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Autorizzazioni paesaggistiche semplificate su beni vincolati

Aumenti volumetrici del 10%, rinnovabili, demolizioni e ricostruzioni nel regolamento approvato dal CdM

vedi aggiornamento del 17/09/2010
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09/10/2009 -Procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità sui beni immobili vincolati. La proposta di regolamento, approvata in via preliminare nel Consiglio dei Ministri di oggi, potrebbe modificare l’articolo 146 del Decreto Legislativo 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
 
Obiettivi: L’iniziativa giunge dopo il fallimento del decreto legge governativo sul Piano Casa, mai approvato a causa dei contrasti con gli enti locali.

Pur non apportando le liberalizzazioni previste dal piano per il rilancio delle costruzioni attraverso l’aumento delle cubature e gli interventi di edilizia libera, vengono proposte diverse semplificazioni e tipologie di intervento. Data la vastità dei territori assoggettati a vincolo paesaggistico, è stato infatti rilevato come ogni anno le migliaia di istanze presentate riguardino interventi di lieve entità, che costituiscono il 75% delle domande totali di autorizzazione paesaggistica. La conseguenza è la congestione degli uffici degli enti locali, e delle soprintendenze, che hanno funzioni di codecisione nel procedimento autorizzatorio. 
 
Riduzione dei tempi: Il regolamento si propone un generale snellimento delle procedure. I tempi per il rilascio dell’autorizzazione potrebbero ridursi da 105 a 60 giorni. E' previsto infatti lo screening immediato delle istanze per decidere se l'intervento possa essere sottoposto a procedura ordinaria o semplificata. Al momento la verifica da parte dell’ente locale impegna 40 giorni, il parere della Soprintendenza ne impiega 45, mentre sono necessari 20 giorni per l’emanazione del provvedimento definitivo.
 
Con la nuova norma, invece, l’ente locale dovrebbe pronunciarsi entro 30 giorni. Il procedimento si bloccherebbe poi automaticamente nel caso di un suo parere negativo. La Soprintendenza potrebbe esprimersi in 25 giorni. Nettamente ridotta inoltre la predisposizione del provvedimento finale, con un tempo che passerebbe a 5 giorni.
 
Snellimento burocratico: Necessari meno documenti, che potrebbero anche essere presentati per via telematica, con un notevole alleggerimento degli oneri a carico dei privati. Le pratiche allo sportello potrebbero invece restare per le imprese industriali e artigiane. Le istanze dovrebbero essere corredate solo da una relazione paesaggistica semplificata, redatta dal professionista sulla base di una scheda-tipo, contenente l'attestazione di conformità dell'intervento alla disciplina del paesaggio e alla vigente normativa urbanistica.
 
Interventi ammessi: Tra gli interventi di lieve entità rientrano l’installazione di antenne paraboliche, pannelli solari e fotovoltaici, oltre che l’adeguamento alle misure antisismiche.
 
Possibili anche gli incrementi volumetrici fino al 10% e non oltre i 100 metri cubi, le demolizioni e ricostruzioni nel rispetto della sagoma e della volumetria precedente, gli interventi su porte, finestre e coperture, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la realizzazione o modifica di autorimesse pertinenziali, tettoie, pensiline e gazebo.
 
Nelle disposizioni rientrano anche i lavori pubblici di piccola entità, come arredi urbani, adeguamento della viabilità e allacci alla rete elettrica e telefonica su pali di altezza non superiore ai 6 metri.

Se approvato in via definitiva, il regolamento potrebbe superare le previsioni delle leggi regionali per il rilancio dell'edilizia, che già prevedono aumenti delle cubature e procedimenti più o meno aggravati per il rilascio delle autorizzazioni nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione preliminare dello schema di regolamento, che raccoglie il lavoro di un apposito gruppo di studio costituito presso il Ministero con la partecipazione  e la condivisione delle Regioni e dell’ANCI. Il Governo attende ora il completamento dell’iter, che prevede il passaggio in Conferenza Unificata, Consiglio di Stato e Commissioni parlamentari.
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Altri Commenti

ALberto

Leggo la bozza di Regolamento (art. 146 Dlgs 42/2004) aut. paes. Ovviamente non chiaro!!. Quale funzionario di P.A. bastave che il Regolamento dicesse: 1- relazione tecnica (conformità) e rel. paesaggisica con pochi elaborati da parte del Professionista. 2- Verifica da parte Ns. se rientra negli interventi di minima entità. 3. Esame da parte della Comm. Comunale per il Paesaggio che dichiara "intervento di minima entità che non incide sulle motivazioni del vincolo " (e quindi non necessaria l'aut. paesggistica); 4- comunicazione al Richiedente che può presentare la DIA o rilascio Permesso di Costruire. OVVIAMENTE obbligatorio l'esame della Comm. Com. Paesaggio.

b.zoccarato

Non è possibile applicare un codice (Urbani) che preveda la demolizione di una casa, costruita per necessità, in difformità al progetto ma conformemente alla normativa, per poi autorizzarne la ricostruzione identica a quella appena demolita. Il codice (Urbani) deve essere rivisto senza valutazioni politiche di parte ma pensando solo al bene dei cittadini italiani.

Roberta Stefani

Sono un tecnico comunale di un piccolocomune montano con il territorio vincolato al 70%, a causa dei corsi dei torrenti, e volumetria per nuove costruzioni esaurita. Le richieste di autorizzazioni sul territorio comunale sono del seguente tenore: recinzione con staccionata, apertura di nuove finestre, quella più complicata può arrivare alla ristrutturazione di edificio esistente con demolizione e fedele ricostruzione. MI spegate a cosa serve la Commissione del Paesaggio se dopo avere espresso il suo "Vincolante" parere viene puntualmente disatteso da un soprintendente che sta con il fondoschiena sulla sedia a Torino e non conosce minimamente la realtà del territorio in cui si devono eseguire gli interventi? E per ultima cosa, in considerazione del fatto che sappiamo dal 2004 che questo doveva accadere perchè non sono stati predisposti dei protocolli sulla base dei quali ci si possa basare, e parlo di cose terra terra: cosa e quante copie inviare alla soprintendenza affinchè non ci blocchino i termini con inutili richieste di integrazioni???? In tutto questo marasma chi ci rimette sono i cittadini che devono aspettare tempi biblici per ottenere le autorizzazioni

CESARE

E' molto istruttivo leggere il pensiero di un branco di ignoranti che ha concorso a distruggere il Paese con le loro belle scatolette di cemento giallo limone e rosa cipria. Risultato ? Siamo peggio della Striscia di Gaza. Gli extracomunitari sono i geometri !

Robert

Sono un geometraToscano, arcistufo di questi Signori che legiferano, mettono i loro tempi..... lo sapete quanti effettivamente lavorano??????? Andate in Soprintendenza, fate le Anticamere, assisterete a caffè-party, faldoni che giacciono al protocollo da 20/30 giorni...e preferisco fermarmi. Fate fare un'indagine alle IENE, potrebbero Uscir Fuori dei servizi televisivi molto interessanti...... dopo si capirebbe perchè occorrono tanti giorni e perchè siamo al cospetto di tecnici che DISPONGONO e APPLICANO in lor solo arbitrio le Leggi Paesaggistiche

leone

I professionisti seri ora si sono rotti. Fateci lavorare e cessate di prendere in giro la gente onesta

Federico

Sono un geometra della Toscana e condivido il malcontento generale di tutti i miei colleghi. Tutte queste leggi, decreti, regolamenti e norme varie servono solo ai "politicanti" per fare demagogia e campagna di consensi da parte del cittadino che poi è il primo a pagarne le spese. E per noi tecnici c'è sempre più confusione e incertezza e sempre meno lavoro. Percio' appoggio qualsiasi tipo di iniziativa nazional-popolare, anche armata se necessario. E' arrivata l'ora di dire basta!

DANTE

Penso che dobbiamo organizzarci contro i burocrati ed i pseudoambientalisti che gridano all'abuso per piccoli interventi insignificanti tralasciando le opere di reale impatto ambientale. Mi è venuto il dubbio che questa sia una strategia condivisa politicamente. BASTA non ne possiamo più di Leggi sull'edilizia fatte da incompetenti e da marziani. Chi di voi mi legge ed è in grado di portare avanti un' organizzazione di professionisti seri in grado di rappresentarci presso le Istituzioni, per cercare di cambiare questo modo di procedere si faccia avanti, penso che basti un cenno per una mobilitazione globale.

ezio

Finchè le Leggi le fanno i dipendenti pubblici e i politici si occupano di escort e compagnia non ci sarà mai una vera semplificazione! Le leggi dovrebbero farle fare agli altoatesini che conoscendo il tedesco è sufficiente che si limitino a tradurre la normativa tedesca!

giacomo

LE SOVRINTENDENZE DOVREBBERO DARE PRELIMINARMENTE DEI CONSIGLI E SUGGERIMENTI DI ORDINE ESTETICO E PAESEGGISTICO AI PROGETTISTI, E NON STARE LI A BOCCIARE TUTTO . CHIARAMENTE SAREBBE NECESSARIO AGGIORNARE IL PARCO DEL PERSONALE , OVE AI BANCHI DI COMANDO SIEDONO ANCORI ED BIDELLI ASSUNTI CON LA 285, ED A CAPO DELLA STRUTTURA INGEGNERI ELETTRONICI . SVEGLIA MINISTRO CHE QUESTE SONO COSE SERIE. PER ULTIMO CONSIGLIO DI NON INVIARE PER NIENTE I PROGETTI ALLE PROVINCIE SE NON PER UN MERO ESAME DELLA DOCUMENBTAZIONE , POICHE' LA COMBINANO SOLO GUAI E RITARDANO I PROCESSI PER VIA DELLA POLITICA. FIRMATO GIACOMO PINTO

attilio

se c'è la delega alle regioni per cui sono state istituite le commissioni ambientali integrate con la commissione edilizia, bisogna eliminare il potere d'annullamento delle sovrintendenze che specie a napoli entrano nel merito della progettazione specialmente per le autorimesse interrate. applicando il culto del no. tralasciando poi i raccomandati

mvignola

perfettamente d'accordo con ARCHIPAOLO; tra la procedura normale e quella semplificata cambia ben poco; sempre di procedure si tratta; oltre tutto le semplificazioni sono spesso mal viste dai funzionari pubblici che tendono a chiedere sempre le stesse cose, nonostante le semplificazioni. In Italia se si vuole snellire la buracrazia bisogna eliminarla del tutto,almeno per quanto possibile.

giovanni

Non credo sia giusto non far rientrare un piccolo aumento di cubatura, specie quando non vi è aumento di superfice se tale cubatura poteva essere realizzata, ma che per scelta tecnica o di utilità non è stata richiesta al momento del rilascio del permesso a costruire. Ritengo che trattasi di abuso formale, con l'unica colpa che non è stata richiesta prima, Sarebbe ingiusto e fuori ogni logica giuridica non ammettere questo tipo di sanatoria. Tutelare l'ambiente significa puntare sulle mostruosità e non penalizzare il cittadino che ha piccole esigenze.

Giovanni

oggi, non è possibile in materia edilizia paesaggistica non far rientrare un piccolo aumento di cubatura e senza aumento di superficie tra gli abusi di tipo formale sanabili. Molto spesso capita che detta cubatura si sarebbe potuta richiedere e realizzare al momento della richiesta autorizzativa, ma magari non è stato fatto per esigenze tecniche del momento. Allora perchè non poterle sanare? Vi sembra che questo possa deturpare l'ambiente? Non prendiamoci in giro, la burocrazia ed il formalismo non devono superare la giusta tollerabilità ed esasperare il cittadino che deve concorrere al bene della nazione, Così non si va da nessuna parte.

UGO

E' ora finalmente di semplificare e separare gli interventi minori, da quelli rilevanti e maggiori, per il rilascio autorizzativo e pare della Sovrintendenza. Il dialogo per migliorare gli interventi minori, rispetto ai grossi lavori, con i responsabili delle Sovraintendenze, deve esere di accrescimento sia scientifico e tecnico e non limitato al dinego, ma su fattori nuovi innovativi e sostitutivi dei vecchi criteri, sin ora adottati,dalle Sovraintendenze.La collaborazione per il rinnovo deve essere basato sulla correttezza, sul rispetto reciproco nel diniego e nel consenso del parere, rilasciato.L' imposizione cattedratica e burocratica ha fatto il suo tempo, ora è meglio cambiare

Carlo

Ho visto l'interessante trasmissione Reporter sulle assurde complicazioni in materia edilizia in Italia e quelle in vigore in Germania.......stante così le cose dove vogliamo credere di andare, noi piccolo paese da terzo,quarto mondo ? Il nostro futuro economico sarà solo nel sacrosanto immobilismo, e gli altri ci cammineranno sulla testa ! Auguri a TUTTI !

Claudio

Sciopero. Sono un geometra che esercita la libera professione in umbria da circa 35 anni e oggi sono convinto che l'unico rimedio per far capire alle Pubbliche amministrazioni che di leggi, regolamenti, circolari espicative non se nè può più. Dobbiamo scendere in piazza e mettere paura ai funzionari delle Regioni, delle provincie e dei Comuni che il loro stipendio a fine mese dipende sopratutto dal nostro lavoro. Oggi è divenuto impossibile lavorare e dare un servizio al cittadino. Ho delle pratiche ferme in Comune oggetto di vincolo paesaggistico per un aumento di altezza di 30 cm. su degli edifici, costruiti negli anni 60, (edilizia popolare) in quanto il proprietario ha abbassato il piano di campagna per non avere il terreno al ridosso delle murature. Non posso presentare la sanatora per tale abuso e di consequenza ulteriori interventi in quanto la sanatoria non è ammissibile.

geom massimo

E' ora di togliere un pò di potere alle regioni che invece di aiutare il cittadino gli complica la vita, senza mai risolvere il loro problema. Bisogna sempre elemosinare o trovare via traverse per aver un permesso o parere positivo. Spero che questo governo snellisca veramente le procedure che sono sempre più contorte e poco chiare, che diminuisca il numero degli elaborati per la presentazione di una pratica ,che invece di diminuire aumentano sempre più ( dove è l'ecologia se si spreca sempre più carta??).. I clienti stranieri non investono più in Italia perchè la burocrazia specialmete nelle aree vincolate li spaventa.Avanti così, spero che sia la volta buona . Auguru e grazie

gabriele

a quei signori a cui verrà tolto l'osso - ossia i poveri cittadini e tecnici che devo chiede " per favore" - troveranno di sicuro una piccola " circolare, norma?, - che rimetterà le cose " a posto" per decidere cosa si può fare e cosa non si può, senza conoscere minimamente il territorio, le esigenze - tanto a loro che gle ne f.

emanuela

E' una semplificazione notevole perchè esclude dalle procedure ordinarie le aree soggette a vincolo paesagistico ex lege ( attuale art 141 del codice). La semplificazione delle procedure dovrebbe però riguardare anche i pesanti procedimenti previsti per la compatibilità ambientale anche per i piccoli interventi che ricadono nelle aree protette ( SIC e ZPS )

Gaetano

penso sia giunto il momento di uniformare i regolamenti edilizi togliendoli dalle mani dei politici e dei vari sovraintendenti che servono solo a favorire gli amici degli amici

archipaolo

Questa non è semplificazione ditelo al ministro se ci riuscite, certo parlare di vincoli paesaggistici fa sempre una discreta impressione e siccome la materia è ostica sentire parlare di autorizzazione paesaggistica semplificata apre un mondo di speranza. Sappiate che gran parte degli interventi oggi elencati nell'allegato alla proposta di decreto non sono oggi sottoposti ad autorizzazione paesaggistica o perlomeno non viene richiesta, che ricordo deve essere rilasciata per interventi che alterano o modificano permanentemente lo stato dei luoghi e soprattutto in ambiti sottoposti a vincolo paesaggistico (ex galasso o decreti specifici) vecchio articolo 7 della L.1497/39. Nell'elenco compaiono le tende, i gazebo, i pergolati, la modifica dei muri senza cambio di altezza (sarà il materiale??) le opere di sicurezza idraulica (eseguite dallo stato sono suoli demaniali che è già un casino farle cosi' non si faranno mai e giù alluvioni) il ripristino fondiario di prati stabili (norme di cultura agraria) l'occupazione temporanea di suoli pubblico per meno di 180 giorni (anche un giorno con un gazebo di raccolta firme???) e poi anche il deposito di materiale a cielo libero collegato ad attività produttive (ipotizziamo autorizzate e quindi in zona artigianale quindi oggi 100 bancali di mattonelle, domani altri 20 bancali ogni giorno una autorizzazione) e non parliamo delle strutture temporanee di supporto alle prospezioni geognostiche (la macchina per i pali?? gli inclinometri fissati al suolo??). Questa è semplificazione? la vera semplificazione era dire che per questi interventi non ci voleva nulla, e poi dire che SI TORNAVA ALL'AUTORIZZAZIONE ANTE ULTIMA MODIFICA DEL CODICE, si evitava confusione interpretativa e soprattutto il risucchiare in sanzioni penali (RIPETO PENALI) l'esecuzione di opere minori.

ernesto

ASSOLUTAMENTE GIUSTO. IO NON NE POSSO PIU' DELLA BUROCRAZIA. BISOGNA SNELLIRE, SNELLIRE, SNELLIRE LE PROCEDURE AUTORIZZATIVE. BASTA CON I BUROCRATI DEFICIENTI

metrageoriola

Mi pare che la proposta sia particolarmente calzante alle necessità dei cittadini che si trovano a dover aspettare e magari diniegare, modesti interventi inaone sottoposte a tutela. Esprimo un giudizio assolutamente positivo in merito.

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