Fotovoltaico, Kyoto Club aderisce all’abolizione Ici

Impianti fotovoltaici ‘siti di pubblica utilità’ non equiparati agli opifici

vedi aggiornamento del 14/12/2009
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02/11/2009 - Più incentivi per il fotovoltaico. In occasione di Key Energy, fiera internazionale di Rimini per energia, clima e mobilità sostenibile, le associazioni ambientaliste, tra cui Kyoto Club, aderiscono alla proposta per l’abolizione dell’Ici per gli impianti che producono energie rinnovabili. Il documento, contenente la proposta, sarà esaminata dalle Agenzie territoriali e dalle Commissioni parlamentari competenti.

Secondo Leonardo Berlen, portavoce di Kyoto Club, per raggiungere l’obiettivo produttivo di 15 gigawatt da solare entro il 2020 gli impianti non possono più essere considerati opifici, ma dichiarati “siti di pubblica utilità”. In questo modo verrebbe meno l’imposta comunale prevista per le altre attività produttive.
 
In linea con questa posizione l’Agenzia del Territorio di Bologna, che tiene in considerazione la crescita del fotovoltaico italiano grazie agli incentivi del Conto Energia. Un sistema che può contare su 50 mila impianti realizzati e quasi mille megawatt di potenza in esercizio.
 
È la Puglia la prima regione italiana per potenza installata, mentre alla Lombardia spetta il primato del numero di impianti. Cifre con le quali si può stimare di raggiungere i 900 Mw entro la fine dell’anno. Periodo in cui sarà rinnovato il conto energia dal momento che il settore, nonostante la crescita, necessita ancora di aiuti pubblici. Per il futuro il film sottile e altri nuovi materiali consentiranno un sensibile abbassamento dei costi.
 
Ricordiamo che il 6 novembre dell’anno scorso, con la Risoluzione 3/2008 l’Agenzia delle Entrate ha equiparato gli impianti fotovoltaici agli opifici dal momento che i pannelli posizionati permanentemente al suolo possono essere paragonati alle turbine delle centrali elettriche. Posizione confermata tenendo in considerazione che gli impianti fotovoltaici sono collocati in aree sottratte alla produzione agricola e che l’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica nazionale. Circostanze per le quali gli immobili ospitanti impianti si qualificano come unità immobiliari, a differenza delle porzioni di fabbricato che ospitano impianti di modesta potenza destinati ai consumi domestici.  (riproduzione riservata)
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