necessarie: che tutela abbiamo??' Ben venga che ogni singolo passaggio delle nostre pratiche venga subordinato alla liberatoria ed in tal modo avremo anche una minore parte di professionisti che si fanno pagare in nero o quasi.

Danilo Galassi

Cari colleghi avete visto REPORT domenica 11 sera? Avete sentito come si procede in Germania per un permesso di costruzione? E' il committente che invia per posta un piccolo plico al comune di appartenenza. Vi piace di più questo modo di procedere o la burocrazia farraginosa e autoreferenziale italiana? Perchè la Federarchitetti o il CNI non chiedono questo? Questi enti sono o non sono un po' complici di questo sistema Italia?

GeoRoC

Basterebbe applicare il codice deontologico. Se il profesionista non viene pagato (o accordo sul pagamento), il cliente non può trovare un "sostituto" perchè il suo Ordine professionale applicherebbe nei suoi confronti sanzioni disciplinari. In questo senso sarebbe "bello" se se i vari Ordini trovassero un accordo "incrociato" per evitare clienti che fanno furbi il salto di categoria per evitare la norma.

Danilo Galassi

E' vero che a volte ci sono clienti che non pagano i progetti perchè il cosiddetto "lavoro intellettuale" non è considerato perchè non si fatica (strano che questa idea sia concepita solo in Italia!). Certo che se un cliente deve pagare un progetto e la parcella è di parecchie migliaia di euro non si può pretendere che ti paghi sull'unghia, bisogna naturalmente venirsi incontro e avere un po' di pazienza. Altra cosa è se un cliente non ti paga proprio: questa è una vera e propria inadempienza contrattuale e si finisce in causa. La giustizia civile in Italia è un cloaca purtroppo, ma questa è un'altra storia che abbraccia una questione più ampia della società italiana. Pretendere di farsi pagare la parcella per il rilascio del PdC però non farà altro che far odiare di più le categorie professionali; come vedete se poi tutte le categorie chiederanno il pagamento della parcella contro il rilascio di qualche permesso o concessione sarà il caos e il blocco. Avete mai pensato cosa può succedere se un cliente paga il professionista e poi il comune gli nega il permesso di costruire perchè per un qualunque motivo c'è un errore sul progetto ? Le categorie si stanno andando ad impantanare in un guaio molto pericoloso. Invece di fare queste proposte corporativiste, perchè non si sono incazzati quando hanno levato gli AQE per le detrazioni del 55%? Sapete quanto guadagno hanno sottratto alle categorie professionali con questo provvedimento? Eppure l'AQE era utile perchè avrebbe permesso di avere in un certo senso un censimento del consumo energetico degli edifici in Italia , qui c'è l'interesse pubblico.E le categorie cosa fanno? Si stracciano le vesti quando si tratta di tariffe ma zitte e mosca quando ci sfilano il lavoro da sotto il naso?

LUCIANO RAFFA

Cari colleghi Architetti la nostra professione è davvero difficile farla accettare come un lavoro "onesto" e uso onesto per dire che se facciamo il nostro lavoro, disegni, conti, calcoli, sopralluoghi, domande e diamo le indicazioni alle ditte sul come operare, sembra che "RUBBIAMO" i soldi del cliente perchè non ci hanno visto sudare o faticare fisicamente. Mentre se il lavoro viene svolto "MANUALMENTE" dall'operaio e questo suda, opera per ore e alla fine dà il suo frutto, quindi il manufatto, allora è giusto che sia pagato anche prima di noi. Con questo voglio dire che dobbiamo far capire al committente che si deve dare giusto peso a ogni professione qualunque essa sia, artigiano o architetto , geometra o ingegnere e che QUALUNQUE LAVORO VA PAGATO NEI TEMPI E NEI MODI PRESTABILITI. E' vero, se chi entra in un negozio non paga ha rubbato ed è perseguibile dalla legge, ma se chi, entra in uno studio di progettazione e PRENDE E PRETENDE che gli sia consegnato IL LAVORO CHE HA COMMISSIONATO E SE NE VA SENZA PAGARE NON HA RUBBATO. QUINDI CARI COLLEGHI SIAMO NOI A NON DOVER DARE IL LAVORO FINO A QUANDO NON SARA' TUTTO PAGATO E DENUNCIARE CHI CI DERUBA ANCHE DELLA NOSTRA DIGNITA'. GLI ORDINI PROFESSIONALI DOVREBBERO GARANTIRE TUTTO QUESTO E DENUNCIARE PER PRIMA. QUELLO CHE CHIEDO A TUTTI I COLLEGHI, DI QUALSIASI CATEGORIA , E' CHE NON DOBBIAMO DARE SENZA PRIMA AVERE, SE QUESTO ENTRERA' NELLA MENTALITA' DI TUTTI NOI ALLORA FORSE LE COSE CAMBIERANNO. VORREI DIRE ANCHE HAI FURBETTI CHE FANNO IL NOSTRO STESSO LAVORO SOLO PER GUADAGNARE 10 VOLTE DI MENO E SOLO PERCHE' HANNO UN'ALTRO LAVORO SICURO, VERGOGNATEVI, NOI CHE LAVORIAMO SOLO CON UNO STUDIO DOBBIAMO FARE I SALTI MORTALI E MOLTE VOLTE MI SENTO DIRE "SA QUALCHE SUO COLLEGA CERCA MOLTO MENO", BHE SICURAMENTE NE SAPRA' ANCHE MOLTO MENO, RISPONDO IO. MA LA DIGNITA' E I SACRIFICI PER ARRIVARE A ESERCITARE LA PROFESSIONE DOVE LI METTIAMO?

Renato

Ogni categoria ritiene di poter prevaricare i suoi diritti rispetto ad un'altra : l'artigiano anticipa i soldi per il materiale, mentre invece l'Architetto non ancipa nulla, secondo il sig. Alberto.Infatti eseguendo i Progetti, non si anticipa nulla, a suo dire.E' cosi?

samir

Chiederei la stessa cosa in Tunisia, i soliti problemi per tutti gli architetti del mondo.

alberto

direi che cio debba essere fatto anche per le imprese artigiane visto che oltre la manodopera (al pari degli architetti)loro anticipano anche i soldi dei materiali che non sono pochi e quelli anche se non prendi i soldi tu li devi pagare al fornitore invece il disegno e come la manodopera non anticipi niente

simone

con l'auspicio che un gruppo di professionisti riesca ad intavolare una seria trattativa con le istituzioni , sarebbe opportuno porre sul piatto le innumerevoli problematiche del settore che molti di noi ben conoscono.(accesso ai concorsi di progettazione, interpretabilità delle norme, pesanti responsablità del professionista, concorrenza tra professioni similari.........ecc.) Trattare solo l'aspetto economico, seppur sacrosanto è francamente lesivo della dignità professionale Non abbiamo bisogno solo di rivendicazioni economiche ma di una seria ed attenta disamina dele inumerevoli probelmatiche, risolte le quali gli aspetti economici funzionerebbero di conseguenza E purtroppo i nostri ordinm compresi i consigli nazionali al di là di qualche sporadica campanilistica presa di posizione non riescono ad avere peso......

Silvia

Perche' l'Architetto, il Geometra, l'ingegniere, etc. non operano come fanno gli Avvocati, e cioe, " tot "E. per le prime spese, che solitamente non sono meno della meta' dell'onorario.

ANTONIO

COME SINDACATO LIBERI PROFESSIONISTI - INARSIND - , NEL PASSATO , IN TUTTI I CONEGNI , CI SIAMO SEMPRE BATTUTI PERCHE' IL PERMESSO A COSTRUIRE FOSSE RILASCIATO DOPO LA PRESENTAZIONE DELLA LIBERATORIA DEL CLIENTE .

Danilo Galassi

Mi chiedo quale sia l'interesse pubblico che dovrebbe andare a soddisfare un intervento legislativo di questo genere.

giac

mi raccomando caro collega rimaniamo uniti, dividerci su questo argomento significa creare i presupposti per la nostra estinzione professionale, se questo lo capissero gli altri geometri e non, staremmo già a metà dell'opera. notizia di servizio, noi purtroppo i decreti ingiuntivi li facciamo e li facciamo spesso, vengano poi i ctu i giudici a pontificarci, non molleremo manco di un cm le nostre legittime e sacrosante richieste, la responsabilità si paga e basta. per la cronaca io e il mio collega i decreti li abbiamo sempre vinti anche se tra mille strilli e latrati ma alla fine, il nostro lavoro il nostro sacrificio è li, nessuno vuole nascondersi dietro un dito, ma per dio.... guai a chi ci nega la sopravvivenza ( quella professionale intendo), deve passare sul nostro cadavere. sveglia ....... basta politici-fannulloni-raccomandati-portaborse-reggipalle-ruffiani-incapaci di destra e di sinistra, e ora di reagire o ci seppelliranno.

geom. cattaneo

Finalmente, appoggio pienamente la propsta, mi chiedo se chi è contrario non è mai incorso nel non pagamento della DIA o PdC; il Cliente si rivolge ad un altro "collega" che prosegue e realizza l'opera, il "povero pirla" che non è stato pagato deve rivolgersi al Colegio/Ordine per la liquidazione della parcella, rivolgersi ad un Avvocato per la richiesta di decreto ingiuntivo che verrà quasi certamente impugnato dal Clinete ed a cui seguirà una lunga e COSTOSA causa, con nomina di CTU e con tempi lunghi ed esiti a volte incredibili. Certamente la professione intellettuale di un Geometra, Archietto, Ingegnere, non può essere posta sullo stesso piano di un meccanico di auto, ma se non paghi il meccanico alla consegna della riparazione, l'auto non te la restituisce !!

giac

la proposta deve essere estesa agli altri enti pubblici territoriali e non territoriali,ad esempio ag territorio-asl-vigili del fuoco- ecc ecc. non si può più tollerare che una prestazione professionale legittimata e approvata da terzi rimanga senza compenso, chi ( sopratutto all'interno dell nostre categorie), nega questo sacrosanto diritto ha "altri" introiti forse inconfessabili e qui al sud di "personaggi" equivoci iscritti a ordini e collegi ve ne sono a iosa, stanno infestando l'aria.

giac

noto con gran tristezza a quale degrado psicologico sono arrivate le libere professioni. da classe dirigente naturale a valletti e portaborse di politici burocrati e cialtroni vari. ma come fate a pensare le nostre e le vostre ( elevate e gravi) responsabilità in termini di mercato di "prezzo" e non di onorario, se crollano il prestigio e l'onore delle libere professioni crolla l'impalcatura sociale della intera società e siccome questo è già avvenuto, sentiamo parlare colleghi e colleghi superiori, il linguaggio fasullo della politica e del mercato, ivece di rivestire il ruolo di persone esercenti attività di pubblica necessità, ci imbarcameniamo in avventure e ruoli che non sono nostri e non ci appartengono, cioè politica-mercato ( delle vacche)-burocrazia. ma perchè stentate a capire che il libero professionista è in primis voi laureati, che agite contestualmente in una ottica privata e individuale ma al contempo con l'obbligo di( e qui uso una parolaccia), produrre legalità, in quanto figure garanti dei rapporti non solo economici ma giuridici civili e penali tra le parti. il nostro compenso fu pensato dai nostri padri come onorario, per l'appunto, cioè quella aliquota monetaria che ci consente di svolgere il nostro ruolo con tranquillità e serenità, ne più e ne meno di quello di un magistrato o di un politico, anzi il nostro ruolo è ancora più delicato e difficile, in quanto agiamo "dentro" il sistema e non "sopra" il sistema come i giudici, quindi se crolliamo noi, crolla e esplode il sistema giudiziario, si satureranno i tribunali civili, e i politici troverranno altri legacci per giustificare la nostra dipartita professionale. e c'è chi ancora parla di prezzi di mercato di politica, ma come fate ad aver perso la dignità, con quale senso della responsabilit e dell'onore affrontate il vostro lavoro?

Danilo Galassi

Figurati, gli avvocati non ne vedono l'ora!! Ci sarebbe un'impennata parabolica delle cause civili.

nino

Ottima la scelta della dichiarazione liberatoria!! Ma attenzione! PENSO!!!!!! Che : Il sistema va bene per i veri professionisti, quelli che realizzano un progetto perfetto, ed eseguibile, nel caso invece dopo il pagamento del progetto con rilascio dichiatazione liberatoria il progetto risulta pieno di vizi e non eseguibile il tecnico paga i danni!!!! Sarebbe meglio prevenirsi con una poliza assicurativa!!!! Da premettere ce l'assicurazione paga la prima volta! può pagare una seconda !!! ma la terza volta non ti assicura nessuno, probabilmente sarà un modo per fare un pò di pulizia eliminando faccendieri e incapaci.

Danilo Galassi

Ok con il discorso di Pierangela. Ma non possiamo pretendere che le persone siano epserti di ingegneria o di architettura, siamo noi professionisti che dobbiamo spiegare loro la qualità del nostro lavoro: un cliente soddisfatto pagherà più volentieri la parcella. Molti invece pretendono fare i progetti piglia paga e stai zitto! Un'altra cosa: in peridodo di crisi economica è meglio avere tariffe basse e più occasioni di lavoro piuttosto che tariffe alte e scarsità di lavoro.

Danilo Galassi

Prima di tutto mi chiamo Galassi e non Grassi. Il fatto che tu paragoni la libera professione ad una rivendita di scarpe la dice tutta sulla considerazione che tu hai dell'attività di architetto o di ingegnere. In tutto il mondo i professionisti possono farsi pagare in diverse maniera a seconda del regime fiscale (mai sentito parlare di pagamenti a 60 /90 gg da fattura ? E' una formula di pagamento comune sul pianeta Terra non solo in Italia). Certo anche a me piacerebbe avere tutti i soldi e subito, ma la coercizione non mi piace.

Arch. Pierangela Catania

Il vero problema è che di architettura se ne parla solo sulle riviste di settore che leggiamo solo noi professionisti. Come fa la gente a capire che deve pagarci per un lavoro che svolgiamo, se non ha la minima idea di tutto ciò che c'è dietro il nostro progetto? In tv trovare un programma dove si parli di architettura è IMPOSSIBILE …. “Rifondiamo” la cultura architettonica e alimentiamo la conoscenza di ciò che riguarda il nostro lavoro che va oltre un timbro su un “pezzo di carta” per il quale forse non verremo mai pagati. Poi un’altra cosa importante, di cui non se ne parla mai , è la distinzione delle prestazioni tra le varie professioni INGEGNERI, ARCHITETTI…e poi ci sarebbe anche chi , nonostante la sua SPECIALIZZAZIONE nel SETTORE DEL RESTAURO , non può firmare nessun progetto, nemmeno i progetti che dovrebbero essere di sua ESCLUSIVA COMPETENZA !!! Ognuno dovrebbe svolgere il lavoro di cui ha le capacità tecniche !!!!!!!! QUINDI I PROBLEMI LEGATI ALLA NOSTRA PROFESSIONE SONO TANTI… Non riduciamo il nostro lavoro a un semplice problema di “soldi” (anche se esiste) andiamo oltre , diamo un contributo oggi all’Architettura di domani !!!!! Ma in ciò ci deve aiutare chi ha gli strumenti per farlo: ORDINI, FEDERAZIONI,giornalisti.

Sandro

Fin quando ci comporteremo come una "casta" (quella dei giullari per intenderci) non faremo mai mercato. Che senso ha ancora utilizzare la parcella professionale? perchè il commitente ci deve pagare a percentuale sul lavoro? stiamo diventando economicamente (e la cosa in parte scredita la nostra categoria) anacronistici. Architettura di tutti, per tutti e a prezzi popolari ! Il tutto poi rapresentati da un sindacato che è tutt'un programma "FEDERARCHITETTI", tantovale iscriversi alla FEDERCASALINGHE !!! Per me il decreto Bersani ha fatto le cose solo a metà, liberalizzando la tariffa professionale senza tuttavia abbolire gli ordini professionali...Non credo che il nostro ordine abbia ancora un minimo di credibilità nel valorizzare la professione e tantomeno l'architettura, e dunque a che pro tenerlo in piedi? A maggior ragione perchè delegare la pubblica amministrazione (nella circostanza l'ufficio tecnico comunale) al controllo del pagamento di una parcella professionale? L'agenzia delle entrate controlla le parcelle dei commercialisti forse? od il giudice di pace verifica il pagamento di un'avvocato? Il tutto poi fatto passare come misura anticrisi? tanto vale dire misura salva "Casta"...

FEDERAZIONE NAZIONALE ARCHITETTI INGEGNERI IN F.B.

QUELLO CHE STIAMO CHIEDENDO CON LA FEDERAZIONE NAZIONALE ARCHITETTI INGEGNERI IN F.B...BRAVISSIMA FEDERARCHITETTI ANCHE SE L'IDEA è LA NOSTRA...ANDIAMO AVANTI E SENZA GELOSIE! p.s. qualcuno vuol spiegare a Danilo Grassi che che in Italia e nel resto del mondo civile, se entri in un negozio e predi merce la paghi, e se vai da un professionista per farti redigere un progetto si paga perché non siamo ne missionari ne idioti !

Danilo Galassi

Il decoro delle professioni si difende progettando edifici a norma antisismica in zona sismica, oppure evitando di far mettere più sabbia del dovuto nel cemento degli ospedali o costruendo edifici belli moderni e integrati nell'ambiente circostante. Non credo che il ricatto al proprio cliente del tipo o paghi la parcella o ti scordi il PdC (quanti saranno disposti a fare tariffe congrue all'opera?) vada ad aumentare il decoro delle professioni. Tutto ciò non farà altro che aumentare illegalità e abusivismo e la nascita di tanti "professionisti" faidaté. Certo siamo d'accordo che un lavoro di qualità deve essere pagato meglio di un lavoro di minor qualità, ma questo lo si dimostra sul campo e non a colpi di tariffe. Per esempio quale ordine professionale ha mai fatto una battaglia per introdurre a pieno titolo la certificazione energetica degli edifici? Eppure ce ne sarebbe stato bisogno, avrebbe creato decine di migliaia di opportunità di lavoro. In Europa esiste già da 7 anni, invece in Italia è stata introdotta di recente ed è pure una legge incompleta. Invece i nostri cari ordini da anni combattono contro i mulini a vento per introdurre il tariffario minimo( cosa che non otterranno mai perché i comuni hanno avuto dei risparmi enormi sugli appalti e i comuni sono composti dai politici stessi a cui si chiede di introdurre il tariffario minimo). Non pensate che sarebbe l'ora di svegliarsi e di fare le cose serie? Fra un po' verrano a lavorare da noi gli ingegneri cinesi e se non saremo pronti ci faranno un culo così!!. Ai voglia a farsi pagare la parcella poi!!

arch Filomena

Io penso che le leggi ci sono e sono anche troppe...quello che manca è il recupero del decoro professionale perso negli anni del bum dei palazzinari...io sono un tecnico e mi difendo..non solo..sono irricattabile...l'orgoglio dei tecnici sta nell'essere indipendente nelle proprie idee e nei rapporti con committenza e altri soggetti......non abbiamo bisogno di "un Padre"..dobbiamo essere cittadini che aiutano la catena dei soggetti responsabili nei cantieri.......ogni cittadino nel 2009 dovrebbe prendersi le proprie responsabilità senza dare sempre la colpa al governo..alle istituzioni ecc...cominciamo a fare ognuno il nostro dovere

Mauro B

Forse nessuno si ricorda (io sono del 73), ma ancora vent'anni fa era obbligo pagare prima della "licenza" almeno i contributi Inarcassa (e quindi la parcella) e si doveva citare il tutto nella domanda. Si sà com, è... gli uomini hanno la memoria breve... Comunque sono d'accordo con giac e carla!!!! Era ora!

Paolo

I professionisti per tutelare le loro parcelle devono avere garanzie diverse inserite nella stesura dell'Incrico Professionale. Attualmente, nell'ambito del meretricio, e' gia' applicata: prima paghi e poi consumi

marco

Alla federarchitetti si sono bevuti il cervello. Faremmo meglio a dare le tasse di iscrizione all'ordine in beneficenza puttosto che a delle menti cosi sopraffine..

Danilo Galassi

La Federarchitetti è letteralmente uscita di senno se fa una proposta del genere. E' una totale assurdità sottoporre il PdC al pagamento del professionista. Il PdC si dà al titolare solo se rispetta i regolamenti tecnici per le costruzioni del comune e non certo perchè c'è il benestare del professionista. Questa non è altro che una richieste delle corporazioni fasciste di cui è intrisa l'Italia (compreso l'ordine degli ingegneri di cui faccio parte) e che non farà altro che allontanare il pubblico dalle libere professioni e ci farà buttare fuori dall'Europa definitivamente. Saluti e auguri per la nuova Italia

giac

Geom Stincone Giacomo Era ora che i tecnici "superiori" si accorgessero di questa infamia statalista, forse ho finito di predicare nel vuoto? Quando anche con la superficialita' dei miei colleghi mi scontravo ogni giorno su quella infamia stalinista chiamata decreto Bersani, che sancisce ufficialmente la nostra fine, a tutto vantaggio di mafiosi di stato-burocrati-uffici tecnici-sindacati. Cari svegliatevi svegliamoci e in gioco non solo il nostro reddito ma la nostra dignita e la legalitaì nella intera societa'. Abolire le libere professioni significa tracciare il solco per il comunismo e lo sfascismo di stato. I Bersani Di Pietro Dalema e porcherie varie sempre piu potenti e impuniti. Ma anche i miei destri non scherzano quanto a demogogia e bugie di stato. Riprendiamoci il ruolo naturale che una societa democratica affida alla libere professioni, cioe' il vertice e l'onore che la politica ogni giorno ci nega a furor di popolo e decreti, ognuno per le sue capacita ognuno per il suo titolo e nel reciproco rispetto. Finiamola di farci la guerra, i burocrati i politici i sindacati e fan cazzo simili, gongolano, i raccomandati e gli incapaci hanno preso possesso del potere, svegliamoci o il massimalismo e lo stato dei fannulloni e degli, incapaci prendera' il sopravvento. Geom Stincone

Carla Genta

Più che giusto! Un amico architetto greco, già molti anni fa, mi diceva che in Grecia funziona proprio così!

NEWS IN TEMPO REALE?
ISCRIVITI AI NOSTRI CANALI SOCIALI
Corso per Coordinatore della Sicurezza
Edilportale.com su Facebook
-10%
Titolo abilitativo all’esecuzione dei lavori
TITOLO ABILITATIVO ALL’ESECUZIONE DEI LAVORI

Prezzo: € 39,00

Offerta: € 35,10

-10%
L'IVA IN EDILIZIA 2010
L'IVA IN EDILIZIA 2010

Prezzo: € 36,00

Offerta: € 32,40

-55%
STIMATRIX® Plug-In forRating
STIMATRIX® Plug-In forRating

Software per il calcolo del rischio nell’acquisto e/o nell’investimento Immobiliare

Prezzo: € 199,00

Offerta: € 89,00

-30%
STIMATRIX® Plug-In for ValoreNormale
STIMATRIX® Plug-In for ValoreNormale

Plug-in per il calcolo del valore normale

Prezzo: € 99,00

Offerta: € 69,00

Le energie di domani, oggi