Pedane, palchi, tribune

I prodotti naturali Tassullo per il recupero del medievale Castel di Vasio (TN)

vedi aggiornamento del 02/07/2010
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19/01/2010 - Il recupero del complesso storico di Castelvasio, coronamento del sogno agreste di una famiglia lombarda, è stato condotto nel segno del restauro conservativo con il determinante contributo dei prodotti naturali Tassullo
 
Il Castello di Vasio è un insediamento di origine medievale situato nel comune di Fondo (provincia di Trento), in cima a un ripido dosso che presidia l'alta Val di Non.

È costituito da una torre di vedetta in pietra dalla pianta pressoché quadrata (con lati di circa 13 metri, alta una decina di metri alla gronda) e da due corpi edificati situati ad est e a sud, oltre ad altre tracce del complesso fortificato, raccolti attorno a una corte aperta verso nord. Si tratta di un luogo suggestivo, rimasto quasi completamente inalterato dal punto di vista ambientale, nel quale si è concretizzato il sogno di Riccardo Gelpi - un intraprendente impiegato bergamasco – e della moglie Stefania Calliari – un'infermiera originaria della zona: vivere con i due figli in un posto tranquillo, immersi nella natura. Mettendo a frutto i contributi pubblici previsti per gli interventi di ristrutturazione e l'esperienza compiuta nel settore dell'edilizia dal nuovo proprietario, l'antico e malandato insediamento storico si è trasformato in una residenza rurale aperta all'accoglienza di quei turisti attratti dalla quiete, da una dimensione di vita a misura umana e dai sapori veri. Condotti direttamente dal proprietario in qualità di capomastro, i lavori di recupero sono iniziati nel 2004 sulla base di un accurato progetto di conservazione, seguiti costantemente dalla locale Sovrintendenza. “Ho coinvolto alcuni degli artigiani operanti nell'area – spiega Riccardo Gelpi – che hanno risposto con passione a quella che sembrava un'impresa impossibile: ristrutturare un edificio diffusamente rimaneggiato nel corso dei secoli e abbandonato da tempo, che presentava notevoli problematiche di carattere statico-conservativo e che, soprattutto, era praticamente inaccessibile ai normali mezzi di cantiere. Oggi il castello è diventato un luogo abitato e ospitale, che mantiene intatte le sue originarie caratteristiche architettoniche e di cultura materiale tramandateci dalla storia, nel quale funzionano un bed and breakfast e un'accogliente sala per la ristorazione che hanno già ottenuto ottimi riscontri da parte del pubblico.” Identità del complesso ed autenticità della sua struttura materica costituiscono i principi concettuali e operativi dell’intervento. Il progetto di restauro è stato predisposto dall'arch. Nullo Pirazzoli, docente presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. “Obiettivo precipuo dell'intervento è stata la conservazione dell'edificio come permanenza materica, lavorando per aggiunte coerenti e mai per sottrazione, attraverso un notevole lavoro di traduzione delle tecnologie costruttive locali, in termini di compatibilità con i prodotti da costruzione contemporanei - senza scadere nell'interpretazione vernacolare – per il consolidamento e il restauro dell'esistente come per la realizzazione dei nuovi interventi, minimi ma necessari, richiesti dalle modalità d'uso odierne. Si è trattato di un cantiere molto particolare, segnato da notevoli problematiche strutturali e tecnologiche, che hanno trovato un buon punto di sintesi grazie alla consapevolezza e alla tenacia con la quale tutti gli attori coinvolti – non ultimo un committente particolarmente attento - hanno perseguito i principi di un corretto approccio a interventi radicali, condotti nel rispetto di una visione organica delle relazioni fra il manufatto e il suo contesto storico e naturale.” Valutazioni estetiche e gerarchie storiche aprioristiche sono state estromesse dal progetto, mirato piuttosto a limitare le richieste di sacrificio ai soli elementi non rispondenti a requisiti minimi di solidità e sicurezza, o di impedimento a ragionevoli adeguamenti. L'arch. Giovanni Berti di Artistudio è stato coprogettista e direttore dei lavori. “Per mantenere coerente la struttura dal punto di vista materico sono stati ricercati materiali costruttivi quanto più possibile naturali, ispirandoci ai concetti della bioedilizia per i restanti interventi. È il caso, ad esempio, del recupero e riuso di molti degli elementi architettonici già presenti nel sito; dei rinforzi strutturali eseguiti in gran parte in legno; dei prodotti per l'isolamento, totalmente di origine naturale; degli impianti termici, con sistemi radianti a soffitto e a pavimento o a piastre, dal comfort elevato e a basso consumo energetico. La scelta dei materiali per il ripristino degli apparati murari si è subito indirizzata verso i prodotti Tassullo, che impiega materie prime locali per la sua produzione, in particolare per le malte a base di calce idraulica naturale utilizzate nei
 
consolidamenti, nella ricucitura delle murature e dei soffitti a volte, nei massetti di pavimentazione, nei manti esterni e nelle rifiniture. Tutti i prodotti impiegati - basati sulla calce idraulica naturale FENIX - sono stati testati in laboratorio per verificarne la compatibilità con i materiali originali, soprattutto per le malte di consolidamento e per quelle utilizzate nei rivestimenti esterni, la cui colorazione è stata campionata direttamente da Tassullo sulla base dell'esistente.” Il risultato finale di questa complessa fabbrica è un edificio più solido e coerente, con più lunghe aspettative di vita ma non per questo più elegante o ringiovanito nell'immagine. Nel suo riproporsi come luogo dell'abitare, il Castello di Vasio restituisce ai visitatori la propria autenticità come manufatto architettonico e testimone della storia, prodotto di una cultura progettuale predisposta all'ascolto e di una perizia tecnica spinte fino al più ragionevole limite terapeutico, presupposto condiviso per la conservazione di un patrimonio edilizio.


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Fra conservazione e adeguamento
 
I lavori di conservazione hanno interessato l'intero complesso edificato, dal consolidamento del terreno di fondazione alla copertura in legno, ma gran parte delle opere sono state rivolte ai paramenti murari e ai rivestimenti. Dal punto di vista costruttivo, la principale difficoltà incontrata è consistita nel ritrovamento di una falda in cima al dosso, che provocava l'innalzamento del livello di umidità nelle strutture di fondazione specie nei giorni di pioggia e seguenti, incompatibile con gli interventi di consolidamento mediante iniezione di malte liquide. È stato perciò necessario costruire un cunicolo di areazione, inizialmente non previsto e interamente realizzato a mano, in grado di consentire la prosecuzione delle opere, di seguito elencate in estrema sintesi:

- scuci-cuci con materiali lapidei della medesima natura e dimensioni, in presenza di lesioni passanti nelle murature di fondazione e al piano terreno del castello e del limitrofo rustico, legati esclusivamente con malta a base di calce idraulica naturale senza ricorso a cordoli in conglomerato, cuciture armate o barre di irrigidimento;
- iniezione di malte a base di calce idraulica naturale in presenza di disomogeneità, sconnessione e incoerenze murarie di origine meccanica, mediante perforazioni localizzate e caduta a bassa pressione del fluido all’interno delle murature, fino a permeare gli interstizi tra i conci;
- integrazione di lacune nella muratura con risarcimento totale o riduzione delle aree di rottura, con apparecchiatura regolare di pietrame legato tramite calce idraulica naturale e strato di finitura a intonaco neutro a base di calce e sabbia;
- sutura delle lesioni profonde con riempimento degli interstizi per ripristinare la continuità del paramento murario, con malta a base di calce idraulica naturale cromaticamente distinguibile;
- previo accurato smontaggio per recuperare e reimpiegare il materiale lapideo nella successiva ricostituzione del manufatto, ricostruzione delle apparecchiature murarie spiombate, lesionate o crollate con finitura superficiale a intonaco a base di calce e sabbia in tinta neutra;
- ripristino delle porzioni di volte crollate con recupero o ricostruzione dei conci legati con malta a base di calce idraulica naturale;
- ripresa di piccole lesioni, previa pulitura e stuccatura con legante a base di calce fino ad incontrare le superficie non interessata dal degrado;
- consolidamento degli strati di malta del materiale lapideo microfessurato di murature a vista, seguito da protezione con prodotti inorganici ed eventuale stuccatura con malta a base di calce idraulica naturale con inerte di media granulometria;
-consolidamento degli intonaci esterni con iniezioni, a seconda dei casi, di malta fluida a base di calce spenta o di calce idraulica, attraverso microfori o lesioni e fenditure esistenti;
- scopertura di intonaci antichi da tinteggiature e scialbi di calce, con restauro dei rivestimenti a intonaco interni operando per ridurre rigonfiamenti e decoesioni, eliminare efflorescenze, risarcire lesioni e lacune, con limitate iniezioni di miscela idraulica a base di calce e sabbia medio-fine seguite da pulitura;
- realizzazione di nuovo intonaco a tinta neutra a base di calce e sabbia;
- protezione di superfici intonacate con idonei prodotti acrilici o acrilico-siliconici.


Oltre ai paramenti murari, sono stati consolidati e ripristinati gli elementi portanti e gli assiti dei solai, i tiranti del sottotetto, i rivestimenti, gli infissi interni ed esterni, tutti in legno.
Gli interventi di nuova costruzione hanno interessato, fra l'altro:
- formazione di uno strato di protezione sommitale anche in funzione dell'appoggio dell’orditura del tetto, secondo criteri di distinguibilità dei completamenti e delle aggiunte;
- sostituzione della copertura e di un solaio lignei con manufatti nuovi, realizzati con tecnologie tradizionali;
- sutura e reintegrazione di un tratto di muratura crollato, lasciando testimonianza dell’intervento;
- posizionamento di lastre di vetro intelaiate nell’interasse tra i correntini della copertura del castello, che consentono di cogliere la presenza del manufatto antico;
- realizzazione di tramezzature con pareti di legno e di arredi fissi;
- liberazione di aperture tamponate;
- posa delle pavimentazioni esterna (acciottolato di pezzature irregolare e regolare in file parallele) e interna, laddove mancanti, con elementi in graniglia, porfido, calce sabbia e pietra macinata, lastrame, mattoni a spina);
- realizzazione di infissi interni ed esterni in legno o legno e vetro.

 

 
I materiali Tassullo
 
Ecco, nel dettaglio, i prodotti Tassullo impiegati durante il restauro del Castello di Vasio.
FENIX/B per il consolidamento delle murature in pietra.
Si tratta di una miscela ad alta fluidità e a ritiro compensato, prodotta con l’uso esclusivo di calce FENIX NHL 5e pronta all’uso, utilizzabile per iniezioni di consolidamento in murature in pietra e mattoni perché in grado di riprodurre, dal punto di vista fisico, chimico e mineralogico, le malte di allettamento originarie; le sue caratteristiche di fluidità, adesione ed elasticità restituiscono continuità strutturale alle murature che presentano vuoti e fessure, senza generare porzioni locali rigide né sviluppare gradienti termici in fase di maturazione.
FENIX NHL 5 per la formulazione di malte  direttamente in cantiere e del calcestruzzo di calce. Questa calce idraulica naturale, purissima e certificata, con basso tenore di calce libera e particolarmente elastica, ha permesso la preparazione in cantiere del calcestruzzo di calce impiegato per le sottomurazioni e le cordolature: la miscela formulata prevedeva l'uso di 400 kg di legante per ogni metro cubo di inerte, quest'ultimo con dimensioni comprese fra 0 e 30 mm selezionato secondo un'apposita curva granulometrica. T30V per il pareggiamento delle superfici. È una malta pronta a base di FENIX NHL 5, idonea per il confezionamento di intonaci, riempimenti e rinzaffi, a media e alta resistenza, con un bassissimo contenuto di sali idrosolubili e granulometria formata da inerti selezionati con diametro massimo di 4 mm. T30rc per il scuci-cuci. Ideale per il restauro e il risanamento grazie all’elevata compatibilità con le murature storiche, è’ una malta di calce idraulica naturale Fenix NHL 5 ed inerti selezionati, con granulometria massima di 4 mm. E’ dotata di elevate traspirabilità, resistenza ed elasticità ed è indicata per la realizzazione di rinzaffi consolidanti, riempimenti e tamponature, per la realizzazione di giunti in murature faccia a vista e per l’allettamento di mattoni. (riproduzione riservata)
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