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Nucleare: in Gazzetta il decreto per la costruzione delle centrali

Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola: al via entro il 2013 i lavori per la realizzazione del primo impianto

vedi aggiornamento del 24/03/2011
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10/03/2010 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 31 del 15 febbraio 2010 che disciplina la costruzione delle centrali nucleari nel territorio italiano.

Il provvedimento, che entrerà in vigore il 23 marzo prossimo, detta le regole per la localizzazione, la realizzazione e l’esercizio delle centrali nucleari e dei depositi delle scorie radioattive, per le misure compensative e le campagne informative al pubblico.
 
Due giorni fa, da Parigi, dove ha partecipato alla conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile, il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola ha dichiarato che “il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013”.
 
“L’energia nucleare rappresenta una fonte energetica disponibile su vasta scala e competitiva, che consente ai Paesi di diversificare gli approvvigionamenti energetici e di contenere la dipendenza dai combustibili fossili, i cui prezzi sono instabili e poco prevedibili. Il nostro obiettivo di lungo periodo - ha concluso il Ministro - è il riequilibro del sistema di generazione elettrica: puntiamo, infatti, ad un mix composto dal 25% di nucleare, 25% di fonti rinnovabili, 50% di combustibili fossili”.
 
Il Dlgs 31/2010 stabilisce che per la costruzione e la messa in esercizio delle centrali atomiche è necessaria un’autorizzazione unica rilasciata all’operatore dal Ministro dello Sviluppo Economico, d’intesa con la Conferenza Unificata e di concerto con gli altri Ministri, e definisce i requisiti degli operatori che eserciteranno l’attività nucleare, e la procedura che essi devono seguire per presentare i progetti per lo sviluppo di impianti.
 
Entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto (quindi entro il 23 giugno 2010) dovrà essere messo a punto un documento programmatico contenente gli obiettivi strategici in materia nucleare, l’indicazione della potenza complessiva delle centrali e i tempi di costruzione e messa in esercizio.
 
Entro fine luglio 2010, l’Agenzia per la sicurezza nucleare (ASN), con il contributo di IPSRA, ENEA e delle Università, proporrà i parametri esplicativi dei criteri tecnici per individuare le aree idonee alla localizzazione delle centrali; un mese dopo (fine agosto 2010) il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con gli altri Ministeri (Ambiente, Infrastrutture, Beni culturali), sulla base della proposta dell’ASN, definirà i criteri per la localizzazione degli impianti e li renderà noti attraverso i siti web dei Ministeri e i quotidiani per avviare una fase di consultazione pubblica che durerà due mesi (fine ottobre 2010). Trenta giorni dopo il termine della consultazione (fine novembre 2010) sarà emanato il decreto con i parametri definitivi utili ad individuare le aree nella quali localizzare le centrali.
 
Tali parametri, insieme con la strategia nucleare, saranno sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Gli esiti della VAS comporteranno l’adeguamento della Strategia nucleare. Entro tre mesi dalla pubblicazione degli adeguamenti della Strategia nucleare, gli operatori potranno avviare il procedimento di autorizzazione unica, presentando al MSE l’istanza di certificazione del sito sul quale intendono insediare la centrale atomica. L’istanza dovrà contenere l’indicazione puntuale del sito, il progetto preliminare dell’impianto, le indagine tecniche, la valutazione di sicurezza e degli effetti ambientali, ecc.
 
A questo punto entrano in gioco le Regioni, le quali dovranno esprimersi sui progetti, secondo una procedura e una tempistica molto articolata (artt. 11 e 12 del Dlgs 31/2010), al termine della quale l’operatore potrà richiedere l’autorizzazione unica, contenente il progetto definitivo della centrale, lo studio di impatto ambientale, il modello operativo per la gestione e lo studio di disattivazione dell’impianto. Al termine di una complessa procedura, sarà rilasciata l’autorizzazione unica.
 
Gli articoli successivi illustrano gli obblighi e le responsabilità degli operatori titolari dell’autorizzazione che riguardano, oltre alle centrali, anche i depositi dei rifiuti radioattivi.
 
Alla disattivazione degli impianti provvederà la Sogin SpA, la società con unico socio il ministero dell'Economia e delle Finanze, con risorse provenienti dal Fondo per il decommissioning alimentato dagli operatori che hanno gestito le centrali.
 
Ai cittadini residenti, agli enti locali e alle imprese operanti nei territori circostanti alle centrali saranno riconosciuti benefici economici a carico dell’operatore che ottiene l’autorizzazioneunica: - dall’inizio dei lavori ammonterà a 3.000 euro/MW all’anno, fino a 1.600 MW realizzati nel sito, più un incremento del 20% per l’eventuale potenza eccedente installata; - dall’entrata in esercizio sarà corrisposto ogni trimestre un beneficio di 0,4 euro/MWh di energia prodotta e immessa in rete.
 
Il 10% dei benefici relativi al periodo di costruzione dell’impianto è destinato alla/e Provincia/e, il 55% al Comune nel quale sorge la centrale e il 35% ai Comuni ricadenti in un’area di 20 km intorno alla centrale (o 10 km per gli impianti di produzione di combustibile nucleare). Quest’ultimo 35% è suddiviso tra i Comuni in base alla superficie e alla popolazione residente. I benefici alle persone e alle imprese saranno corrisposti attraverso la riduzione della spesa energetica e di Tarsu, Irpef, Ires e Ici.
 
È, infine, prevista la realizzazione di un Deposito nazionale per lo smaltimento definitivo delle scorie radioattive e di un Parco tecnologico. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

ArchIng

IN ITALIA IMMAGINO CHE IL TRAFFICO DELLE SCORIE POTRA' FINIRE IN MANO A SOCIETA' POCO RACCOMANDABILI. CI SONO CASI DI DEPOSITI ABUSIVI DI RIFIUTI TOSSICI. CREDO CHE POTRA' ESSERE FACILE TROVARE DEI FUSTI IN FONDO AL MARE CON I POCHI CONTROLLI CHE CI SONO IN ITALIA.

Fabrizio

1- Ci sarebbe un referendum popolare (l'esito del quale, nel nostro ordinamento ha prevalenza su qualunque altra fonte di diritto, leggi parlamentari e decreti compresi) che dice che in Italia le centrali nucleari non le possiamo costruire. 2-Passare all'uranio non alleggerirebbe la nostra dipendenza energetica dall'estero (Dato che non abbiamo miniere di materia prima e non abbiamo impianti di arricchimento) 3-A tutt'oggi non siamo stati in grado di trovare dei siti di stoccaggio per il materiale radioattivo ancora presente nelle nostre centrali spente e infatti non siamo stati capaci di smantellarle, come pensiamo di regolarci per le scorie di quelle di domani? 4-Si parla sempre e solo dei costi di costruzione delle centrali, mai dei costi connessi che, nel caso di centrali nucleari spesso superano quelli di costruzione della centrale stessa a causa della necessità di costruire nuovi elettrodotti capaci di trasportare le forti quantità di corrente prodotte in un singolo luogo. 5-Il guadagno sulla costruzione delle nuove centrali andrebbe per la maggior parte all'estero dato che in Italia non abbiamo operatori in grado di costruire una centrale nucleare in tutti i suoi componenti da cima a fondo. 6-Ma gli ambientalisti dove sono? Quando si vuole installare una turbina eolica rompono i cosiddetti fino alla nausea e ora con le centrali nucleari stanno zitti?

Danila

E la nostra sarebbe una nazione democratica ? E' democratico aggirare le scelte di un referendum ? Ma perchè dobbiamo sempre imitare i peggiori esempi? Perchè non prendiamo esempio dalle nazioni che cercano di evitare il nucleare? E' forse perchè il guadagno per qualcuno non sarebbe sufficiente ?

Mara

Dobbiamo subire queste scelte o possiamo dire la nostra, con la consapevolezza che ci vogliono tutti morti a breve! Se a qualcuno viene un'idea possiamo unire queste proteste e renderle più concrete.

Paolo

Tutti questi idrocarburi a cosa servono?Il rapporto e' di 1 a 5?

Maurizio

Il nucleare in Italia e' come dare una pistola carica ad un neonato. Dopo anni non sappiamo ancora dove mettere le scorie, il sistema appalti e' corrotto e quindi esistono gravi pericoli per lavori fatti male al solo scopo di guadagnare. Non abbiamo un approccio pragmatico sui problemi realtivi alle centrali quindi e' meglio lasciar perdere a scanso di trovarci in un paese completamente contaminato. Come esempio pensate cosa e' successo con la Ethernit e moltiplicate per 10000.

Stefano

Ma sapete quando CO2 si immette in atmosfera per realizzare centrali nucleari e per realizzare l'uranio necessario, è stato calcolato che ogni 1000 kWh prodotti se ne spendono 200 kWh di idrocarburi con le relative emissioni. Altro che riduzione di CO2 , Le centrali nucleari sono un pessimo investimento per l'italia. Meglio energia fotovoltaica ed eolico che ha un ottimo futuro in termini di efficienza e produttività.

marco

Nn sono contrario a priori, al nucleare, ma mi preoccupa. Dove metteremo le scorie, a chi saremo legati per la fornitura (Iran, Paesi dell'est , ecc). Vsti i vent'anni di tempo per l'operatività, non è che, visto l'esponenziale aumento della diffusione del fotovoltaico, nel frattempo nascano tecnologie tali da rendere superate o superflue le centrali nucleari?. Che fine faranno i luoghi dove verranno installate? Spariarnno ancora luoghi del ns territorio votati al paesaggio rurale? . Non era il caso di risparmiere energia, anzichè produrne di più? Perchè non si prende il coraggio di dare una svolta "forte" allo smisurato spreco energetico? Se dobbiamo produrre più energia per le comodità a cui ci siamo assuefatti (lavastoviglie, ferri da stiro da 2 e più kW, condizionatori per raffrescare case con isolamenti ridicoli, luna park, discoteche, insegne pubblicitarie, ecc), forse è meglio fare un passo indietro e rivedere il ns modo di vivere.

Paolo

leggo in diversi giornali, tra cui il Sole 24ore che reputo uno dei più validi in circolazione in Italia, che presto la materia prima (mi riferisco all'uranio) scarseggerà, anche alla luce della nuova corsa al nucleare. MI domando: abbiamo giacimenti di uranio in Italia? Siamo indipendenti oppure anche per questa sorgente siamo sotto schiaffo degli stati che possiedono i giacimenti? Fra pochi anni, se è vero quanto leggo che la fonte è esauribile ed anche a medio periodo (che tra l'altro vuol dire in coincidenza con l'inaugurazione delle nostre centrali), quale sarà il prezzo dell'Uranio? E ce lo venderanno? Cosa dovremo dare in cambio per avere la materia prima? Forse è il caso di ragionarci. Non vi pare?

Tony Console

Le centrali nucleari sono fatte per avere l'uranio arricchito, cioè per motivi militari. Dato che abbiamo abbastanza bombe per distruggere la terra 6/7 volte non riesco a capire perchè seguire una strada in salita quando si può usare il torio o il berio. E questo lo sanno in molti (leggete WIRED Jan 2010 pag 114, edizione USA: è evidente che non è stato scritto per la situazione italiana). Io non capisco: siamo stupidi o siamo troppo furbi?

Daniele

E' una vergona... Il segreto non è produrre di più ma consumare di meno, la volete capire brutti caproni che decidete delle nostre vite e soprattutto dell'avvenire!!! Questo debito chi cavolo lo paga!!!!Io o i miei figli!!!

Mara

Per chi è convinto che il Nucleare sia utile per avere energia senza chiedere ad altri Paesi vorrei sottolineare che ci sarebbe stata la possibiltà di scegliere la tipologia più sicura che tutto il mondo ormai richiede e ciò le Centrali Nucleari di Quarta generazione.Avremmo potuto avere Energia e sicurezza.Purtroppo abbiamo comprato al mercatino dell'usato Centrali di terza generazione avvanzata che hanno, nell'unico caso non ancora terminato in Finlandia,dato, solo gravissimi ritardi e hanno fatto emergere l'incapacità da parte dei tecnici di sanare i problemi strutturali e quindi di fuori uscite di materiali radioattivi.Per questo non è stata ancora messa in funzione.

Luigi

Non riesco a credere al fatto che in un sito che dovrebbe essere frequentato prevalentemente da professionisti ed expertise varia, si trovino commenti che rasentano la banalità e i soliti luoghi comuni contro le centrali nucleari. A "Professionisti" del genere io non mi affiderei mai ! Ricordo solo che il settore dell'energia nucleare è quello trainante in Europa (quasi 30%, fonte Eurostat). Mettetivi l'anima in pace, rimboccatevi le maniche e al lavoro! Il vento è cambiato...

Evoluzione

Mi rivolgo a tutti coloro che sono contrari al nucleare. Non vi rendete conto che staimo tuttora inquinando più di una centrale nucleare. L' Italia deve diventare indipendente dall'energia di importazione. Deve crescere. Un questi ultimi anni sta ritornado indietro di secoli. Dobbiamo produrre autonomamente energia, e chiedete a quelle regioni che continuano a ostacolare tutte le nuove fonti e forme per produrre energia (eolica- solare) Percio dico no ai combustibili che continuamo a pagare a caro prezzo...

Marcello Epifani

Sono proprio nauseato da quanto, poco alla volta, si sta portando avanti a tutti i costi, infischiandosene di un referendum al quale l'Italia ha detto NO AL NUCLEARE. Ma insomma è mai possibile che questi signori che ci stanno governando continuino a fare il c.d. "orecchio da mercante" e non sentire il malumore della gente che serpeggia e di contro continuano ad andare avanti con Leggi, D. Lgs. e quant'altro. Io sono di "Destra", ma se questi signori continuano ad andare avanti su questa strada beh, allora è meglio che facciano le valigie e se ne vadano a ...quel paese!! E' così difficile da pensare che se bisogna perseguire la strada del nucleare bisogna ritornare a chiedere il parere agli ITALIANI, visto che si sono già espressi in passato in senso NEGATIVO?? ITALIANI SVEGLIATEVI!!

Mirko

Di certo non avrei mai pensato di dire una cosa del genere ma questo è terrorismo legalizzato! Bisogna tranciare i rami secchi con un terrorismo diretto ed esclusivo ai potenti. Non ascoltando il popolo ma il dio denaro faranno di tutto per portare a termine tale obbrobrio. Bustarelle ed omicidi che saranno definiti dai media come incidenti. Però a dire il vero, una bella centrale nucleare nel giardino di casa ad Arcore, forse farebbe riflettere.

renz

ci vorranno per poter ammortizzare il costo di una centrale, risparmiando sull'acquisto del petrolio? qualcuno me lo sa dire? e quando il bilancio sarà azzerato non sarà forse tempo di demolire la vecchia e costruirne una nuova, essendo però noi sempre più radioattivi?

Roberta

No al Nucleare imposto da chi ci vuole tutti contaminati nel giro di pochi anni.Sapete che ormai il Tipo di Centrali di Terza generazione avanzata non le vuole più nessuno hanno problemi gravi di costruzione e di funzionamento.Esistono già le Centrali Nucleari di Quarta Generazione brevettate tra l'altro da Studiosi Italiani. Perchè il Nostro Ministro ci vuole tutti radioattivi...

Gio

Complimenti a chi ha votato questa politici a favore del nucleare! ce lo meritiamo...quando impareremo a votare con più coscienza,le cose andranno meglio..serve poco piangere sul latte versato..purtroppo..

aspide

Bisogna guardare l'esempio tedesco nel 2020 arriveranno a produrre il 50% di fotovoltaico in tema di fabbisogno energetico (e sono senza troppo sole) - altro che centrali nucleari

Gianni

ma?!?! e il referendum che fu fatto?!?!!?!!? Gli Italiani non le vogliono, qualcuno potrebbe dirglielo?

Giuseppe

Tanto per capire.. Ma i referendum hanno scadenza? Che si faccia un nuovo referendum se si vuole riaprire al nucleare.

Silvia

Il Ministro e le Regioni, decidono per tutti gli Italiani. Non si parlava di un nuovo referendum?

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