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NORMATIVA

Manutenzioni straordinarie: come cambia la procedura

di Rossella Calabrese
Commenti 25363

Confronto tra la Denuncia di inizio attività prevista dal Testo unico dell’edilizia e la Comunicazione introdotta dal DL incentivi

Vedi Aggiornamento del 27/05/2010
Commenti 25363
04/05/2010 - È da ieri all'esame dell'Aula della Camera, il ddl di conversione del DL 40/2010. Il testo è stato modificato dall’emendamento, presentato da Cosimo Ventucci (Pdl) e approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive, che ha riscritto l’articolo 5 del DL, relativo alle attività di edilizia libera.

L’articolo 5, ricordiamo, interviene sull’articolo 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) relativo agli interventi di edilizia libera, inserendo tra questi ultimi le manutenzioni straordinarie, finora sottoposte alla procedura di Denuncia Inizio Attività (DIA).
 
La procedura di DIA, disciplinata dall’articolo 23 del TU Edilizia, prevede la presentazione della DIA 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, accompagnata da una relazione firmata da un progettista abilitato, dagli elaborati progettuali e dai dati dell’impresa che eseguirà i lavori. Il Comune, in caso di irregolarità, può dare ordine di non effettuare l’intervento. In caso di falsa attestazione del professionista abilitato, il Comune informa l’autorità giudiziaria e il consiglio dell'ordine di appartenenza.
 
Secondo il DL 40/2010, in vigore dal 25 marzo scorso, possono essere effettuati senza alcun titolo abilitativo gli interventi di manutenzione straordinaria, a condizione che non riguardino parti strutturali, non comportino incremento del numero delle unità immobiliari e dei parametri urbanistici. È richiesta una Comunicazione anche telematica all’amministrazione comunale, prima dell’inizio dei lavori (anche il giorno prima), alla quale siano allegate le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare i lavori. Sono fatte salve le più restrittive disposizioni regionali in materia edilizia e le altre norme di settore. Non è necessario l’intervento di un progettista.
 
L’emendamento Ventucci, in discussione alla Camera, introdurrebbe l’obbligo di allegare alla Comunicazione una relazione tecnica e gli elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, e prevedrebbe una sanzione di 258 euro per la mancata comunicazione, ridotta di due terzi se effettuata spontaneamente a lavori iniziati. A differenza di quanto previsto dal DL 40/2010, se l'emendamento sarà confermato, tornerà ad essere necessario l’intervento di un progettista abilitato, che non deve avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente e deve asseverare che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici comunali. Scomparirebbe invece il riferimento alle più restrittive disposizioni regionali.

Il ruolo dei progettisti
Dopo essere stati completamente estromessi dalla procedura di DIA con il DL 40/2010, i progettisti vedrebbero nuovamente riconosciuto il loro ruolo di tecnici responsabili dell'intervento. Una vittoria, dunque, per i progettisti che avevano espresso forti preoccupazioni sull'opportunità di affidare al committente e all'impresa la responsabilità sui lavori di manutenzione straordinaria (leggi tutto).

I tempi
Se l'emendamento Ventucci passerà indenne l'esame dell'Aula, sarà confermata la riduzione dei tempi per iniziare i lavori di manutenzione straordinaria: infatti, la nuova procedura - già in vigore per effetto del DL 40/2010 - non prevede che debbano passare 30 giorni tra la presentazione della DIA e l'avvio dei lavori, ma è sufficiente che la Comunicazione venga inviata al Comune prima dell’inizio dei lavori.


Scarica la Tabella di confronto tra le procedure per la manutenzione straordinaria

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Altri commenti
marifior

Non starei tanto a piangere sui cosidetti tecnici che si fanno strapagare per le vessanti e scoraggianti pratiche burocratiche e che non hanno certo risparmiato l'Italia dagli scempi. Perchè non parlare invece di cultura del nostro patrimonio, invece che pensare solo alle parcelle degli iscritti agli ordini solo in base a versamenti in denaro per appartenervi? Ci sono tanti non addetti ai lavori che hanno cultura e gusto da vendere e che sono obbligati a rivolgersi a tecnici ignoranti che lavorano solo con il criterio della parcella! Piuttosto che combattere non converrebbe prevenire attraverso una adeguata in-formazione culturale del cittadino che ha tutto l'interesse ad abitare in case belle? Sono un tecnico che non esercita volutamente, ma che non perde occasione per diffondere la cultura del bello italiano attraverso il buon esempio e la trasmissione di nozioni che sono solo ignorate a cominciare dai cosiddetti uffici tecnici comunali!! Che arrivano a penalizzare chi fa edifici troppo belli perchè considerati di lusso! Perchè l'unico criterio è sempre e comunque quello del denaro. La dittatura della moneta sta dietro a tutta questa ipocrita indignazione. Della bellezza non importa nulla a nessuno perchè non "serve" a niente, come Mozart...

archstefy

l'unica cosa che mi consola è che la penso come tutti voi..... grazie di esistere cari colleghi.....

VALEX

...io non ho capito una cosa (piu' di una in verita'!). Cosa vuol dire non avere rapporti di dipendenza con il committente e con l'impresa? Forse che il committente o l'impresa va sull'elenco telefonico, alla voce architetto, ne sceglie uno che so', con il cognome piu' bello e magari piu' corto così è piu' economico "nominarlo", lo chiama e gli chiede la firma a progetto gia' fatto? Boh!

Giacomo

Tu sei uno di quelli che sicuramente verrà fottuto sistematicamente dalle imprese e come te tanti di quelli che chiamano noi tecnici a frittata fatta. ma si sa, i tecnici non servono a nulla... Beato te che fai un lavoro così socialmente rilevante

antonella

....per i progettisti!!! Con la sanzione di 258 euro è evidente che la mia relazione deve costare di meno...e quindi?? Oltre a svilire ulteriormente il mio ruolo di progettista (inesistente) dovrei prendermi delle rogne (sicure!) per 150 euro di parcella?

Silvio Vulpiani

Innanzitutto se la comunicazione è obbligatoria, per logica penso che anche pagando i 285 euro questa debba essere presentata, come avviene adesso per la dia in sanatoria o in corso d'opera. Non è chiaro poi che tipo di titolo sia. Mi preme sottolineare però che i solai fanno parte della struttura portante, capita più volte che per effettuare modifiche agli impianti dei bagni si debba intervenire su queste strutture, ultimamente su una ristrutturazione dove avevano già tagliato dei ferri ho dovuto fare opere di consolidamento. Allora per rifare un impianto di scarico bisognerà presentare una DIA successiva?

franco

anni fa' il vero competente era il mastro che con la sua esperienza realizzava a costi reali (i materiali erano acquistati dal proprietario) e lasciava al proprietario tutta la parte burocratica-oggi x il rifacimento di un bagno ci si deve affidare a un numero sproporzionato di persone (chiamati tecnici)alla fine lavori abbiamo impiegato 10 tecnici e 4 lavoratori-COME AL SOLITO IN ITALIA 10 GUARDANO E 4 LAVORANO

Edoardo

In fin dei conti è giusto ...................! in un paese dove la classe politica di entrambi gli schieramenti non ha nemmeno il pudore di nascondere i propri reati e non aggiungo altre precisazioni perchè il lordume morale e civile dei nostri politici è evidente a tutti ed ampiamente documentato... non vedo perchè i cittadini dovrebbero essere soggetti a delle regole; l'ultimo tentativo della classe politica per arginare il dissenso si manifesta nel tentativo di dare ai cittadini l'illusione di poter, anche loro, "fare quello di cui hanno voglia" poco importa se questo provoca danni e caos. E' stato così con le finte liberalizzazioni demagogiche di Bersani ed è così con questa ed altre iniziative dell'attuale governo. Forse è meglio così .. mandiamo tutto a ramengo poi, con calma, chi sopravviverà cercherà di ricostruire. Amen!

Paolo

1) Nella DIA il tecnico che firma ricopre il ruolo di "pubblico ufficiale" e si fa garante ... poi con il certificato di collauto ... ecc. ecc.. . Nel "ventucci" il tecnico firma e dichiara che i LAVORI "saranno"? o "sono"? (conformi ecc. ecc..) senza avere rapporti di lavoro con il committente? Dichiaro in anticipo e non controllo? Ma non posso nemmeno controllare se non ho rapporti con il "committente", giusto? 2) non chiamo il tecnico e nulla dico all'amministrazinne. Mi scoprono e pago 258 Euri. Sono sanato e ho fatto i lavori a modo mio. Se avessi chiamato il tecnico, avrei pagato lui (sicuramente oltre le 258 Euro) e avrei fatto i lavori come dice lui. Che scelgo? Bho!

Fuso 2010

Ma chi si chiama il Tecnico se deve pagare solo 258,00€ di penale???????'?????Rischia e tanti saluti......stanno dando il via all'abusivismo incontrollato.............assurdo! Le imprese invece si sentono garantite, perchèi non essendoci il Tecnico, possono fare quello che vogliono!!!La qualità-sicurezza-bellezza architettonica verrà mortificata, più di quanto non lo sia già!!!!

Architetto OFF

Ma a chi si rivolgono per fare queste leggi assurde ancora non l'ho capito!!! Ma se mettessero qualche consigliere tecnico esterno non sarebbe meglio?????Continuano a Legiferare cose assolutamente assurde e senza alcun senso logico!!!!Ma informatevi prima ....avete sempre dato prova di sconoscere le tematiche che trattate....VERGOGNA!

Valeria

Non ci vedo nulla di buono in tutto ciò......e credo proprio che la prassi corretta di rivolgersi al tecnico sarà assolutamente disattesa dal Committente.....che....come sempre....della qualità e della sicurezza se n'è sempre fregato e sempre se ne fregherà.......basta che risparmia e ottiene le sue comodità.....Lo Stato sarà inondato da opere abusive...vedrete!!!!

Alessandro

Il classico decreto all'italiana fatto da un incompetente in materia, realizzato al fine della propaganda elettorale. Come si fa a dare nelle mani del commitente "ignorante" tale responsabilità ? Che ne sa la persona media se un muro è portante o no ? Che ne sa la persona media degli strumenti urbanistici o dei requisiti cogenti ? Poi il tecnico dovrebbe asseverare che l'intervento è stato realizzato a regola d'arte senza andare in casa del committente e senza avere rapporti con questo e con l'impresa ? Dobbiamo dichiarare che cristo è morto di freddo ? Siamo diventati matti ? Io sono senza parole.

francesco TECNICO

ma perchè il progettista non dovrebbe avere rapporti con impresa o committente?

Apemaia

Scusate ma chi è che farà fare tale documentazione a un tecnico, quando la sanzione per la mancata presentazione è di soli 258 €, importo sicuramente inferiore al compenso del tecnico che dovrebbe fare la pratica??? E' geniale questo emendamento e chi l'ha scritto!!!

Roberto

Ma fare un DL chiaro da subito è troppo difficile? Ogni giorno vien sempre modificato qualcosa. Prima si può fare così, già domani non si può più! Ma in che mondo viviamo? Ci cambiano le carte in tavola quando vogliono. Sembra di esser tornati bambini dove si cambiavano le regole del gioco in base a come comodava. E poi se io, tecnico abilitato, volessi fare dei lavori nella mia abitazione non posso firmare la relazione tecnica perchè ho dei rapporti di dipendenza con il committente, cioè me stesso. Visto che la casa in questione è la mia, si presuppone , che sia intenzionato a fare i lavori come si deve. Son proprio curioso di leggere l'ennesima variante domani mattina!!!

Marco

Nella mia zona che fa parte del Parco del Cilento dobbiamo presentare un progetto anche per ristrutturare un bagno in zona residenziale... detto progetto deve avere due copie in più per avere il nulla osta da parte dell'Ente Parco... quale snellimento... la morale è che per mantenere occupata un pò di dipendenti ai vari Enti tra cui Ufficio Tecnico del Comune (nel mio abbiamo 7 ingegneri e molte volte le pratiche non vanno avanti o si perdono), Soprintendenza, Ente Parco, eventuale Ente Bacino e quant'altro ne paghiamo le conseguenze... i piccoli poteri fanno comodo... purtroppo...