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NORMATIVA

Piano Casa Lazio, le criticità da correggere

di Paola Mammarella
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L’Ordine degli ingegneri della regione propone premi volumetrici su misura e maggiore attenzione alla qualità urbanistica

Vedi Aggiornamento del 22/02/2011
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15/06/2010 – Fornire un correttivo al Piano Casa del Lazio entro la fine del mese. È l’obiettivo della Commissione Piano Casa, istituita presso la Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Lazio, esposto dal Presidente Luca Montesi durante la prima tappa del tour organizzato da Edilportale per chiarire il panorama delle leggi regionali sul rilancio dell’edilizia.
 
Finora la L.R. 21/2009 non ha ottenuto riscontri significativi. Colpa, secondo Montesi, di vincoli che non rendono interessante la realizzazione degli interventi.
 
Condivisi i limiti di ampliamento del 20% per l’ampliamento volumetrico, dato che interventi di portata più ampia potrebbero compromettere l’equilibrio estetico dei centri urbani. Il principio si scontra però con l’eterogeneità del territorio laziale, dove la tipologia edilizia rispondente ai requisiti della legge si trova per lo più in zona agricola.
 
In queste aree, però, gli interventi sono ammessi solo per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli. Al contrario, la densificazione delle aree agricole, derivante dall’estensione a tutti i proprietari del diritto ad ampliare, contrasterebbe con lo spopolamento e sarebbe bilanciata dalle opere di urbanizzazione già esistenti.
 
Troppo alti, invece, i costi per l’adeguamento sismico degli edifici. Il bonus del 35% non compenserebbe infatti la spesa necessaria per la messa a norma. Le possibili alternative sono la cancellazione della disposizione per le zone sismiche 1 e 2a o l’aumento del premio volumetrico.
 
Giudicato restrittivo anche il divieto di sopraelevazione, senza il quale diventa impossibile effettuare gli ampliamenti nel rispetto delle norme urbanistiche e senza il consumo di suolo.
 
Costituiscono un deterrente anche la limitazione dell’altezza massima agli edifici contermini e l’obbligo di destinare il 25% delle abitazioni aggiuntiverealizzate per la locazione a canone concordatoper 8 anni.
 
Secondo Montesi, le demolizioni e ricostruzioni potrebbero essere estese agli edifici non residenziali. Il premio volumetrico per ampliamenti e sostituzioni edilizie, invece che una percentuale fissa, dovrebbe essere determinato da uno studio di fattibilità economica e finanziaria.

Secondo esperti ed operatori del settore dovrebbe essere rivista anche la disciplina degli oneri di urbanizzazione secondaria. Come già avviene per gli ampliamenti, anche nelle demolizioni e ricostruzioni potrebbe bastare un contributo economico al Comune, senza l'obbligo di realizzare le opere a carico di chi presenta  l'istanza di intervento.
 
Proposta infine più attenzione alla qualità urbanistica, ma anche incentivi per bandire concorsi assistiti dagli ordini professionali. Misure che, se attuate in modo concertato, potrebbero portare ad un effettivo rilancio del settore costruzioni.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
mario d'angio'

in casa singola desidero sapere se utilizzando la maggiorazione del 20% e' possibile chiudere una scala realizzata ed autorizzata antisismica gia' nel 2008 con le leggi attuali? la zona e' nel lazio e precisamente Latina grazie e' possibile avere una risposta?