News - RISPARMIO ENERGETICO
Parlamentari europei in Svezia a scuola di sostenibilità
I presidenti delle Commissioni Ambiente della Ue in visita al quartiere Hammarby Sjöstad di Stoccolma
22/10/2009 - Edifici con elevati standard energetici, pannelli solari per produrre energia elettrica e riscaldare l’acqua, riciclaggio dei rifiuti organici, raccolta differenziata, termovalorizzazione per produrre la metà dell’energia necessaria al riscaldamento domestico.
È la realtà quotidiana di Hammarby Sjöstad, la “città d’acqua” che sorge in una ex zona industriale totalmente decontaminata a sud di Stoccolma. Un’area di duecento ettari trasformata in zona residenziale che alla fine dei lavori, nel 2017, comprenderà 11.000 appartamenti, da destinare a circa 25.000 persone, e 200.000 mq di uffici e servizi.
Ad Hammarby Sjöstad si sono recati in visita i presidenti delle Commissioni ambiente e sviluppo sostenibile dei Parlamenti dell’Unione europea, in occasione dei lavori della Conferenza svoltasi il 27 e 28 settembre scorsi a Stoccolma, nell’ambito del semestre di presidenza svedese dalla UE. Per l’Italia ha partecipato il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Angelo Alessandri.
L'intenzione del programma di sviluppo di questa zona – ha spiegato Alessandri nella seduta del 20 ottobre della Commissione – è stata quella di riprodurre su entrambe le sponde del lago di Hammarby la struttura che caratterizza il centro di Stoccolma, pianificando le stesse dimensioni dei quartieri, delle strade e dei cortili, pur con tipologie di edifici maggiormente esposti al sole, alla luce, e con aperture su spazi verdi e sull'acqua.
Gli edifici sono stati progettati in modo da garantire un elevato standard energetico, con doppi vetri, coibentazione delle facciate, illuminazione a basso consumo energetico e caldaie a biogas. Attraverso l'installazione di pannelli fotovoltaici e termici collocati sui tetti e sulle facciate degli edifici, l'energia solare viene trasformata in energia elettrica destinata al riscaldamento dell'acqua.
Il sistema di riciclaggio prevede che i rifiuti organici siano convogliati in enormi cisterne nel sottosuolo dove, attraverso opportuni trattamenti, i liquami sono trasformati in biogas riutilizzato nelle cucine dei medesimi edifici, mentre i residui solidi vengono successivamente prelevati e trasformati in concime. I rifiuti domestici vengono separati e raccolti in cisterne ubicate nel sottosuolo, evitando così antiestetici cassonetti e minimizzando i costi della raccolta. I rifiuti non riciclabili sono invece trasportati nel locale inceneritore. La loro combustione produce calore sufficiente a coprire il 47% del riscaldamento domestico. Il restante 50% viene fornito dalla combustione di olio biologico (16%) e dall'energia idrica prodotta dalle acque di scarico (34%). L'energia elettrica proviene, invece, da pannelli solari posti sui tetti degli edifici ed è in grado di garantire l'illuminazione degli spazi comuni e metà del fabbisogno di acqua calda per uso domestico.
Hammarby Sjöstad dispone – ha concluso Alessandri – di un sistema di riciclaggio a circuito chiuso, in cui gli abitanti contribuiscono fino al 50% dell'energia necessaria semplicemente producendo rifiuti, mente il restante 50% deriva da altre fonti pulite quali pannelli solari, centrali idriche e eoliche.
Il progetto di Hammarby Sjöstad è stato illustrato nel giugno scorso nell’ambito del convegno internazionale “Green Life, costruire città sostenibili” organizzato da Legambiente, Triennale di Milano, Istituto di Ricerche Ambiente Italia, Assimpredilance e Camera di Commercio per fare il punto sulle politiche europee per la sostenibilità locale e sulle migliori esperienze di governo, di pianificazione urbana e di realizzazioni edilizie sostenibili, in grandi città europee.
L’area – si legge in una pubblicazione dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia (testo a cura di Maria Berrini) - è servita da un mix di mezzi e infrastrutture per la mobilità a basso impatto ambientale: metropolitana leggera, tram, autobus, traghetti, corsie ciclabili, sistemi di car sharing.
Il quartiere ha una grande dotazione di verde e le rive del corso d’acqua sono state riqualificate e rese accessibili. L’area dispone di un proprio impianto di trattamento delle acque reflue. L’acqua piovana proveniente dalle strade viene raccolta e purificata con filtri adeguati, quella proveniente dalle abitazioni viene incanalata invece in appositi bacini di trattamento e scaricata pulita nel lago. Sui tetti è stata realizzata una copertura che favorisce la crescita di piante che assorbono direttamente l'acqua piovana. Lungo i sentieri principali sono state piantate alberi di quercia e altre specie.
La raccolta dei rifiuti avviene con un sistema in cui i rifiuti cioè vengono aspirati in tubazioni sotterranee verso un centro di smaltimento. Il biogas, prodotto da impianti di digestione dei rifiuti organici, viene utilizzato come gas da singoli nuclei familiari e come combustibile nelle eco-auto e autobus.
Durante la costruzione del quartiere sono stati utilizzati solo materiali e prodotto ecosostenibili evitando l’uso di rame e zinco e quindi di sostanze indesiderate (mercurio e cadmio). È stato realizzato un Centro di logistica per il rifornimento centralizzato di materiali da costruzioni che oggi si sta riconvertendo a centro di smistamento per la consegna di merci, riducendo così radicalmente il numero dei furgoni merci nelle strade (da 6 a 1).
Green Life è anche una grande mostra internazionale che si aprirà nel febbraio 2010 alla Triennale di Milano.
Fotografia di Victoria Henriksson (riproduzione riservata)
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