Pavimentazioni drenanti

Professioni, il ministro Alfano: ‘faremo la riforma’

Garantire qualità delle prestazioni e prestigio per i professionisti. Gli Ordini ribadiscono la necessità di tornare alle tariffe minime

vedi aggiornamento del 12/07/2011
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16/04/2010 - Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha assicurato che la riforma delle professioni si farà. “Ora ci siamo noi e la riforma la faremo” ha detto ieri al termine dell’incontro con i vertici di 25 Ordini professionali.

“Dobbiamo riuscire - ha spiegato il Guardasigilli - a fare la riforma mettendo al centro il cittadino, garantendo un’alta qualità delle prestazioni rese dai professionisti, tariffe chiare e trasparenti che non siano un labirinto ma un rettilineo e, allo stesso tempo, assicurando ai professionisti la dignità e il prestigio che derivano dal loro essere laureati che hanno superato un esame di Stato”.   Come annunciato nei giorni scorsi, oggi è stato costituito un gruppo di lavoro per la formulazione di uno Statuto delle libere professioni.

L’obiettivo principale è lo snellimento degli ordinamenti per un’impostazione più rispondente alle moderne esigenze di ambiti professionali proiettati ormai in uno scenario internazionale. Alfano ha ricordato che la riforma delle professioni è attesa da decenni, ma si è detto fiducioso che il lavoro iniziato oggi porterà a una riforma che incentiverà la ripresa economica del Paese.

Massimo Gallione, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ha invitato a puntare sulla formazione e sui giovani. Al Ministro della Giustizia gli Ordini hanno chiesto che i professionisti possano costituirsi in società multidisciplinari, anche per fruire degli strumenti normativi  e fiscali riservati alle imprese. Gallione ha confermato poi il ruolo di sussidiarietà dell’architetto nei confronti della Pubblica Amministrazione che, di fatto, ‘alleggerisce’ le strutture pubbliche di numerosi interventi  soprattutto nel campo dell’edilizia.

Sulle tariffe minime Gallione ha ribadito l’esigenza di ripristinarle al più presto per i lavori pubblici, “nel rispetto dei principi di equa competitività e tenendo conto anche dei costi effettivi, poiché la politica del massimo ribasso sta ampiamente dimostrando le conseguenze drammatiche della sua applicazione, in relazione ad una evidente diminuzione della qualità di progetti ed opere realizzate.”

Piena soddisfazione per l’esito dell’incontro con il Ministro Alfano è stata espressa da Gianni Rolando, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Secondo Rolando occorre partire mettendo mano a due aspetti rilevanti: il controllo deontologico e l’aggiornamento per garantire che gli ingegneri possano sempre fornire prestazioni di alto livello qualitativo.   Sulla questione delle tariffe, il Presidente del CNI ha evidenziato come il fallimento del decreto Bersani sia stato provato dai fatti, visto che “non si è avuto un allargamento del mercato e quindi l’ampliamento della scelta per gli utenti, ma è seguita una lotta selvaggia con ribassi anche del 90%, 95%. Per questo il CNI riafferma la necessità di annullare il decreto Bersani e di procedere ad una riforma delle professioni dinamica con modalità snelle di gestione e un’ampia tutela per i cittadini, nel rispetto della dignità professionale e tariffe chiare.

Soddisfatto per l’impianto della riforma il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro Antonio De Paola, che ha detto: “ricalca esattamente le aspettative, più volte espresse dalle rappresentanze del mio ordine, di un ammodernamento delle norme tale da garantire prestazioni professionali all’insegna della qualità e tutelare gli interessi dei cittadini”. In questo senso - secondo De Paola - sono da evidenziare le norme contenute nella proposta che rafforzano il sistema della formazione e dell’aggiornamento continuo (i geologi hanno introdotto l’obbligo di formazione e aggiornamento continuo professionale già 3 anni fa).   All’incontro erano presenti anche i vertici dei Consigli Nazionali di: Geometri, Agronomi e Forestali, Agrotecnici e Agrotecnici Laureati, Periti Industriali e Periti Agrari.

“Uno schiaffo alle nuove generazioni.” Così il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha commentato la riforma delle professioni annunciata dal Ministro Alfano, aggiungendo che, se le ipotesi finora circolate saranno confermate, “la maggioranza si dovrà aspettare tutta la nostra opposizione”.
  Il responsabile Economia e Lavoro del PD, Stefano Fassina, e il presidente del Forum Giustizia, Andrea Orlando, hanno annunciato che il PD presenterà una proposta di legge-quadro di riforma delle professioni, sulla base del testo Bersani-Mastella presentato dal governo Prodi la scorsa legislatura, a seguito di una consultazione con tutti gli ordini, le categorie, le associazioni e le organizzazioni sindacali (leggi tutto). “Si tratta di una legge di principi - hanno detto Fassina e Orlando - e per affrontare in chiave di modernizzazione temi cruciali”, tra cui il raccordo con l’istruzione universitaria, l’accesso alla professione senza numero chiuso, il tirocinio remunerato. Un’apposita riunione di coordinamento con i gruppi parlamentari è stata già convocata per la prossima settimana.
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Altri Commenti

Valeria

Scusate, ho una domanda importante. mi fu detto tempo fa, da un collega che aveva avuto un problema legislativo con il suo ordine (lui ha portato in Tribunale questo) che le quote associative non sono obbligatorie. C'è qualcuno che sa meglio riguardo questa cosa? Io personalmente vivo all'estero da anni, esercito qui il lavoro da dipendente e mi ritrovo a pagare semplicemente nel caso un giorno abbia tempo di fare un concorso. Mi aiutate a venirne a capo? il mio ordine mi fa penare persino per ricevere delle informazioni basilari.

GIAMPIERO

Se non ci saranno tariffe minime, poichè chi ha il "portafoglo" decide ciò che vuole, ci saranno sempre schiere di "professionisti" FIRMAIOLI per poter vivere, Lasciamo stare poi gli ESPERTI del ministero che fanno i vari D.M. e relative N.T.C. e Circolari Esplicative.L 'ultimo D.M. è di 955 pg.!!!!! ( con dentro molte cazzate).Serietà,controlli e ordini che funzionino!.

francesco

Daccordo sulle tariffe minime sia per i privati che per il pubblico, ciò è garanzia di qualità. Non ho mai in questi anni visto il nesso tra abolizione tariffe (Bersani) e maggiore lavoro per i giovani, non c'è relazione tra abolizione tariffe e incarichi dei politici ai soliti professionisti. E' evidente che Bersani partorendo quella legge non si è posto minimamente il problema che si tratta di prestazione intellettuale e quindi retribuità per il giusto valore aggiunto che produce, e prestazione di impresa che è tutta un'altra storia. Però voglio ricordare ai tanti colleghi che partecipano a questo spazio, che Bersani fa parte di quella generazione nostalgica che agli esami universitari, (alla faccia della qualità professionale) in molte facoltà come architettura diversi giovani figli del 68' reclamavano il 18 politico. Questi sono i risultati dei giorni nostri.

Arch. Penazzi Silvia

Vedo che siamo tutti d'accordo sul fatto di ripristinare i minimi tariffari!!!... come al solito i ns politici spendono un sacco di soldi per realizzare cose che non servono a nessuno!! ma perchè non chiedere prima agli ordini degli architetti e ingegneri prima di abolire le tariffe minime?!?... io personalmente avrei risposto loro che sarebbe stato uno sfacelo per tutti i professionisti!... e infatti è successo così!!! Siamo tutti professionisti che lavorano a prezzi assurdi e ridicoli... sempre a lottare al ribasso e poche gratificazioni economiche adeguate!!!... non è possibile essersi impegnati per tanti anni, aver fatto tanti sacrifici per ottenere una laurea che alla fine ti fa guadagnare cosa?!? giusto coprire le spese dello studio!!!... VOGLIAMO IL RIPRISTINO DEI MINIMI TARIFFARI!!!

Antonio

Condivido quanto detto da "tricks: i costi scaricati sui professinisti!!" Dovremmo fare pagare tali costi ai parlamentari incapaci .... però pure loro avrebbero una scusa: dierebbero di essere eletti dal popolo, popolo di cuicci e che quindi paghi il popolo.

tricks

Le tariffe vanno ripristinate, e di corsa: chi pensa che siano una roba protezionista per un mercato chiuso di privilegiati non ha capito niente: io sono ingegnere strutturista. Negli ultimi sette anni è stat cambiata almeno cinquevolte la normativa tecnica (famigerata ordinanza berlusca 3274, poi la 3341, poi il testo unico del 14.9.2005, poi il DM 2008, poi le correzioni in corsa e la circolare etc.): Ogni volta ho dovuto seguire (=OPAGARMI) corsi di aggiornamento professionale, ho dovuto aggiornare i miei softawares (=PAGARMI NUOVO SOFTWARE), impiegare un mucchio di tempo per studiare i nuovi metodi e procedure, (ovvero sostenere un COSTO), ed altrettanto hanno dovuto fare i miei collaboratori (quindi ho sostenuto un altro COSTO). e' vero che l'aggiornamento professionale è un dovere del professionista, ma non in questi termini: la norma di solito cambia ogni dieci ANNI, non ogni dieci MESI. A noi chi ci ripaga di tutti questi costi? del software buttato nel cesso dopo pochi mesi? pensano forse i sapientoni che tuonano contro le tariffe che le softwarehouse regalino i lori prodotti "soltanto2 perché la bnorma cambia ogni dieci mesi? E qualcuno sa che la mole di lavoro cui ci obbligano le nuove norme è circa i triplo di quello che si faceva prima? e che senza software non si calcola più nemmeno un'architrave d'acciaio? la tariffa non solo andrebbe ripristinata, ma anche adeguatamente AGGIORNATA ed aumentata per tenere conto degli obblighi in più che sono stati scaricati gratuitamente sulle spalle di professionisti ... e sto parlando di professionisti seri, che lavorano e lo fanno bene, nel rispetto delle regole, professionisti che esistono e che da QUESTA SITUAZIONE SONO PENALIZZATI ASSAI PIù DEI CIALTRONI, CHE INVECE COSì PROSPERANO!!!

rochester

Non è vero che la maggior parte degli ingegneri e architetti lavora da dipendente negli enti o altrove e POI fa la libera professiore ... La maggior parte, soprattutto degli under 40, lavora come "consulente2 ovvero partita IVa da finto professionista per gli studi grandi e medi: apparentemente libero professionista, in pratica dipendenti di fatto, ma senza i diritti dei dipendenti. e i grandi studi li "volano" appena il fatturato si contrae del 10% ... figurati se devono fare ribassi del 905 per prendere lavori. I piccoli i lavori pubblici neanche li vedono da lontano: se ho curriculum per un lavioro da 20000 euro, cosa faccio, lo prendo a 4000? ci vogliono tariffe minime inderogabili per lavori SIa pubblici SIa privati e l'obbligo di fare tutte le gare di appalto di progettazione col criterio dell'offerto più vantaggiosa, non con il prezzo più basso. e abolire gli appalti integrati, che sono una vergogna pazzesca, dove i professionisti lavorano per l'impresa, ciò NON progettano ma lavorano per il CONTABILE dell'impresa...

mario

certo!: prima di tutto ci vuole sempre il massimo livello di professionalità per poter parlare di difendere ua professione. Detto ciò ogni professione deve potersi formare senza gli invalicabili muri dei monopoli. Non ultimo ocorre che il Ministero dell'Economia vigili seriamente sul lavoro nero dei tecnici dipendenti pubblici, in concorrenza con quello professionale delle partite IVA. Infine occorre osservare la meritocrazia, sia quella delle capacità professionali effettivge che quella "sociale": il consto di una laurea e del suo esame di Styato e del suo avviamento è pesato soltanto sullo studente o sulla sua famiglia e pertanto deve pesare inderogabilmente sulle tariffe da applicare, altrimenti si genera un'insanabile ingiustizia sociale anche li. Io penso che questi siano i punti da osservare rigorosamente.

Andrea

http://www.cndcec.it/PORTAL/home/jsp/primopiano_dettaglio.jsp?pp=s&cndct=0000005630&cndcp=0000000462 Incredibile !!! In un momento molto delicato, in cui si discute della riforma delle professioni loro si preoccupano di rafforzare la governance delle imprese. Non che ciò non sia importante, ma il fatto è che se ne fregano della riforma delle professioni. Alla faccia dei giovani.

Antonio

Ovviamente in termini professionali. Ma tant'è. Il pallino oggi in edilizia (ma il ragionamento vale anche per gli altri ambiti professionali), cioè il potere economico e quindi decisionale, ce l'ha la grande impresa di costruzioni, la media impresa ed il rivenditore edile. In sostanza, nell'intero ciclo economico il professionista è relegato in un angolo, insieme al "povero" subappaltatore. Ovviamente una delle cause è la quasi totale assenza di regole. Ma c'è di più, poiché per esempio a livello di materiali sta assumendo sempre più potere il produttore di materiali, con le sue specifiche tecniche. E con lui anche il rivenditore, sia esso grossista oppure dettagliante.

ingegnere

Le forme di regolazione dei compensi possono essere tante, ad esempio quelle ipotizzate dall'intervento di ale, ma la tariffa libera è accettabile solo in caso di mercato libero. Ma il mercato non è libero in italia per due motivi principali: la gran parte degli ingegneri ha gia uno stipendio pubblico e spesso un incarico pubblico in conflitto di interesse e, secondo, per la pervasività della politica nell'assegnazione degli incarichi pubblici. Quindi prima rendiamo libero il mecato e poi,se decidiamo che questo è il sistema migliore, liberalizziamo la tariffa. Osserviamo anche quando la tariffa era in vigore, di fatto essa costituiva solo un utile riferimanto ma nei fatti esisteva un prezzo di mercato. Per gli appalti pubblici invece essa era applicata. La liberalizzazione non ha inciso sul marcato privato ma solo sugli appalti pubblici. Ripristinare la tariffa, senza stabilire regole per il mercato servirà solo a garantire i compensi nel settore pubblico. Si vuole inoltre portare a conoscenza dei "liberalizzatori" che l'igresso alla professione di ingegnere è del tutto libero, in quanto non è previsto nessun tirocinio, e fino ad ora l'esame di stato non ha di fatto costituito un collo di bottiglia come avvenuto per esempio per gli avvocati. E' imporante considerare nella discuzzione, che a causa delle citate distorsioni del mercato (eccesso di offerta dovuto alla presenza sul mercato di professionisti che hanno gia un alro impiego e, aggiungo, una scarso assorbimento degli ingegneri di una industria più sensibile al costo della manodopera che all'innovazione), le tariffe sono bassissime, ai limiti della sussistenza, col risultato che gli studi professionali non riescono a strutturarsi. Questo oltre ad abbassare la qualità sta depauperando una risorsa, quella della ingegneria italiana. Ma questo non è percepito ne dalla gente comune, tantomeno, più grave, dalla classe dirigente del paese.

salvatore

Sull'argomento ci sarebbe da spendere una enciclopedia di parole! Io sono un giovane ingegnere civile strutturista, laureato con 110/110 in 6 anni, che da circa un anno ha avviato uno studio per conto proprio! Ritengo sia indispensabile un ritorno alla tariffa minima tramite questa riforma, in quanto attualmente siamo di fronte alla più alta manifestazione dell'indisciplina professionale. Se prima si riusciva a fare qualcosa nei lavori privati, oggi è peggio che per i lavori pubblici di ieri! Professionisti che pur di accaparrarsi il lavoro vanno a perderci, manifestano tutta la loro indisciplina dovendo far ritornare i conti in tasca, con l'amara conseguenza del committente, che non comprende più nulla di fronte quel preventivo da quattro soldi. Io dico che è giustissimo e fondamentale ripristinare la tariffa minima per dare la possibilità a chi ha davvero delle qualità di mettersi in campo, a disposizione della colletività, per essere guidata in maniera corretta e leale! Da questo sicuramente ne scaturisce il prestigio del professionista, che ancor prima di essere professionista è una persona con una dignità che si mette a disposizione degli altri con le responsabilità che ne derivano! ATTENZIONE! LA RESPONSABILITA' SI PAGA

Sergio De Prisco

Il mercato decide il prezzo di una prestazione professionale. Se, come dice Alfano, è vero (e sottolineo se) che si sono visti ribassi anche del 90 - 95% delle tariffe vuol dire che tanto valgono le prestazioni erogate. I professionisti dovrebbero ribellarsi ad un ordine che li ha ridotti a burocrati passacarte, come ha già fatto con i medici di famiglia e come tenta di fare con tutti coloro con cui entra in contatto. Ingegneri ed architetti tornino a progettare cupole e ponti e la piantino di presentare DIA e compilare carta straccia. ...ovviamente quelli che ne sono capaci.

Alessio

... di sicuro. Su questo non ci sono molti dubbi. Oggi con la globalizzazione e l'europeizzazione più di un tempo il mercato decide il prezzo di una prestazione e, ancora di più, la ragione di esistere di un professionista. Ma in contesto di regole uniforme e rispettato da tutti. E qui casca l'asino, perché in Italia le regole non ci sono più. Siamo in anarchia, politica ed economica. Che fare allora ? Si può vivere e prosperare senza professionisti ? No, anche perché i mega fallimenti causati dalle grandi società di revisione americane dimostrano che la figura del professionista indipendente, o quasi, non è sostituibile. La mia proposta, in conclusione, è quella di una tariffa trasparente e comprensibile, ma ancor prima di una rivalutazione della figura e del prestigio del professionista salvaguardando la sua capacità di riscossione. Prima si paga, poi viene erogata la prestazione, proprio come al supermercato.

Kreo

Noto senza stupore che molti non comprendono cosa vuol dire professionalità o meglio libertà della professione. Poiché a sinistra si sta tentando in tutti i modi di mettere le mani sulle casse previdenziali ed in special modo su quella dei geometri ( la più ricca ), molti vedono nella liberalizzazione un modo di lavorare ( tanto fumo negli occhi): Chi aveva mandati politici o in un modo o in un altro glia avrà sempre. Ma è possibile che non si veda il quadro delle finalità di un Bersani che fa gli interessi del suo partito e del suo entourage??? Chi ha capacità non ha bisogno della liberalizzazione, ma con intraprendenza si fa largo nella società. E non lo dite al sottoscritto, ex dipendente statale, dipendente privato, libero professionista e non ho concorrenti di grido eccetto fatto per aspetti di rapporti pubblici ( perchè non voglio stare sotto nessuno ). Ma prima di rivendicare fatevi un mea culpa.

Antonio

Sarà sciocco, ma come è possibile che ripristinando i minimi aumentano le offerte di lavoro? Aumenterà di sicuro l'introito di chi ha l'incarico assicurato dall'amico politico di turno senza potersi confrontare sul rapporto qualità/prestazione. Ecco il favore agli amici e la presa per i fondelli per le categorie che vedo pure plaudenti.

roberto

mettiamoci d'accordo andiamo a casadi alfano parliamogli vediamo se capisce nel caso lo invitiamo ad un mese di tirocinio se si capisce che ci capisce... (noi, ormai,capiremo se ci sta a prende in giro o no) allora è fatta!

geppo

come mai non si sono liberalizzate con urgenza le farmacie ?????forse perche sua moglie gestisce la penultima farmacia comunale a piacenza ?? gli albi sono importanti per avvocati , dentisti,dottori,insegnanti .........ecc.ALFANO FAI QUALCOSA .....ANNULLA LA BERSANI....AIUTO

ITALIANA

ATTENTI AI BRAVI ORATORI "ALFANO" BRAVO A PARLARE, MA NON CAPISCE UN C... DI LIBERA PROFESSIONE, DI MERITOCRAZIA...CON LUI VANNO AVANTI SOLO I SUOI RACCOMANDATI, PUO' SEMBRARE POCO CONSONO QUESTO INTERVENTO, MA FA RABBIA CHE I POLITICI DEBBANO DECIDERE PER NOI ED IN PARTICOLARE SUL NOSTRO LAVORO...CARO MINISTRO PER LA "GIUSTIZIA" RITORNA A CASA, LO SANNO TUTTI CHE ALLE PROFESSIONI INTELLETTUALI, NON HAI MAI CREDUTO, ANZI, NELLA TUA CITTA' D'ORIGINE FAI LAVORARE SOLO IL TUO CARO COMPARE DI ANELLO "INGEGNERE", CI CHIEDIAMO MA QUALCOSA VA ANCHE DENTRO LE TUE TASCHE?,CONSIDERATO CHE, I POVERI PROFESSIONISTI DI QUEL TERRITORIO...SONO COSTRETTI A GUADARE I LAVORI PUBBLICI DEL TUO CARISSIMO AMICO...COMPLIMENTI ALLA LEALTA'. GIUSTIZIA, ONESTA' INTELLETTUALE E A TUTTE LE CAZZATE CHE DICI...POVERA ITALIA E POVERA LIBERA PROFESSIONE ...

Righino

Con gli attuali ribassi la professione non è più dignitosa e poter assumere personale regolare,assolvere i propri doveri contributivi,aggiornarsi con una abnorme proliferazione di leggi, fornire prestazioni di qualità diventa sempre più difficile. Se si ritiene giusto per motivi di concorrenza ,a prescindere dai risultati(vedere l'aumento dei contenziosi negli appalti e il peggioramento della qualità delle opere), qualsiasi ribasso professionale autorizzato per legge, pretenderei dai Politici che quando si presentano alle elezioni con il loro programma elettorale indicassero ai cittadini quanto sono disponibili a ribassarsi l'emolumento che è previsto per legge per quell'incarico e che ai cittadini fosse data la possibilità di scegliere non solo sul programma ma anche a quanto risparmierebbero scegliendo quella persona. Meditate gente, meditate.

Alex2007

Ben tornino i minimi tariffari. Ma soprattutto è necessario che vengano rispettati i minimi anche dai colleghi che vanno a lavorare per i grossi Studi super politicizzati per 200 euro al mese e non capiscono che così distruggono il nostro mercato. Se non si risolve anche questo snodo (e vedrete che non si risolve) torniamo, anche con i minimi, alla situazione di partenza. Andrà a vantaggio solo dei grossi studi.

Vince

Non disperate: non accadrà nulla più di quanto non sia accaduto. In Italia si fa molto fumo e poco arrosto. In una nazione dove tutti sono arroccati sulle proprie posizione è difficile scardinare. E quindi tutti faranno sempre tutto: diplomati che si trasforamo ingegneri, ingegneri che si truccano da architetti, architetti che si ingegnano per arrampicarsi sui muri. E poi ci sono i laureati junor!! La riforma delle professioni deve fare proprio quello: stabilire chi e che cosa la gente deve fare e senza sconfinamenti, e poi passare alle tariffe. Sarebbe bello poter dire che "sono pagato per quello che offro e senza sconti" Ma sicuramente non sarà così. Se non c'è un controllo formale (da parte di chI?) sulle tariffe è inutile rifarmare la legge

Antonio

Vorrei chiedere allora: -perchè per gli oneri della sicurezza non è possibile fare ribassi mentre sulle parcelle dei coordinatori ( che penalmente sono i primi respossabili in caso di infortunio) si possono fare ribassi sino al 90% -perchè per legge ( DPR 554/99 ) gli appalti dei lavori pubblici devono obbligatoramente andare a bando con il prezziario corrente ed aggiornato ogni sei mesi i minimi tariffari erano del del 1943 e sono stati aggiornati nel 2001 considerato che gli adempimenti previsti nel 43 sono ora infinitesimali rispetto agli adempimenti odierni -perchè per gli studi di settore devo garantire il fatturato minimo anche quando non l'ho percepito ( nel mio caso lavoro eslusivamente con enti pubblici e non ho possibilità di "nero" ) -perchè la Germania ha reintrodotto i minimi tariffari il 19 agosto 2009 aumentandoli del 10% con un iter parlamentare di QUATTRO mesi ( aprile 09 agosto 09 ) saranno mica dei marci dinosauri pure loro ? - perchè per le mie due dipendenti devo garantire loro il minimo salariale previsto quando per il sottoscritto il minimo non è mai di fatto esistito nemmeno quando era in vigore Mi piacerebbe mostrarti la lettera di richiesta documentazione per un condono edilizio di un balcone di un mio conoscente ancora un po' e gli chiedono quante volte va a fare pipi . La concorrenza è giusto che ci sia , ma deve essere fatta sulla qualità del servizio, La rincorsa al ribasso lunare stati tranquillo che non porta del bene a nessuno. Io faccio il collaudatore di OO.PP. e sempre piu frequentemente ( dopo la bersani ) vedo nei progetti esecutivi es. di ospedali opere riguardanti tuttaltro ( palazzetti dello sport) . Le amministrazioni , continuano a dare alle imprese tre volte tanto quanto hanno risparmiato sui professionisti . E' questo purtoppo è la realta dei fatti.

seppo

ecco i dinosauri! parlate di giovani professionisti, come se ne esistessero, quando sono professionisti ai fini del fisco, ma di fatto lavorano mal retribuiti e senza farsi un curriculum. quel che si guadagna è (forse) esperienza, se il vecchio professionista è bravo. Ma il prezzo è troppo alto. Questo si, il tirocinio, dovrebbe essere regolamentato. La tariffa minima è un non senso: perchè le imprese possono ribassare, ed un professionsta no? il problema nella commessa pubblica è comune a imprese e professionisti, la soluzione va cercata li, non nella tariffa minima. Chi propone una prestazione ad un certo prezzo, deve saper convincere il cliente che il valore è quello giusto! Se la prestazione offerta riguarda una pratica che è percepita dal cliente come inutile, (ed in italia ce ne sono troppe), il cliente la vorrà pagare il meno possibile (come è giusto che sia). Il professionista dovrà convicere il clente che quella particolare prestazione è utile, e che lui la sa fare bene (e non fa fotocopie fini a se stesse e basta). Ed il legislatore deve far si che le pratiche obbligatorie per legge servano effettivamente a qualcosa, quindi è la procedura che deve cambiare. Inviterei lor signori dinosauri a cambiare la loro prospettiva: il problema non è l'abrogazione della tariffa minima, che è sacrosanta, ma le prestazioni, le certificazioni richieste ad un cliente che vuol costruire casa che sono spsso importatissime, ma dal punto di vista procedurale son fatte in modo tale che nella maggior parte dei casi non servono a nulla e che sian delle fotocopie o un lavoro fatto a regola d'arte, per l'organo incaricato di verificare è lo stesso. è lì che sta il marcio!

Ale

Non tariffa minima, ma TARIFFA UNICA NAZIONALE e obbligo dell'applicazione con invio telematico all'ordine e al comune degli atti. Separazione delle competenze tra le figure professionali, ingegneri, architetti, geologi, geometri, ecc. Incompatibilità degli incarichi libero-profess. per i dipendenti pubblici. Se esistesse una tariffa unica, né minima, né massima, obbligo della fattura allegata alla pratica, obbligo della fattura finale entro la chiusura della pratica da consegnare alla fine lavori, risolveremmo molti problemi: 1 il pagamento da parte del committente (che si dimentica spesso e ci fa attendere mesi...);2 concorrenza solo sulla qualità per parità di parcella; 3 regolarità controllata delle imposte e minore possibilità (i disonesti trovano sempre come evadere!) di evasione fiscale; 4 concorrenza tra professionisti e non con dipendenti comunali; 5 certezza del compenso (BASTA CON I CLIENTI CHE NON PAGANO!!!!: al supermercato la cassiera non ti fa uscire con gli acquisti senza pagare !!!!! CLIENTI, ANCHE NOI PAGHIAMO ALLA CASSA!). purtroppo siamo nelle mani dei politici, degli ordini che si spartiscono potere e INARCASSA gestita da ladri!

arch Filo

Carissimi colleghi, mi sto accorgendo che a molti tecnici piace parlare e non fare...poi....tutti si lamentano. Il PD o in genere la sinistra ama il caos e ci ha bombardato di leggi e leggine...senza sapere che più siamo vincolati e più facciamo male il nostro lavoro...riassumiamo un po; 1- siamo pieni di nozioni e norme che ci sfugge la qualità 2 -in cantiere chi comanda è la committenza che si rende forte perchè deve pagare ...ma..ne capisce poco o niente di materiali e tecnica e peggio!!!! di normativa 3-i giovani tecnici devono imparare nessuno nasce geniale anche i più grandi architetti sono diventati tali a 50 anni...quindi che aspettassero il loro turno 4-i tecnici che fanno gli impiegati negli enti pubblici devono fare solo il loro lavoro ...CONTROLLO...e non progettare la casa o la piazza del suo o altro comune-provincia o regione 5-negli appalti tutti i soggetti dovrebbero scegliere il professionista competente e non l'amico del committente o altro 6-un buon lavoro si deve remunerare bene..la qualità costa siamo nell'era dell'economia del tipo "costti e benefici"...questo significa che un lavoro di qualità renderà risparmio in tempi medio lunghi. Cari colleghi....se guardiamo ad un sistema così strutturato..tutto mostrerà il vero valore.

Angelo

Sicuramenta la reintroduzione dei minimi tariffari è un aspetto importante per la valorizzazione della professione, ma credo che sia INDISPENSABILE attuare un sistema di controllo dell'applicazione della tariffa. Se ci pensiamo bene la stragrande maggioraqnza del nostro lavoro (almeno parlo per l'inegneria) è sempre sottoposta al vaglio di un Ente superiore (vedi Comune, Genio Civile, ASL, ecc.). Ebbene se si inserisse una norma che imporrebbe al Committente (privato) di presentare la fattura del professionista che ha svolto la prestazione unitamente alla documentazione per il rilascio dell'autorizzazione richiesta (che sia un permesso di costruire, un'autorizzazione/deposito sismico, ecc.) pena il decadimento di quanto richiesto, si potrebbe sicuramente ottenere l'applicazione delle tariffe. Inoltre si potrebbe dare a tali Enti superiori la facoltà di segnalare immediatamente agli rdini competenti il nominativo dei tecnici che, sulla base del documento contabile presentato, non hanno applicato i minimi tariffari. Credo che questo sistema possa essere di estremo aiuto anche alla lotta all'evasione fiscale.

sandro

anziche abolire le tariffe se ne doveva chiedere l'applicazione sempre e comunque ed alla pratica ci doveva essere allegata la parcella . Fine dell'evasione e di qui tripli lavoristi che lavorano in comune o all'asl e fanno le pratiche al nero grazie a firmaioli compiacenti . Assimilare poi la tariffa professionale a chi vende le mele al mercato la dice lunga su quanto non sanno cosa sia lo svolgimento di una professione .

Giovanni

... e credo che in Spagna funzioni proprio così. Tariffe precise e, per tutti i lavori dove sia necessaria la firma, ovviamente, l'atto burocratico, il permesso, non può essere rilasciato se non c'è la parcella (e, in caso, la fattura emessa), controfirmata per accettazione dal committente (e rispettosa della tariffa, chiaro).

lino

Bersani non ha capito nulla, e insiste nell'errore, vuole assimilare/omologare le prestazioni intellettuali alle attività di puro lucro come quelle di commercio ed impresa....NON E' COSI' E' UN GRAVISSIMO E GRANDISSIMO ERRORE ! Nascono da presupposti completamente differenti, le une supportate da percorsi formativi lunghissimi e dispendiosi, da norme deontologiche, morali, dalla supervisione degli ordini professionali(che ricordiamo fanno gli interessi del cittadino), le altre, l'attività di semplice commercio non è soggetta a nessuna di queste regole! Quello che non capisce BERSANI E IL PD è che in una compravendita al mercato ci sono due volontà , il commerciante e il cliente...ad ogni richiesta di sconto del cliente v'è una NORMALE NATURALE diminuzione di qualità del prodotto.....COSì AVVIENE TRA PROFESSIONISTI PRESTATORI D'OPERA INTELLETTUALE E COMMITTENTI..... MA NEL CASO dei professionisti INTELLETTUALI LE CUI PRESTAZIONI SI INTERFACCIANO CON L'INTERA SOCIETà E NE CONDIZIONANO L'ESTETICA, LA Funzionalità, LE RISORSE ECOLOGICHE,IL BENESSERE PSICO FISICO, LE RISORSE ENERGETICHE, LA SICUREZZA, LA SALUTE, L'ESTETICA, ECC.ECC. CIò NON PUò E NON DEVE ACCADERE ...la società ne SUBIREBBE UN DANNO GRAVISSIMO ! CAPRE CHI SOSTIENE IN CONTRARIO...

Ma come si è permesso Gallione di parlare per noi senza chiedere...?C'è ESIGENZA DEL RIPRISTINO DELLE TARIFFE MINIME SOPRATTUTTO PER LE PRESATZONI PRIVATE...con le prestazioni private si costruisce L'Italia e non con le porcherie del pubblico! Bata vedere giovani che si prostituiscono firmano qualsiesi cosa per qualsiesi somma...basta...le tariffe sono per i liberi profesisonisti l'equivaolente dei contratti collettvi degli operai del pubblico impiego...ad ogni cosa c'è un prezzo minimo...devono esserci tariffe minime inderogabili anche per i profesisonisti !!! E CHE BERSANI VADA IN PENSIONE AL PIù PRESTO...FA PIù DANNI DI UNO ZUNAMI!

antony

è necessario che vi siano tariffe minime soprattutto per il privato...chi lavora nel pubblico ha già il suo giretto losco...chi lavora con le imprese invece viene penalizzato da ribassi scandalosi, da tariffe da fame...è vergongoso...TARIFFE MINIME INDEROGABILI...NESSUNA CONTRATTAZIONE PRESSO GLI STUDI...NON SIAMO AL MERCATO!

marco

vogliamo tariffe minime inderogabili e controlli sulla loro applicazione...la prestazioni devono essere uguali in tutto il territorio nazionale e rese attraverso tarife fisse ed inderogabili !Per chi ritiene in contrario....O NON HA CAPITO NULLA O E' IN MALA FEDjqvE !

Daniele

Onestamente mi sembra che questa paventata riforma degli ordini, nasca con un bel passo indietro anziché in avanti. Come molti altri interventi di questo governo sembra mirata ad ottenere consensi con poca fatica, ripristinando strumenti vecchi, che rassicurano senza chiedere ai professionisti di migliorare, o di investire nella formazione. I minimi tariffari sono una tutela? Sì? Ed in che modo questi sarebbero garanzia di qualità? Perché una tariffa minima dovrebbe testimoniare la buona qualità di un lavoro o la buona fede di un professionista? E’ forse un impegno formale a realizzare lavori a regola d’arte o ad utilizzare software regolarmente licenziati? Non mi pare. Per migliorare la qualità del lavoro e garantire i professionisti seri dalla “concorrenza sleale”, sarebbe sufficiente aumentare i controlli, che non servono per rompere le palle, ma per tutelare chi è in regola, o meglio chi agisce secondo le regole. Purtroppo in Italia la cultura della legalità è un po’ in ribasso e parlare di regole e controlli è molto impopolare. Meglio presentarsi con un tariffario alla mano, che fare un discorso serio ed informare i fantomatici clienti sulla bontà di un lavoro svolto seriamente. Esistono campagne informative degli ordini professionali destinate a sensibilizzare i non professionisti su questi temi? Se ci sono non sono abbastanza.

Alfonso

Ogni prestazione professionale deve avere un prezzo preciso e, se possibile, univoco. Proprio come avviene per le imprese. Faccio un esempio: voi comprereste un televisore nuovo a schermo piatto pagandolo 20 euro ? Io no di certo. Perché mi verrebbe il dubbio che dietro a un prezzo così basso e fuori mercato ci siano dei grossi problemi anche legali. Lo stesso si deve applicare alle prestazioni professionali che devono essere catalogate e rese trasparenti al consumatore, sia esso privato oppure impresa.

Iris

Dalla carta stampata. Il M. della giustizia Alfano annuncia la reintroduzione dei minimi tariffari come strumento di tutela dei cittadini. Il M. Alfano si propone di arrivare, entro il 2013, ad uno statuto con i principi generali comuni per tutte le categorie per poi passare alla “fase due” del programma, che prevede il riordino d’ogni singola professione. 25 presidenti degli ordini Nazionali sono stati convocati dal Ministro della Giustizia ieri 15 aprile. Io credo doverosa, una riflessione sull’abrogazione dei minimi tariffari sancita prima con decreto poi convertita in legge. Io sono convintissima, che questa legge abbia scardinato uno dei pilastri su cui si reggeva la specificità dell’edificio sociale delle libere professioni, ossia l’equilibrio dai rapporti meramente economici espressi dal libero mercato e retti dal principio dell’incontro da domanda ed offerta come sistema di determinazione autoregolativa della remunerazione delle prestazioni. La legge scaturita su impulso del quadro di riferimento sovranazionale fornito dal Trattato istitutivo della Comunità Europea e delle indicazioni provenienti dalle istituzioni comunitarie, il legislatore interno nel 2006 ha compiuto un passo pesantissimo per far aderire al piano dei puri meccanismi dell’economia di mercato il settore delle professioni intellettuali, che anche attraverso i minimi tariffari inderogabili avevano invece mantenuto una posizione eccentrica In tutto questo non dimentichiamoci che nel trattato UE che è stato sottoscritto per entrare in Europa, i professionisti sono stati paragonati ad imprese e l’ordine, perché ente rappresentativo d’imprese, è un’associazione d’imprese, assoggettato quindi alle regole antitrust. Il legislatore nazionale, in breve, ha adempiuto ad un dovere d’ordine superiore (adeguamento ai principi professionali). Mi chiedo ora com’é possibile ripristinare i minimi tariffari e mi chiedo inoltre a chi giova?

Iris

Ora io sono convinta che in un’ottica di una seria riforma, sarebbe bene riflettere sulle ragioni storiche che hanno portato le libere professioni ad regolarsi sul sistema attuale e, più precisamente, mettere a fuoco le fasi del meccanismo d’accreditamento su cui si basa il trattamento giuridico delle professioni intellettuali: Il sistema formativo; la fase intermedia rappresentata dall’esame di stato come forma di accertamento; il controllo dell’attività dei professionisti nel corso della loro vita lavorativa, affidato agli Ordini professionali, che per essere garanti del prestigio della categoria nel suo insieme debbono intervenire disciplinarmente nei confronti dei professionisti che operano in modo scorretto e così facendo discreditano il ruolo sociale della categoria a cui appartengono. L’ordine professionale nasce su una EMANAZIONE DEL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA per esigenza dello Stato di disporre di controlli e garanzie sull’abilitazione all’esercizio di quelle conoscenze e sulle modalità di applicazione delle stesse lungo la vita lavorativa di coloro che esercitano le professioni. Ora nel rilevare che gli ordini professionali hanno distorto la loro funzione autentica di garanti per diventare uno strumento di difesa di privilegi di casta e, non molto tempo fa aveva depositato in parlamento una riforma del sistema, che altro non era una difesa acritica dello stato attuale e un modo, non solo, per non cambiare, ma a rafforzare i poteri centrali e conferire qua e là qualche possibilità in più al sistema ordinistico, siamo proprio sicuri che gli ordini professionali siano i nostri interlocutori più attendibili? Auspicabile un confronto con il mondo delle professioni, ma non con i vari Ministeri.

silvio

Gallione posso capire tutto...ma la necessità di ripristinare i minimi tariffari non è solo per il pubblico ma soprattutto per il privato! Ripristinare e far rispettare le tariffe minime per tutti i lavori e competenze chiare per tutte le professioni....non è difficile capirlo

Fabrizio

Hai perfettamente ragione, anch'io come giovane professionista ho avuto ed ho ancora i problemi di cui parli. Ma mi domando: chi è che provoca questa situazione ? Chi permette che ciò avvenga ? E da professionista iscritto mi rispondo: i dirigenti del mio ordine permettono che ciò avvenga. Ecco dunque che per un giovane professionista iscritto ad un ordine i principali avversari, per non dire nemici giurati, sono proprio i colleghi più anziani. Ed allora che fare ? Non pagare la quota associativa che gli anziani incassano e gestiscono a loro piacimento, né i contributi per le stesse ragioni. Vedrai come cambiano rapidamente atteggiamento i signori vecchi professionisti inefficienti che campano su privilegi, eh eh eh

eugenio

si disse che l'abolizione delle tariffe minime sarebbe stata un vantaggio per i giovani. Niente di più sbagliato. Chi ha uno studio professionale da molto tempo applica sconti enormi non solo nel pubblico ma anche nel privato dove i lavori (ad es° nel campo dell'edilizia) sono ben più numerosi. Può applicare forti sconti perchè si può permettere di lavorare a quantità infischiandose della qualità. Al giovane professionista non rimane che adeguarsi e il dover fare qualità (per far notare le sue capacità) prendendo pure meno dell'onorario già scontato del professionista più anziano, perchè di solito gli viene detto 'se mi fai ancora meno ti do il lavoro se no mi rivolgo all'altro'. I giovani professionisti sono presi per il collo e rischiano spesso di lavorare con onorari miseri che uniti ad una minore quantità di lavoro portano a difficoltà che lascio solo che immaginare. I tariffari minimi, che garantiscono livelli di qualità minimi ed il giusto impegno, che vuol dire sicurezza e perseguimento dell'incolumità pubblica, dovrebbero applicarsi anche nel privato trovando i giusti modi perchè ciò sia possibile.

ROBERTO LEDDA

Se questa riforma proposta dal ministro Alfano è mirata a far svolgere la professione solo alle persone appartenenti agli ordini professionali significa: 1 - mandare a casa la stragrande maggioranza dei professionisti, 2 aumentare la disoccupazione, 3 - accentuare la crisi economica nazionale. Sono favorevole invece nel riconoscere le associazioni professionali non regolamentate, come ad esempio la LAPET, che da oltre 25 anni si impegna in modo appropriato a dare agli associati (TRIBUTARISTI) tutti gli strumenti necessari per svolgere la professione contabile. Infatti grazie al costante aggiornamento professionale i TRIBUTARISTI offono un valido ed efficiente servizio ai propri clienti.

Fabrizio

Se non paghiamo i contributi alle casse di previdenza e se non paghiamo le quote associative, di sicuro qualcosa si smuove. E anche molto rapidamente. Poiché le quote associative in gran parte finiscono a Roma ed in piccola parte all'ordine di appartenenza. Il versamento dei contributi alle casse di previdenza va nelle tasche di vecchi e ricchi professionisti in pensione che continuano a lavorare con figli e parenti e continuano, una volta in pensione, a togliere il lavoro ai giovani. E' l'ora di farla finita !!! Basta pagare contributi e quote associative, finché molte cose non saranno cambiate.

Giovanni

Prima di parlare dei minimi tariffari, preferisco parlare della stessa tariffa. Una prestazione, infatti, deve essere identificata, esattamente come una merce o un prodotto finito hanno il relativo codice articolo. Una prestazione, poi, viene naturalmente associata al suo compenso previsto in maniera chiara ed univoca in tariffa. Senza mistificazioni. Qualcuno chiederà: ma se si indica una prestazione A con il nome della prestazione B ? Nessun problema: i professionisti iscritti sono soggetti a codici deontologici ed in ultima analisi sono soggetti alla legge. Senza dire poi dell’eventuale assicurazione di responsabilità civile (e penale) del professionista. Ecco dunque che il problema è sempre quello: il mancato rispetto della legge, sia in fase di richiesta di una prestazione del professionista sia in fase di pagamento del professionista. In fase di richiesta perché oggigiorno ci si arrangia alla meglio, spesso rinunciando a prestazioni qualificate per paura di non poter pagare. E si potrebbe aprire un’enciclopedia su questo tema. In fase di pagamento poiché non ci sono efficaci tutele del credito del professionista, a parte la cosiddetta tassazione della notula, che è un procedimento vecchio, burocratico, noioso, costoso e che sbocca comunque in una lunga azione giudiziaria di recupero crediti. Per quanto detto confermo che alcune professioni stanno morendo ed il problema principale è che i “dirigenti” degli ordini fanno finta di niente, tirano a campare e pensano solo ad incassare laute pensioni in fase di uscita. Sulla riforma degli ordini, con riferimento all’ordine dei commercialisti credo che il legislatore dovrebbe fare quello che gli stessi commercialisti non hanno mai fatto: introdurre le specializzazioni. Proprio come avviene per i medici, per cui gli occhi vengono curati dall’oculista, le articolazioni dall’ortopedico, la pelle dal dermatologo e così via. Com’è possibile che nella nostra società moderna della specializzazione di competenze e saperi i commercialisti, che curano la salute delle aziende, a differenza dei medici che curano specializzandosi la salute delle famiglie, si trovino sempre a fare i tuttologi ? Un commercialista tuttologo nuoce gravemente alla salute delle aziende sue clienti e alla credibilità dell’ordine cui appartiene.

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