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Costruzioni in zona sismica: nuove norme in Umbria

Estesi i controlli alle opere nelle zone a elevata e media sismicità

vedi aggiornamento del 12/05/2011
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05/10/2009 - Aumentare il controllo e la vigilanza sulle costruzioni in zona sismica in tutto il territorio regionale: è quanto si propone il disegno di legge illustrato dall’assessore alle Opere pubbliche Lamberto Bottini e preadottato della Giunta regionale dell’Umbria.

 
Il DDL punta a riorganizzare le funzioni regionali e locali in materia, sulla base delle innovazioni introdotte a livello nazionale, sia per quanto riguarda la normativa tecnica delle costruzioni in zona sismica, che per i mutamenti intervenuti nella classificazione sismica del territorio. Il disegno di legge (che andrà a sostituire la legge regionale 61/1981) delega le funzioni di controllo e vigilanza alle Province, chiamate a potenziare le proprie strutture tecniche anche con la costituzione di uffici di vigilanza e controllo decentrati sul territorio. Alla Regione Umbria sono invece attribuite funzioni di indirizzo e coordinamento e il controllo e la vigilanza sulle opere di propria spettanza.

In Umbria sono 18 i territori comunali che ricadono nelle zone ad elevata sismicità (zona 1), 51 quelli classificati a media sismicità (zona 2) e 23 a bassa sismicità (zona 3). Il DDL estende la vigilanza e il controllo alle opere e costruzioni nelle zone a elevata e media sismicità. In quelle a bassa sismicità il controllo viene effettuato a campione, ad esclusione delle opere di interesse strategico o rilevanti, per le quali è previsto il controllo e la vigilanza totale.

 
“È quindi evidente - ha detto l’assessore regionale Bottini – come il disegno di legge impone un notevole sforzo riorganizzativo di tutto il settore per garantire efficienza e tenuta del nuovo sistema. Ai proclami fatti dal Governo sulla sicurezza e sulla incolumità dei cittadini non sono seguiti atti concreti, né un congruo stanziamento di risorse per dare attuazione a quanto previsto dal Testo Unico dell’edilizia e poi dal successivo decreto, né deroghe all’assunzione di idoneo personale. Nonostante le reiterare richieste delle Regioni (tra cui l’Umbria) di modifica della normativa di riferimento, il Governo si è sottratto alle proprie responsabilità scaricandole sugli Enti locali”.
 
L’aggravio delle procedure amministrative, dettato anche dall’impossibilità di ricorrere per opere con minor rischio per l’incolumità pubblica a forme di controllo semplificato, e il costo delle innovazioni introdotte dalla giurisprudenza nazionale e costituzionale – spiega l’assessore - richiedono infatti un notevole impegno per dotarsi di un adeguato apparato tecnico amministrativo e per la sua formazione.
 
Il disegno di legge è diviso in 4 Titoli riferiti, rispettivamente, alle disposizioni generali e alle funzioni amministrative, ai procedimenti per interventi in zone sismiche, alle attività di vigilanza e controllo e alle disposizioni transitorie, finali e abrogazioni, questo ultimo contenente anche le disposizioni finanziarie. Sul provvedimento si aprirà ora la fase di partecipazione con i soggetti interessati, a cominciare dal Consiglio delle Autonomie locali che dovrà esprimere sulla normativa il parere di competenza.


Fonte: Regione Umbria
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Giampaolo ceci

Di quali controlli stiamo parlando? Se ci riferiamo ai controlli del progetto, allora la questione, salvo che non venga modificata la legge, non può che limitarsi alla verifica del rispetto formale e sostanziale di vincoli tecnici e formali imposti dalle leggi. Tale controllo rientra tra le funzioni istituzionali dell’Ufficio provinciale e quindi nulla di nuovo. I controlli di ufficio non dovrebbero comportare necessariamente contradditori col progettista a meno di situazioni di presunta illegalità desunte dai documenti depositati. Ogni altro controllo in quella sede mi pare inopportuno oltre che illegale. Se ci riferiamo ai controlli in corso d'opera, ben vengano perché un confronto e una verifica tra progetto e realizzato non può essere che utile per i direttori dei lavori e le imprese esecutrici che operano i buona fede. Inoltre in corso d'opera si fa ancora in tempo a modificare quanto eventualmente mal realizzato a vantaggio della sicurezza di tutti. Questi controlli andrebbero certamente potenziati anche perché consentirebbero di scoprire che molti direttori dei lavori di opere strutturali sono tecnici privi di qualifica ed esperienza specifica. Per inciso perché nella modulistica della provincia non si esplicita a parte il nominativo del Direttore dei lavori delle opere strutturali, dato che si solito la funzione viene espletata dal geometra che risulta Direttore Lavori ai fini urbanistici? Se invece ci riferiamo ai collaudi finali allora il problema è ancora maggiore dato che la funzione è svilita alla stregua di compilazione di un modulo. Manca ogni verifica seria di congruità tra modello di calcolo ed eseguito. Il legislatore dovrebbe determinare procedure di collaudo e requisiti specifici per questa importante funzione. Forse delle linee guida regionali per i collaudatori staici sarebbero utili ed innovative. Ricordo che gli edifici crollati a L’Aquila erano tutti regolarmente collaudati!

MARIO

Senza entrare nel merito della preparazione dei tecnici del Servizio Controllo Costruzioni memore di quanto avvenne nel 1981 a seguito della classificazione sismica di tutta la regione Umbria (blocco di fatto delle costruzioni per alcuni mesi tanto che l'Umbria per prima a livello nazionale adottò il deposito atti progettuali ed il controllo "a campione" con L.R. 25/82) mi chiedo quali saranno i tempi di istruttoria di un progetto e se il risultato di tale controllo sarà effettivamente in grado di "garantire una maggiore sicurezza degli edifici che si andranno a realizzarre"; non ci scordiamo che i progettisti strutturali pagano sulla loro pelle eventuali errori progettuali e sono altrettanto preparati di "giovani tecnici" che andrebbero ad occupare i nuovi posti che si creerebbero nei nuovi e/o potenziati uffici di controllo. L'assessore Bottini riveda un attimo i ragionamenti che a suo tempo fece il suo predecessore dott. Paolo Menichetti. Grazie per l'attenzione

Laura

A mio parere, il tuo commento è inopportuno e falso, i tecnici del Servizio Controllo Costruzioni sono molto preparati e svolgono al meglio e in maniera tempestiva le loro mansioni, con la massima disponibiltà e apertura.

Walter

Non posso lamentarmi molti dipendenti del Controllo Costruzioni sono disponibili e e preparati, creto come in tutti gli uffici tecnici alcuni anche se sottobanco svolgono la libera professine, adesso sembra che l'assessore Regionale Bottini intenda potenziare le strutture tecniche della Provincia anche con la costituzione di uffici di vigilanza e controllo decentrati sul territorio in previsione della nuova norma sul controllo, a questo punto se aumenteranno i tecnici a noi diminuisce il lavoro.

pippo

Anche se il problema dei controlli sulle costruzioni in zona sismica è un problema reale, non si può utilizzare tale slogan, per continuare ad assume personale, dicendo che quello che c'è non basta. Sarebbe sufficiente che svolgessero le loro mansioni, in modo corretto, come si fa in un qualsiasi ufficio privato e ci si accorgerebbe che le persone a disposizione bastano e avanzano. Parola di chi ha a che fare con i tecnici del Servizio Controllo Costruzioni, e che si arrabbia vedendo il tempo che sprecano nelle loro "cosette" private, invece di controllare le pratiche di loro competenza.

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