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NORMATIVA

Costi della progettazione, il CNAPPC apre un’indagine

di Rossella Calabrese
Commenti 18007

Obiettivi: trasparenza dei costi delle prestazioni professionali e riesame del sistema tariffario

Vedi Aggiornamento del 30/09/2010
Commenti 18007
20/01/2010 - Il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori ha deciso di avviare una indagine sui costi della progettazione e delle altre prestazioni professionali degli architetti italiani. La decisione è stata presa nella seduta del 4 novembre scorso e si inserisce nel processo di redazione dei “protocolli prestazionali” la cui pubblicazione avverrà a breve.
 
“A ogni prestazione – spiegano gli architetti Nevio Parmeggiani e Domenico Podestà , Presidenti rispettivamente del Dipartimento Ordinamento e Magistratura, e Legislazione nazionale e europea, protocolli prestazionali, del Consiglio nazionale - deve evidentemente corrispondere un adeguato compenso la cui congruità possa essere verificata e accertata. L’iniziativa che avvieremo coinvolge il superamento dell’asimmetria informativa, la trasparenza delle prestazioni, l’eventuale propedeutico riesame del sistema tariffario, i compensi per le nuove prestazioni e comunque il supporto al contratto fra i contraenti in funzione della applicazione dell’art. 2233 del c.c., dopo l’abolizione dei minimi tariffari obbligatori”.
 
Ricordiamo che le norme che prevedono la fissazione di tariffe fisse o minime sono state abrogate dal DL 223/2006 convertito nella Legge 248/2006 , il cosiddetto Decreto Bersani ( leggi tutto ). La norma ha dato il via ad un acceso dibattito tra i professionisti che difendono i minimi tariffari quale garanzia di qualità delle prestazioni professionali, e l’Antitrust che invece considera le tariffe minime un ostacolo alla concorrenza ( Speciale Abolizione minimi tariffari ).
 
“Indubbiamente – spiegano ancora Parmeggiani e Podestà - è un processo innovativo per noi architetti italiani, ma non per gli architetti di altre nazioni europee che lo stanno applicando o lo stanno sperimentando da diverso tempo. Il riferimento al sistema tariffario ancorato a percentuali sugli importi delle opere, ancorché rifiutato dalle posizioni concorrenziali dell’Antitrust, attualmente non costituisce sicura garanzia della qualità delle prestazioni.”
 
Il sistema dei “costi effettivi” – spiega il CNAPPC – è certamente più realistico e quindi meno contestabile da parte della committenza e gli aspetti attinenti il valore intellettuale del momento creativo possono essere superati con valutazioni già contemplate dal codice civile. Porsi al cliente avendo un parametro di base economico più certo per il compenso della prestazione, in relazione alle modalità, ai tempi e alle difficoltà che presenta l’incarico è senz’altro un motivo di serietà e di affidamento dell’architetto.
 
Secondo Parmeggiani e Podestà, l’intento “è quello di modernizzare la nostra professione adeguandola all’Europa e i capitolati prestazionali , che potranno maggiormente consentire, insieme ai costi delle prestazioni , la qualità della prestazione stessa, possono permetterci di farlo. Entrambi i sistemi sono innovativi e mai affrontati nella nostra realtà professionale e possono avere ricadute positive a vari livelli nei rapporti con la committenza e più in generale con la società costituendo elemento di sicuro prestigio per la categoria”.
 
“Non per questo, comunque, - proseguono - vengono abbandonate le attività di recupero della tariffa con minimi obbligatori in accordo con altre categorie professionali, ma dobbiamo riconoscere che la Legge 143/1949 , pur valida nei principi, non è più consona a molte odierne attività prestazionali, così come, in alcune parti, il DM 4/4/2001 per i Lavori Pubblici. I costi economici reali delle prestazioni saranno di grande aiuto per la costruzione di un sistema tariffario rinnovato che proporremo alle istituzioni pubbliche a garanzia della trasparenza per il nostro giusto compenso”.
 
Il CNAPPC si dice certo che una tariffa con un minimo assicurato, collegato ad un’accertata qualità della prestazione e alla realtà dei costi sostenuti, rappresenti un notevole passo in avanti per modernizzare la professione, confermando anche la volontà di ribadire, nelle sedi opportune, la necessità del ripristino dei minimi tariffari obbligatori, sia nel settore privato che, in particolare, nel settore pubblico e, nel frattempo, con opportuni correttivi e modifiche, operare perché le tariffe siano più coerenti con la realtà di oggi.
 
“Agiremo - concludono - su due percorsi distinti e paralleli: indagine sui costi delle prestazioni e attualizzazione dei sistemi tariffari esistenti . È auspicabile che al termine di questo lavoro (realizzato con un uso intenso di sistemi informatici, affidato a soggetti esterni al Consiglio nazionale, e garantendo rigorosamente l’anonimato degli architetti che saranno coinvolti) il tutto confluisca in un unico sistema tariffario oggettivo e condiviso sia per il pubblico che per il privato”.
 
Un’iniziativa di tale importanza – viene anche ricordato - potrà avere esiti concreti soltanto se verrà coinvolto il maggior numero di studi professionali e se la categoria sarà consapevole della sua validità. È previsto un forte coinvolgimento degli iscritti agli Ordini tramite un’azione propositiva e incentivante degli stessi Ordini provinciali anche attraverso incontri a livello regionale e locale.
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Altri commenti
maurizio

la verita è che tra noi non c'è collaborazione, stiamo li a farci le scarpe l'uno pronti a denigrare e sbeffeggiarci l'uno con l'altro ! se ci fosse una parvenza di appartenenza e di dignità professionale saremo i primi noi stessi a non sottostare a queste regole..dovremmo tutti fermarci come fanno altre categorie e non ci prendono una laurea per una cosi semplice protesta...

manlio

Credo anch'io che il riferimento con i minimi tariffari sia d'obbligo. D'altra parte come ogni ogni figura professionale, anche l'artigiano e l'operaio come l'avvocato o il notaio hanno un costo orario. Pertanto, se dovessimo applicare il costo orario di un progetto + spese al cliente o all'Amministrazione pubb. supereremmo di gran lunga il cosiddetto "minimo di tariffa" e chi sarebbe contento di ciò? E perchè x le consulenze milionarie questo non avviene?

enrica

Oramai con la sola libera professione non si riesce a vivere dignitosamente. Si compete con i professionisti che fanno ribassi dell'80% su parcelle già ribassate del 20% dalla Pubblica Amministrazione. Quì si parla di Ordini professionali, di Consigli Nazionali, ma siamo sicuri che questi conoscono veramente la situazione che viviamo gran parte di noi o alzano la voce perchè vedono minati gli interessi dei grandi studi professionali?

arch.vincenzo la rosa

Intanto io mi firmo sempre con nome e cognome tanto per essere seri e tutti i professionisti dovrebbero farlo. Riguardo alla discussione che dire! Le tariffe c'erano ma non le usava nessuno. E qui pochi che le usavano se lo potevano permettere e non certo perchè tutti bravi. Se il cliente è obbligato -da chì- si può perdere il lavoro, purtroppo non siamo notai e non abbiamo un timbro con lo stemma della repubblica italiana, ma quello dell'ordine. Tra l'altro anche i notai fanno gli sconti. Riguardo all'ordine! Servono? Boh! Io in dieci anni ci sono andato solo per votare! E devo dire che mi sono trovato bene! E poi anche li ci sono i furbetti del quartierino, le norme deontologiche si vanno a farsi fot....ecc..quindi vediamo di cambiare atteggiamento e di entrare in sinergia con qualcosa di più interessante: via i vecchi e bravi architetti! Sono disposto a pagare più tasse per non averli tra i piedi...se nella loro vita sono stati bravi eccoti il premio e vivi con una buona pensione e dedicati alla pittura, alla scultura, ad aiutare i giovani all'Ordine (con la "o" maiuscola) gratuitamente,....spazio ai giovani che si concorrenziano felicemente senza troppe norme tariffarie...bastano poche percentuali e limiti ai ribassi specie per il pubblico, per il privato ognuno fa come vuole, sono cavoli suoi.......altrimenti può sembre cambiare mestiere anche perchè quelli che rompono sono quelli che hanno due e tre lavori, vedi amministrazioni e altri.......in pratica sono quelli che si vogliono accaparrare tutto e spesso sono anche vecchi!

zxc

luigi! mah? esiste ancora gente come te?

luigi

il forum è interessante ma vedo che gli architetti c'e' l'hanno sempre con i geometri!!!! progettate i grattacieli e non le case a due piani che fate ridere!!! per fortuna che a San Giugliano e a L'Aquila i fabbricati caduti erano stati progettati e diretti da tecnici laureati........andate a zappare perchè non siamo in gradi di fare anche questo.....

Giovanni Di Croce

"Il CNAPPC si dice certo che una tariffa con un minimo assicurato, collegato ad un’accertata qualità della prestazione e alla realtà dei costi sostenuti, rappresenti un notevole passo in avanti per modernizzare la professione, confermando anche la volontà di ribadire, nelle sedi opportune, la necessità del ripristino dei minimi tariffari obbligatori, sia nel settore privato che, in particolare, nel settore pubblico..." Il vero obiettivo è quello di evitare le gare al ribasso per le opere pubbliche: non è possibile il controllo, i soldi sono meno e gli architetti di partito poi non versano le quote, ecc.. Nel privato ci si scannava prima e lo si fa anche ora, ma almeno alla luce del sole e senza che l'incubo della Finanza che, con JERICO, ti diceva: hai fatto 4 progetti? bene, secondo la tua tariffa minima dovevi dichiarare X. A tutti i colleghi, soprattutto ai più giovani, chiedo di amandare a quel paese certi tromboni che mirano solo a mungere dalla vacca pubblica.

o.p.

mi domando come mai in italia non si faccia come in europa: 2 sole categorie, ingegneri ed architetti, stop. A tutti gli altri si fa fare qualche esamino e li si trasforma in architetti junior e ingegneri junior per un paio d'anni, dopodichè entra a regime la regola aurea o inf o arch. Beati gli svizzeri, i tedeschi, gli austriaci, etc, etc, li sì che le cose sono chiare! e ovviamente non c'è concorrenza sleale come da noi dove i geometri progettano edifici che non potrebbero progettare, li costruiscono senza poterlo fare e chiedono una parcella più alta di quella dell'architetto...

Angelo Costa

cari colleghi, mi sembra che in questo paese si facciano sempre le cose a metà e che nessuno abbia voglia di denunciarlo... la liberalizzazione delle tariffe professionali di per sè è una cosa giusta. fa parte della vita e del lavoro. Quello che non è giusto, e che farà sì che qualsiasi proposata a riguardo sarà sempre viziata, è che il nostro è un settore dove vige la più spietata deregulation! neanche Ronald Regan o Margharth Theacher si sono mai sognati di implementare un sistema come il nostro. Grazie Bersani! (meno male che sei di sinistra!!) Viva la concorrenza, ma fra architetti; NON fra architetti, geometri, ingegnieri, periti, costruttori, cooperative, ecc... questo fa si che noi possiamo studiare il sistema che volgiamo, ma ci sarà sempre qualcuno che loi farà sottocosto. é come se gli avvocati avessero la concorrenza dei commercialisti, dei notai, delle società di consulenza, ecc. é mai possibile? e se poi una commessa qualsiasi, lo stato per primo, ti impone di dividerla in 4 fasi, ogniuna delle quali può (e spesso è) essere affidata ad un professionista diverso, che fine fa la qualità? le economie di scala? l'economia di continuità? scusate.... siamo professionisti o mucche da mungere? chi si sogna di chiedere il 60% di sconto ad una impresa? chi si sogna di chiedere lo sconto quando siamo dal medico? Sarebbe importante avere un riferimento normativo coomune sul quale impostare le nostre tariffe, ma questo non ha alcun senso senza le regole del gioco: 1) concorrenza LEALE (e non viziata); 2) continuità del professionista in tutta la commessa. Come normalmente avviene in tutto il resto del mondo

mauro

Sono un architetto da 30 anni iscritto all'Ordine. Mi chiedevo: ma queste nostre riflessioni serviranno solo per redigere un sondaggio? O per perdere tempo? O solo carta straccia? Un altro blog? Perchè non chiedere UFFICIALMENTE a tutti i professionisti iscritti di riferire sulle scelte future? E di scegliere a maggioranza la linea da seguire? Altrimenti tutti si faranno.......la loro legge, come sta accadendo.

Ghino di Punta

Finalmente qualcuno che si accorge non solo dell'indispensabile ruolo di tariffe decorose, ma della necessità di rivedere le modalità di calcolo delle Tariffe Professionali, qualcuno si è reso conto del tempo che occorre oggi per redigere un progetto di qualsiasi opera che rispetti le normative eistenti??? Possibile che bisognava arrivare a toccare il fondo perchè il ns. consiglio nazionale si muovesse con decisione?? e attenzione, nessuno ha mai avvisato i colleghi che dall'ultimo governo prodi, il Buon Visc ha fatto aprovare una norma che obbliga gli anti pubblici a passare al vaglio di Equitalia tutte le fatture superiori a 10.000,00€ in pagamento da parte degli anti pubblici verso i professionisti, permettendo di fatto il sequestro diretto delle somme presso gli enti pubblici !!!! (loro elegantemente lo chiamano "pignoramento presso terzi!!!") ma attenzione non crediate che si tratti di lotta all'evasione fiscale, si tratta di fatto di un sequestro preventivo delle somme che il professionista deve ( tutto da dimostrare, perchè poi ci sono le "cartelle pazze" a titolo vario a quasiasi ente pubblico, quindi parliamo di multe di 20 anni prima (magari anche pagate, ma che all'Ente no risulta!!) di somme dovute per tarsu, ici, pagamenti verso Inarcassa (con gli interessi da usura che pratica!!) di fatto un vero è propio sequestro di somme che paralizzano l'attività professionale, magari ti impoediscono di pagare il mutuo, di portare a casa soldi , guadagnati con i quali, magari, campare !! Perchè un Preofessionista dovrebbe anche campare e far campare una famiglia, ma tutto questo non interessa a nessuno, tanto per "la gente" noi siamo "gli evasori ricchi e benestanti " che lavoriamo ( e molta gente pensa che il nostro non sia nemmeno un lavoro, ma un gioco - architè che mò fa un disegnino pe casa? - ) solo per modo di dire, e per il resto passiamo dalle Seychelles a St. Moritz!!!

Edy

Ben venga una stima industriale dei costi per verificare chi ribassa oltre il ogni limite; ma perché, fatto il controllo, l'Ordine non sanziona il soggetto per violazione deontologica e concorenza sleale? Perché voler trasferire ogni responsabilità sulla Stazione Appaltante? Perché, se si segnala illegittimità in un Bando, non si agisce a tutela dei propri iscritti? Forse per difendere e non colpire i soli noti? Mah.

Claudio

A chi si oppone alla reintroduzione dei minimi tariffari dico che il nostro mestiere, che dovrebbe essere una passione, ha delle implicazioni sociali ed economiche enormi e quindi non può essere oggetto di una becera trattativa da peracottai. Quando una società è felice di aver risparmiato su un progetto, in realtà non si rende conto dei danni, non solo economici, a cui andrà incontro. Da un punto di vista meramente economico, si pensi alla perdita di valore dei terreni e degli edifici che si trovano in prossimità di una brutta edilizia (non riesco a chiamarla architettura) o ai costi che tutti noi dobbiamo sostenere in occasione di crolli di edifici mal progettati o anche al rifacimento di opere pubbliche realizzate in maniera indegna! A questo aggiungiamo il fatto che viviamo in un Paese stupendo dove le persone sanno esattamente come applicare il loro gusto estetico in fatto di moda, auto, apparecchiature tecnologiche, etc ma che sembra abbiamo perso quasi completamente il gusto che ci dovrebbe derivare da secoli di cultura artistica quando si parla di architettura, e così facendo stiamo devastando il territorio e le nostre città con quelle che, a qualcuno, sembrano degli “affari” semplicemente perchè la parcella è stata ridotta all'osso. Con questo non voglio dire che una parcella salata necessariamente equivale ad un progetto e ad una DL di qualità, ma sicuramente un onorario ridicolo non permetterà al progettista di realizzare un'opera architettonica degna di questo nome. In ultimo, vorrei esortare tutti quelli che si lamentano dei nostri politici e dei nostri rappresentanti: rimboccatevi le maniche e partecipate voi stessi! Io l'ho fatto da poco. Non ero pienamente soddisfatto dei rappresentanti del mio Ordine professionale e mi sono candidato alle ultime elezioni di settembre. Questo perchè se tutti noi usassimo solo la metà di tutte le energie che impieghiamo per lamentarci, allora riusciremo sicuramente ad ottenere degli ottimi risultati. C.Meninno

Claudio

Magari basterebbe guardare come viene valutata la qualità architettonica nei paesi esteri, forse questo ci porterebbe a scoprire soluzioni collaudate e funzionali. Ad esempio, spesso si sente dire che i nostri colleghi hanno difficoltà a farsi pagare. Assolutamente vero. Noi, dopo le solite brutte esperienze iniziali, ci siamo rivolti ad un avvocato facendoci fare un contratto ad hoc. Se il cliente non ha intenzione di firmare il contratto è già un segnale della scarsa affidabilità dello stesso. Parlando poi con un amico e collega di Barcellona ho scoperto che li' le parcelle vengono incassate attraverso l'ordine degli architetti locale e se un cliente non salda l'onorario, viene inserito in una sorta di “libro nero” condiviso da tutti gli ordini e finché non onora il debito non puo' stipulare altri contratti con altri architetti in tutto il Paese! Certo, bisognerebbe valutare bene come funziona, ma in questo modo si avrebbe una duplice funzione: da un lato gli architetti potrebbero essere sicuri dei pagamenti e dall'altro lo Stato potrebbe verificare direttamente gli introiti dei professionisti senza ricorrere ai nostri, a volte bizzarri, studi di settore. Venendo al nodo dei minimi tariffari. Personalmente sono favorevole al loro reinserimento ma anche ad una revisione dei metodi di calcolo e delle categorie delle lavorazioni in base a cui viene calcolata oggi la parcella professionale. Le categorie di applicazione oggi vigenti sono molte volte difficilmente applicabili o rispettabili, proprio perché fanno riferimento a situazioni storiche oggi decadute o semplicemente mutate. Si pensi che la maggior parte delle amministrazioni continua a pagare il rifacimento di vie e piazze di centri storici con la VIa!

Claudio

Ciao a tutti i colleghi, e non, che scrivono su questo blog. Sono un architetto di 34 anni che con un pizzico di sana follia ha messo in piedi, assieme ad un coetaneo, uno studio professionale in Friuli Venezia Giulia. Per la cronaca nessun nostro parente era architetto, ingegnere, geometra o altro, quindi nessuna agevolazione iniziale. Devo dire che, rispetto a quanto sento dire (scrivere) da altri colleghi qui la situazione è abbastanza rosea, soprattutto in termini di tangenti. Personalmente non mi sono mai imbattuto in situazioni del genere. Come studio siamo al terzo lavoro pubblico e non ci è stato mai, neanche lontanamente, chiesto di elargire qualsivoglia forma di "extra" a nessuno. Il primo lavoro lo abbiamo vinto con un concorso di progettazione e devo dire che rimane l'esperienza migliore di tutte, indubbiamente. Le altre due occasioni sono frutto di gare dove, per partecipare, abbiamo radunato amici e conoscenti vari per raggiungere il curriculum necessario ad essere ammessi alla gara. In entrambe le occasioni il punteggio della relazione metodologica era talmente alto che avremmo potuto anche non fare un ribasso sulla parcella. Questo è stato possibile solamente preparandosi in maniera maniacale sul progetto che si andava a proporre, documentandosi sulla storia, sulle necessità della cittadinanza, etc. In molte altre occasioni, quando non abbiamo avuto l'opportunità di fare un lavoro del genere abbiamo perso le gare, spesso scontrandoci con ribassi del 50% e oltre. Nonostante ciò rimango dell'idea che si debba trovare un metodo per valutare la qualità degli studi professionali anche quando l'amministrazione non abbia la voglia o le risorse per indire una concorso di idee o di progettazione, e su questo tutti noi dovremmo dare un contributo, magari proponendo idee non del tutto perseguibili, ma sicuramente stimolando un dibattito che porti a dei risultati concreti. (continua)

Stefano

Tra ribassi del 70%, gare con requisiti finanziari inarrivabili, concorsi con primo premio duemila euro (a non farli si guadagna di più), software inaccessibili, strumenti del lavoro (hardware) da cambiare continuamente, interessi e multe di una cassa di previdenza che certo non aiuta chi è in difficoltà, norme tecniche che cambiano ogni due giorni, non riesco più a trovare il senso di una professione nella quale creatività e qualità del progetto sono oramai completamente scomparsi. Addio all'architetto artigiano che ha segnato la storia del progetto nel nostro paese, dobbiamo tutti diventare manager.

alberto sisto molinari n°1335 Roma

mi trovo in una situazione di pre-litigio con il mio Ordine poichè il CTU nominato dal giudice ha dimezzato (1/2) la parcella predisposta dai consulenti. Posso sentire il vostro parere al riguardo? Sono in profondo imbarazzo anche perchè avrei altre cose da chiedere e mi dispiace che mi si rifiutassero.

giuseppe

La concorrenza si può fare tra pari...tra architetti (che hanno un ambito di lavoro specifico, tra ingegneri (quali ? meccanici, elettrotecnici, trasportisti, etc) che fanno gli edili, geometri, periti edili (c'erano pure quelli), tra impiegati, ..tutti iscritti negli stessi ordini!!! che ridere! I Liberi professionisti sono solo liberi di morire di fame in questo periodo e di essere taglieggiati per un nonnulla da INARCASSA (?) Le proposte: Gli Ordini, se li vogliamo, devono essere fatti solo x i liberi professionisti, altrimenti meglio i sindicati di categoria;Definizione seria degli ambiti professionali; I Lavori, Pubblici e Privati, devono essere commissionati e firmati da professionisti specializzati x competenza (senza trucchi!) e non continuo x brevità: Dopo si può fare la concorrenza ed eliminare le tariffe! le gare di progettazione, i concorsi di idee e via discorrendo...altrimenti di che stiamo discorrendo!!! ci possiamo mettere solo una bella pietra sopra con la croce ed amen!

Antonio

Ma perche' gli Ordini Professionali, non riescono a redigere un documento in cui sono indicate gli onorari? Mancanza di volonta' o cosa improba?

bdzfvg3

La situazione è gravissima per i professionisti. Ma noi sempre a lamentarci singolarmente. Cosituiamo un gruppo che elabori in breve un documento sintetico che possa trovar d'accordo la maggioranza di quelli che si sentono penalizzati dall'attuale situazione , e su questo cominciamo cominciamo a raccogliere firme. Raggiunto un certo numero (da stabilirsi), inviamolo al governo ed ai partiti. Non ho nessuna intenzione di fare il "capogruppo" Potremmo chiamare pure il gruppo "edilportale" se questo non fosse sgradito ai titolari di questo sito con questo nome.Ma eventualmente qualsiasi altr nome va bene gradirei pareri gdelzot@tin.it

ROBY

Percentuale del costo dell'opera progettata con un minimo garantito per i piccoli interventi, con obbligo di redigere il computo metrico secondo elenco prezzi regionale delle opere pubbliche.

felix

L'abolizione dei minimi tariffari consentirebbe una reale concorrenza tra ki lavora realmente e i grandi studi dove invece il professionista "timbra e gode" ma il lavoro lo fanno altri sottopagati. Oggi il parametro di scelta del progettista è solo il curriculum, ASSURDO! Altrove, anke la progettazione si fa al ribasso, come i lavori del resto, stipulando una fidejussione a tutela del committente. Le corporazioni, invece, vogliono continuare a proteggere coloro ke, in barba alle regole di concorrenza, guadagnano SOLDI PUBBLICI. Ki scrive è un ingegnere e sa bene come vanno "certe cose". w L'ITALIA.

bdzfvg2

seconda parte. Vi pare che Ordini e Collegi si impegnerebbero in questo ?Ma voi li conoscete personalmente i vostri rappresentanti ? Gentile Giuseppe (l'alternativa c'è), sei proprio sicuro che tutti i committenti si chiederebbero come mai uno riesce a fare il 50% di ribasso ? Forse anche sì, ma la risposta non interessa poi molto perchè l'importante è che risparmiano la metà. Però anche dalla tua proposta si vede che se si volesse ci sarebbero molte strade da approfondire per uscire da questa situazione . Del resto molti professionisti hanno anche altri lavori nel settore pubblico soprattutto (con conflitto d'interessi evidente ) ed in quello privato e sono talmente garantiti che certe progettazioni potrebbero farle anche solo per il gusto di progettare. Ma questo è uno dei cento aspetti . A che pro continuare ?siamo nel paese delle chiacchiere e della critica che rimane lamento perchè non trova canali che la assumano con seri impegno come oggetto di battaglia . Gradirei pareri. Grazie

bdzfvg

PRIMA PARTE i dirigenti di ordini e CNAPPC, sono incapaci (a parte qualche rarissimo). Solo qualche lamentino, qualche documentino molto garbato, ma niente di incisivo, nessuna strategia . Non so se si devono eliminare gli ordini: certo è che si deve azzerare questa classe di sedicenti dirigenti e si devono cambiare le regole per la selezione dei propri rappresentanti. Sull'argomento dei minimi tariffari si potrebbe scrivere un volume. Ma anche ristabiliti i minimi tariffari chi li osserverebbe e chi li farebbe rispettare? La soluzione teorica (ma nenache questa ipotizzata dagli Ordini) sarebbe semplice : si stabilisce che il mercato continua da esistere ma che esso puo' applicarsi fino ad uno sconto del 20%. Oltre questo sconto le offerte non vengono prese in considerazione perchè considerate anomale. Non occorre che questo diventi legge, ma basterebbe fosse scritto nelle norme di deontologia che non sono (non dovrebbero essere ) aria fritta dato che gli ordini sono magistratura di secondo grado ed emanazione del ministero di grazia e giustizia. Naturalmente dovrebbero poi essere perseguiti dagli Ordini tutti quei RUP che sono iscritti ad Ordini e Collegi che fanno i bandi difformi da quel principio e tutti i professionisti che fanno sconti sotto il 20%. E le norme deontologiche dovrebbero valere sia per chi non rispetta quelle disposizioni, sia per coloro (ordini e Collegi) che dovrebbero farle rispettare , e che in caso di inadempienza dovrebbero essere sottoposti a procedimento disciplinare (da chi?). Vi pare che Ordini e Collegi si impegnerebbero in questo ?Ma voi li conoscete personalmente i vostri rappresentanti ?

Filippo

e poi ci sono quelli che lavorano per ditte (ma hanno la P.I. e timbro) che fanno DIA a 200€..... potremmo cominciare ad offrire, oltre al progetto, anche massaggi ai piedi, alla schiena buoni sconti per la spesa.....

Augusto

Il CNAPPC deve assolutamente intervenire per evitare i ribassi nei bandi pubblici del 72% - 80% delle parcelle già non correttamente calcolate (al ribasso)dagli Enti banditori, che approffitano della abolizione dei minimi tariffari. Non capisco "i professionisti" (se cosi vogliamo chiamarli) che applicano i suddetti sconti come possono garantire la qualità dei loro progetti considerando la complessità delle norme e degli adempimenti necessari per la realizzazione di un opera pubblica.

maria

La liberalizzazione non ha fatto altro che dare legittimazione ai tanti tecnici che svendevano già prima del Decreto Bersani la loro prestazione, puntando sulla quantità e non sulla qualità dell'opera prestata. Assolutamente d'accordo con Giovanni. Inoltre in caso di controversia tra commitente e professionista sulla valutazione congrua di un compenso come si fa a giudicare? secondo quali parametri? C'è una dignità professionale ed intellettuale da difendere e a preservare in un quadro avvilente di svendita della prestazione di professionisti, in maggioranza alla fame. Si deve selezionare in base alla qualità. La professione e la preparazione continua costa tantissimo e se si svendono come i broccoli al mercato le proprie prestazioni significa che il committente avrà un opera per quello che ha pagato. Si può pagare un kg di pane a 50 centesimi se già solo le spese vive di approvvigionamento sono al di sopra? perchè allora la professione libera deve essere così umiliata offrendo cifre ben al di sotto della metà dei minimi tariffari ormai nemmeno più aggiornati?

Giuseppe

Vorrei proporre una alternativa. Se mettessimo nella parcella il nostro onorario e sotto il calcolo da tariffario con relativa percentuale di sconto effettuato? Così diciamo al cliente che un lavoro del genere vale 1000€ ma te ne chiedo 900€ con il 10% di ribbasso. Di certo se io vedessi che un lavoro mi viene fatto al 50% del tariffario mi chiederei il motivo..

zi

La qualità dei progetti sta nella qualità dei progettisti, nella tenacia di portar avanti le proprie idee e nelle possibilità offerte dai committenti. Avere una tabella di riferimento da poter seguire per quanto riguardano gli onorari delle prestazioni professionali di qualsiasi genere, può solamente essere un passo positivo!!! Dobbiamo salvaguardare e far rispettare la nostra professione, giustificando anche con la legge un DIRITTO quale il pagamento della prestazione, soprattutto alla luce del prezioso lavoro che compiamo quotidianamente. Far comprendere al cliente, il meccanismo di compenso è operazione assai complessa...giustificare con una tabella " dei minimi obbligatori" ci può solamente aiutare! -Architetto-

giovanni

Non capisco come si faccia ad esser daccordo con l'abolizione dei minimi tariffari che rappresentano oltre che una tutele dell'opera intellettuale del professionista anche una garanzia per il committente che ha dei riferimenti certi. Il problema è che sembra sia giunto il momento di innalzare la qualità dei nostri progetti (alcuni, purtroppo, non meritano di esser chiamati tali) e di richiedere parcelle anche superiori ai minimi. Dobbiamo confrontarci su un piano più alto: sulla qualità. E' sulla qualità del nostro lavoro che dobbiamo faarci concorrenza, non sulle misere parcelle. Dobbiamo pretendere che la qualità venga economicamente compensata senza dare spazio a umilianti trattative.Se non crediamo noi nella nostra professione chi lo farà per noi ? I risultati dela nostro modo di fare architettura (mi correggo edilizia) sono purtroppo oggi sotto gli occhi di tutti. Le responsabilità? Il sistema tangentizio ha grossi responsabilità. Presso le P.A. la qualità tecnica ha un peso irrisorio rispetto al peso del "compenso sottobanco". Risultato? Livellamento in basso della professione. Accanto a questa lodevole iniziativa, così come a quella relativa all'introduzione della liberatoria del professionista prima del rilascio del PdC, occorrebbe addentrarsi in un campo minato, quello del sistema tangentizio che purtroppo non premia il merito ma il "credito" ! giovanni - ingegnere -

Cripiz

Il consiglio ci riprova. Dopo aver fortemente osteggiato l'abolizione dei minimi tariffari, con motivazioni peraltro pretestuose, al solo fine di ridurre ai minimi termini la possibilità di concorrenza interna tra gli architetti, cerca di reintrodurre, cambiandone il nome, ma non la sostanza, l'obbligatorietà dei minimi tariffari. Non è la qualità delle prestazioni il fine, ma la mummificazione della professione.