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Distanze tra edifici, balconi e scale formano ampliamento

CdS: non computabili grondaie e cornicioni perchè non aumentano la consistenza del fabbricato

vedi aggiornamento del 03/11/2011
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23/02/2010 - Per il calcolo della distanza legale tra gli edifici è necessario valutare la tipologia dei manufatti. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con l’ordinanza 424/2010 del 27 gennaio scorso.

Nel caso preso in esame, il Consiglio di Stato ha dovuto valutare il ricorso presentato da un cittadino di Como contro una pronuncia del Tar Lombardia per la demolizione di opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi.
 
Il manufatto in questione era una rampa di scale esterna al fabbricato. Dagli atti il CdS ha dedotto che la rampa e tutti gli annessi erano stati realizzati a distanza non legale dal confine.
 
La rampa esterna, inoltre, seppur non qualificabile come volume abitabile coperto, è stata considerata idonea a estendere ed ampliare la consistenza esterna del fabbricato.
 
La Corte ha infatti chiarito che per la determinazione delle distanze non sono computabili le sporgenze esterne di entità limitata, aventi funzione ornamentale, di rifinitura o accessoria. Rientrano in questa tipologia mensole, cornicioni e grondaie.
 
Al contrario, sono ricomprese nel concetto civilistico di costruzione le parti di edificio che, come scale, terrazzi e corpi avanzati, estendono e ampliano la consistenza del fabbricato pur non essendo idonei alla destinazione abitativa. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

giuliano

non ho capito molto a quanti metri dalla recinzione si puo' costruire un box. giuliano

mauro

in sede giurisdizionale il Consiglio di Stato ha solo funzione di tutela nei confronti degli atti della pubblica amministrazione quindi nelle grane tra privati non dovrebbe esserne tenuto conto, vorrei che qualcuno mi illuminasse a tal proposito grazie

Lucia

Gentile Redazione,
ho letto l’interessante articolo sulla distanza degli edifici. Sono proprietaria di una casa in campagna degli anni ‘60. Nel terreno adiacente al mio è stato costruito un nuovo edificio. Sono stata attenta alle distanze, 10 metri quelle tra pareti, però è stata costruita anche una loggia che si avvicina di altri due metri, quindi dista dalla mia casa solo 7 metri. Ho chiesto spiegazione e mi è stato detto dall’architetto del costruttore che è regolare, perchè le logge non devono osservare per fprza i 10 metri. Io ci ho creduto e sono stata zitta, però ora leggendo il suo articolo mi viene il dubbio di essere stata ingenua. Come posso fare per approfondire? Ed eventualmente cosa posso chiedere? L’abbattimento della loggia? Un risarcimento? Cosa devo fare? E’ sicuro che non ci siano deroghe per le logge? (Aperte su tre lati e con tetto?
Ringrazioe saluto cordialmente

katia

buonasera, abito in un appartamento con grande terrazzo che -come da disegni catastali- risulta di mia proprieta' fin sotto e quindi unito alle finestre dell'appartamento attiguo;dal disegno si evince che la parte estrema della terrazza e' destinata ad uso fioriera, ho quindi posizionato delle fioriere in questa posizione. Il mio vicino che ha la finestra della sua cucina che guarda direttamente verso di me' mi contesta la posizione di tali fioriere invitandomi a spostarle all'interno della ringhiera per rispettare le dovute distanze e non togliere luce alla sua finestra. Chiedo ma se la mia proprieta' va fin sotto la sua finestra devo cmq rispettare tali distanze?

antonio arciprete

Salve ho comprato da 8 mesi una abitazione a pian terreno di un edificio a due piani di antica costruzione la mia casa ha un giardino dove insiste (forse da sempre) una porta di legno con apertura verso l'interno e un inferriata che apre dentro il mio giardino inoltre vi era una vasca che era in comune 8 mesi fa il vicino decise di togliere questa vasca e separare gli impianti di sua inziativa ,tranne il contatore che e' in comune. poiche' ho scoperto che aveva uno scopo cioe' di entrare nel mio giardino a suo piacimento e non glielo posso concedere, adesso mi ha fatto diffidare da un avvocato dicendo che non posso mettere materiali che ostacolano l'apertura dell' inferriata(nel mio giardino) e inoltre mi accusa di aver tolto io la vasca"condominiale" intimandomi il ripristino(inoltre lui adesso ha ben due vasche sopra) e' evidente che vuole crearsi una"finta Servitu'" ho fatto installare una sbarra a bloccare l'uscita, in piu' se ci mette che ho anche un bambino di 5 anni. se puo' aiutarmi non so cosa fare oltre che prendere un legale dimeticavo che ha gia' perso una causa con la vecchia proprietaria perche' rivendicava la divisione di detto giardino perche' ereditato da entrambe e l'usucapione, causa persa in maniera schiacciante e condannato al pagamento delle spese.domando se puo entrare come pretende. distinti saluti Antonio

luca

in materia civilistica chiedo: se dopo l'emissione di una sentenza civile di ripristino distanza dal confine, subentrano norme edilizie che consentano l'edificazione alla distanza in cui il manufatto giudicato è posto, può essere disapplicata la demolizione determinata dalla sentenza? grazie

Pino Zuzza

Negli anni 70 costruii una palazzina con balconi (che si affaciano su un cortile mio) a 8 mt. dal confine che recintai con un muro di cinta di mt 2,30 di altezza. Il vicino ha costruito nel 2000 allontanandosi col corpo di fabbrica dal mio muro di cinta di 490 mt, ed ha realizzato balconi e rampa a 3,40 mt. Poteva farlo? Le distanze nel mio comune sono di 5 metri. Potrei avere una cortese risposta? josu88@inwind.it

Giuseppe

nel 1964 fu fatta una veranda che chiudeva il parapetto e il balcone ad una distanza allora di metri 7 dal muro del vicino. Nel 2006 mi fu detto che era stata effettuata senza aturizzazione. Ho chiesto nei termini di legge la sanatoria e mi è stato detto che va bene ma devo dimostrare le distanze. Attualmente le distanze da rispettare sono 10 mt. Mi chiedo visto che non sono variate le distanze del balcone e del pensilino a suo tempo realizzati a norma di legge . Posso avere la sanatoria anche se la distanza è 7 metri dal muro confinante, come nel 1964?

Paola

Salve vorrei sapere se il mio vicino può fare una piscina sul confine e se le distanze cambiano da interrata a esterna

Domenico

vorrei dei chiarimenti sulla distanza tra la mia finesta con affaccio e un terrazzo fatto a balcone difronte ala mia finestra fatto dal propritario.una scala in ferro e scende sul terrazzo(balcone) avvicinandosi alla mia finestra stendendo i panni a distanza di metri 1,70 se calcoliamo i ferri per stendere diventano memo di 1,20 qualè la distanza di legge in queto caso grazie.

Giovanni

Salve a tutti, ho ereditato da mio nonno un fabbricato, sul mio confine nord è posto un fabbricato a confine con l'inclinazione della falda del tetto verso la mia proprietà. vorrei sapere se può mettere la grondaia che sporge nella mia proprietà e/o portarla a filo con la mia proprietà, anche se è sprovisto di grondaia in questo memento. grazie

pucci gastone

vorrei sapere se il vicino di casa può costruire una piscina appoggiata al muro che delimita la distanza fra me e la sua abitazione.. praticamente la sua piscina sarebbe appoggiata al muro e tenendo conto che nelle piscine si mette del cloro c'è rischio dei intossicazione . posso oppormi a detta iniziativa, c'è una legge che vieta detta costruzione ? , Grazie

sergio

devo costruire una nuova scala di accesso alla mia abitazione . a che distanza devo stare dalla strada comunale (larga non meno piu' di otto metri a scarso traffico) ?

pasquale

Salve, da dieci anni ho una casa a 7 mt dal muro di confine da me totalmente realizzato. Nuove costuzioni, distanti cinque metri dal mio muro, sono state realizzate qualche mese fa ed una in particolare ha un balcone che si affaccia completamente sulla mia proprietà, considerando che ho una piscina proprio in quella vista. Ho il diritto di oppormi a queste aperture? Secondo quesito: lo stesso muro sta servendo alla ditta costruttrice per soprelevare il livello del terreno, di oltre un metro, addossando la terra al muro di mia proprietà. Anche in questo caso, ho il diritto di oppormi? Aspettando con ansia una vostra risposta, colgo l'occxasione per porgere i miei cordial saluti.

Giacomo

Il PRG del mio paese , prevede un distacco tra pareti finestrate di ml. 10.00 . Nello spazio d' isolamanto tra fabbricati si possono realizzare balconi di porgenza pari ad 1/10 del distacco stesso, Quindi massima di 50 cm. per manufatto .Per chi non è del mestiere , Bisogna attenersi alle norme attuative dello strumento urbanistico , in mancanza al codice civile. Tutto il resto rimane carta straccia .

antonio

oltre a cio' che prevedonogli strumenti urbanistici e il codice civile esiste l' operato dei tecnici privati (furbi) e la valutazione dei tecnici pubblici (non scemi di fatto) che se pur sbagliano il qualunque cittadino non ha nessuno a cui rivolgersi al fine di chiarire regolarizzare e ripristinare lo stato dei luoghi ma la procura della repubblica dove sta e a che serve?

GIANCARLO

A GORIZIA LA NORMA DEI 10 METRI VALE ANCHE SE UNA DELLE PARETI NON E' FINESTRATA ? GRAZIE PER UNA CORTESE RISPOSTA.

mauro

Gentilissimo avvocato, abito in una villetta unifamiliare acquistata nel 2005 con regolare rogito, ora il mio vicino mi contesta il box seminterrato costruito in aderenza al muretto di recinzione nel 1996 ,dal precedente proprietario, anno in cui la casa fu sopraelevata con la costruzione di un nuovo appartamento , tale box risulta dalle carte visionate in comune costruito in base alla legge 122/89 meglio conosciuta come legge Tognoli. Inoltre mi contesta la , a suo dire, costruzione di un grigliato di legno con fioriere posto a delimitare il lastrico solare venutosi a creare sopra il nuovo box, addicendo la mancanza dei tre metri dal confine. Da informazioni prese dalla ditta venditrice Uno Piu' (leader nel settore degli arredi da giardino ecc ) mi risulta che tali opere non necessitano di autorizzazione e tanto meno non rientrano nemmeno nella categoria '' parapetti'' in quando sono alte 1,80 cm e non hanno le caratteristiche di quest'ultimi,percio' non debbono stare ad un 1,50 dal fondo del vicino.Inoltre non necessitano di nessun tipo di fondamenta o ancoraggio al suolo in quanto autoportanti. Tali fioriere con grigliato sono state da me installate al solo scopo di evitare cadute accidentali dei miei 2 figli in quanto il lastrico è accessibile dal salone della casa.Oltremodo dicono che precludo loro il diritto di veduta,cosa non vera in quanto detto manufatto garantisce maggior privacy per entrambi (altrimenti loro guarderebbero nelle mia sala ed io potrei affacciarmi sul loro giardino (il box si trova in posizione leggermente piu' sopraelevata rispetto al piano giardino ). Ora visto che minacciano di chiamarmi in giudizio vorrei un suo consiglio/parere in merito alla vicenda.RingraziandoLa anticipatamente Le porgo i miei piu' cortesi salutixsnua

LUIGI

salve vorrei capire quando si mettera fine ha questa pirandellata , mi riferisco al distacco delle costruzione il c.c dice che le distanze dalle costruzione devono essere non inferiore ha 3 m. i regolamenti edilizzi comunali, dicono 10 .m la sentenza del 02 /2010 sostenendo che i balconi ampliano la consistenza del fabbricato , mi chiedo a quale nisura si può costruire. ( io ho un terreno che mi e stato vincolato dal mio comune per trentanni ,siamo in prossimita do un nuovo PRG nel circondario e stato tutto costruito abbusivamente e sanato il mio terreno e rimasto un lotto untercluso ,distaccandomi dai balconi non mi rimane che piangere . alla faccia della legalità ) qualcuno mi sa rispondere . grazie

SAVERIO

Qualcuno mi può delucidare,se il D.M. del 2 aprile 1968 n. 1444 vale solo per le distanze dei fabbricati, se lo stesso D.M. vale anche per le distanze dai cigli stradali. grazie

GIANNI

Geom Rufo,non intendo polemizzare in assoluto, mi preoccupano le sue affermazioni, in merito al DM 1444.quando Lei afferma.: quando ormai le NTA dei PRG prevedono nuove distanze in base alla redazione dei piani regolatori stessi in virtù del famoso D.M. 1444/68. Ricordo che il D.M. non si applica più in Lombardia in forza all'art 103,comma 1-bis della legge regionale n.12/2005,se non limitatamente agli interventi di nuova costruzione con riferimento al solo rispetto delle distanze minima tra fabbricati pari a dieci metri, tale disapplicazione, tuttavia è efficace solo se il Comune si è dotato di PGT,se invece il Comune ha ancora il PRG la disapplicazione non opera e il D.M.1444 del 1968 resta pienamente vincolante e inderogabile e siccome il 90% dei Comuni hanno ancora il PRG, i quesiti posti sono attuali. Probabilmente abbiamo dei tecnici comunali incapaci,che costringono i cittadini a rivolgersi ai magistrati.Spero che l'ordinanza n.424/2010 del Consiglio di Stato abbia fatto chiarezza.

Roberto

Possiedo una casa autonoma contornata da un viale di accesso alla proprieta su di un lato e confinante con un'altra proprieta dove si è costuito un nucleo di due palazzine a quote più basse del mio viale che rimane a piano strada. la seconda palazzina abbiamo scoperto che è stata edicata dal mio confine ad una distanza di 4,70metri,ed al momento del rifacimento del vecchio muro di confine sono venuti fuori una serie di problemi che da tre anni non riusciamo a sbloccare? Si può costruire un palazzo a meno di 5 cinque metri dal confine, può il comune del paese negarsi il sopralluogo dei suoi tecnici emeriti imbecilli di parte non essere in grado di saper fare una corretta relazione. Sono tre anni che sono in causa con il vicino e tutti i giorni che io debbo entrare nella mia proprietà ho difficolta perhè non ho un muro ed ho una voragine di due metri . Sono quasi tentato dalla disperazione di caderci dentro con il mio furgone per vedere se con quache ferito la giustizia possa accelerare il suo corso e ridarmi il possesso ed il rifacimento del muro come era in passato. Da ciò ho capito che non si può più essere disponibile a qualsiasi accordo con questi bastardi di improvvisati costruttori che tutto possono.

Roberto

Possiedo una casa autonoma contornata da un viale di accesso alla proprieta su di un lato e confinante con un'altra proprieta dove si è costuito un nucleo di due palazzine a quote più basse del mio viale che rimane a piano strada. la seconda palazzina abbiamo scoperto che è stata edicata dal mio confine ad una distanza di 4,70metri,ed al momento del rifacimento del vecchio muro di confine sono venuti fuori una serie di problemi che da tre anni non riusciamo a sbloccare? Si può costruire un palazzo a meno di 5 cinque metri dal confine, può il comune del paese negarsi il sopralluogo dei suoi tecnici emeriti imbecilli di parte non essere in grado di saper fare una corretta relazione. Sono tre anni che sono in causa con il vicino e tutti i giorni che io debbo entrare nella mia proprietà ho difficolta perhè non ho un muro ed ho una voragine di due metri . Sono quasi tentato dalla disperazione di caderci dentro con il mio furgone per vedere se con quache ferito la giustizia possa accelerare il suo corso e ridarmi il possesso ed il rifacimento del muro come era in passato. Da ciò ho capito che non si può più essere disponibile a qualsiasi accordo con questi bastardi di improvvisati costruttori che tutto possono.

vincenzo rufo geom 65enne

Non si riesce a comprendere come ancora, almeno nei commenti, si parli delle obsolete distanze previste dal c.c. (famoso tunnel sanitario), quando ormai le n.t.a. dei P.R.G. prevedono nuove distanze in base alla redazione dei piani regolatori stessi in virtu del famoso DM n. 1444/68, ma penso di comprendere che la burocrazia e sopratutto quella interpretativa serva...mi sia consentito...ai truffatori...perche basterebbe farla finita, scrivendo e nella norma che i balconi (stabilendo una profondità non superiore a mt. 1,50) non devono essere computati per la distanza..e aggiungerei che le leggi le dovrebbero fare solo i parlamenti nazionali e non quelli regionali, perche altrimenti e come succede....in lombardia si puo o non si puo fare questo, mentre nel lazio si puo fare il contario, cosi come l'ICI e tante altre tasse che dovrebbero essere competenza dello stato centrale, mentre è in mano ai comuni, per l'ICI rimasta, fanno un po quello che gli pare....e tutto ciò a discapito del...povero cittadino...

GIANNI

Il D.M. 2 aprile 1968 n.1444, è vincolante e inderogabile,una norma statale non può essere modificata da una norma comunale.E' vero non servirebbero i magistrati per risolvere certi problemi, molto spesso i Tecnici comunali sono probabilmente servili alle amministrazioni, per il posto di lavoro ,eseguono quello che gli dicono, per una manciata di voti costringendo i cittadini a rivolgersi ai Tar. perchè non c'è nessun controllo.Grazie alla legge Bassanini. Rimpiangiamo i Coreco ( SCUSATE LO SFOGO)

VALE

VOLEVO DELLE DELUCIDAZIONI, tra la mia casa e quella del mio vicino, rimane uno spiazzale di circa 2 mt x 7 di lunghezza di mia proprietà io vorrei alzare una parete adiacente ala suo fabbricato per evitare che lui possa guardare nella mia proprietà, oro volevo sapere quanto lo si può fare alto? e lo posso fare visto che con esso recinto cosi' la mia proprietà?

Rino

Sarebbe ora che le sentenze sulle materie edilizie ed urbanistiche fossero,se pur disposte dalla magistratura, eseguite sulla scorta di relazioni tecniche di professionisti operanti nel settore e non da magistrati che le costruzioni ed i cantieri le vedono (forse) dalle finestre dei loro studi !! Anche questa,assurda, sentenza contribuisce a dare lavoro a studi legali e incertezze a noi tecnici.

Salvo

Signori ma quando i REC parlano di mt. 10,00 dalle pareti finestrate non possiamo intendere pareti finestrate i balconi! Quindi si è da sempre considerata tale distanza dalla parete del fabbricato, avente apputo infisso che ne consenta l'affaccio. Altra considerazione... la distanza va considerata perpendicolare alla parete finestrata o affaccio che si voglia... oppure misurata ad arco di cerchio!. Che qualcuno faccia chiarezza .. siamo il Paese della confusione!!

MASSIMO

il mio ex proprietario ha fatto costruire al mio vicino un fabbricato in aderenza al ns. io devo fare delle scale a due uscite una sul giardino e una sul piazzale,quella del giardino dista circa 2.75 metri dal muretto di confine quale sono le distanze, le dobbiamo rispettare??? visto che la sua costruzione e praticamente attaccata alla mia... grazie per la risposta

Silvia

Come dai post, se la distanza dei fabbricati e' di mt.10,00, tale distanza va misurata a filo delle scale e dai balconi, non dalle pareti dell'edificio. Le interpretazioni dei REC , a voltte creano confusioni. ( Confermate)

Zattra geom. Silvano

Suggerisco di istituire una commissione di ESPERTI, i quqli mediante ESEMPI GRAFICI, stabiliscono quello che è legale e non legale in merito alle distanze in campo edilizio, siano esse di ordine igenico o di altro interesse. Così non abbiamo più da interpretare disposizioni in materia. Cordiali saluti.

GIANNI

Ripropongo il quesito: una scala esterna realizzata su di una abitazione che dista dal ciglio stradale ml 3.00 e con la realizzazione della stessa che poggia su dei pilastri,ora dista dal ciglio stradale ml 1.50, Come deve essere considerata? Poteva il comune concedere la realizzazione?

Giuseppe Conte architetto

Non capisco dove stia lo scandalo!!! L'art. 905 del codice civile è chiarissimo. Se ci sono dei balconi, o terrazzi, la distanza legale si misura dal parapetto del balcone. Inoltre la distanza di 1,5 metri dal confine riportata nell'art. 905 C.C., si riferisce alla metà della distanza minima legale tra costruzioni, come riportato nell'art. 873 C.C., ovvero 3 metri, salvo diverse disposizioni nei regolamenti edilizi locali. Quindi se in un Comune la distanza minima tra pareti finestrate è di 10 metri, allora 1,5 metri dell'art. 905 diventano 5 metri, che si calcolano ovviamente dal parapetto esterno del balcone.

Renato

Art. 905 - Distanza per l'apertura di vedute dirette e balconi Non si possono aprire vedute dirette verso il fondo chiuso o non chiuso e neppure sopra il tetto del vicino, se tra il fondo di questo e la faccia esteriore del muro in cui si aprono le vedute dirette non vi è la distanza di un metro e mezzo. Non si possono parimenti costruire balconi o altri sporti, terrazze, lastrici solari e simili, muniti di parapetto che permetta di affacciarsi sul fondo del vicino, se non vi è la distanza di un metro e mezzo tra questo fondo e la linea esteriore di dette opere. Il divieto cessa allorquando tra i due fondi vicini vi è una via pubblica.

DOMENICO CIMMINO?

Siamo al paradosso: chi dobiamo sentire il REC o il CdS?

Gianni

Non erano sufficienti le Leggi e Norme che a vario titolo determinano la enorme confusione esistente in fatto di urbanistica e di edilizia. Ora anche il CDS ci simette! Noi tutti abbiamo sempre saputo e applicato la norma che qualsiasi opera non chiusa, come balconi, mensole, purchè non poggianti su pilastri non venivano considerati ai fini delle distanze. Speriamo che nessuno vada a prendere questa sentenza altrimenti dovremo demolirei balconi dimezza Italia.Auguri a tutti

Gian Franco

Una villetta collegata ad un condominio attraverso un terrazzo, al 2° piano (fuori terra) di circa 80 mq di proprietà della villetta; terrazzo su cui non esistono affacci/finetre del condominio se non un balcone al piano superiore (3° f.t.) Vorremmo poter costruire un volume di circa 60 mq per cui il proprietario del balcone ha notificato, nei termini dall'assemblea condominiale che ha concesso, la sua opposizione. La domanda è posso costruire (con il regolare permesso del Comune) ed a quale distanza dal confine del Condominio ?

GIANNI

Lo stesso comune ha rilasciato una concessione edilizia per una costruzione di una villetta, tenendo le distanze dal ciglio stradale mt 5.00, faccio rilevare che la stessa confina da un lato con un parcheggio pubblico, dall'altro con una strada di 10 mt. e ancora con una strada di mt 6.00, chiedo poteva essere concessa la costruzione con questi riferimenti?

GIANNI

il comune ha concesso di realizzare una scala esterna ad una abitazione che dista dal ciglio stradale mt 3.00, ridudendo le distanze dalla strada mt.1.00, la strada è larga mt.10. domanda:poteva essere concessa?

Simone

Chi mi può dare chiarimento sulle distanze tra pareti finestrate da rispettare in zona B? il 1444 dice che i ml 10 sono inderogabili sulle zone C (espansione) o sbaglio la mia interpretazione? Il mio comune mi adotta il rapporto che la distanza da rispettare = alla H dell'edificio più alto esistente .... E' giusto?

Salvatore

Non va confuso il concetto riportato nei REC - che quasi mai portano un aggetto superiore a mt. 1,20 - relativo al "peso" urbanistico di un aggetto ammesso FUORI COMPUTO ( cioé non incide sull?indice di Coperura Ic) dal concetto di distanza che, giustamente, è normato dal Codice civile e, per le parti di costruzione interessate, dal D.M. 2 APR 1968. Sono due concetti diversi. Chi può disporre di un REC che ammette sbalzi o scale esterne fouri dall'IC lo faccia pure. Si ricordi, però, che quel corpo "non pagato" in termini urbanistici e/o di contributo oneri concessori, fa distanza: E lo ha sempre fatto !!! Salvatore Favale architetto e CTU

LORIS ZERBETTO architetto

Precisiamo : La distanza minima tra le costruzioni come stabilita dal codice civile è di ml 3,00; ovvero ml 1,5 dal proprio confine di proprieta' E' su questo non vi è dubbio che anche le scale, balconi ecc sono parte della costruzione. Altra cosa è la distanza tra pareti finestrate degli edifici, la cui distanza minima = ml 10,00 è stabilita dal DM 2\04\1968 N 1444 . scale esterne aperte e balconi , non eccedenti la larghezza di ml 1,50 non costitiscono superficie coperta , pertanto le distanza che queste strutture devono rispettare sono quelle stabilite dal codice civile

Renato

R E P U B B L I C A I T A L I A N A Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente ORDINANZA Sul ricorso numero di registro generale 10246 del 2009, contro Comune di Como, per la riforma della sentenza del T.A.R. LOMBARDIA - MILANO: SEZIONE II n. 00944/2009, resa tra le parti, concernente DEMOLIZIONE OPERE ABUSIVE E RIPRISTINO STATO DEI LUOGHI. sono stati assentiti e realizzati a distanza non legale dal confine; Considerato – al giudizio prognostico proprio dell’odierna fase- che, in tema di distanze legali tra edifici, mentre non sono computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano una funzione meramente ornamentale, di rifinitura o accessoria di limitata entità, come le mensole, i cornicioni, le grondaie e simili, rientrano nel concetto civilistico di costruzione le parti dell'edificio, quali scale,terrazze e corpi avanzati che, seppur non corrispondano a volumi abitativi coperti,siano destinati a estendere e ampliare la consistenza del fabbricato (Cass. Civ., 10 settembre 2009, n. 19554); Ritenuto –quanto al danno- che la nozione di costruzione stabilita dalla legge statale (art. 873 c.c.) è unica, e non può essere derogata, ai fini del computo delle distanze, nè da una normativa secondaria né, a maggior ragione, da una situazione in via di mero fatto; P.Q.M. Respinge l’appello (ricorso numero: 200910246). Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 gennaio 2010

Emiliano

Concordo con la sentenza del Consiglio di Stato, visto che il codice civile, anche se non espressamente, parla di rispetto delle distanza per le costruzioni. Altro, invece, rappresentano le gronde, le pensiline e simili.

caterina

fin troppo spesso, e sopratutto ultimamente, si legge di sentenze che "vanno in contrasto con i Regolamenti e Norme tecniche Comunali", in quanto le Norme Comunali sono più permissive rispetto alle Leggi statali ed anche a volte regionali o adirittuta rispetto al codice civile. Ritengo, quale operatrice del settore, che sia giunta l'ora di mettere mano seriamnete alle norme urbanistiche, le quali non deve per forza essere riscritte, ma sicuramente devono essere chiare affinchè l'interpretazione del singolo soggetto non possa più trovare spazio. Troppo spesso l'utente privato rischia seriamente di essere coinvolto, suo malgrado, in una causa civile improntata dal vicino, in quanto il PRG ammette un tipo di intervento edilizio, mentre la giurisprudenza dice esattamente l'opposto. Allora ai Progettisti oltre ad una formazione tecnica dovrebbero anche avere una formazione legale molto approfondita.

Maria

Ma a volte i REC , indicano che le parti aggettanti di mt. 1,50 non devono essere computate. Sara' una sentenza a se stante.

Paolo

""...da un cittadino di Como contro una pronuncia del Tar Lombardia per la demolizione di opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi...", bisognera' valutare bene le opere che ampliano il fabbricato in tema di distanze, per evitare le demolizioni

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