18/12/2009 - È stata presentata il 16 dicembre scorso a Roma, l’indagine sugli immobili non dichiarati al catasto, condotta dall’Agenzia del Territorio. Il Direttore dell’Agenzia, dottoressa Gabriella Alemanno, ha presentato i risultati finali, riferiti a tutto il territorio nazionale, delle attività di identificazione dei fabbricati che non risultano dichiarati al Catasto, realizzate in adempimento al DL 262/2006 (collegato alla “Finanziaria 2007”), convertito nella Legge 286/2006.
L’indagine si è svolta attraverso un articolato processo partito dalla sovrapposizione delle ortofoto digitali ad alta risoluzione alla cartografia catastale gestita dall’Agenzia; successivamente sono state eseguite ulteriori verifiche negli archivi censuari, che hanno consentito l’individuazione delle particelle del Catasto Terreni, sulle quali sono risultati presenti immobili non dichiarati al Catasto.

La verifica, condotta nel 2009 su 24 province, pari a circa il 25% della penisola, ha concluso una indagine conoscitiva che ha consentito l’individuazione di altri 570.000 immobili, che si aggiungono a 1.500.000 già identificati nel precedente biennio.
L’attività di accertamento, già avviata nel 2008, tuttora in corso, è stata completata, ad oggi, per circa il 30% delle particelle e ha portato all’accatastamento di oltre 270.000 unità immobiliari, a cui corrisponde un incremento di rendita catastale di 145 milioni di euro. A tale risultato, se ne aggiungono altre 147.000, a seguito di adempimenti spontanei, che hanno reso possibile la determinazione di ulteriori 47 milioni di euro di rendita catastale. Le tipologie di immobili accatastati sono prevalentemente rappresentate da abitazioni (33%) e da magazzini o garage (51%). Tali operazioni hanno permesso di aggiornare le banche dati catastali e di fornire la base imponibile relativa alle diverse tipologie di tributi che incidono sugli immobili.
Per i Comuni catastali sottoposti a specifici accertamenti, sono state costituite liste di particelle iscritte al Catasto Terreni interessate da fabbricati presenti sul territorio ma che non risultano dichiarati al Catasto. Gli elenchi di tali particelle, sulle quali si è accertata la presenza di costruzioni o di ampliamenti di costruzioni non dichiarati, comprensivi dell’eventuale data cui riferire la mancata presentazione della dichiarazione al Catasto, sono consultabili, per i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del comunicato dell’Agenzia, presso ciascun Comune interessato, presso le sedi dei competenti Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet della stessa Agenzia, alla pagina http://www.agenziaterritorio.gov.it/.
Tali fabbricati devono essere dichiarati al Catasto Edilizio Urbano, a cura dei soggetti titolari di diritti reali, entro 7 mesi dalla pubblicazione del comunicato. Qualora gli interessati non presentino le suddette dichiarazioni entro tale termine, gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio provvedono, in surroga del soggetto obbligato inadempiente e con oneri a carico dello stesso, all’iscrizione in Catasto, mediante la predisposizione delle dichiarazioni redatte ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, e alla notifica dei relativi esiti.
L’individuazione dei fabbricati è avvenuta attraverso un’attività di identificazione da foto aeree, condotta in collaborazione con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), e successivi processi “automatici” di incrocio con le banche-dati catastali. Trattandosi di elaborazioni massive, si potrebbero essere verificate delle incoerenze nell’individuazione delle particelle riportate negli elenchi pubblicati, con inclusione - in qualche caso – di immobili già censiti in Catasto.
Fonte: Agenzia del Territorio
(riproduzione riservata)
Corradin Francesco | Costrzioni
sabato 26 dicembre 2009 - 19.11
Come mai chi a il terreno aggircolo, ma e artigino non puo farnsi un pezzo di capannone,magari anche con il doppio degli oneri e senza nessun incetivo come anno giustamente gli agricoltori,per queste persone gia possedere un terreno e un risparmio di denaro, per l'acquisto e di atti notarili. Secondo voi non incetiverebbe a meno tettoie e cosruzini abusive?
luigi di biase | per alberto de nucci
domenica 20 dicembre 2009 - 20.16
"per diretta esperienza (sono responsabile comunale di Servizio tecnico) ci sarebbe da considerare che moltissimi "edifici" sono in realtà tettoie o annessi agricoli, nella maggior parte dei casi di antica costruzione." ma comunque in entrambi i casi da te elencati porteranno ad un incremento di rendita catastale imponibile ai fini ICI ed IRPEF per cui non si tratta di indagini a vuote
Renato | CATASTO PROBATORIO
venerdì 18 dicembre 2009 - 10.31
Perche' il Catasto non aggiorna le mappe catastali: frazionamento presentato nell'agosto del 2007, richiesta visura mappa attuale, non e' ancora stato inserito.
Alberto De Nucci | mah
venerdì 18 dicembre 2009 - 09.13
per diretta esperienza (sono responsabile comunale di Servizio tecnico) ci sarebbe da considerare che moltissimi "edifici" sono in realtà tettoie o annessi agricoli, nella maggior parte dei casi di antica costruzione.
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