Piano Casa, Ance Veneto propone regolamento comune
Pronta la norma comunale a Verona, città chiamate a pronunciarsi con omogeneità entro il 30 ottobre
06/10/2009 - È pronto a Verona il regolamento comunale che recepisce il Piano Casa. Il testo, già inviato alle Circoscrizioni, sarà esaminato in Giunta la prossima settimana, per arrivare in Consiglio Comunale tra circa venti giorni. Gli altri Comuni hanno tempo fino al 30 ottobre per limitare o ampliare la portata della Legge 14/2009.
I contenuti del regolamento sono stati illustrati durante il Marmomacc, mostra internazionale di marmi, pietre e tecnologie a Veronafiere. L’Amministrazione ha optato per un’applicazione aperta ed estesa a tutti i quartieri, attenta non solo ai contenuti della norma regionale, ma anche a non snaturare le caratteristiche architettoniche del patrimonio edilizio cittadino e a preservare edifici ed aree vincolate. Semplificate al massimo le procedure burocratiche.
Impostazione: Secondo l’Assessore all’Urbanistica Vito Giacino, intervenuto al convegno dell’Ance su “Piano Casa, un’occasione per rilanciare il settore costruzioni”, il regolamento consente una possibilità di rilancio omogeneo, senza trasformarsi in totale deregulation. Il testo ha confermato l’impostazione liberale della legge regionale, attenta al rispetto dell’ambiente e del territorio.
Oltre ai centri storici, esclusi dalla possibilità di ampliamento volumetrico, il Piano Casa non si applicherà a parchi, collina, ville venete e ville Liberty. Non beneficeranno dei bonus di cubatura neanche l’area di Verona Sud, oggetto di un bando di riqualificazione.
Rischi di disomogeneità: Secondo l’Ance Veneto, Associazione nazionale dei costruttori edili, dopo la mancanza di armonizzazione normativa sul territorio italiano, bisogna prevenire il problema analogo su base regionale, dove i differenti regolamenti comunali potrebbero creare ulteriori distorsioni e differenze nelle opportunità di rilancio.
L’Ance, oltre alla velocizzazione legislativa, unica soluzione per far partire subito i lavori, ha chiesto infatti ai Comuni di non alterare troppo la norma regionale, ponendo il minor numero possibile di vincoli. I costruttori edili del Veneto hanno prospettato infatti una situazione in cui abitazioni o capannoni distanti pochi chilometri potrebbero essere soggetti a regole differenti solo perché appartenenti a Comuni diversi.
La soluzione ideale, prospettata dall’Ance, potrebbe quindi consistere in una sorta di regolamentazione generale, in grado di creare una base comune nel rispetto della normativa vigente in materia di vincoli edificatori. (riproduzione riservata)
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