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Manutenzioni straordinarie senza Dia: sorpassate le leggi regionali

Un emendamento al DL Incentivi cancella l’obbligo di rispettare le più restrittive disposizioni regionali. Necessari progetto e relazione tecnica firmati da un tecnico abilitato

vedi aggiornamento del 27/05/2010
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30/04/2010 - Saranno ulteriormente modificate le norme che consentono di effettuare interventi di manutenzione straordinaria senza titolo abilitativo.

Manutenzioni straordinarie senza Dia: sorpassate le leggi regionali

Notizie correlate

Norme correlate

Legge dello Stato 22/05/ 2010 n. 73

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, recante disposizioni ..

Decreto Legge 25/03/ 2010 n. 40

Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali ..

 
Nella seduta notturna di mercoledì, le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno approvato un emendamento, presentato da Cosimo Ventucci (Pdl), che riscrive l’articolo 5 del DL 40/2010. La novità più importante è la cancellazione della norma secondo cui le nuove regole sono applicabili “salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale”. 

Si risolverebbero così tutti i dubbi e le differenze tra le Regioni sprovviste di una legge in materia, nelle quali il DL 40/2010 è già applicabile da circa un mese (leggi tutto), e quelle dotate di propria legge - più restrittiva - nelle quali vige ancora l'obbligo di Dia (Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Val d’Aosta, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Campania e Sicilia) che, grazie all'emendamento Ventucci, passerebbero al regime semplificato.

Inoltre, l'emendamento Ventucci introduce la possibilità, per le Regioni a statuto ordinario, di ampliare ulteriormente l’elenco degli interventi di edilizia libera, ma anche di richiedere una relazione tecnica per interventi ulteriori rispetto a quelli già indicati dal DL nazionale.

Tuttavia, per le manutenzioni straordinarie, alla comunicazione già prevista dal DL 40/2010, dovranno assere allegati una relazione tecnica e un progetto firmati da un tecnico abilitato.

Ma andiamo con ordine. Con l’emendamento, gli interventi sono suddivisi in due categorie:

- quelli realizzabili senza alcun titolo abilitativo (manutenzione ordinaria, eliminazione di barriere architettoniche, opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra legati all'attività agricola, serre mobili stagionali);

- quelli realizzabili previa comunicazione, anche telematica, dell'inizio dei lavori da parte dell'interessato all'amministrazione comunale, allegando eventuali autorizzazioni obbligatorie (manutenzione straordinaria, opere per esigenze contingenti e temporanee, lavori di pavimentazione, installazione di pannelli solari, fotovoltaici e termici, aree ludiche).
 
Per le manutenzioni straordinarie, la comunicazione dovrà essere accompagnata, oltre che dalle eventuali autorizzazioni obbligatorie e dai dati identificativi dell’impresa, anche da una relazione tecnica corredata dagli elaborati progettuali e firmata da un tecnico abilitato, il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.

L'emendamento specifica che tra gli interventi di manutenzione straordinaria sono compresi l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne. Resta confermato che i lavori non possano riguardare le parti strutturali dell'edificio, nè comportare l'aumento del numero delle unità immobiliari o l'incremento dei parametri urbanistici.

Resta confermato l’obbligo di rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le altre norme di settore (norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, relative all'efficienza energetica e del Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Chi effettua i lavori deve presentare, nei casi previsti dalla legge, gli atti di aggiornamento catastale.

Come detto sopra, le Regioni a statuto ordinario possono:
- estendere la disciplina semplificata ad ulteriori interventi; 
- individuare ulteriori interventi, tra quelli con obbligo di comunicazione, da sottoporre anche all'obbligo di relazione tecnica (l'emendamento la richiede solo per le manutenzioni straordinarie);
- stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica.
 
Introdotta, infine, una sanzione pecuniaria di 258,00 euro per la mancata comunicazione dell’inizio lavori o della relazione tecnica; sanzione ridotta di due terzi se la comunicazione viene inviata spontaneamente durante i lavori.

Il provvedimento approderà in Aula a Montecitorio il 3 maggio. Se l'emendamento sarà confermato dal Parlamento, le nuove norme sull'attività edilizia libera saranno applicabili a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 40/2010. Poichè il DL scade il 25 maggio 2010, dovrà essere convertito in legge entro tale data.


Le reazioni all'emendamento
Soddisfazione per le modifiche al decreto è stata espressa da Roberto Reggi, vicepresidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani): "L’Anci ha subito sollevato il problema legato alla sicurezza di questi interventi che poteva essere a rischio per la mancanza di una relazione di un tecnico abilitato. Con l’emendamento proposto dall’ANCI, e condiviso con l’Ance e l’Ordine degli Architetti, si eviteranno anche gli effetti confusionali legati alla proliferazione di nuove norme regionali e regolamenti comunali che i Comuni sarebbero stati costretti ad adottare per fare fronte ad una situazione, che in assenza di regolamentazione - conclude Reggi - sarebbe stata di fatto ingovernabile". (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

giannuzzo

lavoro nel settore da anni...sono riuscito ad andare avanti grazie ad una passione smisurata per la magia del nostro centro storico di Palermo...ma qui i burocrati non sono altro che i passa carta della malavita ed i tecnici più famosi guarda caso hanno i malavitosi fra i loro migliori clienti...grazie alla burocrazia solo gli umili giovani imprenditori sono costretti ad emigrare..il rapporto è malavita un mese...gente per bene un anno...

Didacus

Sono professionista dal 1983. Ho sempre lavorato con i privati. Ho diverse pratiche degli anni 60 70 dove, per la costruzione di una casetta monofamiliare, con domanda presentata al Comune il 15 luglio, si aveva l'autorizzazione il 22 luglio. Piante, sezioni, prospetti, relazioncina. Quelle case sono in piedi, valgono 100 volte di più. L'ultima pratica pratica per un intervento di ristruttarazione di casetta similare, ha avuto un iter di quasi due anni ed un faldone di 4 kg. con relazioni per la regione, soprintendenze, pareri, nulla osta per i vincoli, ???? fotoinserimenti (450 euro) , norme varie, fognature, allacciamenti acquedotto, gas, relazioni geologiche calcoli c.a.. ecc. ecc. Dimenticavo 15.000 euro per oneri. La serietà del professionista è la cosa più importante. Consigliare correttamente e progettare correttamente. Poi se uno vuol far di testa sua e tirarsi la casa addosso ... fatti suoi.

geom. Camillo

Ormai i "tecnici" sono ridotti a grigi, ottusi, burocrati, chi ne fa le spese sono i cittadini, che per tirare giù una tramezza o costruirne una, devono pagare la tangente allo stato ed ai parassiti tecnici di cui sono i bravacci. Solo in Italia ci sono tutte 'ste norme demenziali, basterebbe copiare la Germania o adottare il buonsenso ed il rispetto verso i cittadini, invece di trattarli come degli scemi decerebrati da guidare e da mungere, capisco che fare il parassita-tecnico è più comodo che lavorare, ma il sistema non può reggere i costi del mantenimento dei parassiti è eccessivo ed inutile e la dignità del popolo non può essere calpestata ancora. Questa è ancora una legge vessatoria che lascia i parassiti al loro posto a continuare a mungere il popolo.

NICMANF

per le opere di straordinaria manutenzione fra poco non servirà più nulla.......ovvero, prima li realizzo poi presento "quattro carte"...... Per quanto riguarda le norme tecniche di costruzione, un "papiello" mostruoso, complicato, costoso per il committente, lì abbiamo esagerato (volutamente?) .... in pratica, se devo costruire un piccolo fabbricato, anche 10 x 10, in c.a. o muratura portante, mi devo attenere alle nuove norme del 2008, mentre se devo eseguire un intervento di straordinaria manutenzione in un appartamento di 200 mq, non occorre quasi nulla..!!!!!???? .....poveri noi!?!

cavour

Per costruire una casa con le liane nella foresta non occorre alcun permesso agli urang utang. Fuori dalla foresta gli urang utang fanno scuola, non per rilanciare l'economia o per la sostenibilità ambientalr, ma per l'affermazione del populismo e la demagogia su cui si fondano la ricchezza del Cavaliere e lo sfacelo del Paese. La nostra gente ce lo chiede ! basta con la statica ! la sicurezza non la vogliamo ! basta DIA per costruire la New Town nel parco del Lambro ! noi siamo per il "fare" e per l'"avere" !

Rocco Valentia

Ma la relazione del tecnico (abilitato) che descrive i lavori a cosa serve se poi non c'è un controllo da parte di un "direttore dei lavori"? Chi vigila sull'incolumità delle persone (o comunque se ne assume la responsabilità) se non il direttore dei lavori? Come si fa a dire che una parete non fa parte della struttura? L'errore è di noi tecnici che per anni abbiamo disertato i cantieri. Ultima domanda: Chi vigila sulla regolare esecuzione dei lavori? L'autore della relazione? siamo un paese ridicolo.

inarbari

meno carte, più controlli seri ! Solo così si risolvono i problemi di abusivismo, lavoro nero, mancato rispetto delle norme tecniche .... ecc. ecc. ecc. La DIA serve solo a far "cassa" per i COmuni scaricando le responsabilità sui professionisti. E poi ..... ma perchè no si fa una VERA semplificazione, aggiornando i regolamenti edilizi ed i piani urbanistici, rendendoli più chiari e snelli , e buttando via tutte le leggi e leggine che si mandano a quel paese l'una con l'altra ?? Nei paesi civili si avviano cantieri con poche carte, ma li si portano avanti e li si concludono con seri ed obiettivi controlli in opera e post operam da parte degli uffici tecnici. Ma ciò è possibile solo se esiste un corpus normativo chiaro, semplice, lineare e assolutamente privo di "interpretazioni". invito a partecipare al comitato ingegneri ed architetti di terra di Bari http://inarbari.ning.com

arch Filo

ciao carissima collega...... hai centrato il problema...farai sicuramente parte di quel gruzzolo di tecnici ben preparati e che non hanno bisogno di essere accompagnati dalla mamma!!!!!...la penso come te..io e te sappiamo come muoverci in un cantiere e non dobbiamo aver paura di leggi liberiste....noi ci assumiamo le responsabilità e le norme le interpretiamo noi......molti colleghi nostri hanno dimenticato che il Comune è diventato organo del controllo e non del fare (come lo era una volta)...questo vuol dire che essendo nostra la responsabilità urbanistico-edilizia....dobbiamo muoverci sapendo dare risposte..al costruttore..alla committenza e al Comune stesso che dovrà leggere le nostre scartoffie...........la cosa che mi dispiace è che molti tecnici fanno a scarica barile....al posto di lamentarsi sarebbe meglio sapere cio che si fa.....e tu archstefy....tutto questo lo hai gia capito ampliamente...complimenti

arch Filo

caro Bob di milano perchè non la interpreti tu la legge e ne segui le prescrizioni....perchè demandi ad altri ciò di cui sei responsabile tu?............cervello funzionante e libero di agire!!!!!!!!....i tecnici italiani (alcuni no) si perdono sempre in un bicchiere d'acqua.........vai al comune sapendo cosa vuoi e vedrai che tutto fila liscio...altro che caos....il caos lo crea l'ignoranza

arch Filo

Sono pienamente d'accordo con te...è vero..dove si vive nel caos e nella furberia (ci metto in mezzo anche noi tecnici.)....non si possono varare norme liberiste....non abbiamo ancora l'intelligenza giusta per lavorare e vivere. Io sono un tecnico che segue la via del legale e del possibile giusto avocando a me ogni responsabilità (anche quando non occorre) perchè penso che facendo così rendo la vita tranquilla anche all'indotto...lo faccio anche strillando alla stessa committenza dei miei lavori....ma caro Happy...quanta fatica!!!!!!! in un sistema pieno di falle e composto da esseri che sono contro anche a questo governo che, in fondo, è l'unico ad avere una mentalità improntata al futuro e pensa che la gente sia molto intelligente da capire il vero valore delle cose....speriamo che piano piano arriviamo anche grazie a Berlusconi..in un mondo dove ognuno sa prendersi le proprie responsabilità capendo che un'azione ha le sue conseguenze...e le conseguenze salvano o ammazzano le persone verameente intelligenti.

BenYorke

Per noi tecnici saranno altre "rogne", perchè mentre ora se un progetto anche di sola manutenzione straordinaria da farsi con DIA viene ritenuto non conforme a quanto stabilito dalla Norme Comunali, questo viene sospeso e non approvato, ora invece vogliono la presentazione del progetto firmato dal tecnico, che non saprà mai se questo intervento è legittimo o meno, perchè anche a sentire preventivamente con i tecnici comunali questi non ti daranno mai tale certezza in quanto in molti casi le norme purtroppo vengono interpretate in maniera diversa.

Ric

Il governo e i Ministri del fantastico Berluconi hanno fatto un bellissimo lavoro. Ci auguriamo che continuino su questa linea di semplificazione.

marco 19

per Golfdan.grazie per il chiarimento.anche se qui si naviga sempre a vista..aspetteremo nuove probabili modofiche a sto decreto..

Giovanni

Berlusconi dice sempre: questo è il Governo del fare! io aggiungerei, sì del fare: TANTE chiacchere e CONFUSIONE!!!

Roberto geo

andrebbe tutto bene....... se non fosse che li ho votati!!!!!!!!!!!

arch SANCELE

Sono enormemente esterefatto dal dl. 40 e dal suo emendamento ultimo che ho letto. Le uniche cose che diverse dall'attuale normalità sono: 1. I comuni non beccheranno un centesimo e potranno inventarsi altre tasse ed aumenti di tarsu ecc.; 2. il durc, la sicurezza del lavoro etc. etc, non ha importanza e se succede qualcosa (incidenti sul lavoro, ecc.) saranno problemi del committente, del datore di lavoro e degli enti preposti a non so che cosa più; 3. si continuerà ad affollare i tribunali per tutti i problemi connessi e a far godere gli avvocati. Cari colleghi, questo dl è stato voluto dalla categoria di professionisti che oggi è la più corposa: gli avvocati. Per noi tecnici può andare anche bene, non avremo nessuna rogna di direzione lavori, coordinamento sicurezza e responsabilità varie. Comunque va bene, tanto l'urbanistica e tutto che è il territorio è morto da quarant'anni.

andrea geometra

se questa è la semplificazione!! ... ma sanno di che cosa stanno parlando e legiferando .... ma cosa combinano? tanto fumo ....... che lascino perdere tutto

claudio

La comunicazione si deve fare, il progetto ci vuole, ma che differenza c'è rispetto alla DIA? Le opere interne senza modifiche strutturali in Sicilia si fanno già da 25 anni ai sensi della legge regionale 37/85 articolo 9. Per noi , anzi , cambia in peggio, perchè prima si faceva solo una comunicazione con un'asseverazione di un tecnico, adesso invece ci voglio anche elaborati progettuali. Ma perchè non vanno a farsi dare qualche lezione da qualche muratore o qualche geometra, che gli può imparare quali sono i veri problemi dell'edilizia!!!!!

Happy Job

Da modesto "addetto ai lavori" operante in un ufficio tecnico Comunale, non posso che plaudere all'emendamento, anche se lo trovo ancora troppo permissivo: le procedure "liberiste" da noi, nel Belpaese, non possono essere varate senza pagare lo scotto della nostra incurabile leggerezza. Dove è possibile fare "a modo proprio" infischiandosene delle norme sulla sicurezza, sulla previdenza dei lavoratori, sugli infortuni sul lavoro (dei medesimi lavoratori), sugli orari di lavoro, sul corretto smaltimento dei rifiuti di lavorazione, sulla salvaguardia dei beni architettonicamente e paesaggisticamente vincolati, sul dimensionamento e sicurezza degli impianti tecnologici, sulla statica delle costruzioni, sulle norme antisismiche, sul rispetto delle distanza dai terzi, sugli obblighi erariali (catasto) ... resteremo un paese REO e NEGLETTO. Ove manchi l'onestà intellettuale dei cittadini, necessaria a "rispettare le regole", soventemente fomentati da professionisti compiacenti ai quali basta "estorcere" ai medesimi cittadini un cadeu miserevole ed offensivo - oltrechè " in nero" - degli anni di studio passati sui libri di architettura, di ingegneria o per geometri o peridi edili, indicando loro una scappatoia comoda per evitare ogni problema, non potremo mai definirci appieno "cittadini". Mi dispero e mi rattristo perchè il mio Stato, la mia amatissima Italia, per la quale spero di svolgere correttamente il lavoro per cui essa mi paga, debba essere sempre additata come la patria dei "furbi", dei "disonesti", dei "senza regole", dei "chi-se-ne-frega", dei "finchè mi beccano, avrò ampiamente compensato quanto non dato/fatto". Perdonate il logorroico pensiero.

francesco

Come per il PIANO CASA lo stesso risultato per il D.L. 40/2010. matematicamente parlando PIANO CASA + DL 40/2010=PAGLIACCIATA. Ma perchè Berlusconi si circonda da un esecutivo di pagliacci?

archistefano

In Italia abbiamo un Parlamento che ormai è ridotto a un varietà; non solo, anche gli enti di rappresentanza, Ordini, Federazioni, Collegi, partecipano allo spettacolo come ballerini di seconda fila. Da due mesi assistiamo al balletto dei chiarimenti, delle specificazioni, DIA sì., DIA no, Piemonte no...anzi sì, Comune...ni,no,qui si la ...no, liberalizzazione...ma si, però in Molise...boh?! Gli Ordini, scandalizzati: "è un grave attacco alla professione... come si fa, si toglie lavoro....". Rendiamoci conto che tutte queste persone che decidono e deliberano non sanno neanche da dove si comincia a provare a lavorare. La classe dirigente, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, è formata da persone che non hanno la più pallida idea di cosa sia una legge e ignorano le più elementari basi del Diritto. Emanano senza sapere minimamente quali siano le conseguenze. L'effetto pratico è un far west generale: chi cerca di operare con professionalità, aggiornandosi, informandosi risulta sempre più svantaggiato. Rassegnamoci: l'lItalia non è un paese civile e chi può si salvi.

GT

Sono un professionista e devo realizzare opere di manutenzione straordinaria in casa mia ,quindi ,ora che la relazione tecnica deve essere firmata da un tecnico abilitato che non abbia rapporti di dipendenza con il committente ,sono obbligato a rivolgermi ad un collega ?

bob

Ci mancava solo questa "trovata" ad incasinare ancor di più la materia, specie nel Comune di Milano ove "ogni" tecnico inter-preta le Norme a modo suo, a discapito di noi "poveri" profes-sionisti . Ma l'apertura di porte interne, non era considerata manutenzione ordinaria? Bene, ora diven- ta straordinaria . Di male in peggio

Emanuele Ferriani

Tutti questi post mi fanno ridere..Io sono Geometra libero professionista: vogliamo eliminare la burocrazia? Ben venga, sono il primo disposto a "prendere meno" senza incassare l'onorario dovuto per la pratica comunale (che di questi tempi vuol dire pasteggiare a pane secco anzichè fresco), ma non posso assolutamente tollerare questa marea di IGNORANTI che pensano di potersi sostiuire ai tecnici (Ingegneri, Architetti, Termotecnici), solo perchè "è una vita che fanno questo mestiere" (cioè imprese edili ed artigiani vari); io credo nell'importanza di tutte le figure coinvolte nel processo edilizio di costruzione; non è possibile che non ci sia alcuna supervisione in cantiere di figure che sanno cos'è il potere fonoisolante di una parete o dove mettere una cerchiatura...Anzi no: è meglio che queste cose al committente gliele dica l'arrotino dietro casa o il panettiere.. è vero, ci sono moltissime norme burocratiche assurde che penalizzano il lavoro, ma come posso sentire dire da un artigiano (vedi pos sopra) che finalmente ci liberiamo di tutte le normative antisismiche e di risparmio energetico? Personalmente vorrei conoscere questo signore, in maniera tale da metterlo al primo posto della lista nera degli artigiani che non devono entrare in nessun cantiere. Se togliamo l'ing. Costa alla Ferrari i meccanici sarebbero in grado di far vincere la macchina? io credo di no..

dangolf

Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la propria potestà LEGISLATIVA ESCLUSIVA, nel rispetto e nei limiti degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione (art. 2 TU). Non trova quindi applicazione, nello specifico la normativa in parola, anche se è in caso di dire che molte di queste regioni avevano già liberalizzato tali interventi.

Robby

Posso provare ad avanzare ipotesi, i 258 euro sono la sanzione all'illecito procedurale di omessa denuncia, ovvero l'equivalente dell'oblazione delle sanatorie Non credo comunque che sani opere che si rivelassero non conformi e, considerata la difficoltà interpretativa delle norme edilizie penso ne vedremo delle belle. Ho la sensazione che il denaro che i cittadini risparmiano con questa "semplificazione" lo pagheranno con interessi quando raggiunti da ordini di demolizione dovranno difendersi e dovranno rivolgesi a tecnici per uscire dai guai nei quali si sono cacciati; spero di sbagliarmi

Robby

Anche io non vedo differenze con la DIA salvo la mancanza del termine di attesa e la multa. Aggiungo che con la DIA e la stessa documentazione di asseverazione e disegni ecc. si può intervenire nelle manutenzioni straordinarie che prevedono anche parti strutturali. In definitiva, mi pare che questo restringa ciò che si può fare normalmente con una DIA. Un altra considerazione, considerata la complicazione dell'interpretazione della normativa, complicata anche per i tecnici, non oso pensare cosa avverrà quando a lavori fatti si accerterà una lesione alla normativa. Infatti la multa di 258 euro non sana i lavori qualora possano rivelarsi non conformi alla normativa.

Marco

oro posso ritenermi soddisfatto del dl 40/2010, le modificazioni introdotte con il recente emendamento sono allineate ad uno spirito di semplificazione.

leo

a parte la sanzione che si è dimezzata rispetto alla precedente, del resto cosa cambia? a questo punto il comune di Milano farebbe prima a reintrodurre l'art. 83 del R.E. che permetteva di iiziare le opere interne in concomitanza con la presentazione della DIA... e poi figuriamoci al Comune di Milano cosa si inveteranno..Chi decide cosa debba contenere la relazione tecnica? cosa significa avere rapporti di dipendenza con la Committente o con l'Impresa ? se collaboro costantemente con un'Impresa ma ho una partia iva, si configura il rapporto di dipendenza ?

golfdan

Per Marco 19 Omettere di allegare alla “comunicazione” l’asseverazione del tecnico, comporta una sanzione pecuniaria di euro 258 (illecito amministrativo). Se la presenti in ritardo, quando stai facendo i lavori e ti hanno scoperto, paghi solo 1/3 (172 euro). Se i lavori rientrano nell’attività edilizia libera c’è l’abuso, (per meglio dire l’effettuazione di opere libere senza avere informato il comune e presentato la relazione tecnica), perché gli interventi liberi di manutenzione straordinaria ed opere interne che NON si riferiscono a PARTI STRUTTURALI dell’edificio, sono consentiti a CONDIZIONE venga presentata appunto la “comunicazione”. Con il pagamento della sanzione l’attività illecita (i lavori eseguiti) sono sanati, possono esistere, ma perchè l’unita immobiliare possa ottenere per esempio: l’allacciamento di forniture di servizi pubblici, essere oggetto di compravendita, o variazione catastale è necessario venga presentata, ed esibita la “comunicazione” in parola.

dangolf

Con la DIA (normale) è possibile effettuare interventi rientranti nella manutenzione straordinaria, che INTERESSANO anche le parti STRUTTURALI. Con la "comunicazione" è possibile effettuare interventi rientranti nella manutenzione straordinaria, che NON interessano le parti STRUTTURALI.

Carlo

Dopo tanto baccano si sono fatti 2 passi indietro: praticamente si presenta una D.I.A. ma con un altro nome, poi si "suggerisce" al committente di non comunicare nulla, tanto se ti scoprono sono solo 258,00 € , il professionista ti costa almeno 600,00 € , vi dico da professionista: vale il rischio . Tra l'altro il professionista controlla ed assevera e certe cose non le può far fare e nè risponde, il privato fa quello che vuole e se gli và male paga 258,00 € quasi meno di essere passato con un semaforo rosso .

carlos

non ci sono commenti a questo emendamento! negli ultimi giorni ho girato 4 uffici comunali e tutti e quattro mi hanno dato versioni diverse sul D.M. 40/010. Ho 35 anni e sono solo 10 anni che faccio il professionista, dopo aver fatto il praticantato e lavoro dipendente in un'impresa di costruzioni, ma non so se ce la farò ad andare avanti così fino alla pensioni ovvero altri 30 anni!

Paolo

non ho capito: "Per le manutenzioni straordinarie, la comunicazione dovrà essere accompagnata, oltre che dalle eventuali autorizzazioni obbligatorie e dai dati identificativi dell’impresa, anche da una relazione tecnica corredata dagli elaborati progettuali e firmata da un tecnico abilitato, il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo" Che differenze ci sono con la DIA? Che vuol dire? Il committente deve far fare un progetto ad un tecnico abilitato il quale bla bla... E non era la DIA? Che vuol dire che il tecnico non deve avere rapporti di dipendenza con il committente? Che gli deve fare il progetto gratis? Io non capisco!

marco 19

se io effettuo la comunicazione e non allego gli elaborati..cosa succede?mi prendo una multa da 258 euro ma non rientro in un abuso?se pago la sanzione anche in caso venga considerato abuso,che non credo perchè comunque ho effettuato attività edilizia libera,automaticamente sano l'abuso e devo solo provvedere al nuovo accatastamento..mi piacerebbe sapere cosa ne pensate..

FEDERARCHITETTI

MI DISPIACE, CARO PIPPO, CHE TU NON ABBIA CAPITO IL SENSO DI QUANTO SCRITTO E FATTO, E, SOPRATTUTTO MI DISPIACE CHE TU CI ABBIA OFFESO IN MANIERA DEL TUTTO GRATUITAB E UN PO' VOLGARE,E, TRA L'ALTRO, TI RICORDO ANCORA CHE L'AZIONE SINDACALE SVOLTA E' STAT PORTATA AVANTI PER LA SALVAGUARDIA DELLA PUBBLICA INCOLUMITA'. TI FACCIO ANCHE OSSERVARE CHE TRA I "MARCHETTARI" DOVRESTI COMPRENDERE AANCHE INGEGNERI, GEOMETRI E PERITI EDILI. MI FAREBBE COMUNQUE PIACERE PARLARNE A VOCE E QUINDI SE VUOI VAI SUL NOSTRO SITO (WWW.FEDERARCHITETTIROMA.IT) DOVE TROVERAI I NOSTRI NUMERI DI TELEFONO, OPURE SCRIVICI a info@federarchitettiroma.it. SE SEI DI ROMA POSSO ANCHE PARLARNE DAVANTI AD UNA TAZZINA DI CAFFE'. OFFRO IO NATURALMENTE. IL PRESODENTE

marco 19

la presa in giro continua.è un passo indietro rispetto alla precedente poichè sembra che anche nelle regioni dove prima si potevano accettare lavori senza dia adesso si debba ricorrere a un tecnico.una bella e buona presa in giro..i piccoli lavori abusivi continueranno ma l'importante è salvaguardare gli interessi degli iscritti ai vari albi..

ArkDL

1- Troppo spesso la burocrazia, e l'insopportabile incertezza interpretativa delle norme, costringe noi tecnici a svolgere attività inutili che sviliscono la professione e nel contempo rappresentano un onere insopportabile per il nostro Cliente che, per questa ragione, ci vede come parassiti; 2- L'eliminazione di inutili adempimenti burocratici e la definizione di regole certe, permetterebbe a noi professionisti di dedicare il nostro tempo all'aggiornamento, a vantaggio della qualità del nostro lavoro, della nostra dignità e quindi della soddisfazione dei nostri Clienti; 3- Per contro un'eccessiva liberalizzazione dell'edilizia nel nostro Paese, metterebbe inesorabilmente a repentaglio la sicurezza di molti edifici e l'immagine del nostro territorio; Una soluzione capace di coniugare tutte le problematiche in campo richieda tempi e modalità ben definiti, quali : - Un'Indagine conoscitiva su ogni fabbricato capace di individuare le potenziali vulnerabilità dello stesso e tracciare un programma degli interventi consigliabili; tale "radiografia" da effettaursi una tantum e da aggiornarsi in occasione di interventi significativii, pur imponendo il costo della stessa, compensato dalla eliminazione di inutili spese tecniche-burocratiche e da auspicabili benefici fiscali, potrebbe dare corso ad un'edilizia libera priva di rischi per gli Utenti e per l'intera Comunità; - Dotare gli Strumenti urbanistici dei Comuni (come in altri paesi europei ) di un abaco degli interventi realizzabili, dotato di modalità realizzative e particolari architettonici, ai quali i proprietari, in funzione dello studio preliminare effettuato, potranno attingere per la loro attività di edilizia libera; attività che dovrà essere comunque svolta da Ditte regolarmente censite, garanti dello stesso intervento. In estrema sintesi credo che i nostri legislatori, per l'ennesima volta, abbiano messo "il carro davanti i buoi", poi, accorti dell'errore, l'abbiano messo di fianco :-). ArkDL

Enzo

I secondi, ricattabili in continuazione da uno stato padrone, se sanno crearsi giuste alleanze e collusioni, possono fare immense fortune saltando qua-e-la attraverso spregiudicate operazioni commerciali o professionali. Tutto questo sempre e comunque sotto "osservazione" di qualcuno che al momento "giusto" o quando "pesti i piedi" ti fa saltare. HO finito! Forse non mi sono spiegato bene: usate un po' di fantasia... forse ci ritroviamo.... BUON MAGGIO A TUTTI.

Enzo

Scusate se mi sono allargato un po troppo e vado "fuori tema" ma prendo spunto da questo ultimo "pateracchio" legislativo per esternare il mio (e di moltri altri come vedo) disagio a una situazione che si fa sempre piu' insostenibile. Ribadisco ancora una volta che non ho nulla contro i seri professionisti che fanno ( la gran parte) il loro lavoro con onesta', competenza e giusti guadagni. Altrettanto rispetto leggi e regolamenti che hanno il sacrosanto compito di regolamentare la nostra societa' dall''assalto di "tutti fanno tutto" mettendo a repentaglio la convivenza civile... DIA. permessi a costruire, PRG, PGT, DURC, ecc (in campo edile) ma anche tutto il resto OK nella forma e sostanza "essenziale"! NON SONO D'ACCORDO sul comportamento della nostra classe politica (e i fatti lo dimostrano) riguardo l'ingerenza asfittica attraverso regolamenti assurdi, imprecisi, incongruenti, non necessari, "macchiavellici", e in definitiva di difficile interpretazione, applicazione, e gestione. Gran parte delle nostre odierne difficolta', a mio parere, derivano proprio da questo. La strumentalizzazione "politica" di leggi, regole, disposizioni, repressioni e controlli su tutto quanto rendendo il mercato "fertile" per gli "aprofittatori" e quantomeno "difficile" per gli onesti e retti cittadini. Oggi la societa' e' "volutamente" divisa in due macrocategorie: gli onesti (maggioranza) e i furbetti: i primi, con molta fatica (rispettando leggi, pagando tasse, e lavorando di lena) mantengono i secondi. I primi, lavorando come matti, difficilmente hanno concrete possibilita' evolutive (dal punto di vista economico) in tempi brevi; possono stare tranquilli in compenso e vivere modestamente tra mille difficolta'.

Tze-Tze

Quando si parla di tecnici, sono molti coloro che ritengono di subire ingiuste imposizioni. Il termine casta è il più ricorrente. Desidero formulare una sola domanda: quanti sono gli individui che farebbero ricorso all'autista del bus per risolvere i propri problemi di salute, senza interpellare un medico?

Marco

Grazie a questa marcia indietro la faro' anche io la marcia indietro..... Lavoro in nero e vai.... Altrimenti con la mia paga da operaio o pago i lavori o pago il tecnico..... Ladri che bella corporazione... Mi sembrava strano che il centrodestra calpestasse gli interessi dei propri elettori

archstefy

vedi, anch'io sono una rispettabile professionista da più di vent'anni, ma forse non hai capito il senso di quello che ho detto - ritengo che il mestiere del tecnico non sia capito in genere dai profani in materia che, anche di fronte ad un progetto complesso e, se vuoi anche di alto spessore tecnico, formale, stilistico ecc ecc. ( che può tranquillamente rientrare nella semplice manutenzione straordinaria a livello burocratico) non riescono a capire lo studio che ci sta dietro al progetto presentato - e erroneamente i profani credono di poter fare tutto da soli.....come in tutte le cose però deve essere il tecnico ad essere onesto nelle parcelle e far pagare il giusto - ma di certo NON è l'aspetto burocratico che determina lo spessore della qualità del lavoro - comunque con queste norme non è cambiato proprio nulla - ci vuole tutta la stessa documentazione della DIA quindi.....

arch ras

grazie a Enzo e Pippo che ci dimostrano con chiarezza che ognuno ha il governo che si merita....

anto

"...a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo." ..forse significa che l'art. 26 della L47/85 viene riesumato? ..forse significa che il tecnico non puo' essere dipendente dell'impresa?..ma che significa "dipendente" che ha un rapporto di lavoro subordinato con l'impresa?..ma se ha partita IVA è lo stesso alle dipendenze se viene da questa pagato? ..forse significa che il tecnico non puo' essere dipendente del committente?ma che significa "dipendente" che ha un rapporto di lavoro subordinato con il committente?..ma se ha partita IVA è lo stesso alle dipendenze se viene da questo pagato?..e poi se io sono proprietario e quindi committente e..disgraziatamente sono architetto ingegnere o geometra..devo per forza dare incarico a terzi per gli adempimenti di legge al fine di non essere "dipendente di me stesso"?..ma....ma che significa "dipendente"? forse che se sono pagato da qualcuno per gli adempimenti richiesti sono suo "dipendente"? ..e quindi non dotato della necessaria autonomia intellettuale e deontologica? ..forse... Poi se io tecnico devo dire agli enti preposti se serve o meno un titolo abilitativo ..a che cosa servono gli enti preposti? ..perchè vengono da noi mantenuti? -...ma scusate vabbeh che dovrà essere discusso ma vogliamo porre attenzione a ciò che viene scritto nei testi normativi? anche perchè poi saremo noi tecnici ad avere a che fare con le "cime eccelse dell'umano comprendere" che si annidano negli uffici tecnici comunali..dove vigono leggi non scritte e se scritte se va bene appartenenti agli anni passati in nome di una qualche circolare o regolamento attuato solo ..ma scherziamo e continuiamo a farlo?

Robby

Credete che, mentre eravamo costretti a riempire moduli, non ci accorgessimo (chiedo conferma ai colleghi Ingegneri) dello spregio alle conoscenze antisismiche quando si realizzavano intere città che sarebbero crollate per un terremotucolo come l'ultimo in Giappone non si alzano nemmeno da tavola? (parole di Bertolaso, ma assicuro che lo sapevamo tutti) Credete che che non ci accorgessimo (chiedo conferma ai colleghi Architetti) delle lottizzazioni sorte per "competenze politiche" su terreni disposti al disseto, mentre bestemmiavamo a fare una crocetta in uno stupido quadratino, pena non avere il permesso, per poi sentirci incolpare di abusivismo anche se la concessione edilizia era stata ottenuta, quando una frana spazzava via un intero paese? Credete (chiedo conferma ai colleghi Geometri) che non ci accorgessimo del disastro che stava avvenendo in catasto ove ora vi sono 4 errori su 5 quando i funzionari ci bocciavano 5- 6 volte una pratica per un dettaglio e dovevamo tornarla a fare come scolaretti che sbagliano il compitino con moduli di decine di pagine per scrivere solo nome e cognome? Credete proprio che ci piacesse tanto? credete che non sapessimo tutti che saremmo arrivati a situazioni insostenibili, ma che non siamo riusciti ad evitare perchè nessuno ci credeva e ci etichettavano da Cassandre? Credete che non fosse difficile anche per noi essere costretti a riempire moduli lunari tutti diversi da comune a comune? Beh benvenuti nel mondo dei vivi, ora quello che non si sopporta più non è altro che quello che abbiamo sopportato da 50 anni, speriamo che qualcuno ora lo sappia risolvere meglio di noi. Cordialmente

Robby

Salve, leggevo i commenti e sinceramente devo ammettere che per certi lavori, il chiodo, nel muro, il cambio della maniglia della porta, ecc. sono inconcepibili procedure "lunari" Ma ho la sensazione che dia per scontato che i tecnici vivano di burocrazia sulle spalle dei cittadini. E' così sbagliato ipotizzare che anche i tenici siano vittime tanto quanto i cittadini di una burocrazia (che non vedo ora semplificarsi) che li ha resi semplici postini? Nessuno pensa che un Ingegnere sarebbe ben felice di dedicarsi all'aspetto, strutturale, un Architetto a quello urbanistico, un geometra al rilievo e direzione lavori senza essere impastoiati solo a riempire moduli? Non credete che anche i tecnici siano vittime della stessa cosa di cui sono accusati e in questi anni non hanno fatto altro che doversi adeguare a ciò che loro stessi criticavano? Chi avrebbe impilato un solo mattone in questi anni se non ci fosse stato qualcuno che dimenticandosi dei propri studi e si sia ridotto a riempire moduli, chi lo avrebbe fatto? credete che fossimo contenti? Credete che non saremmo stati più contenti di essere compensati per le ns competenze piuttosto che 50mila inutili foglietti? (continua)

carlo

che va in televisione e fa scrivere nei giornali proclami come padrone della mia casa, a casa mia faccio quello che voglio, e poi finite le elezioni fa marcia indietro e non cambia nulla anzi si non si chiamerà più dia ma in sostanza è la stessa cosa...ormai sono 1 legislatura e mezzo che fregano gli italiani così ma quando ci svegliamo e gli diamo un calcio in c....

Mauro

Per le manutenzioni straordinarie progetto firmato da un tecnico. La d.i.a. torna ad essere quello che era l'art. 26 della legge n. 47/1985. Venticinque anni fa. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Parlamento affetto da demenza, e senza nemmeno la scusa della senilità.

nilo

(sono architetto) Questo si che è fare politica. Due mesi di cazzate per tornare ad una legge dell'85....ma questi perchè non li pagano con lo stipendio in lire dell'epoca ?...magari cambiano mestiere !

francesco

Ma quelli nn si pagan più o non cambia nulla?

MAX

Anche se l'imbecillità dei nostri governanti non ha limiti aggrappiamoci alla speranza che durante la discussione in Parlamento boccino questa ennesima c...

geog

Vuoi vedere che alla fine della fiera, la responsabilità di tutto questo marasma amministivo, burocratico, legislativo è sempre e soltanto di noi tecnici? Che pretendiamo si facciano le cose con scienza e conoscenza, oltrechè coscienza Adesso la sig.ra Maria può far buttare giù un muro portante da Antonio (il di lei cognato nonchè muratore con secondo lavoro in nero), senza quel rompiballe del geometra che voleva fare il progetto, l'adeguamento statico, il deposito in Comune e la direzione dei lavori. Se la scoprono, 258 euro ed è tutto a posto (tanto cosa ne sanno di quello che ha fatto nello specifico?). Poi viene giù il palazzo e la procura apre un fascicolo sul progettista, il direttore dei lavori, il tecnico comuale che non ha controllato. I media, come al solito, lì pronti a massacrare tutti. Si cercano le responsabilità ovunque e .... alla sig.ra Maria ed il cognato: una bella medaglia per l'ottima interpretazione della legge. Ad maiora.

Antonio

Nei commenti mi è parso di cogliere un certo astio verso la "casta" dei tecnici. Premetto che sono ingegnere civile e che da poco mi sono messo in proprio. La casta dei tecnici non esiste, non abbiamo più le tariffe minime e a volte ci prendiamo responsabilità penali pesantissime per pochi euro. Riguardo a questa legge, faccio presente che nelle ristutturazioni, il committente spesso non riesce a capire nemmeno come è fatta la struttura portante, spostare un muro o aprire una grossa apertura senza un tecnico potrebbe rivelarsi fatale, senza un tecnico a fare da garante la violazione alle norme di sicurezza, strutturali, urbanistiche è dietro l'angolo, anche senza effettiva volontà di dolo da parte di committente o impresa, ma per semplice "ignoranza" riguardo norme e strutture portanti. Non siamo burocrati che campano sulla carta, e che ci venga rinfacciato di essere una casta è quantomeno fuori luogo e assurdo. Conosco idraulici che denunciano 16.000 euro l'anno e hanno la porsche e la villa, e noi saremmo una casta? Ma per favore. Riguardo alla norma in questione, se le multe saranno basse la gente si sentirà in pratica autorizzata a fare tutto in modo abusivo, il che creera a lungo andare un enorme danno al patrimonio edilizio-urbanistico italiano.

Arch.Giuseppe

Siamo sempre alle solite... Tutto cambia per non cambiare Nulla... E gli Avvocati che se la ridono alla grande... Controversie su controversie... Il Proprietario contro il Tecnico; il Tecnico contro l'Idraulico; L'Idraulico contro il Vicino di casa... E l'Avvocato se la ride alla grande... perchè tutti prima o poi si trasferirà nel Suo studio perchè e li che si recheranno per sciogliere o complicare tali insani dubbi (pagando parcelle ben più alte e costose). Chi opera nelle Regioni a Statuto Speciale dovrà disattendere tale norma? Certamente!!!! E non sarà disobbedienza ma solo rispetto delle Leggi e degli Statuti che un DL non potrà "mai" modificare. Del resto non è novità: i Parlamentari godono dell'Immunità... Anche per questi indiretti danni... "procurato allarme" - "speculazione sulla credulità popolare". UN CALDO E SOLEGGIATO SALUTO DAL SUD.

Fabrizio

Ci si accontenta di poco. Delle briciole.

arch_stev

Le ns leggi sono demagogiche e confuse: riflettono l'opportunismo di una classe politica che "tira a campare" senza altro progetto per il futuro, se non quello di mantenersi incollato alla poltrona. In questo caso è evidente il "cerchiobottismo": da una parte si vorrebbe "semplificare" in un campo delicato, come l'edilizia. D'altra parte non si vuole scontentare la casta dei tecnici, che campano in buona parte su procedure meramente burocratiche, che non danno alcun valore aggiunto al cittadino. In tutto questo tira e molla la LEGALITA' effettiva delle costruzioni non è certo l'obiettivo delle varie parti interessate (politici, tecnici, cittadini,ecc.). Abbiamo quello che ci meritiamo...

Enzo

Credo che il commento sia rivolto a me. Premetto che sono un "tecnico" molto qualificato e che rispetto i miei colleghi nel lavoro e nella professionalita'. Non ho remore contro chichessia: purche' facciano il loro lavoro con competenza e un minimo di impegno e "fatica". Ho invece riserve contro uno stato troppo ingerente che, per motivi politici, non cero tecnici o di necessita', continua a legiferare creando obblighi assurdi per accontentare categorie di professionisti e lievitare i costi. Esempio pratico e' il "chiodo nel muro". Che senso ha dover rivolgersi a un professionista per il progetto, l'esecuzione, la certificazione, l'iter autorizzativo ecc, quando l'oggetto autorizzativo e' banale e rientra o dovrebbe nella responabilita' privata del proprietario. D'accordo: c'e' sempre un "rischio"; che cada il muro (se questo e' instabile) che mi dia una martellata sul dito, che usi per il lavoro un "povero Cristo" ecc. Altrettanto daccordo che se per legge, devo presentare un progetto che implica lavoro, (disegno tecnico), responsabilita', e in definitiva perdita di tempo per il professionista, debba essere adeguatamente riconosciuto!. Io pero', da professionista serio, mi sentirei "umiliato" se fossi costretto a campare unicamente facendo progetti per piantare il chiodo nel muro. Cercherei di non fare simili "lavoretti" ma mi "sbatterei" per fare lavori "di spessore" dove la mia bravura, fatica, impegno e professionalita' possano esprimersi al massimo delle personali pontenzialita'. Capito mi hai..... senza rancore! Libere e rispettose considerazioni!

Ivan arch.

leggevo con curiosità questi commenti, sarebbe meglio tenersi per se certi inutili discorsi...MA: cercavo un "QUALSIASI idraulico incapace" che vada in miniera x aprire il famoso rubinetto!

archi_peo

ancora una volta i nostri politiic si sono dimostrati dei veri incompetenti ed inconcludenti. non cambia nulla a parte la ridicola multa; ai committenti conviene sicuramente non chiamare un tecnico per la comunicazione dei lavori.

geog

Letto l'emendamento mi viene da chiedere: ma ci voleva tanto a riprendere il testo del vecchio art. 26 della 47/85 (le famose opere interne), modificarne alcuni termini non più in uso (concessione edilizia ed autorizzazione) e reintrodurlo pari pari (commi 1 e 2). Almeno c'era la certezza applicativa: le sole opere interne. Perchè la manutenzione straordinaria riguardante "l'esterno" dell'edificio è ben altra cosa (direzione lavori, sicurezza, occupazione suolo pubbico, pareri di enti terzi, ecc.) e non può essere esemplificata per 258 euro. della serie: tantoiltecnicoacheservesoloarubarmiisoldiefareduepezzidicarta??

archstefy

mi chiedo :" ma perchè tutti quelli che non fanno il mestiere di tecnico (geometra o architetto o ingegnere ) denigrano tanto quel mestiere? sembra che tutti siano capaci di fare un mestiere che semplice non è perchè necessita di ampie conoscenze tecniche, estetiche,legali ecc... e che richiede anche responsabilità penali. Perchè le persone non si fanno venire dei dubbi sulle loro conoscenze tecniche e su tutto quello che si DEVE fare per un lavoro fatto con cognizione ? Hai ragione arch Filo torneranno per forza. è chiaro che ad ogni lavoro si deve attribuire una parcella adeguata ma le persone, vedendo solo il "disegnino" non capiscono quanto lavoro ci stia dietro....

Enzo

BRAVI FEDERARCHITETTI! Dopo tanti anni di studi e sacrifici, avete bisogno della tetta di mamma-stato per campare: comodo guadagnare facendo progetti "obbligatori" per piantare un chiodo nel muro! Io, idraulico incapace, mi battero' affinche' venga emanata una legge che obblighera' chiunque ad essere assistito da un idraulico ogni qualvolta occorra aprire un rubinetto. Il professionista che non e' in grado di procurarsi un lavoro serio e qualificato DA SOLO e' meglio che cambi mestiere: le miniere ci sono ancora! Con rispetto per tutti.

Pippo

Bravi federarchitetti proprio un merito di cui vantarsi . Continuare con le scartoffie amministrative al solo scopo di continuare Voi Architetti a fare "marchette" come si dice in gergo , visto che voi architetti oggigiorno campate soltanto con le scartoffie amministrative inutili .

Sir Ace

Chi ha citato la fruttivendola secondo il mio modesto parere, va totalmente fuori obiettivo nella critica. Io sono emigrato da un anno ma guardo ancora con orrore all'evoluzione italiana. Ricordo bene cosa diceva "la fruttivendola" quando gli si prospettava di dover fare la DIA per spostare tramezzi e simili. Già allora, guardandoti con occhi da pazza, diceva che "non ci vuole nulla a fare 4 disegni che costano pure cari, se me li chiedono, glieli farò io con la multa". Metà delle persone che conosco hanno sempre fatto tutto in abuso. A Roma, non a Casoria. E d'altronde Via di Vigna Iacobini è a Roma... Con la multa a 285 euro nessuno vorrà più fare una cosa inutile come la comunicazione straordinaria. Qui si da per scontato che la maggior parte dei clienti sia interessata a fare i lavori in regola. La quasi totalità dei clienti è interessata solo a 2 cose: tempi immediati e costo zero (possibilmente senza tecnici fra i piedi). Con la nuova legge (anche emendata) avranno entrambe con il solo rischio (praticamente nullo) di una multina da 285 euro, che se passiamo con il rosso a piedi è sicuramente più salata... L'unica salvezza per la sicurezza degli edifici in Italia sarebbe quella di reintrodurre obbligatoriamente in tutta italia un serio fascicolo del fabbricato. E aggiornarlo con le comunicazioni di modifiche...ma mi sembra troppo illuminata come proposta per essere applicata nel "bel paese"... Addio a tutti.

tipo

Leggo che la comunicazione dovra' essere accompagnata da "relazione tecnica corredata dagli elaborati progettuali e firmata da un tecnico abilitato" questo si chiama Dia ed esiste gia' . Siamo nelle mani di una banda di buffoni incapaci .

arch rm

hai perfettamente ragione... la multa e' molto piu bassa del costo di un tecnico... quindi che senso ha comunicare i lavori???poi un altra cosa.... tra prima e adesso ,che cambia oltre il nome e non aspettare piu 30 giorni?? a me sembra crei solo piu confusione anche perche gia da ora neanche alcuni municipi sanno come comportarsi!!

Palmer.arch

Mi domando come sia possibile superare le leggi regionali in una materia che la Costituzione demanda esclusivamente alle Regioni; siamo veramente alla repubblica delle banane. Ora rimane da vedere come reagiranno le Regioni e, sopratutto, i Comuni. La confusione sarà ancora più profonda ... E mi rimane da capire dove starebbe tutta sta differenza con la DIA.

Robby

Salve Mi associo a chi ha espresso il dubbio che non sia cambiato nulla (almeno con riferimento a quanto si legge nell'articolo) se non il termine di attesa che penso fosse ragionevole salvaguardia in caso di errori o imperfezioni. Il concetto originario a quanto mi risulta fu la semplificazione di procedure garantite dagli elaborati progettuali e asseverazione firmata da un tecnico abilitato (oltretutto nella sua idea originaria era un provvedimento facoltativo e non un istituto obbligatorio come poi tramutatosi) La soppressione dell'attesa penso possa causare inconvenienti. in caso di errori (che non sono così remoti, in un intreccio di norme come quelle edilizie) non resterebbe altro che la rimozione di eventuali lavori eseguiti nel periodo tra la presentazione della DIA e la verifica comunale, e la denuncia alla procura per illecito, cosa che si sarebbe potuta evitare appunto col periodo di attesa, nel quale il comune potrebbe bloccare l'inizio delle attività. Il fatto che si veda come novità una simile disposizione, mi fa sorgere il dubbio che si faccia riferimento ad una complicazione tutta burocratica che via via ha creato una prassi che ha allontanato il procedimento di DIA dal suo significato originario. Ammettendo per un attimo queste ipotesi, cosa impedirebbe che torni a succedere la stessa cosa? Non sarebbe meglio incidere sulla semplificazione di norme e procedure dando più efficacia alle verifiche, piuttosto che risolvere il problema con una certificazione che in caso dubbi interpretativi (e non sono così remoti viste le leggi edilizie) metterebbe il redattore coscienzioso in forte imbarazzo e semplificherebbe la vita solo agli spregiudicati? In fin dei conti non siamo qui a stabilire chi è bravo oppure no ma piuttosto che lo opere vengano eseguite bene. Cordialmente

roberto

Questa volta mi pare che la norma scritta sia giustissima, si responsabilizzano i tecnici che dovranno attestare la conformità dei lavori, si tagliano i tempi burocratici e le amministrazioni potranno comunque verificare i lavori. Un solo dubbio il DURC non pare sia da allegare e questo non lo trovo giusto.

archipeppe

Certo che questa distinzione filolologica su costrizione e obbligo lascia il tempo che trova! Qui destra e sinistra non c'entra... ...c'entra invece che questo governo, e non un altro, aveva fatto una deregulation assurda, da repubblica delle banane e ora grazie a tutte le pressioni avute, tra cui anche Federarchitetti, si è reso conto (almeno spero!) della caz.....a che aveva fatto e ha cercato in qualche modo di rimediare. Ma nonostante tutto, resta a parer mio, una cosa fatta alla meno peggio! cmq sempre meglio di prima, che i tecnici erano completamente estromessi! buon lavoro!

arch Filo

cari Colleghi. adesso va bene....chi fa i lavori senza un tecnico..si arrangia.....se sbaglia (e sicuramente chi non si affida ad un tecnico sbaglia a mettere le mani sulle trasformazioni edili )..carissimi ...poi subentra non solo la multa...ma anche la responsabilità penale per chi crede di diventare un costruttore la mattina e poi smette la sera!!!!!!!!!..........di cosa avete paura colleghi miei?...la fruttivendola...ci chiamerà eccome...altrimenti se succede qualcosa per aver abbattuto un muro..saranno cavoli amari suoi..........Il Centrodestra fa le norme per darti un obbligo e non una costrizione....La sinistra ha sempre fatto norme per costringerci ....e... cari colleghi io sono contraria ai sindacati ma la Federarchitetti, questa volta , ha avuto la mentalità più aperta..e ringrazio...va bene così.

archipeppe

sembrerebbe, almeno in parte, una marciaindietro del governo! ma mi chiedo... a parte la multa, che è ridicola, e l'abolizione dei 30 gg di attesa, cosa cambia rispetto al TU originario??? tutto sto casino...avrebbero potuto risparmiarselo con una semplice modifica che escludesse i 30 gg di attesa, adesso le cose nonostante i chiarimenti restano sempre raffazzonate! e il rischio che non si chiami un tecnico c'è sempre, tanto la multa è una bazzecola!

federarchitetti roma

l'emendamento al ddl ha raccolto in pieno le nostre preoccupazioni e, in buona parte parte, ricalca pari pari la nostra proposta di emendamento sulla quale ci siamo più volte confrontati con i responsabili dell'Ufficio legislativo del Ministero, in particolare per quanto riguarda l'obbligo di accompagnare la comunicazione al comune com una relazione tecnica corredata dagli elaborati progettuali e firmata da un tecnico abilitato, il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente . Immagino che tanti non condivideranno, ma abbiamo fatto questa proposta (vedi www.federarchitettiroma.it), e ne rivendichiamo a pieno titolo il merito, nell'interesse della pubblica incolumità, salvaguardando anche il ruolo (e il lavoro) di oltre mezzo milione di professionisti (tutti elettori e tutti contribuenti). Siamo stati più efficaci e incisivi degli Ordini professinali e dei Consigli Nazionali. Ne siamo sinceramente orgogliosi. Questo è quello che dovrebbe fare un sindacato, questo è quello che ha fatto FEDERARCHITETTI

ark. Pippo

cambia che invece di dia si chiamerà comunicazione, solo che se il committente non comunica nulla viene multato di 285 euro, art. 5 comma 6, molto di meno del costo di un tecnico. E quindi????

marco

in sostanza cadono per alcuni internventi di Manutenzione straordinaria i 30 gg di attesa per silenzio assenso. come era una volta l'art.26 della L. 47/85

AGOSTINO DI MAIO

Mi sapete dire cosa c'è di diverso tra questo emendamento e la 380/01? Forse non bisognera' piu' attendere i 30 giorni per dare inizio ai lavori...! Se fossero piu' chiari sarebbe meglio per tutti

geom. simone

dopo numerose balle, finalmente siamo arrivati alla conclusione, le tre figure committente ditta e tecnico devono necesariamente essere presenti. ci voleva tanto?

jos611

"" Per le manutenzioni straordinarie, la comunicazione dovrà essere accompagnata, oltre che dalle eventuali autorizzazioni obbligatorie, dai dati identificativi dell’impresa e da una relazione tecnica corredata dagli elaborati progettuali e firmata da un tecnico abilitato"" Bene l'emendamento, che fa un minimo di chiarezza. Tuttavia, come il virgolettato dimostra, e come già in fase di emanazione avevo sottolineato... alla fin fine si semplificano sì e no 3 0 4 lavoretti e, per la Manutenzione Straordinaria vera e propria, non cambia un accidenti di nulla. ...se è l'inizio, va bene così; ma se questo è tutto, à ben poca cosa.

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