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PROFESSIONE

Cnappc: studi di settore inadatti a classificare l’attività degli architetti

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Il presidente Massimo Gallione: ‘il Governo sottovaluta la crisi della professione’

Vedi Aggiornamento del 24/02/2010
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22/02/2010 - Ancora una nuova dura presa di posizione degli architetti italiani contro gli studi di settore. Nonostante le sollecitazioni alla Agenzia delle Entrate e alla Commissione degli Esperti per gli Studi di settore, le osservazioni dei progettisti italiani sono rimaste, per l’ennesima volta, disattese.
 
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) ha chiesto da tempo, e purtroppo invano, modifiche strutturali al software, la modifica e l’aggiornamento dei quadri delle aree specialistiche e delle tipologie dell’attività - che sono oggi inadatte a classificare in modo realistico l’attività svolta dagli architetti - la risoluzione delle problematiche legate agli acconti e al ritardato pagamento delle parcelle, dei minimi provinciali e dell’intervallo di confidenza per i quali si riconoscono delle criticità (leggi tutto).
 
 “La nostra professione, come gran parte del settore edilizio - sottolinea il Presidente del CNAPPC, Massimo Gallione -, subisce in questo momento una profonda e sensibile crisi che il Governo continua a sottovalutare e della quale sembra non rendersi minimamente conto. Il CNAPPC ha da tempo predisposto un pacchetto di misure, già sottoposte all'attenzione del Governo e delle commissioni parlamentari competenti (leggi tutto), che possono presentare effetti positivi per il rilancio del mercato dei servizi di progettazione e della professione di architetto, nonché nei confronti della Pubblica amministrazione e nei rapporti tra essa e i cittadini utenti. Purtroppo anche queste misure sono rimaste disattese” (leggi tutto).
 
 “La mancata introduzione, ora, negli Studi di Settore, delle modifiche richieste dagli architetti, - afferma - il consigliere delegato al tema, architetto Luigi Mirizzi - conferma ancora una volta che al Governo sembra sfuggire che la crisi in atto stia da tempo colpendo in modo rilevante gli studi professionali, come segnalano tutti gli indicatori economici, e che siano necessari segnali di attenzione nei confronti delle libere professioni che sono a rischio di forte impoverimento”.
 
 Alla luce di tutto ciò il CNAPPC ha espresso nella riunione della Commissione degli Esperti – attraverso il consigliere Luigi Mirizzi - voto contrario all’approvazione dello Studio di Settore VK18U, ritenendo che gli stessi siano inadatti a classificare in modo adeguato e realistico la realtà economica-contributiva dalla categoria professionale.
 
“Ci auguriamo  che nella riunione della Commissione di Esperti per gli Studi di Settore, già fissata per il 31 marzo per l'introduzione dei correttivi anticrisi – conclude Mirizzi - si adottino i necessari e opportuni provvedimenti per tamponare la situazione di disagio dei professionisti legati al settore delle costruzioni.”.
 
 
Fonte: Ufficio stampa Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
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