Piano Casa, a Roma 27mila alloggi entro il 2015
Aumenti della densità in area edificabile, cambi d’uso e acquisto dell’invenduto
15/03/2010 - Il Consiglio Comunale della città di Roma ha dato il via libera alla delibera di attuazione del Piano Casa, che riserva ampio spazio all’housing sociale. L’obiettivo è quello di realizzare 27 mila e 500 nuovi alloggi entro il 2015.
La delibera prevede nuove case popolari, Erp, e appartamenti a basso costo per l’housing sociale, che si propone di garantire il diritto alla casa a quanti, pur non rientrando nelle graduatorie dell’edilizia sovvenzionata, non riescono a collocarsi nel libero mercato delle locazioni o delle compravendite.
Il piano contempla infatti circa 20 mila alloggi da destinare al Social Housing e 6 mila per l’edilizia residenziale pubblica.
Gli appartamenti per l’housing sociale potranno essere venduti a prezzo convenzionato, affittati per 25 anni o per 10 anni con patto di futura vendita o riscatto.
Nella tipologia di questi alloggi rientrano anche le abitazioni collettive in locazione temporanea con gestione di servizi comuni, come studentati, residenze socio-sanitarie per anziani, disabili e nuclei monoparentali a basso reddito.
Oltre allo sblocco delle graduatorie saranno acquisiti quindi appartamenti per andare incontro alle esigenze della classe media in difficoltà. Misura alla quale si aggiunge l’impegno dell’Amministrazione comunale a individuare strumenti finanziari per la realizzazione di altre abitazioni a costi contenuti.
La realizzazione dei nuovi appartamenti sarà possibile con l’acquisizione di appartamenti da destinare all'ERP, l'aumento di densità di aree già edificabili, la modifica di destinazioni d'uso di zone o fabbricati non residenziali, il reperimento di nuove aree edificabili.
Assume un ruolo centrale anche la riqualificazione della periferia di Roma, che accoglie l'80% della popolazione e produce il 70% del Pil, ma raccoglie solo il 30% dei fondi disponibili alla riqualificazione del territorio urbano.
Potranno essere usati anche alloggi privati realizzati e rimasti invenduti, proponendo incentivi ai costruttori. Tra le misure previste compaiono anche l’istruttoria dei nuclei edilizi ex abusivi, l’individuazione di nuovi ambiti di riserva a trasformabilità vincolata, cioè zone di scarso valore ambientale, situate vicino alle linee di trasporto pubblico su ferro, che il Comune può acquisire e trasformare per l'interesse della collettività. È inoltre possibile raggiungere costi più bassi ricorrendo alle fonti di energia rinnovabile.
Commenti positivi da Eugenio Batelli, presidente Acer, e Dario Coen, Presidente di Fedilter. Le misure costituiscono una buona opportunità per il rilancio delle imprese e la riorganizzazione urbanistica, soprattutto nelle periferie e nelle aree depresse.
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