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30/07/2010 - Panorama normativo eterogeneo e misure regionali restrittive alla base dello scarso numero di domande per il Piano Casa. Il problema, emerso durante numerosi incontri per chiarire le potenzialità e i dubbi che ruotano intorno alle norme adottate a livello locale, è stato confermato dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

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Beniamino
Mi raccordo ad un parere che ho letto e condiviso per dire che è proprio vero che la legge italiana viaggia su due binari e a due diverse velocità: nello specifico- le leggi di indirizzo nazionale-ispirate alla soluzione dei problemi con tempistica veloce,perdono ogni srpint nel momento in cui devono essere applicate dalle istituzioni locali che, vuoi per inadeguatezza vuoi per collusioni,vuoi per non perdere i poteri della " gestione propria"fanno si che l'utente cittadino debba ripercorre le solite e svergognate regole dei " poteri locali" Sotto questo profilo, ho paura ad accettare anche il tanto decantato decentramento fiscale,così caldeggiato dal governo centrale.Servirà solo a ripianare e riparare gli errori commessi dalle "allegre amministrazioni"
Disilluso
Per sostituire il telo della mia pergola con un tavolato di perline devo chiedere la concessione edilizia! Con la modica cifra di 6.000 euro (tasse comunali e Geometra) posso montare il tettino dal costo di € 400. E devo ritenermi fortunato perchè c'è il piano casa.......... Apprezzo la buona volontà del governo per velocizzare e "sburocratizzare" le procedure, ma temo che a livello locale ci sia QUALCHE GROSSO PROBLEMA....
carlo gentech
per quanto si possa chiedere al Governo Centrale, alla Camorra, alla buona volontà, alle leggi sbagliate in passato si dovrà combattere contro la burocrazia e l'ipocrisia di tutti i dipendenti del settore edilizio (corrotti) del Comune di Napoli; i quali davanti alle semplificazioni che propone lo Stato si inventono , con la scusa, della riduzione del personale la presentazione della Dia centralizzata e di quanto più complesso si possa pensare; siamo schifati.
CARLO
Purtroppo l'idea del Presidente Berlusconi (di per se buona e nata dallo stesso spirito del c.d. piano Fanfani per la ricostruzione) si è dovuta scontrare con l'attuale panorama legislativo italiano del 2010; ovvero un paese schiacciato da: normative, vincoli, pareri, aree "protette" (da nulla, siamo il paese d'Europa a magggior rischio idrogeologico) sovrintendenze e restrizioni di ogni sorta. Fino a che non si attaccano questi centri burocratici di potere feudale non ci sarà mai un rilancio della produzione edilizia.
Renato
Il Pc denota come fumzionano lo Stato, le Regioni ed i Comuni italiani.
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