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Fotovoltaico, Puglia propone restrizioni per impianti a terra e in area agricola

Assosolare preoccupata dai divieti predisposti per la compatibilità ambientale

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vedi aggiornamento del 09/02/2010

10/12/2009 - Dopo un notevole sviluppo è a rischio il fotovoltaico della Puglia. Con la Delibera di Giunta 1947/2009, approvata il 20 ottobre scorso e pubblicata sul Bollettino Ufficiale 174 del 4 novembre, sono stati introdotti divieti che potrebbero ostacolare la diffusione delle energie rinnovabili.

Restrizioni: Sotto accusa il divieto di localizzazione degli impianti fotovoltaici in aree agricole e il divieto di fotovoltaico a terra, approvati contestualmente allo schema di Pptr, Piano paesaggistico territoriale regionale, che introduce linee guida per la progettazione e lo stanziamento degli impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili.
 
Tra gli indirizzi e gli obiettivi operativi illustrati dalle linee guida emerge infatti la volontà di concentrare i nuovi impianti fotovoltaici nelle aree produttive pianificate e nelle cave anziché nelle zone agricole, vietando in particolare la messa a terra.
 
Incentivata quindi la copertura per autoconsumo di serre agricole, facciate di edifici, pensiline e strutture per la protezione di parcheggi, aree di sosta e zone pedonali. Soluzioni che non comportano il consumo di suolo e si integrano con la vocazione agricola di determinate aree regionali.
 
I nuovi orientamenti mirano infatti a promuovere distretti energetici compatibili con il territorio e il paesaggio. L’energia diventa quindi centrale nel processo di riqualificazione di città, aree produttive, periferie e campagna urbanizzata, creando una sinergia tra crescita del settore energetico, valorizzazione del paesaggi e salvaguardia dei suoi caratteri identitari.
 
Preoccupata da questa nuova impostazione Assosolare, associazione nazionale dell’industria solare e fotovoltaica, per la quale i divieti introdotti potrebbero danneggiare un settore che ha registrato una crescita superiore alla media.
 
Il presidente Gianni Chianetta ha infatti inviato una lettera al Governatore Nichi Vendola sottolineando come il settore del fotovoltaico abbia generato occupazione e investimenti, diffondendo sul territorio anche il know-how per varie realtà professionali, come società di ingegneria, progettazione, installazione e manutenzione degli impianti.

(riproduzione riservata)

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20 Commenti

Lino - Stop al Consumo di Territorio | ASSOSOLARE miope

domenica 7 marzo 2010 - 22.47

Credo che Assosolare abbia ridotte capacità di valutazione lavorative: gli impianti non a terra portano molto più lavoro e richiedono molta più manodopera a parità di potenza installata. La loro visione è dettata dall'egoismo di pochi imprenditori a danno delle singole famiglie o delle piccole industrie.

Giorgio | Lungimiranza

domenica 28 febbraio 2010 - 17.01

ritengo che la decisione della regione Puglia sia un segnale di lungimiranza. mi auguro che tutti coloro che operano nel settore possano capire che la scelta della regione è stata intelligente, i pannelli dovranno essere collocati su aree industriali e non in campagna.

alessandro | Oliveti a rischio

lunedì 18 gennaio 2010 - 10.58

Vi invito a venire nel salento,noterete da soli come al posto di olivi secolari sorgano distese di pannelli solari che deturpano il paesaggio.A poche decine di metri da Masserie e su terreni prima adibiti alla produzione di Olio e vino sorgono vele solari alte 10 mt e più.E il turismo? L unica fonte di richezza per il privato cittadino,visto che questi mega impianti sono di Aziende STRANIERE. VENITE A VEDERE

Nicola | ma quale tutela del paesaggio!

lunedì 11 gennaio 2010 - 12.40

Ancora una volta la Regione Puglia perde una buona occasione. Il paesaggio è un concetto bellissimo ma non è di nessun aiuto ai proprietari dei terreni che ormai da anni con l'agricoltura non rierscono più a pagare nemmeno le spese. Vogliamo tutelare il paesaggio piuttosto che incentivare la diffusione del fotovoltaico sui terreni agricoli? Allora paghiamo gli agricoltori per dover mantenere delle attività ormai improduttive in ragione del nostro fabbisogno oculare.

Teofusion | Non tutti i mali vengono per nuocere

mercoledì 6 gennaio 2010 - 19.23

Guardando ai risultati, la Puglia con la metà degli impianti rispetto alla Lombardia, produce il doppio dell'energia. Sono daccordo che il fotovoltaico a terra non arreca gravi danni paesaggistici, e soprattutto nulli, anzi di miglioramento e riposo vegetativo per molti terreni agricoli..ma in ogni modo ci sono troppi investitori anche esteri che investendo da noi, un giorno ci venderanno la loro energia, prodotta sulle nostre terre. Quindi ben vengano i piccoli impianti integrati architettonicamente, per scopi energetici domestici ed aziendali.

Faber | ALCUNE CONSIDERAZIONI

lunedì 4 gennaio 2010 - 17.16

Cerchiamo di analizzare le situazioni secondo il buon senso.... La direzione della Regione Puglia è sicuramente quella vincente, ma non dimentichiamo: 1) anche in vista di possibili installazioni di impianti nucleari, ci siamo rivolti a sposare l'idea di produrre energia pulita sfruttando il meccanismo della DIA e dando la possibilità di farlo su terreni agricoli; 2) le società di ingegneria, progettazione, ecc, che hanno indirizzato gli investimenti in questo settore, lo hanno fatto seguendo una precisa normativa.... il fatto che ci siano investitori stranieri dipende, come sempre, dal non essere stati in grado, alcuni dei nostri investitori, a capire, in tempo, la qualità del bussines.... non è un caso che il 2010 è l'ultimo anno di incentivazione "certa" del conto energia e sono ancora poche le famiglie che hanno capito effettivamente quanto conviene installare un impianto per autoconsumo. 3) Su un obiettivo di 1.200 Mw di installazioni da incentivare non dimentichiamo che la sola Puglia ha richieste di connessione che superano tale potenza di oltre il doppio; questo ha portato alla congestione della rete ENEL che però, pur in presenza di tutte le problematiche discusse ed avendo un dialogo giornaliero con la Regione, ha continuato a richiedere il pagamento per l'emissione del preventivo (STMG) consapevole, spesso, che alle richieste avanzate non avrebbe potuto dare seguito. Dalle considerazioni avanzate voglio solo far presente che, pur favorevole alla direzione presa dalla Regione Puglia, la stessa non dovrà assolutamente penalizzare il lavoro fino ad oggi svolto da tante società; le stesse dovranno adeguarsi alla normativa proposta ma senza che il lavoro svolto in precedenza venga penalizzato perchè svolto NEL PIENO RISPETTO DELLA LEGGE.

Faber | MI CHIEDO....

mercoledì 30 dicembre 2009 - 19.45

Sinceramente condivido la scelta di localizzare gli impianti fotovoltaici su strutture già esistenti in modo che venga limitata la deturpazione della nostra terra. Ma non ho ancora capito: 1) da quando la proposta entrerà in vigore a tutti gli effetti; 2) i progetti in Iter di approvazione, sui quali si è investito tempo e danaro, verranno coinvolti???

r.lanotte | Rivoluzione solare

martedì 22 dicembre 2009 - 17.44

Credo si stia parlando impropriamente di "distruzione di terreni agricoli". Il parco fotovoltaico in area agricola può essere comparato senza problemi ad un vigneto sia dal punto di vista della durata (20-25 anni) che dal punto di vista di "impatto visivo e territoriale" in quanto sono strutture alte al max 2 m recintate quasi sempre da una semplice rete metallica e da arbusti da macchia mediterranea non necessitando di alcun opera di fondazione (cemento,ecc.). Senza parlare del beneficio che ha il suolo stesso in quanto messo a riposo, i proprietari dei fondi (guadagni sia in forma di affitto che di vendita) e coloro che rientrano nell'indotto economico generato (maestranze locali, operatori del settore, ecc.). La visione catastrofista degli ulivi secolari deturpati non ha alcun fondamento in quanto sia la L.R. 14/07 che ogni singolo Comune pugliese tutelano in toto questo bene prezioso per tutta la comunità pugliese. E poi sinceramente meglio il parco fotovoltaico in campagna che la centrale nucleare dietro casa. Meditate gente, meditate...

fiorenzo | solita mafia politica

lunedì 21 dicembre 2009 - 17.17

L'ignoranza come al solito è sovrana. Per quel poco che si è lavorato in puglia sui grandi impianti su terra a causa della esasperata burocrazia, legata ad un ignoranza in primo luogo degli istituti di credito che hanno ritardato di circa un anno l'inizio dello sviluppo. In secondo luogo la giungla di non addetti ai lavori ha contribuito a distruggere un mercato già di per se diffidente e innovativo. Infine società come l'Enel che avrebbereo dovuto agevolare e seguire l'iter amministrativo hanno "completato" l'opera, complicando e allungando le procedure, ostacolando di fatto un progetto in itinere. Siamo di fatto un paese molto vicino a quelli del Sud America dove regna corruzione e malcostume.

CinziaT | Puglia avanguardia

martedì 15 dicembre 2009 - 12.50

Assosolare questa volta dovrebbe capire che il provvedimento non li danneggia. Danneggia un modo "deviato" di realizzare il fotovoltaico.

raro | i soldi

lunedì 14 dicembre 2009 - 22.34

Ma tutti i soldi che la bolletta elettrica destina alle rinnovabili o/e ALLE assimilibali dove vanno se Noi Autolimitiamo addirittura IL FOLTOVOLTAICO. mI viene un sospetto che gatta ci covi anche fra gli insospettabili. Perche' oltre il niovanta per cento dei soldi vanno allem assimilibali con il contributo dei critici in casa "nostra" SVEGLIA

Daniele Russo | La direzione è Giusta

lunedì 14 dicembre 2009 - 12.15

Vorrei ricordare a tutti che il Conto Energia prevede l'installazione di 1.200 MW di potenza incentivata. Questo tetto di potenza equivale a 600.000 impianti da 2 kW cad. che possono trovare ampio spazio sui tetti delle nostre case, uffici e capannoni, realizzando così una conoscenza diffusa della tecnologia. L'idea di dover occupare suolo agricolo nasce solo ed esclusivamente dalla volontà di investitori di ottenere il massimo ricavo da questi impianti. Indendiamoci, anche queste applicazioni hanno una loro utilità, ma non dimentichiamo che questa tecnologia è ancora costosa e trova una più utile applicazione vicina ai luoghi di utilizzo dell'energia.

Flavio CONTI | SOLARE SI' Ma con giudizio

domenica 13 dicembre 2009 - 15.26

Condivido pienamente le decisioni della regione Puglia che promuove il solare FV ma pone dei paletti per evitare che si distruggano terreni agricoli. In nome di un falso progresso si distruggono sempre più terreni agricoli per gli usi più svariati, (v. centri logistici che distruggono i terreni + fertili della val padana). Le superfici già costruite sono numerosissime e non credo che l'esclusione degli impianti a terra in aree agricole costituisca un freno eccessivo.

Fabrizio Braconi | Come al solito

domenica 13 dicembre 2009 - 15.04

La Puglia poteva essere un buon esempio per le altre Regioni. Ma come sempre "il cattivo scaccia il buono". E quindi non saranno le altre Regioni ad adeguarsi alla Puglia ma la Puglia ad adeguarsi alle altre Regioni. Siamo un Paese ingessato. Che non ha un futuro. Occupato a conservare ogni cosa attingendo alle risorse future per sostenere una situazione insostenibile. Non solo spendiamo risorse per conservare di tutto ma per conservare meglio spendiamo anche quello che non abbiamo. E purtroppo è grazie alla sottocultura di tante persone che questo avviene. Se fosse per la cultura che ci domina e ci immobilizza probabilmente avremmo ancora i dinosauri ed al massimo qualche palafitta....

Domenico Delle Foglie | Il solare è davvero

domenica 13 dicembre 2009 - 11.10

Questa è un'ottima notizia: in Puglia ci si stava abituando ad abbattere oliveti (anche secolari) per impiantare questi ben più remunerativi pannelli fotovoltaici, producendo evidenti danni paesaggistici ed ambientali; in questo modo una tecnologia pulita, com'è quella solare, era diventata "sporca". La scelta della Regione è invece ineccepibile: il solare occuperà superfici già antropizzate e non consumerà preziosi suoli agricoli. Perfetto! E nel frattempo i (bravi) progettisti e i (bravi) installatori, potranno continuare a fare il proprio lavoro, progettando ed installando impianti fotovoltaici un po' meno "facili" perchè da sovrapporre ad un sostrato più articolato e complesso di un'area libera... Insomma ci sarà da lavorare per risolvere qualche problema in più, si dovrà operare in modo da garantire una migliore integrazione architettonica dei manufatti. etc... In poche parole bisognerà lavorare con intelligenza e non (rozzamente) accendere la motosega, spianare un'area e montarci sopra qualche decina di pannelli. In tutto ciò non vedo alcunchè che cosa possa giustificare le preoccupazioni di Assosolare; le «realtà professionali, come società di ingegneria, progettazione, installazione e manutenzione degli impianti» davvero capaci saranno in grado di rimodulare i loro processi progettuali e produttivi in funzione delle regole di "sostenibilità" giustamente imposte dalla Regione Puglia, mentre quelli che non riusciranno a farlo, è meglio che si occupino di altro.

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