Le energie di domani, oggi

Piano Casa, l'Emilia Romagna entra nel vivo

A Modena una commissione per la qualità architettonica senza allungamento dei tempi previsti dalla Dia

vedi aggiornamento del 14/07/2010
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22/10/2009 - In Emilia Romagna il Piano Casa per il rilancio dell’edilizia si differenzia di città in città. Dal 22 settembre si sono infatti aperti i termini per la presentazione delle domande di ampliamento volumetrico. Nel periodo intermedio tra questa data e l’approvazione della Legge Regionale 6/2009, avvenuta il 6 luglio scorso, i Comuni hanno lavorato per limitare l’applicazione della norma, escludendo dal suo raggio di azione determinati immobili o territori.

A Imola, oltre alla pubblicazione delle misure sul sito web del Comune, sono stati organizzati incontri per chiarire le potenzialità del piano, nonché le opportunità di riqualificazione energetica e antisismica. Con la Delibera 140/2009 del 16 settembre scorso sono stati fissati i paletti per gli interventi del Piano Casa.
 
Previsti ampliamenti del 20% della Sul, superficie utile lorda, fino a 70 metri quadri su edifici mono e bifamiliari o di altra tipologia edilizia, esistenti al 31 marzo 2009, con una Sul non superiore ai 350 metri quadri. Necessario il rispetto integrale delle norme sull’efficienza energetica e la sicurezza antisismica. Gli interventi possono essere realizzati con la Dia, da presentare entro il 31 dicembre 2010. Esclusi centri storici, edifici di valore storico e testimoniale, nonché gli immobili con procedimenti sanzionatori in corso al 31 marzo 2009. Possibili anche aumenti di cubatura del 35% degli immobili fino a 130 metri quadri, a patto che il piano regolatore preveda interventi di ripristino edilizio, ristrutturazione edilizia e urbanistica.
 
Via libera alla demolizione e ricostruzione con bonus del 35% su edifici residenziali di qualsiasi dimensione, esistenti al 31 marzo 2009, o aventi aree destinate all’uso non abitativo inferiori al 30%. Il piano regolatore deve prevedere interventi di ripristino edilizio, ristrutturazione edilizia e urbanistica. In caso di delocalizzazione il premio volumetrico può salire al 50%.

Le misure transitorie di incentivo non sono cumulabili con quelle previste dagli strumenti urbanistici in vigore.

Modena introduce qualche novità. I progetti presentati saranno analizzati da una commissione per la qualità architettonica senza nessun allungamento dei tempi rispetto ai 30 giorni previsti dalla Dia. In caso di riscontri positivi durante il periodo di sperimentazione, il piano potrebbe estendersi anche oltre il 31 dicembre 2010. 

Restrizioni a Reggio Emilia, dove è esclusa dagli interventi di ampliamento e ricostruzione la maggior parte delle aree rurali o di interesse storico-architettonico, come i parchi del Rodano e del Crostolo. 

Compie scelte più moderate Bologna, che esclude dalla possibilità di ampliamento solo gli edifici residenziali di valore documentale, le zone di particolare interesse paesaggistico e i fabbricati rurali di valore naturale e ambientale.
(riproduzione riservata)
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