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SICUREZZA

Messina, ricostruzione e fondi come in Abruzzo

di Paola Mammarella
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Case in nuove aree inglobate nel tessuto urbano e blocco delle tasse, indagini in corso sulle responsabilità

Vedi Aggiornamento del 14/12/2009
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06/10/2009 – A Messina si parla di ricostruzione. Dopo l’inventario dei danni causati dal nubifragio, prosegue anche l’inchiesta per disastro colposo avviata dalla Procura della Repubblica.
 
Abusivismo : Si indaga sul palazzo di cinque piani costruito nella foce di Scaletta, diventato l’emblema del nubifragio di Messina e di una campagna annunciata contro l’abusivismo edilizio. Secondo le istituzioni locali la costruzione dell’immobile sarebbe avvenuta in regola, nascendo su un vecchio insediamento, collocato in zona B, cioè di completamento del centro urbano marino, così come emerge dalla concessione rilasciata nel 1989.
 
Considerando l’esposizione al rischio idrogeologico , che coinvolge il 63% della provincia di Messina, la tragedia causata dal nubifragio poteva essere evitata con la prevenzione, senza però poter essere prevista con facilità. D’altra parte, però, il 30 settembre la Protezione Civile aveva diramato un avviso di condizioni meteo avverse. Dal momento che in Sicilia non è ancora attivo il Centro funzionale per la valutazione del rischio, la Regione avrebbe dovuto procedere all’analisi delle possibili conseguenze. Altrettanto imbarazzanti sono i 35 mila euro deviati dal dissesto del territorio e spesi in rappresentanza e ristrutturazione di chiese.
 
Ricostruzione : Dopo aver sorvolato il luogo del disastro e constatato l’entità dei danni, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ripropone il “modello Abruzzo”, vantando una ricostruzione a tempi da record. Che non avverrà nei paesi colpiti dalla calamità naturale, considerati troppo antichi e pericolosi, ma in zone diverse, situate sempre all’interno del tessuto urbano. Soluzione più veloce rispetto al ripristino dei centri storici, insieme ai quali sono crollate anche case di nuova costruzione. Secondo Berlusconi, poi, le aree colpite dalle frane non sarebbero più abitabili. I nuovi quartieri sarebbero inoltre dotati di giardini e negozi per rendere possibile la ripresa del piccolo commercio. L’attuazione del piano passerà dagli enti locali, che dovranno individuare le nuove aree edificabili.
 
Le operazioni per la ricostruzione saranno coordinate dal Governatore Raffaele Lombardo dopo la nomina governativa a “commissario per il disastro di Messina”. 
 
Risorse e agevolazioni : Come per il sisma abruzzese, il Governo ha promesso il blocco di tasse e mutui a favore dei cittadini colpiti dall’alluvione. Dopo il miliardo di euro per gli interventi urgenti nelle aree a rischio sismico, il prossimo Consiglio dei Ministri valuterà la possibilità di un analogo stanziamento per il rischio idrogeologico. Cifra che potrebbe sommarsi ai 20 milioni di euro previsti dalla Regione Sicilia.
 
Soluzioni per la sicurezza : Chiesta dagli ambientalisti la sospensione del Piano Casa per il rilancio dell’edilizia attraverso gli ampliamenti volumetrici in deroga nei 272 comuni dichiarati a rischio, così come lo stop alla variante al piano regolatore e al piano triennale delle opere pubbliche. Richieste che si affiancano a quella di abbattimento degli immobili abusivi. Delle oltre mille richieste di demolizione, effettuate in precedenza, non ne sarebbe stata effettuata nessuna.

Non sembra invece compromesso l'iter del Ponte sullo Stretto, nonostante il Presidente della Repubblica Napolitano abbia invitato a dare priorità a una politica di messa in sicurezza rispetto alle grandi opere.

Al contrario, secondo il CNAPPC, Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori, è necessario scegliere tra alcune grandi opere e un massiccio piano di messa in sicurezza del Paese. Dal momento che in base alla Costituzione la priorità assoluta è l'incolumità dei cittadini, bisognerebbe procedere all'inasprimento delle pene per gli abusi edilizi.

Dal dopoguerra a oggi, riferisce Massimo Gallione, presidente del CNAPPC, sono stati costruiti 60 milioni di vani, dei quali però il 70% risulta inadeguato ai rischi sismici e idrogeologici. Nei prossimi anni si dovrebbero rottamare le parti di centri urbani privi di qualità architettonica, realizzati senza tener conto dei consumi energetici e della sicurezza strutturale. Altro passo importante per il risanamento è l'incentivo ai finanziamenti privati per la demolizione e ricostruzione secondo precise regole nazionali.
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