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NORMATIVA

I geometri potranno occuparsi di progettazione architettonica

di Rossella Calabrese
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La proposta presentata al Senato. Ma contro il disegno di legge si scatenano le proteste di architetti e ingegneri

Vedi Aggiornamento del 03/10/2012
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17/02/2010 - I geometri, i geometri laureati, i periti industriali specializzati in edilizia e i periti industriali laureati potranno occuparsi di progettazione architettonica e strutturale, collaudo statico, ristrutturazioni. Le loro competenze saranno limitate agli edifici fino a 5000 metri cubi, fino a tre piani fuori terra in zona non sismica e fino a due piani fuori terra in zona sismica.
 
È quanto propone il disegno di legge n. 1865 “Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23”. La prima firmataria dell’iniziativa legislativa è la senatrice arch. Simona Vicari (PdL).
 
Oltre a progetto architettonico e strutturale, collaudo statico e ristrutturazioni, saranno di competenza di geometri e periti:
- i calcoli statici, esclusi quelli di complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria, in conglomerato cementizio armato;
- la direzione lavori, la contabilità, la liquidazione e il collaudo amministrativo delle nuove costruzioni, l’ampliamento, la sopraelevazione, il recupero edilizio, il posizionamento interno ed esterno, con esclusione del dimensionamento, degli impianti tecnologici.
 
Geometri e periti potranno eseguire la progettazione architettonica ed il collaudo amministrativo anche di edifici superiori a 5000 mc e a prescindere dalla sismicità, se i calcoli statici delle opere strutturali sono eseguiti, su incarico del committente, da un altro tecnico abilitato. Allo stesso modo potranno eseguire, su qualsiasi edificio, interventi igienico-sanitari e funzionali, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, purché non comportino interventi statico-strutturali su complessi di strutture in cemento armato.
 
Le competenze di geometri e periti verranno estese anche all'urbanistica: potranno infatti redigere piani di lottizzazione, entro il limite di superficie di un ettaro, e piani di recupero di edifici, entro i predetti limiti di cubatura e numeri di piani.

E ancora, potranno occuparsi di direzione dei cantieri, anche di prefabbricazione, di strutture in cemento armato e metalliche per ogni tipo di opera, estimo e amministrazione di condomini. Restano ferme le altre competenze professionali di geometri e dei periti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, prevenzione incendi, valutazione d’impatto ambientale, inquinamento acustico, rendimento energetico degli edifici.
 
Fondamentale è la norma transitoria che prevede che ai geometri e ai periti sia riconosciuta la competenza in edilizia - entro i predetti limiti (definiti dall’articolo 2) - solo dopo aver frequentato con profitto un corso di 120 ore in materia di rendimento energetico nell’edilizia.
 
La frequenza del corso sul rendimento energetico è richiesta anche ai geometri e ai periti industriali specializzati in edilizia e iscritti ai rispettivi albi professionali da almeno 10 anni, con la differenza che la competenza in edilizia che viene riconosciuta è soggetta ai limiti definiti dal comma 1 dell’articolo 2 (solo cubatura e numeri di piani).
 
I geometri e i periti industriali specializzati in edilizia ma iscritti all’albo da meno di 10 anni possono acquisire le stesse competenze dei colleghi più anziani ma solo dopo aver frequentato un  corso sul rendimento energetico nell’edilizia, un corso sulle costruzioni in zona sismica e un corso in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione d’impatto ambientale.
 
L’ultimo articolo dispone che il periodo di pratica professionale duri due anni e sia retribuito con almeno 5.000 euro annui. Gli iscritti ai registri dei praticanti, per poter sostenere l’esame di abilitazione professionale, devono frequentare un corso di 120 ore in materia di rendimento energetico nell’edilizia.
 
La presentazione in Senato del ddl ha scatenato le proteste degli architetti .
 
Il GiArch, Coordinamento Nazionale dei Giovani Architetti Italiani , ha avviato una campagna di informazione finalizzata al ritiro del disegno di legge che – spiega in una nota – “si limita a specificare unicamente le competenze di due categorie professionali, lasciando irrisolte le questioni inerenti agli altri professionisti che operano nei processi edilizi (architetti, ingegneri civili, periti agrari, periti ed ingegneri elettrotecnici, impiantisti, conservatori, pianificatori, paesaggisti, etc.). Rafforza il ruolo e amplia le competenze di due categorie che talvolta non hanno le competenze necessarie in alcuni campi per la limitata formazione acquisita”.
 
Secondo il Movimento "Amate l’architettura" , “i Geometri hanno utilizzato un architetto, la Senatrice Simona Vicari di Palermo, per presentare un disegno di Legge che spazza via definitivamente dall’Italia l’Architettura e gli architetti”. E aggiunge: “se passa per legge l’idea che il ‘progetto architettonico’ lo si può delegare ad un qualsiasi diplomato, l’Architettura non ha più valore”. Il Movimento, insieme con l’Associazione Spazi Contemporanei di Catania, ha lanciato una petizione contro il ddl 1865.
 
La protesta è anche su Facebook , dove è nato il gruppo “NOI diciamo NO al DDL 1865 presentato in Senato dalla Senatrice Simona Vicari”. Secondo la Federazione nazionale degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, promotrice del gruppo, “sarebbe un passo legislativo gravissimo che getterebbe nel baratro più profondo la qualità e la nostra professione conquistata con tanta fatica e sacrificio, oltre che l’ultimo schiaffo alla nostra dignità professionale”.
 
Dal suo blog Simona Vicari ha risposto alle preoccupazioni degli architetti e degli ingegneri, precisando che il ddl “ha la presunzione di voler far luce su tutti quegli aspetti normativi che da troppo tempo oramai restavano sepolti nel cono d’ombra di regolamenti divenuti obsoleti. Fissa dei criteri specifici, non limita il campo di operatività di alcuno, semmai riduce la portata di eventuali invasioni di campo da parte di categorie professionali contigue”.
 
Il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione Lavori pubblici del Senato il 22 dicembre 2009 ma non ha ancora iniziato l’iter approvativo.
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Altri commenti
silvano

diplomato geometra al " Cattaneo " di Milano il 1960.Dopo oltre 40 anni di profonda esperienza non desidero commentare la professionalità dei laureati, ma ritengo che , come tanti, c'è chi vale e chi è soltanto lungo di lingua.Una cosa è certa : non condivido gli "albi professionali " in quanto non definiscono la professionalità dell'individuo.Certamente Milano del dopo guerra è stata ricostruita dai geometri: non saranno capolavori di architettura ma sono ancora lì.

Arch. Ing. L.C.

Anni di studio universitario, titolo di Architetto, titolo di Ingegnere, passione che porta ad un continuo aggiornamento, pratica in cantieri di ogni tipo, concorsi di progettazione con buoni risultati, gestione di commesse complesse...per cosa??? Per vedersi il 99% delle volte strappare una commessa dal "Geometra" del paese, perché la sua parcella è più "bassa" (escluse valutazioni energetiche, coordinamento sicurezza, prove geologiche, rilievi topografici, deposito sismico...cioè tutto quello che normalmente gli studi qualificati includono nel prezzo con una formula all iinclusive, avendo già un team di professionisti a disposizione). Ergo: il cliente lo prende in quel posto, perché alla fine pagherà di più per tutti gli "extra" imprevisti e "imprevedibili" (ah, ah!) e noi??? Pure!!! Che tristezza! E le nostre città e campagne sono piene di orribili palazzine da far rabbrividire, dove dopo meno di un anno c'è acqua che risale e tetti che perdono...ma perché? Ah, certo, perché il "geometra" si avvale dell'impresa edile di suo fratello, ovvio!...Non è per fare di tutta un erba un fascio (conosco geometri eccellenti), ma fa rabbia vedere che spesso la mediocrità imperante è da noi ben accetta, con la soddisfazione di tutti, grandi e piccini, che invece di guardare con onestà le cose preferiscono farsi bei film sulla vita... E grazie alla politica che conferisce potere alle corporazioni che portano più voti!

Camillo

Semplice: 5 anni di studio, durante i quali hanno (dovrebbero aver) imparato come si progetta o, detto in altre parole, a non essere geometri. Il semplice fatto che esista una polemica simile, dimostra quale sia il livello del dibattito culturale in Italia. I geometri stanno alla progettazione architettonica come i cuochi stanno all'astrofisica , ed il fatto che possano fare progettazione senza aver le minime basi teoriche e culturali ci qualifica come Paese.

Alberto fiero di essere Geometra

sono capaci solo a fare disegni splendenti, luminosi e appariscenti, certo conta anche quello che si presenta al cliente, però il disegno deve essere completo, non è sufficente fare ghiri gori e filmati, e quando il muratore lo prende in mano mancano misure e non sa da che parte girarlo. Non parliamo degl'ing. 9 palazzine da 4 unità in 3 anni in un paese di 3000 pers. vendute sulla carta (mio progetto "geometra") non ce una tavola ca uguale ogni volta si cambia, in aumento certo almeno sta sicuro. Arch. che firmano catasto e non capiscono neanche la diff tra tm e tf !!!!!! Mio papà è 35 anni che fa il geom. (all'attivo più di 65 progetti completi, circa 500 pratiche catastali, più di 300 rielivi topografici con gps e cn bindella, 27 piani di lott, il tutto in un paesino di campagna con tanta concorrenza, adesso troppi sbruffoni e tra poco se ne va in pensione perchè secondoi lui nn si puo piu lavorare in questo modo e cn certe pers) quando redige un progetto inserisce già i pilastri, mentre ho visto disegni di arch. e ing sottolineo ing. con architettonici in cui nell'interrato vi erano luci di oltre 10m senza nessun appoggio, l'unica preoccupaz era fare vedere le macchinine certo belle, ma quando poi l'acquirente scendera nei box si trovare dei bei setti e magari nn ci passerà. Architetti e Ingegneri senza offesa TIRATEVELA DI MENO CHE MAGARI RIUSCIREMO A CONVIVERE

laureato

appunto! lo schifo e la devastazione dei geometri-cavallette si vede benissimo. ma finitela che fate ridere i polli. geometri più preparati di architetti? o di ingegneri? ma dove? io nella mia vita professionale ho trovato solo bravi geometri che stavano al loro posto a fare i tecnici dell'edilizia spesso in cantiere. ma non ho MAI E POI MAI visto un progetto degno di questo nome di un geometra. il geometra non è un progettista. finitela di raccontare balle. il problema non sono gli architetti e gli ingegneri che attaccano i geometri. sono i geometri troppo spesso titolari di ditte di costruzione, che hanno devastato l'italia. e quando dai la possibilità a persone non preparate di fare cose per cui non sono preparate, vengono fuori le devastazione di ogni metro quadrato di territorio nazionale. i geometri vanno LIMITATI, visto che hanno esercitato troppe volte al di fuori (in modo evidentissimo e scandalosamente devastante) delle loro relai capacità. ai geometri, sotto una ATTENTA guida di arch o ing, vanno passati i disegni e devono coordinare le squadre che tirano su gli edifici. attenta guida perchè tecnologicamente e tecnicamente nel 99,999999% dei casi sono fermi a quando avevano 16-17 anni, salvo non abbiano lavorato per architetti o ingegneri progettisti.

cardini

forse cari sig. architetti non vi ricordate chi ha ricostruito il 90% dell'italia nel dopoguerra.... questa è storia e la storia insegna!!!!!!

federico

la guerra tra i poveri, questo è il vero motivo che ha scatenato la polemica degli ingegneri ed architetti contro noi geometri.Nei tempi trascorsi,quando le pubbliche amministrazioni concedevano con mano larga incarichi di progettazione di tutti i tipi, i sigg. tecnici laureati erano contenti e non avevano tempo ,nè interesse a curare il 'privato' perchè lo consideravano un settore 'rognoso' e poco remunerativo. Ora che il tempo delle 'vacche grasse' è finito, assistiamo a ingegneri ed architetti che si affannano anche ad accaparrarsi anche modestissimi incarichi ,richiedendo , spesso e volentieri, per le pratiche catastali , la collaborazione dei geometri. Questa è la realtà e di questo ,i sigg. tecnici laureati,dovrebbero sinceramente vergognarsi. federico