Piano Casa Lombardia, più spazio al social housing
Abrogato dal Testo Unico regionale il coordinamento tra pubblico, privato e terzo settore
12/03/2010 - In arrivo cambiamenti per il Piano Casa della Lombardia. La Legge Regionale 7/2010, approvata il 5 febbraio scorso, modifica ed estende la portata del comma 1 dell’articolo 4, contenente disposizioni per la riqualificazione dei quartieri Erp di edilizia residenziale pubblica.
Secondo il testo originale in alternativa ad ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni negli edifici di edilizia residenziale pubblica, esistenti al 31 marzo 2005 e situati nei quartieri Erp, i soggetti pubblici proprietari degli immobili possono realizzare, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi, nuova volumetria fino al 40% di quella esistente. Le nuove cubature devono essere destinate sempre all’edilizia residenziale pubblica.
La nuova norma estende questa possibilità alle aree previste dall’articolo 25 comma 8 della Legge Regionale 12/2005.
Nei comuni definiti a fabbisogno acuto, critico ed elevato dal Programma regionale per l’edilizia residenziale pubblica, fino all’approvazione del Pgt e in deroga al Piano regolatore generale, possono quindi essere autorizzati vari interventi, come la trasformazione di edifici esistenti nel rispetto della volumetria preesistente e il recupero di immobili a destinazione produttiva di volumetria superiore a 10 mila metri cubi.
Possibili le nuove costruzioni in aree destinate a servizi nell’ambito di piani attuativi e programmi integrati di intervento, previsti dal vigente piano regolatore generale. La legge include anche le aree destinate a servizi con vincolo decaduto. Gli interventi devono rispettare i limiti dell’indice medio di zona per la destinazione residenziale ed essere finalizzati alla soluzione della tensione abitativa.
Il Piano Casa ha subito altre modifiche con la Legge Regionale 27/2009, Testo Unico dell’Edilizia, che ha abrogato i commi da 4 a 7 dell’articolo 4 sulla riqualificazione dei quartieri Erp.
Per la realizzazione degli interventi di edilizia residenziale pubblica non sarà quindi più possibile la coordinazione tra soggetti pubblici, privati o appartenenti al terzo settore. Bloccata anche l’individuazione delle opere prioritarie attraverso decreti del Presidente della Giunta Regionale e la nomina di commissari ad acta in caso di ritardi nella fine dei lavori. (riproduzione riservata)
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