Vasche, canali e impianti Pircher

Nucleare, ok del CdM ai criteri per la localizzazione delle centrali

Ultimo step per il decreto che stabilisce i requisiti delle aree che dovranno ospitare gli impianti atomici

vedi aggiornamento del 24/03/2011
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10/02/2010 - Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi il decreto legislativo che delinea la procedura per l’individuazione dei siti nei quali costruire le centrali nucleari.

Il decreto - spiega il Ministero dello Sviluppo Economico in una nota - individua i criteri generali per l’idoneità dei territori ad ospitare un impianto. Saranno le imprese interessate a indicare i siti, che dovranno rispettare le caratteristiche previste dalla normativa.

Il processo autorizzativo si basa sull’“autorizzazione unica” per la realizzazione e l’esercizio di ogni singolo impianto. È prevista la partecipazione delle Regioni, degli enti locali e delle popolazioni, anche attraverso consultazioni sulle procedure autorizzative, sulla realizzazione, sull’esercizio e sulla disattivazione degli impianti nucleari, così come sulle misure di protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente.
 
Il decreto stabilisce che vengano riconosciuti benefici economici per le popolazioni, le imprese e gli enti locali dei territori interessati dalla realizzazione di impianti nucleari. Tali benefici, che sono a carico dei soggetti coinvolti nella costruzione e nell’esercizio degli impianti, consentiranno la riduzione della spesa energetica dei consumatori finali del territorio interessato, della TARSU, dell’addizionale IRPEF e dell’ICI.
 
I costi relativi allo smantellamento degli impianti a termine esercizio sono a carico degli operatori che hanno realizzato le installazioni, tramite un apposito fondo. Lo smantellamento è affidato a Sogin. Il decreto, inoltre, prevede la creazione di un deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha annunciato che nel 2013 partiranno i lavori di costruzione della prima centrale, mentre la produzione di energia nucleare comincerà nel 2020.

Ma la tensione con le Regioni resta alta: nonostante la bocciatura del 27 gennaio scorso, il Governo è deciso ad andare avanti. “Il parere negativo, ma non vincolante, della Conferenza delle Regioni - ha commentato Stefano Saglia, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico - conferma un atteggiamento pregiudizialmente negativo nel confronto sul futuro energetico del Paese” ma “non condiziona il processo di approvazione definitiva delle norme.” (leggi tutto).

 
Nel frattempo il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania hanno vietato l’installazione di impianti nucleari sui propri territori. Secondo il Ministro Scajola, il ritorno al nucleare è un punto importante nel programma del Governo per la sicurezza e la riduzione dei costi energetici (leggi tutto).

 
Getta acqua sul fuoco il prof. Sergio Garribba, docente di impianti nucleari al Politecnico di Milano, già ricercatore al Massachusetts Institute of Technology ed ora consigliere per le politiche dell’energia del Ministro Scajola: “la strada per il ritorno dell’Italia al nucleare – spiega – prevede due passaggi consultivi con le Regioni, uno per la delimitazione delle aree e l’altro per la scelta dei siti. Per ora, perciò, non si può ancora parlare dell’individuazione della aree in cui ci sarà la localizzazione dei siti”.
 
Le caratteristiche delle aree idonee ad ospitare le centrali – si legge in una nota del MSE – saranno proposte dall’Agenzia per la Sicurezza Nucleare. La proposta conterrà i requisiti sismici, geofisici e geologici, nonché di accessibilità all’area, distanza dai centri abitati ed infrastrutture di trasporto, disponibilità di risorse idriche, valore paesaggistico e architettonico.
 
“Nei prossimi tre mesi - ha spiegato Garribba - il Consiglio dei Ministri adotterà un documento contenente la ‘strategia nucleare nazionale’. Poi, gli operatori interessati, secondo una logica di libero mercato, formalizzano le proposte dei siti per la realizzazione degli impianti nucleari. E le Regioni saranno coinvolte nel processo autorizzativo”; infatti, “il decreto prevede che nelle Regioni che abbiano un sito approvato per un impianto nucleare, sia costituito un ‘Comitato di confronto e trasparenza’, allo scopo di assicurare alle popolazioni non solo l’informazione ma anche il monitoraggio e un confronto pubblico sulle procedure autorizzative, come pure sulla stessa realizzazione, sull’esercizio e sulla disattivazione degli impianti, ma anche sulle misure che saranno adottate per la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e, certo non ultimo, per la salvaguardia dell’ambiente” ha spiegato Garribba. Queste consultazioni richiederanno non meno di un anno e mezzo.
 
“Proprio per questo dico che le polemiche attuali vanno lette soprattutto in chiave elettorale – ha affermato. Si stanno facendo dispute e si cerca di mobilitare l’opinione pubblica contro valutazioni e ipotesi che non hanno alcun riscontro con la realtà dei fatti. Il Governo non ha dato ancora alcuna indicazione. Non ci sono scelte compiute, ma solo e semplicemente l’avvio di un lungo processo decisionale. Su cui, lo ripeto, si punta ad ottenere il consenso”.

Garribba ha poi chiarito che l’Italia non sta facendo una rivoluzione contro l’ambiente, ma per l’ambiente, allo scopo di contrastare il cambiamento climatico. “Il nucleare, non solo è tra le fonti energetiche più sicure, ma non emette gas serra”, ha spiegato Garribba ricordando che “nel mondo sono in funzione 439 reattori nucleari, che producono il 16% dell’energia elettrica globale; ma sono anche in costruzione 53 centrali nucleari e altre 60 sono in fase di progettazione. Tutti i grandi paesi stanno investendo nel nucleare: solo l’Italia è rimasta fuori. Così ora noi italiani paghiamo l’energia elettrica il 30% in più del prezzo medio europeo e addirittura il 50% in più del prezzo della Francia. L’uscita dal nucleare, dopo il referendum del 1987, ci è costata finora più di 50 miliardi di euro”.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

alberto

Tutti, tecnici e laureati, ci stanno rassicurando sulla bontà dell'energia nucleare e sui bassi rischi dovuti alle scorie ( che peraltro saranno pericolose per migliaia di anni) ma nessuno ci ha mai informati su quanta acqua le centrali nucleari usato e contaminano (raffreddamento, docce e bagni per gli addetti, lavanderie per gli indumenti, ecc..). E' indicativo che negli ultimi anni siamo andati nello spazio per cercare acqua (secondo me non per provare l'esistenza della vita su altri mondi ma forse perchè chi studia 2 conti se li è fatti )

Gianni M.

Ciao a tutti. sono un tecnico che si occupa di energia, e come molti, penso che il migliore investimento per il futuro dell'Italia stia nel minore consumo di energia (e si può fare tanto) e nel maggiore sviluppo di fonti rinnovabili (alcune gratuite peraltro). Penso anche che il nucleare in certi stati possa funzionare, ma visti i trascorsi nel nostro paese e la nostra cara "casta", non vedo l'Italia il paese giusto per il nucleare. Semplicemente non siamo in grado... troppi interessi economici. Penso anche che i nostri politici non debbano far finta che il referendum del 1987 non ci sia stato, e che minimo, prima di parlare di nucleare, debbano chiedere agli Italiani, con un altro referendum, se hanno cambiato idea. Se così non avviene sarebbe una GRAVISSIMA mancanza di rispetto verso il popolo Italiano. lotterò per quanto mi è possibile contro la realizzazione del nucleare.. e se comunque andrà avanti, dopo aver subito e sopportato indulto, leggi at personam, la promozione di tutti i reati "economici" andrò a vivere in un altro paese. magari a nessuno interessa, ma io so che di tasse tra me e mia moglie ne paghiamo parecchie (2 attività in proprio) ed occupiamo diverse persone alle nostre dipendenze, e se il nostro stato non ci rispetta, porteremo le nostre capacità a servizio di un altro paese. concludo: ho sempre votato centro destra, ma così non mi sta bene....

luigi palmieri

credo che tutta la società civile, associazioni volontarie, politiche, ecclesiastiche, umanitarie ecc., dovrebbero organizzare eventi concreti per manifestare con forza contro la scelta scellerata di ritorno al Nucleare. se solo una parte dei soldi che si vogliono spendere per questa pazzia fossero investiti in ricerca sulle energie alternative, sicuramente in tempi brevi si potrebbe produrre energia pulita e indipendente di gran lunga superiore a quella che può produrre una centrale di morte.

michele

Sappiamo già tutti che le centrali nucleari sorgerano a sud e saranno realizzate da grandi imprese del nord, Poi, fra molti anni scopriremo che le stesse imprese hanno legami con gli attuali nostri governanti, ma sarà troppo tardi !!! Per salvarli, convincero i miei figli ad andare via il più lontano possibile da casa, lontano dalla terra dove sono nati ..............

FRANCESCO

Nel sito "per il bene comune " c'è un elenco dei pareri dei candidati delle prossime elezioni sul nucleare". Abbiamo raggiunto l'apice della commedia : Formigoni candidato del centrodestra dice :" si al nucleare ma non in Lombardia".Ma ci sono davvero dei fessi così fessi da crederci? Ma dove volete che si facciano le centrali in un Paese quasi tutto a rischio idro-geologico e sismico? L'unico territorio stabile è la Pianura Padana. Ma, cari elettori di sta gente, ma se le centrali sono così sicure perchè nessuna Compagnia le assicura? Aprire gli occhi e chiudere il sedere...

Roberto

Che tristezza perchè mi sento impotente contro i PADRONI dell'Italia, perchè "l'Imperatore" ha già deciso, perchè non contano nemmeno i referendum, perchè il POPOLO NON CONTA NULLA. Che rabbia perchè decidono della mia vita senza nemmeno informarmi, perchè le elezioni sono troppo lontane, perchè ci prende tutti per il c...., e molti nemmeno se ne accorgono, perche ci accusano di rovinare tutto e di essere contro l'Imperatore, ma non sanno che il nostro interesse è anche il loro, mentre sanno bene che il loro interesse è solo loro.

daniela

come la storia insegna quando il leader carismatico viene a mancare inevitabilmente i suoi seguaci sono destinati ad andare per altre strade. E dal momento che nessuno è immortale basta attendere i normali eventi della vita e sperare in qualcuno con una mente più... diciamo giovane.

FRANCESCO

Anche se boicottata dalla stampa lo sapete che sono partite le raccolte firme contro il nucleare? Ormai le stanno facendo un pò tutti e il modulo al sito http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=petition (superate e consegnate le 50.000 firme. Ma il sistema più efficace è questo: la campagna "Io non compro Berlusconi" che consiste nel non acquistare più per se e per la propria famiglia prodotti pubblicizzati dalla Fininvest.Con un minimo sforzo si può battere questa gente, se mangio pasta Voiello invece che Buitoni a me non cambia niente:

Maurizio

Oltre al problema delle scorie, che non è di poco conto, c'è il fatto che le centrali nucleari verranno progettate nel 2010-2011, ma saranno messe in funzione solo nel 2020 e qualcuna anche più tardi.Ci ritroveremo quindi,quando le centrali entreranno in funzione, con una tecnologia già obsoleta, in pratica la solita faccenda all'italiana.

Marco Fabbricat

La sempre-eterna figura dell'ultimo arrivato............dei fessi che si lasciano manipolare da belle parole ed intenzioni.............Mentre quelli che hanno utilizzato fino ad ora il nucleare cercano disperatamente un'alternativa alle enormi problematiche derivanti dai vari ed irrisolvibili problemi come quello dello smaltimento delle scorie (che per gli esseri umani costituiscono un pericolo per l'eternità), noi ci prodighiamo per accettare e comprare quello che gli altri ritengono obsoleto. Mentre quelli che già sfruttano le centrali atomiche (e ne subiscono le conseguenze ) pensano ad un futuro "pulito" per i loro figli, noi stiamo preparando ai nostri una catastrofe ed un inquinamento radioattivo del territorio PER SEMPRE e chi crede ad eventuali fantasticherie come l'introduzione di nuove normative e procedure per il controllo sulla sicurezza degli impianti lo smaltimento delle scorie ecc.........bla bla bla ....si ricordi che viviamo nel paese della MAFIA e quando hanno voluto smaltire rifiuti enormemente meno pericolosi distribuendoli per mare e discariche e fonti d'acqua LO HANNO FATTO !!!!! e non sono stati puniti per questo ammesso che ci sia una punizione commisurata al reato di far nascere bambini deformi o far morire di cancro molte persone. Noi popolani ignoranti ed impotenti , noi siamo puniti per il nostro disinteresse, per i nostri bisogni... .....la credulone-ria...........questo lasceremo in eredità.

rosa cuozzo

pura follia davanti agli interessi economici l'uomo non si ferma BATTIAMO PER IL SOLARE

Adamo

La Lega fin dai tempi della secessione ha sempre posto al centro il tema del federalismo, ovvero che la pianificazione economica, urbanistica, turistica, commerciale e culturale devono passare per le teste dei rappresentanti di quel dato territorio (e/o Regione); infatti il Min. Zaia ha ribadito che neanche una centrale nucleare sarà costruita in Veneto. Peccato che il suo e, purtroppo nostro, Governo Berlusconi fa delle scelte opposte, per esempio: la gestione dell'Acqua deve essere privatizzata (ma non è un bene primario collettivo di interesse nazionale?), mentre il nucleare (quale bene economico di grande business) è di sola competenza dello Stato (anche se poi i siti saranno scelti dalle società private). In Italia il nucleare è improponibile per diversi problemi dovuti a: - assoluta infedeltà dei controllori; - la maggior parte del territorio è a rischio frane e alluvioni; - il rischio sismico è fortissimo (basta scorgere la lista dei terremoti degli ultimi 100 anni); - non vi sono zone ove poter depositare le scorie (il problema dei problemi che il nucleare ci regala), i luoghi "più sicuri" sono quelli delle cave di sale (Sicilia), anche se in Germania l'anno scorso in una di esse il livello delle acque di falda si è alzato (i tecnici nucleari tedeschi avevano scrutato i dati degli ultimi mille anni e, non notando variazioni di falda, si erano accertati della assoluta sicurezza del sito), ora si sta "studiando" come rimuovere tutte le scorie, a che prezzo, a quale sicurezza e, soprattutto, dove ricollocarle. Se i tedeschi si sono sbagliati, figuriamoci di cosa noi italiani saremo in grado di fare (visto il luccichio di denaro pubblico che scorrerà sulle nostre teste e quelle dei nostri bambini). Un'ultima riflessione, nei pressi di centrali nucleari, fino ad una distanza di circa km.50, i casi di leucemia dei bambini sono frequentissimi. Amen

Giovanni Del Fante

Ho capito bene... !!! sono i privati a stabilire i siti idonei , quale sara' l'ente di controllo? Lo smaltimento dei residui nucleari prodotti dalle centrali sarranno smantellate tramite la Sogim. societa' creata ad hoc. C'entra qualcosa la prossima approvazione della privatizzazione della Protezione Civile per le opere in emergenza? Certo se approvato il decreto, fara' divenire la Protezione Civile un organo esecutivo senza controllo da parte del parlamento. In questo caso bastera' che si inventi la necessaria "bufala" dell' emergenza energetica ed ecco subito la societa' pronta per la gestione della emergenza. Precedenti.. certo la gestione addirittura della regata nautica in emergenza

Federico

A parte la questione non ancora risolta della "sicurezza" delle centrali nucleari, ci sono ancora i residui radioattivi di quelle chiuse decenni fa, dimenticati orribilmente sparsi in vari siti in Italia in condizioni di insicurezza!!! Per il presente e il futuro, si ricorra all'EOLICO, al SOLARE, alle MAREE: tutte queste fonti sono in ultima analisi generate dal sole (le maree anche dalla luna) GRATIS, BASTA RACCOGLIERLE!!! E NON DANNO RESIDUI TOSSICI!!! E sono anche normalmente in uso in altri Stati!!! Il ritorno al nucleare sarebbe una colossale follia economica e ambientale, che gioverebbe soltanto ai costruttori di centrali (che sono forse "compagni di merende" di Berlusconi????).

Gianni

Il premio nobel Carlo Rubbia disse una volta che fin quando in Italia arriverranno i treni in ritardo le centrali nucleari saranno irrealizzabili... e non ho notizie che i treni arrivano in orario... quindi nessuna paura...

Paolo Weber

Già navighiamo in brutte acque soto ogni aspetto, il ritorno al nucleare signifiva fare ancora una volta l'ennisimo errore. Il problema oltre allo stoccaggio delle scorie e del rischio in sè, è l'approvvigionamento idrico. Serve acqua alle centrali!!! l'acqua scarseggia ovunque e per di più in Italia si vuole privatizzarla!!! Ma quanto ci costa il tutto?? Italia, sei finita da un bel pezzo!!!

Jessibri

ma quante cavolate dice il governo? lotta ai cambiamenti climatici? la lotta va fatta adesso! non tra 10 anni, no al nucleare EPR in Italia assolutamente, una spesa folle e irragionevole su una tecnologia bocciata dalle autorità di vigilanza sulla sicurezza del nucleare, quella inglese, finlandese e proprio quella francese!! non ascoltiamo né il governo né la televisione, ci stanno mentendo alla grande! http://www.facebook.com/group.php?v=app_2373072738&gid=291749321333#!/group.php?v=wall&gid=291749321333

Silvia

"""........“Il parere negativo, ma non vincolante, della Conferenza delle Regioni - ha commentato Stefano Saglia, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico - conferma un atteggiamento pregiudizialmente negativo nel confronto sul futuro energetico del Paese” ma “non condiziona il processo di approvazione definitiva delle norme.....” , a cosa servono le Regioni, se lo Stato Centrale impone le sue scelte?

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