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SHL per la Corte Penale Internazionale dell’Aia

Una scultura astratta di torri, incastonata nel paesaggio collinare

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19/03/2010 - "Alle vittime, alle loro famiglie e al mondo intero, l'edificio deve comunicare rispetto, fiducia e speranza. Non può essere anonimo, deve avere il coraggio di esprimere i valori e la credibilità della Corte": con queste parole Bjarne Hammer, socio fondatore e direttore creativo di Schmidt Hammer Lassen Architects ha descritto il progetto con cui lo studio d’architettura danese ha vinto il concorso di progettazione per la sede permanente della Corte Penale Internazionale dell’Aia.

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La competizione a inviti ha visto la partecipazione di una ventina di studi d’architettura, tra di essi Chipperfield Architects, Mecanoo Architecten, OMA e Kengo Kuma&Associates.

Nella proposta vincitrice il complesso è concepito come una scultura astratta e informale, collocata sul limite della città e incastonata nel paesaggio collinare, in un sito prossimo al Mare del Nord. Un landamark capace di trasmettere l'eminenza e l'autorità della Corte Penale Internazionale, conservando al contempo una scala umana. Una teoria di torri a pianta quadrata, d’altezza e grandezza varie, stagliate sull’orizzonte, come a imitare l’andamento alternato dei rilievi collinari circostanti.

Le facciate esterne della struttura sono rivestite di un materiale composito, selezionato perchè capace di affrontare l'azione del clima ventoso e della salsedine, di facile manutenzione ed alta performatività in termini di sicurezza. Il progetto è stato valutato come eccellente secondo Il metodo di certificazione ambientale BREEAM.

L'ambiente interno è accogliente, le varie funzioni sono chiaramente distinguibili ed la hall a pian terreno è “invasa” dalla luce naturale grazie a un grande lucernaio. "I giardini sono sempre esistiti, come parte di tutte le culture e tutte le religioni. Popolata di fiori e piante provenienti da ciascuno dei 110 paesi membri della Corte, la sala sarà un parterre, un punto di riferimento verde e un simbolo di unità internazionale e interculturale", ha spiegato Bjarne Hammer.
(riproduzione riservata)
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