Pedane, palchi, tribune

Appalti, nuove strategie contro i ritardi della PA

Presentata alla Camera una interrogazione parlamentare, attesa per l’estate la nuova direttiva europea

vedi aggiornamento del 30/06/2010
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21/04/2010 - Crisi economica accentuata dai ritardi nei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, che danneggiano anche le imprese virtuose vincitrici di appalti pubblici. È la situazione lamentata dagli operatori del comparto costruzioni, portata all’attenzione della Camera con l’interrogazione del 14 marzo scorso.


Posizione degli operatori: La congiuntura, aggravata dall’allungamento dei tempi di pagamento anche nel settore privato, dopo l’emanazione del Dl “Anticrisi” potrebbe trovare una soluzione nella direttiva europea attesa per l’estate.

I firmatari dell’interrogazione hanno ricordato al Governo che in altri Paesi europei sono già state adottate misure per arginare il fenomeno, causato da trasferimento dei fondi alle Stazioni Appaltanti, patto di stabilità, tempi lunghi per l’emissione del certificato e dei mandati di pagamento, contenzioni e dissesto economico degli enti locali.

Soluzioni: Le azioni necessarie, secondo il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, sono state intraprese con il Decreto legge “Anticrisi 78/2009, convertito dalla Legge 102/2009, che oltre alle misure per fronteggiare la congiuntura economica in atto ha introdotto proroghe ai termini di legge.

La norma tende a prevenire la formazione di nuove situazioni debitorie prevedendo a carico del funzionario che adotta provvedimenti implicanti impegni di spesa, l’obbligo di accertare in via preventiva che il programma sia compatibile con gli stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica.

Il mancato rispetto dell’obbligo comporta una responsabilità disciplinare e amministrativa. Nel caso in cui non sia possibile far fronte all’obbligo contrattuale per ragioni sopravvenute, l’Amministrazione deve adottare infatti iniziative di tipo contabile, amministrativo e contrattuale per evitare la formazione dei debiti pregressi.

Secondo il Ministro, però, la recente approvazione delle norme rende difficile quantificare la loro efficacia.

Qualche novità potrebbe essere registrata in sede comunitaria, con l’emanazione di una nuova direttiva, attesa entro l’estate. Il limite per estinguere i debiti potrebbe essere fissato a 30 giorni, con sanzioni del 5% per ogni giorno di ritardo.

Nel frattempo è stato garantito l’impegno per l’analisi di altre soluzioni compatibili con l’attuale situazione finanziaria. Il Ministro Matteoli ha infatti avanzato l’ipotesi di un disegno di legge sulla qualificazione delle imprese, utile anche per la prevenzione delle infiltrazioni criminali nel settore degli appalti.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Ruggieri arch. Giovanna

Non dimentichiamoci che soffrono la medesima situazione i professionisti che operano nel settore pubblico. A proposito: nessuna notizia dell'incontro dei rappresentanti degli Ordini con il Ministro Alfano sulle tariffe professionali previsto per il 7 aprile, poi rimandato al 15, poi....?!?

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