Piano casa

Piano Casa Veneto, concluso il monitoraggio

Maggiori restrizioni introdotte nel 60% delle delibere comunali, pochi i bonus aggiuntivi

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vedi aggiornamento del 25/08/2010

22/07/2010 - Buona la risposta dei comuni veneti al Piano Casa. Il Consiglio Regionale ha condotto un monitoraggio sull’esito della Legge Regionale 14/2009 per il rilancio del settore edile.

 
Lo studio, concluso alla fine di febbraio, mostra un riscontro quasi totale delle amministrazioni locali. Su 581 comuni, infatti, 475, pari all’81,8%, hanno risposto al questionario del monitoraggio, mostrando indici di gradimento differenziati in base ai temi trattati.
 
Sul totale degli enti locali che hanno risposto al Consiglio Regionale, 473 sono entrati nel merito delle domande e 472 hanno affermato di aver approvato una specifica delibera per l’applicazione del Piano Casa sul proprio territorio.
 
Solo 67 Comuni hanno introdotto ulteriori incentivi legati alle tecniche costruttive della bioedilizia o al ricorso alle energie rinnovabili. La stragrande maggioranza ha preferito non approvare premialità aggiuntive rispetto a quelle previste dalla legge regionale.
 
In 290 Comuni, pari al 61,1% del totale, sono invece state approvate maggiori restrizioni per l’applicazione del Piano Casa. Nel 57,9% dei casi, cioè in 275 Comuni, si tratta di limiti agli ampliamenti. Al contrario 196 Comuni hanno posto un freno alla sostituzione edilizia attraverso le demolizioni e successive ricostruzioni.
 
Il monitoraggio potrebbe spianare la strada ad un processo di revisione della norma per il rilancio dell’edilizia, che finora non ha ottenuto molto successo. Colpa di uno scarso livello di conoscenza delle disposizioni da parte dei cittadini, dei dubbi interpretativi, ai quali si è cercato di dare una risposta con l’emanazione di più circolari esplicative, e dalla stretta creditizia che limita le possibilità di intervento dei privati.
 
I limiti della legge regionale, ai quali si aggiungono quelli delle delibere comunali, sono stati criticati dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, perché ostacolano di fatto una norma nata per semplificare l’attività edilizia e contribuire al rilancio dell’economia.

(riproduzione riservata)

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