Interventi contro il rischio idrogeologico con risorse incerte
Question time in Senato sui fondi per il dissesto idrogeologico e sugli aiuti alle popolazioni del messinese
30/11/2009 - Non sono ancora chiare le intenzioni del Governo sulle misure per contrastare il dissesto idrogeologico e sulle risorse assegnate agli interventi sul territorio. La scorsa settimana questo tema è stato al centro di un question time al Senato, riguardante l’utilizzo dei fondi per il dissesto idrogeologico, con particolare riguardo all’alluvione di Messina.
Norme correlate
Ministero dell'Ambiente - Schema di decreto-legge recante misure straordinarie ed
urgenti in materia ..
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)..
Diversi parlamentari dell’opposizione hanno chiesto al Governo di esplicitare l’entità dei fondi stanziati per fronteggiare l’emergenza di Messina, ma anche di sapere a che punto è il decreto-legge annunciato dal Ministro dell’ambiente, che dovrebbe confluire nella Finanziaria 2010 con un emendamento (leggi tutto). “Se da un lato il Ministro dell’ambiente annuncia un Piano Straordinario per il rischio idrogeologico – ha obiettato Li Gotti (IdV) –, dall’altro sono stati operati, con la legge Finanziaria, tagli ad interventi per fronteggiare lo stesso problema.” (leggi tutto). Anche i senatori della Lega Nord hanno chiesto se il citato emendamento alla Finanziaria aumenterà i fondi per gli interventi di riduzione del dissesto idrogeologico.
Secondo Pistorio (Misto-MPA-AS), i tagli operati dalla Finanziaria ai fondi per la mitigazione del rischio idrogeologico contrastano con le stime della Protezione civile sulle risorse necessarie per la riqualificazione ambientale del territorio nazionale, con le ingenti cifre annunciate dal Ministro dell’Ambiente e con lo stanziamento del CIPE di un miliardo di euro a valere sulle risorse del FAS. Il senatore D’Alia (UDC-SVP-Aut) ha chiesto di quali risorse disponga il commissario delegato nominato appositamente per realizzare gli interventi nel territorio di Messina, anche alla luce della bocciatura nella Finanziaria delle misure volte ad affrontare l’emergenza.
Per il Governo ha risposto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, il quale ha ricordato che il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nella provincia di Messina fino al 31 ottobre 2010 e ha emanato un’ordinanza per realizzare i primi interventi, per i quali sono stati stanziati 60 milioni di euro provenienti dai fondi FAS per la Regione siciliana, da fondi del Ministero dell'ambiente e dal Fondo per la Protezione civile nazionale. È inoltre in corso il ripristino delle infrastrutture danneggiate e una ricognizione sul territorio per individuare gli interventi più urgenti. Il commissario delegato, nella persona del Presidente della Regione Sicilia, potrà utilizzare i poteri straordinari per far fronte al contesto critico del territorio regionale.
Per quanto riguarda la politica di prevenzione, il ministro Vito ha evidenziato che negli ultimi anni lo Stato ha speso risorse ingenti per la difesa del suolo (circa 350 milioni l’anno) e che per il futuro il Governo sta recuperando finanziamenti per interventi di prevenzione, come il miliardo di euro recuperato dal CIPE per il programma straordinario per la difesa del suolo. Le misure per accelerare le procedure di spesa e per selezionare le priorità – ha assicurato Vito – saranno inserite in un emendamento alla Finanziaria in discussione alla Camera.
Mura (LNP) ha apprezzato la sensibilità dell’attuale Governo, come del precedente, alla problematica del dissesto idrogeologico, giudicando interessanti gli impegni per lo stanziamento di fondi. Secondo il senatore D’Alì (PdL), i fondi stanziati per il territorio di Messina sono insufficienti, e il Governo dovrebbe sollecitare il Presidente della Regione Sicilia a fornire un elenco dei Comuni che hanno subito danni e a quantificare i danni e le somme necessarie a farvi fronte.
Scontenti anche gli esponenti dell’opposizione: per Ferrante (PD) le risorse stanziate per Messina sono scarse rispetto alla gravità dei danni, e manca un piano straordinario di interventi. Gli stanziamenti per il dissesto idrogeologico, poi, fanno riferimento sempre alle stesse risorse, riproposte ciclicamente e mai effettivamente spese. Secondo D’Alia, dalla risposta del Ministro si evince che non è ancora stato approntato un piano straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico e che si è gravemente sottostimata l’effettiva portata delle necessità delle popolazioni colpite dalla catastrofe di Messina. (riproduzione riservata)
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