Pedane, palchi, tribune

Rischio idrogeologico, assicurazioni private sugli immobili

Ridimensionato l'impegno finanziario dello Stato, al prossimo CdM un decreto per la perimetrazione

vedi aggiornamento del 21/10/2011
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11/11/2009 - Assicurazione ad hoc per i Comuni a rischio idrogeologico. A chiederla è il Consiglio Nazionale dei Geologi che, dopo aver appreso con interesse lo stanziamento di un milione di euro da parte del Cipe a favore delle aree a rischio, auspica l’introduzione di un sistema assicurativo contro le calamità naturali.

La proposta dei geologi mira a ridimensionare gli impegni finanziari dello Stato dopo le calamità naturali, sensibilizzare e responsabilizzare i cittadini verso la tutela ambientale e la sicurezza del territorio, disincentivare l’abusivismo edilizio e migliorare la qualità delle prestazioni professionali nella filiera della progettazione, soprattutto nell’ambito delle opere di ingegneria civile.
 
Il territorio italiano è caratterizzato da una pericolosità diffusa più o meno accentuata, che espone al rischio di frane, terremoti ed erosioni il patrimonio naturale, artistico, culturale, archeologico, ambientale, urbanistico, infrastrutturale e produttivo.
 
Di conseguenza la spesa pubblica per il ristoro dei danni è destinata ad incrementarsi nel tempo in maniera vertiginosa e non più sostenibile. Bisogna infatti considerare che insieme alle calamità naturali i centri storici diventano sempre più vulnerabili per la continua espansione dell’armatura urbanistico, produttivo e infrastrutturale.
 
Risorse private: Secondo il Consiglio nazionale dei geologi per ovviare a una crescita insostenibile della spesa pubblica diventa necessaria e non più rimandabile l’istituzione di un sistema assicurativo obbligatorio a carico del patrimonio immobiliare privato. L’impegno finanziario dello Stato in corrispondenza dei disastri naturali verrebbe così ridimensionato.

Allo stesso tempo sarebbe disincentivato l’abusivismo, perché diventerebbe impossibile sottoscrivere una polizza assicurativa a favore di un fabbricato non a norma. Al contrario, la qualità delle prestazioni professionali di geologi, progettisti e imprenditori verrebbe incentivata, traducendosi in approfonditi studi e indagini relative alla identificazione, qualificazione, mitigazione dei rischi naturali e loro incidenza sui fattori sociali ed economici. Con una particolare attenzione alla qualità dei materiali e dell’esecuzione lavori.

Modalità d'azione: L’azione proposta dal Consiglio dei geologi si articola quindi su due direttrici. Da una parte la pubblicizzazione nei confronti dell’opinione pubblica. Dall’altra la richiesta di sostegno a istituzioni governative e parlamentari per l’adozione di uno specifico provvedimento legislativo.

Le richieste potrebbero infatti confluire in un decreto legge da esaminare nel prossimo Consiglio dei Ministri. La bozza, presentata ieri in pre Consiglio, riprende una disposizione già proposta dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, successivamente bloccata dal Ministro Tremonti per impossibilità di copertura finanziaria.

Lo stanziamento di un miliardo dal Cipe, a valere sui fondi Fas, riapre le possibilità per la perimetrazione delle aree a rischio al fine di imporre l'inedificabilità e l'avvio dei lavori a tutela dell'incolumità pubblica. Opere realizzabili grazie alla nomina di commissari straordinari, nominati dal Presidente del Consiglio su proposta del Ministro dell'Ambiente. Indispensabile la collaborazione con Protezione Civile e Regioni sulla base di un programma redatto da una Commissione di 5 componenti, coordinati dal Ministero dell'Ambiente.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

sergio

mi sembra una buona idea,salvo studiarla adeguatamente in modo che i soliti furbi,pur movimentando conoscenze ed intrallazzi vari,si trovino parecchi bastoni fra le ruote da ungere...... forse si smetterebbe di costruire in zone di prevedibile pericolosità.Troppo comodo chiamare in aiuto lo stato' per tappare le magagne lasciate da qualche funzionario che dovrebbe per primo applicare le leggi ( che ci sono..eccome!)e non fregarsene....... Un bambino di 10 anni ha capito le cose prima dei grandi sapienti!

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