Piano Casa Marche, impugnata norma su appalti sotto soglia
Le Regioni non possono integrare disposizioni di competenza statale sulla concorrenza
09/12/2009 - A rischio il Piano Casa della Regione Marche. Sotto accusa l’articolo 8 della Legge Regionale 22/2009, impugnata dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto.
Contestato l’articolo 8 della legge sui contratti di lavori pubblici sotto soglia comunitaria. La disposizione contiene infatti disposizioni integrative al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs.163/2006 per quanto riguarda la selezione dei concorrenti e l’aggiudicazione delle gare nei lavori da assegnare e svolgere all’interno della Regione.
Disposizioni impugnate: Per questa tipologia di appalti la norma regionale prevede che i soggetti siano invitati nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, dopo essere stati individuati attraverso la pubblicazione di un avviso nell’albo pretorio del Comune o sul Bollettino ufficiale della Regione dove si eseguono i lavori.
Tra i soggetti in possesso dei requisiti, la selezione dei soggetti a cui rivolgere l’invito può essere effettuata dalle stazioni appaltanti applicando alternativamente o in combinazione dei criteri oggettivi quali il sorteggio, l’esperienza dei candidati nel settore in questione, le dimensioni e l’infrastruttura delle loro attività, oltre alla capacità tecnica e professionale.
Per la stima degli importi da porre a base della procedura, le stazioni appaltanti utilizzano i propri prezzari o quello regionale, formalmente adottati ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici e vigenti al momento in cui viene bandita la gara.
Secondo il Governo questi criteri aggiuntivi sono illegittimi perché contrastanti con la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. La Regione non può quindi prevedere ulteriori criteri o integrare quelli già stabiliti dallo Stato. Questo tipo di orientamento trova conferma anche in precedenti pronunce della Corte Costituzionale, come la sentenza 401/2007. (riproduzione riservata)
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