Impermeabilizzazione, isolamento termoacustico

SCIA: la nuova procedura sostituisce la DIA

Il Ministero per la Semplificazione conferma l’applicazione all’edilizia della Segnalazione Certificata di Inizio Attività

vedi aggiornamento del 03/02/2011
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17/09/2010 - Confermate le semplificazioni in edilizia. Il Ministero per la Semplificazione normativa ha chiarito con una nota che la Scia, Segnalazione certificata di inizio attività introdotta con la manovra estiva, sostituirà la Dia, Denuncia di inizio attività.

SCIA: la nuova procedura sostituisce la DIA

Norme correlate

Circolare 16/09/ 2010

Ministero per la semplificazione normativa - Segnalazione certificata di inizio attività. Articolo 49 ..

Legge dello Stato 30/07/ 2010 n. 122

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti ..

Decreto Pres. Repubblica 28/12/ 2000 n. 445

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa ..

 
Come funziona la nuova procedura
Diventa possibile l’inizio dei lavori nel giorno stesso della segnalazione dell’interessato all’amministrazione preposta, senza attendere i 30 giorni previsti dalla precedente disciplina, ferma restando la possibilità di effettuare verifiche in corso d’opera.
 
La segnalazione deve essere corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e atto di notorietà previsti dal Dpr 445/2000, dalle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati,  dalle dichiarazioni di conformità rilasciate dall'Agenzia delle imprese, dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione. Le autocertificazioni sostituiscono i pareri di organi o enti appositi, così come l'esecuzione di verifiche preventive previste dalla legge.
 
Nel caso in cui venga accertata una carenza dei requisiti, l’amministrazione può adottare provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli effetti dannosi entro 60 giorni dal ricevimento della segnalazione. Decorso questo termine vale la regola del silenzio - assenso, a meno che non si incorra nel rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica.
 
In caso di dichiarazioni false o mendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicare sanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VI del Dpr 445/2000.
 
Esclusioni
La nuova procedura non può essere applicata in presenza di vincoli ambientali né agli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire che possono essere realizzati alternativamente con Dia.
 
Sono esclusi anche i casi in cui sussistano vincoli culturali, così come non è ammesso alcun tipo di contrasto con gli atti imposti dalla normativa comunitaria e con quelli rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, alle reti di acquisizione del gettito.
 
I chiarimenti del Ministero
La formulazione della Legge 122/2010, che ha convertito il decreto sulla manovra estiva introducendo la Scia, aveva destato qualche dubbio. Il testo, che prevede la sostituzione della Dia con la Scia, ha dato vita a interpretazioni discordanti, basate sulla differenza tra Dichiarazione di inizio attività, necessaria per l’avvio delle imprese, e Denuncia di inizio attività, da presentare all’Ufficio tecnico 30 giorni prima di iniziare alcune tipologie di interventi edilizi.

Secondo alcuni, il fatto che non venisse menzionata esplicitamente la denuncia di inizio attività escludeva automaticamente l’edilizia dalla semplificazione.  Le diverse posizioni si erano tradotte anche nei regimi differenziati adottati dai Comuni. Se in alcuni, come Napoli e Bari, era stato possibile fin da subito la presentazione della Scia, in altri come Firenze, si continuava a negare l’applicazione all’edilizia. Un altro gruppo di Enti locali accettava invece in parallelo sia le Dia che le Scia.
 
Con la nota ministeriale è stata confermata infatti l’ipotesi sostenuta da quanti vedono nella semplificazione del comparto edile la chiave per la soluzione della crisi economica.
 
Per l’ufficio legislativo del Ministero vale l’argomento letterale: secondo l’articolo 49 della legge 122/2009, segnalazione certificata di inizio attività e Scia sostituiscono, rispettivamente, quelle di dichiarazione di inizio attività e Dia. Il legislatore, inoltre, non ha indicato la Dia edilizia tra quelle oggetto di espressa esclusione dall’ambito applicativo della disposizione.
 
La previsione in base alla quale la segnalazione certificata di inizio attività è corredata non solo dalle certificazioni ed attestazioni, ma anche dalle “asseverazioni” dei tecnici abilitati appare in linea con la Dia disciplinata dal Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia.
 
La sostituzione però non è sempre automatica. È stato infatti chiarito che la sostituzione della Scia non opera nei casi previsti dall’articolo 22 comma 3 del Dpr 380/2001, che indica gli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire che possono essere realizzati alternativamente con Dia.
 
Dal momento che lo stesso articolo, al comma 4, riconosce alle Regioni la possibilità di decidere se assoggettare questa categoria di interventi a permesso di costruire o a Dia, la circolare ha spiegato che la sostituzione non vale neanche per le leggi regionali entrate in vigore prima della manovra estiva.

La circolare spiega poi che in caso di interventi in zona sottoposta a vincolo, l’atto di assenso dell’ente preposto alla tutela del vincolo non può essere sostituito dalla Scia. (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

fiore moccia

Devo dividere un negozio di mq 230 in tre unità. E' possibile presentare una scia?

EGIDIO

ESSENDOCI VINCOLO PAESAGISTICO PER FARE UN PERGOLATO CHIUSO LA PARTE SUPERIORE E POI TUTTO APERTO BISOGNA CHIEDERE LA DIA

geom noemi

devo ristrutturare un negozio ortofrutticolo..c'è da rifare completamente il bagno con l'antibagno..posso presentare una SCIA ???in comune non mi sanno dare una risposta precisa

Madesa

Ragazzi, ho avuto la FORTUNA di lavorare in Inghilterra per 10 anni. Il 95 % del lavoro era impostato sulla pura progettazione tecnica ed architettonica, norme tecniche e buracratiche limpide come l'acqua e a valore nazionale, con alta competenza tecnica delle istituzioni locali sempre pronte e che rispondono al telefono quando interpellati. Inoltre non ho mai sentito la paura di responsabilita' penali nel caso di errori che ci possono essere anche nel caso di malinterpretazioni di leggi. Nel nostro bel paese e' solo che pazzesco, rivolterei la percentuale sopra descritta nel perdere tempo ad inseguire burocrazia e burocrati incompetenti, ignoranti e corrotti creando inevitabilmente snervamento, tensioni, delusioni e quanto altro. Diciamoci la verita' in Italia hanno distrutto le professioni che in altri parti del mondo sono maggiormente riconosciute, rispettate e remunerate al giusto. Vi invito, se ne avete la possibilita', a vivere esperienze esterne a questo sistema borbonico e malsano che produce interessi a solo a chi si trova a scaldare la sedia al posto giusto. Un abbraccio a voi tutti e viva sempre la liberta'.

nem84

per chi si affaccia al mondo del lavoro come me, le prospettive sono poche: la disoccupazione (o gavetta eterna sotto un vecchio architetto o ingegnere), il call center, la galera (con quest'ultima trovata)...queste confusioni burocratiche aggravano la nostra posizione...finchè non saremo tutti al call center e non avremo nulla da domandarci l'un l'altro non resta che provarci e sperare

marco

A mio parere è una cosa inteligente, in quanto l'attività dell'architetto deve essere comparata a quella di un notaio, cioè quando si firma ci si deve prendere le responsabilità civili e penali di quello che si è autorizzato. Con il sistema tradizionale l'architetto è ancora all'università, cioè giudicato dai tecnici comunali come faceva un professore all'università. In secondo luogo si riducono gli eterni tempi della burocrazia, identici per grandi opere come per lo spstamento di un tavolato.

Giuliano

la nuova SCIA è fatta apposta per i soliti furbetti che evitano anche le minime misure di sicurezza. con i controlli a 60 gg. molti comuni sono assenti e i topi ballano.d'altronde il nostro è un paese di furbi e i nostri governanti ne danno l'esempio.

michele

Qualora ci siano delle carenze di requisiti nella documentazione o nel tipo di attività edilizia, il Comune competente può interrompere e chiedere la rimozione degli effetti dannosi, entro 60gg, oltre i quali si va con il silenzio-assenzo. Questo secondo me vuol dire che dovremmo attendere almeno 60gg. per poter iniziare i lavori edili.Perchè comunque se dovesse esistere qualche parametro "fuori posto" nella documentazione presentata, lo potremmo sapere solo entro i 60gg.

alessia

grazie per la charificazione .

golfdan

Per Alessia. La Dia (normale in sanatoria di cui all'art. 37 , si chiamerà SCIA in sanatoria (cambia solo il nome). Rimangono in vigore il permesso di costruire e la super DIA in sanatoria, come previsto dall'art. 21 LR n. 15/08 (Lazio).

alessia

come ci si comporta con con una dia in sanatoria art. 37 poi sostiutito dall'art. 19 della LR n. 15/2008? diventa una scia , un permesso a costruire o rimane una dia in sanatoria ? al comune non hanno saputo darmi una risposta.....

golfdan

Per Massimo. Non cambia niente, per le varianti in corso d'opera che non modificano i parametri edilizi: anzichè la DIA presenti la SCIA prima della dichiarazione di fine lavori, (in questo caso cambia solo il nome del titolo).

massimo

per le varianti a permessi di costruire........solitamente fatti con Dia............adesso come si fanno?

mauro

DIA = Denuncia di inizio attività edilizia , da presentarsi prima dell'inizio effettivo dei lavori ( 20 o 30 giorni ) per consentire ( si presume ) l'attività di accertamento della conformità tecnica / normativa ed urbanistica dell'intervento da parte degli uffici comunali ..... la sostanza della nuova SCIA sarebbe ??? diamo subito l'inizio dei lavori e sta poi al comune verificare ( e nel caso sospendere i lavori ) la correttezza dell'intervento , scaricando sulle spalle del professionista le responsabilità civilistiche e panali cui assolvere con la solita dichiarazione asseverata ???? 1) a parte che era sufficiente modificare la dia , alla fine è sempre la stessa cosa , solo la tempistica cambia , invece no , vediamo di cambiarle nome cosi tutti i comuni devono aggiornare la modulistica ( evviva la semplificazione ) 2) ma i tecnici comunali , cosa ci stanno a fare , se il privato deve assolvere a tutti gli oneri ??? per impilare le pratiche ? mah ....

Massimo De Sanctis

Siamo ormai al grottesco! Il quadro normativo in materia edilizia è sempre stato uno dei più complessi; basti pensare al concetto di ristrutturazione edilizia oggi ancora non compiutamente delineato. Finalmente lo stato pensa bene di snellire alcune procedure, nella considerazione che il fare impresa ha necessità di velocità di esecuzione, tanto più in un momento di crisi economica. Per via della eccessiva burocrazia, oltretutto, nessuno investe nel nostro paese. Con queste premesse viene definito l'art. 49 della legge finanziaria; non facciamo in tempo a leggerlo che alcuni già osservano che la SCIA non sia applicabile in edilizia, come se in tale comparto non lavorassero imprese. Subito dopo un burocrate del ministero per la semplificazione normativa (da che pulpito...) espone la sua interpretazione e, nonostante il dovere di semplificare, intorbidisce il quadro normativo introducendo un ulteriore regime edilizio, aggiungendo la SCIA ad alcune forme di DIA !!!! Ma lo fa con stile, con una interpretazione "ermeneutica". (sig!) La Regione Abruzzo recepisce pari pari senza battere ciglio. Non resta che andare tutti alla sagra della trippa a Scurcola Marsicana. ciao a tutti

Alessandro Varese

Visto che il lavoro nel settore edile è sempre meno, queste nuove "trovate" del legislatore sembrano avere il solo scopo di tenere tutti gli operatori impegnati a seguire corsi a pagamento tenuti da personaggi che interpretano queste novità legislative chi in un senso chi all'opposto e ci inducono a produrre carta sotto forma di dichiarazioni inutili per distrarci dalle reali difficoltà economiche in cui versa il settore.

silvano toffolutti

Che la classe politico amministrativa di questa nostra povera Patria sia prevalentemente molto incompetente ed altrattanto furba è oramai purtroppo una convinzione di tutti , ma che quella burocratico amministrativa sia nell'insieme ancora peggio stà drammaticamente ampliandosi perchè si sono raggiunti i vertici della demenzialità . Poi per noi che amiamo lo Sci è un'offesa mischiare questo termne bellissimo con porcate pseudonormative ( termine guardacaso reso di moda dal ministro competente) come questa ! D'ora in poi se qualcuno mi chiede "ma lei scia " gli risponderò con pari offesa !! Dovremmo fare i barconi alla rovescia , dopo aver scaricato i clandestini dovrebbero tornare indietro e portare ( naturalmente gratis) moltissimi dei nostri alti burocati a Gheddafi e C. Intanto a noi persone normali non resta che piangere.

golfdan

Vorrei chiarire che le opere sottoposte a “COMUNICAZIONE”, semplice senza progetto, e qualificata con progetto, in caso d’abuso (ovvero realizzazione delle opere previste, in assenza della stessa “COMUNICAZIONE” o in difformità), CONFORME agli strumenti urbanistici, che NON modificano i parametri edilizi (superficie, volumetria, volume, distanze, ecc.), rispondono al controllo esclusivamente amministrativo, con il pagamento della sanzione pecuniaria di €. 258, e se i lavori sono in corso, di €. 86. Le stesse opere citate realizzate invece in CONTRASTO con i parametri suddetti, rispondono al controllo penale di cui all’art. 44/a del DPR n. 380/01, così come costituiscono illecito penale gli interventi sottoposti a SCIA (prima DIA normale), se vengono realizzati in contrasto con gli stessi strumenti urbanistici, o senza il rispetto dei parametri edilizi di cui sopra.

Ruggiero Falbo

Atteso che la normativa sulla scia prevede anche l'autocertificazione da parte del tecnico che sostituisce il parere di altri organi ed enti occorre chiarire se è possibile certificare anche la conformità alla normativa antismica in attesa dell'attestato di avvenuto deposito presso la Regione Calabria(ex genio Civile.

Frtjhy76

Scusa ma come fai a dire che non c'è penale con la scia se non Conosci il tipo di abuso ( che potrebbe essere commesso)?

golfdan

X Livia. Nelle stagioni a statuto ordinario la “COMUNICAZIONE”, qualificata con progetto, consente di effettuare interventi di manutenzione straordinaria, opere interne che NON si riferiscono a parti strutturali dell’edificio, conformi agli strumenti urbanistici, e iniziare subito i lavori. Si applica la SCIA (che sostituisce la DIA normale), per quelle opere (non rientranti nell’attività libera e fra quelle soggette a “COMUNICAZIONE”) che non modificano i parametri edilizi, (interventi su parti STRUTTURALI rientranti nella manutenzione straordinaria, opere interne, ristrutturazione edilizia “leggera”, restauro e risanamento conservativo, pertinenze, varianti in corso d’opera, ecc.), e iniziare subito i lavori. In caso d’abuso, rispondono a controllo esclusivamente amministrativo, con il pagamento di una sanzione pecuniaria. La differenza fra la SCIA e la DIA normale è che con la prima puoi iniziare subito i lavori e non aspettare trenta o venti gg. (secondo le regioni). Continua invece a vivere la SUPER DIA in alternativa al permesso di costruire, per interventi di ristrutturazione edilizia “pesante”, che modificano i parametri (volumetria, superficie, sagoma prospetto, distanze, aumento delle unità immobiliari) di nuove costruzioni, ecc., in conformità al testo unico dell’edilizia (art. 22 c. 3 DPR n. 380/01) e alla normativa regionale. Ultima annotazione, la DIA SUPER continua a trovare applicazione anche nelle regioni (es. Emilia Romagna) che per determinati lavori (es. ristrutturazione edilizia pesante) non la prevedono IN ALTERNATIVA al permesso di costruire. Per finire avremo quindi in vigore i seguenti titoli abilitanti: La COMUNICAZIONE (semplice e qualificata) , la SCIA, (in caso d’abuso solo sanzione pecuniaria), la SUPER DIA e il PERMESSO di COSTRUIRE (in caso d’abuso illecito penale, quindi REATO EDILIZIO con i relativi provvedimenti sanzionatori amministrativi ripristinatori.

Paolo

La pazzia invade ormai da decenni il nostro paese !!!!!!!!!!!!............forse tutto smetterà quando finiremo di mandare a gestire la cosa pubblica i peggiori di noi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

andrea

io nn sono del settore , vorrei sapere se è necessario presentare la scia anche per installare una casetta in legno in giardino 3 x 3 . O per un riparo per la macchina coperto con l'ombreggiante .

Vinicio

x Arch. Gabrio: La differenza tra la L. n°73/2010 e la S.C.I.A. mi sembra netta e sostanziale..... La L. n°73/2010 comprendente tipologie di intervento completamente diverse e comunque inequivocabilmente distinte dalle tipologie di intervento soggette a SCIA.

carlo

se andiamo avanti così....è meglio cambiare mestiere!!!!

Arch. Gabrio

x Livia - Ne ho presentaa una ieri.....il comune non aveva la modulistica pronta, ho dovuto inventarla e farla visionare ai tecnici (mi hanno detto che l'adotteranno perchè fatta bene, NON HO PAROLE!).....semplificazione ? qualcuno mi sà spiegare la differenza tra la 73/2010 e la s.c.i.a. ?, a me sinceramente sfugge qualcosa.

Arch. Livia

quindi sulla manutenzione straordinaria continua a sussistere la comunicazione di inizio lavori come previsto dalla L.73 (già decreto 40/2010) o no?

geom. Andrea

concordo in pieno con quello che dici!

Franco

Caos totale, in Italia non esiste la semplificazione ma soltanto la confusione.

Ugo Pregno

La semplificazione se vuole essere utile a tutti deve partire dalle norme edilizie che fino ad un certo livello di intervento (es.: ristrutturazioni minori) deve essere uguale a livello nazionale, secca e puntuale ad evitare ogni tipo di interpretazione poi la autocertificazione corredata di tutti i docomenti necesari (divisi per pratica edilizia, pratica ASL pratica VVF, ecc. con esclusione dei soli fabbricati o beni vincolati) può essere depositata allo sportello unico ed ai vari enti (come le vecchie denunce CA), gli enti avranno 60 giorni per far pervenire il proprio pare allo sportello unico e questo 30 per emettere provvedimenti correttivi (la manutenzione straordinaria è attività libera soggetta a comunicazione); chi sbaglia pena pecuniaria e solo nei casi di dolo penale.

roberto

Ora invece di attendere 30 giorni se ne dovranno aspettare 60, se questa è semplificazione. Poi la SCIA è stata impostata come autocertificazione quindi il Comune può controllarle a campione, e se poi succedono problemi i ricorsi al TAR e relative conseguenze se li prende chi ha autocertificato.

Mario

Perdonami ma come tecnico non posso essere d'accordo con te, e per vari motivi: innanzitutto delegare tutta la responsabilità a tecnici, più o meno esperti, non può garantire la correttezza dell'esecuzione di un'opera, semplicemente perchè tutti i tecnici non sono preparati in modo identico. Oltretutto negli stessi uffici tecnici Comunali le norme TECNICHE (non politiche o correnti di pensiero) vengono interpretate spesso in maniera diversa, per cui è compito del tecnico ogni volta verificare i singoli "modus operandi" del luogo. E questo, secondo me, fa cadere miseramente quello che dici te perchè se siamo alle prese con "pareri ed opinioni" anche in campo tecnico, allora non è credibile il fatto che io preparo un progetto, lo protocollo in Comune e ho la garanzia che tutto andrà bene. Quindi le ASSEVERAZIONI devono prima essere concordate. Tutto ciò cosa comporta? Che se succede qualcosa di grave i "pareri" e le "opinioni" si volatilizzano, le persone che ti hanno consigliato spariscono e rimani solo tu, con la tua bella firma sul progetto, a rispondere davanti al giudice. Quindi? MA CHI ME LO FA FARE per vedere poi pagamenti ridotti all'osso, stra scontati e con ritardi da morire di fame? Perdona lo sfogo ma da Tecnico io vedo solo rischi e tranelli per darti la colpa in caso di qualsiasi errore, mentre la Pubblica Amministrazione se ne lava le mani e tanti saluti. Comodo eh? Meglio un sano Permesso di Costruire, Commissione Edilizia che si esprime una volta per tutte e tanti saluti, anima in pace e sogni tranquilli. La SCIA per cosa poi? per fare un favore al Cliente che ha già iniziato i lavori prima di assegnarti l'incarico? Senza un minimo di progetto e non sapendo neanche che le leggi cambiano ogni 15 giorni? SCIA? Meglio usare la parola SCIA a Dicembre, appena riapriranno le piste nelle Dolomiti. Saluti a tutti.

dario

Delegare al professionista e al committente tutte le responsabilità. Il professionista e il committente dovrebbero comunicare solo l'inizio dell'attività edilizia. Il tecnico dovrà munirsi di un archivio digitale sempre in corso di aggiornamento, dal quale in qualsiasi momento, le ammnistrazioni competenti possno attingere notizie in merito alla tipologia dell'intervento. La fattibilità dell'intervento deve essere valutata in toto dal tecnico professionista. Egli deve verificare il rispetto di tutti gli adempimenti in capo all''impresa esecutrice, la conformità urbanistica, ecc. L'amministrazione potraà solo effetuare solo delle verifiche sull'andamento dei lavori con cadenza trimestrale. Il mancato rispetto delle regole dovrebbe comportare: la cancellazione del tecnico dall'Albo di appartenenza con l'applicazione di dure sanzioni penali e civili, ciò chiaramente anche per il committente; nonchè la demolizione a cura e spese del committente di tutto ciò che risulta irregolare. IN PRATICA IL PROFESSIONISTA SI SOSTITUISCE ALL'AMMINISTRAZIONE.

carmen gargiulo

Ciò che è veramente è assurdo è che la Scia non sia ammessa per gli enti pubblici che fanno progettazione interna (non solo ammessa dalla legge ma nella maggior parte dei casi rappresenta una scelta ottimale sia sotto il profilo economico che tecnico). Il paradosso è che a progetto approvato e appaltato, per poter usufruire della Scia l'Ente dovrebbe nominare un altro professionista, esterno, fargli rifare il progetto, riappaltarlo e "guadagnare" i 30 giorni della mancata presentazione della Dia. Ciò perchè il progettista non può essere in rapporto di dipendenza con il committente. C'è da chiedersi quale conflitto di interesse sia da evitare... Ci spieghino... Risultato: interventi anche urgenti per l'utenza pubblica devono passare tutta la trafila.... con tempi, costi e disagi per ammalati, studenti, ecc... Che ci spieghino allora chi avvantaggia realmente questa "semplificazione"....

mario

Ma insomma, pare che da noi quello che interessa sia lo slogan. Potersi vantare di qualcosa e far parlare di se, partecipare al dilagante sensazionalismo nazionale. La sostanza ha rilevanza marginale! Altrimenti come si spiegherebbe la SCIA? Che senso ha introdurre un nuovo procedimento se non sostituisce integralmente il precedente e non e' portatore di un minimo incremento di chiarezza o vera semplificazione. Ma e' stato preventivamente valutato l'effetto? Qualche perplessita' e' spontanea. L'incertezza seguente all'emanazione parla da se.

mario

Ma insomma, pare che da noi quello che interessa sia lo slogan. Potersi vantare di qualcosa e far parlare di se, partecipare al dilagante sensazionalismo nazionale. La sostanza ha rilevanza marginale! Altrimenti come si spiegherebbe la SCIA? Che senso ha introdurre un nuovo procedimento se non sostituisce integralmente il precedente e non e' portatore di un minimo incremento di chiarezza o vera semplificazione. Ma e' stato preventivamente valutato l'effetto? Qualche perplessita' e' spontanea. L'incertezza seguente all'emanazione parla da se.

Vinicio

La circolare ha chiarito che la SCIA sostituisce in toto la DIA....ma non chiarisce come dovrebbe le relative nuove procedure. L'art.4 ter della nuova normativa testualmente cita: " .. ... la disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attività recata da ogni normativa statale e regionale." Quindi la disciplina dell'art.4 bis è l'unica disciplina attuale per la SCIA....praticamente tre righe che poco hanno a che vedere con le procedure urbanistico-edilizie..... - le varianti in corso d'opera?? - le varianti di fine lavori?? - i subentri delle imprese esecutrici?? - i tempi di validità?? Hanno avuto (solo per fini propagandistici/elettorali) il coraggio di toccare la DIA ovvero quella procedura ormai oleata e migliorata nel corso degli anni, che funzionava veramente bene..... Cioè questi 'loschi figuri' in nome della semplificazione stravolgono le poche cose che vanno bene.... Questa è pura follia!!!!! Mantenendo, come citava giustamente il nick 'Mauro', alla fine di questa 'presunta semplificazione' 4 titoli abilitativi....tutti necessitenti del supporto di tecnico abilitato. VERGOGNATEVI.

Roberto

si cambia nome, qualche piccola procedura ma alla fine è la stessa minestra riscaldata. pensassero invece a come definire il condono 326/2003 che è stato lasciato nel limbo.

danilo scaramella

Ho forti dubbi che la SCIA sia una semplificazione. Con la DIA dopo 30 gg e senza richiesta di integrazioni da parte del Comune si potevano iniziare i lavori in tutta tranquillità. Con la "semplificazione" i giorni sono diventati di fatto 60 (chi è pazzo che comincia i lavori con il rischio che vengano bloccati dal Comune ?) ed in più non si capisce bene quale sia l'effettivo ambito di operatività della SCIA (anche dopo la circolare "chiarificatrice" del Ministero)....forse potevano evitarci questa "semplificazione"

ing. Piero

Seguendo alla lettera la nuova legge la DIA non dovrebbe più esistere in quanto sostituita dalla SCIA, quindi di fatto la DIA non si può più presentare. Immaginiamo che il comune continui ad accettare le DIA (immagino che sarà così) in quanto un po' tutti riterremo che sia un titilo abilitativo ancora in essere; mettiamo che nasce un contenzioso di qualunque tipo tra privati o con la pubblica amministrazione a seguito di chicchessia realizzato con la DIA e si arriva davanti al giudice che leggendo le norme in vigore ritiene che la DIA non esiste nell'ordinamento italiano! Cosa ne pensate?

marco

scusatemi se sono poco chiaro dato che non sono del campo dove ci sono vincoli come ci si puo' comportare ;io mi ritrovo con un pezzo di terra al centro del paese dove ci sono tutte case in torno e mi si dice che li ce un vincolo di zona verde e mai possibile che un pezzo di terreno di circa 500mq sircondato di abitazioni deve restare libero per la burucrazia ;ce qualcosa che possa fare'''??? la nuova dia tra virgolette striscia come puo' aiutarmi? grazie

massimo

Piuttosto che aumentare i cavilli burocratici (vedi SCIA) sarebbe meglio estendere il periodo per l'applicazione della legge del 55% sul risparmio energetico anche ai prossimi 10 anni. Si darebbe una bella boccata di ossigeno all'edilizia.

stefano

ma per costruire cosa che non si muove una foglia

Ing. Mirko Paglia

Come è sempre, l'introduzione di "nuove" procedure è traumatica. E' altrettanto vero che, come tutte le cose nuove, sia necessario un periodo valutativo sperimentale, per poter meglio comprendere la bontà della stessa. Purtroppo non vedo positivo il fatto che molti comuni abbiano "preso" (meglio dire recepito) in tutta fretta la SCIA ... la razionalità ed il buon senso ci insegna sempre di andare avanti con cautela.

Eustachio

Con una mano te lo danno e con l'altra te lo tolgono............ Mi spiego meglio.La SCIA TI DA LA POSSIBILITà di iniziare subito; mentre le leggi regionali costringono fli Uffici del Genio Civile della Regione Campania per rilasciare le autorizzazioni sismiche, anche per un muretto di cinta, impiega 60- 90 gg.

Enrico De Cristofaro

Le formule risolutive per accelerare le procedure urbanistiche si susseguono nel nostro Paese solo per continuare a complicare il semplice attraverso l'inutile. Il problema dei ritardi amministrativi risiede nella confusione -tutta italiana- tra i due distinti aspetti: urbanistico ed edilizio, che invece dovrebbero tenersi distinti. Nelle istruttorie degli uffici comunali le complicazioni risiedono essenzialmente nella commistione -fortemente voluta, ma non dichiarata- tra i due aspetti, con flussi di quantità di documenti, certificazioni, integrazioni, dichiarazioni, interpretazioni, sempre nuove. Per una procedura ordinaria l'istruttoria urbanistica è pressoché immediata, consistendo in una verifica di: a) titolo sul bene; b) rispetto dei parametri planovolumetrici (volumi e/o superfici da edificare, sup.coperta, distacchi, altezze; c) rapporto con le opere infrastrutturali. Il parere di conformità urbanistica, potrebbe essere rilasciato dall'Uff.Urbanistica in qualche giorno. L'aspetto edilizio, invece, potrebbe essere trattato sotto la responsabilità del Professionista (criteri di abitabilità/agibilità vincoli sismici, ambientali, prescrizioni impiantistiche ed energetiche, pareri VV.F., FF.S., DURC, ecc.), con procedure distinte, di cui alcune preordinate all'inizio lavori, altre da verificare ad ultimazione dei lavori, in occasione del rilascio dell'abitabilità/agibilità. In questo preciso contesto la SCIA avrebbe senso, nel rispetto delle competenze, ma anche con assunzioni di responsabilità precise del Professionista. Temo, tuttavia, che si perderà anche questa occasione per semplificare le procedure, aderendo -invece- a quanto rilevato da Ennio Flaiano: "In Italia il percorso più breve tra due punti è l'arabesco".

mario

Che vuol dire iniziare il giorno dopo i lavori se il Genio Civile di Benevento si prende 90 giorni per per approvare il progetto anche di un muretto di recinzione

Piero

Commento semplice terra terra alla SCIA, ma che senso ha introdurre una nuova procedura che dovrebbe "semplificare" una precdente semplificazione (scusate il gioco di parole)? Credo che il problema non sia nel tipo di domanda da presentare, ma dall'efficenza e dai tempi di risposta dagli enti.

Mauro

Dunque, riassumendo, in Italyland, versione disneyana dell'Italia, esistono ben quattro, diconsi quattro titoli abilitativi edilizi: permesso di costruire, super dia, SCIA, comunicazione "qualificata". Una bella semplificazione, non c'è che dire. Ci voleva tutta la non comune intelligenza dei nostri preziosi ministri per ottenere questo brillante risultato che tutto il mondo ci invidia. Ma con impegno e costanza ci siamo riusciti. Siamo una squadra fortissimi!

Paolino Zappatore

Occorre rammentare che il T.U. dell'Edilizia (DPR 380/2001) non impediva di chiedere il permesso di costruire in luogo della DIA, accettando procedure più lunghe, ma evitando di dover redigere la relazione asseverata, che in molti casi ha determinato il deferimento degli autori alle commissioni deontologiche degli Ordini o i Collegi professionali di appartenenza. In caso di perplessità, ritengo perseguibile lo stesso criterio operativo anche in presenza della S.C.I.A.

golfdan

Riassumendo, secondo l’interpretazione del ministero, non trova applicazione la DIA (normale) e si applica la SCIA per quelle opere (non rientranti nell’attività libera e fra quelle soggette a “COMUNICAZIONE”che non modificano i parametri edilizi (interventi su parti strutturali rientranti nella manutenzione straordinaria, opere interne, ristrutturazione edilizia “leggera”, restauro e risanamento conservativo, pertinenze, varianti in corso d’opera, ecc.), e che, in caso d’abuso, rispondono a controllo esclusivamente amministrativo, con il pagamento di una sanzione pecuniaria. La differenza fra i due titoli è la seguente: con la SCIA puoi iniziare subito i lavori e non aspettare trenta o venti gg. (secondo le regioni). Continua invece a vivere la SUPER DIA in alternativa al permesso di costruire, per interventi di ristrutturazione edilizia “pesante”, che modificano i parametri (volumetria, superficie, sagoma prospetto, distanze, aumento delle unità immobiliari) di nuove costruzioni, ecc., in conformità al testo unico dell’edilizia (art. 22 c. 3 DPR n. 380/01) e alla normativa regionale. Ultima annotazione, la DIA SUPER continua a trovare applicazione anche nelle regioni (es. Emilia Romagna) che per determinati lavori (es. ristrutturazione edilizia pesante) non la prevedono IN ALTERNATIVA al permesso di costruire. Per finire avremo quindi in vigore, nelle regioni a statuto ordinario, i seguenti titoli abilitanti: La COMUNICAZIONE e la SCIA, (in caso d’abuso solo sanzione pecuniaria), la SUPER DIA e il PERMESSO di COSTRUIRE (in caso d’abuso illecito penale, quindi REATO EDILIZIO con i relativi provvedimenti sanzionatori amministrativi ripristinatori).

Alessandro Paolucci

La nuova procedura aumenta le responsabilità dei tecnici certificatori in quanto le opere iniziano subito e potrebbero essere terminate sostanzialmente senza controlli (considerato che il comune ha 60 gg. di tempo per verificare la regolarità del tutto). A tale proposito le sanzioni per le errate (o peggio false) certificazioni e/o attestazioni diventano particolarmente pesanti!! Sarà opportuno valutare bene cosa si certifica e consultarsi prima con gli uffici preposti al futuro controllo. Infine è bene commisurare gli onorari alle aumentate incombenze e responsabilità.

golfdan

Francesco Le regioni a statuto speciale godono di quella che viene chiamata "competenza legislativa esclusiva" in materia edilizia, quindi la SCIA non trova applicazione. Spetterà alla regione adottarla.

Francesco Finocchiaro

Mi chiedo se nella Regione Sicilia è operativa?

geom. Massimo Grisanti

L'autorizzazione amministrativa che già si è inteso sostituire con la d.i.a. ed oggi con la s.c.i.a. non ha meramente funzione di controllo e di eliminare un limite legale all'esercizio dell'attività privata, ma ha anche il fondamentale compito di stabilizzare l'esecuzione dell'opera e di renderla inattaccabile dalle normative sopravvenute. Orbene, e si guardi bene, che la d.i.a. e la s.c.i.a. (sulla scorta delle pronunce della Corte Costituzionale) semplificano solamente il procedimento, ma non sostituiscono il provvedimento. In pratica, a mio sommesso avviso, la legge consente - nell'ottica di una responsabilizzazione dei cittadini e di una copartecipazione all'amministrazione della res pubblica - di anticipare l'inizio dell'attività (rimuovendo il limite legale all'esercizio), ma non dice alcunchè sulla soppressione del titolo abilitativo (autorizzazione, permesso, ecc.). Pertanto io credo che la s.c.i.a., come la d.i.a. prima, non possa che far parte dell'istanza di autorizzazione ed è una facoltà di cui si avvale il cittadino per poter iniziare l'attività in attesa del pronunciamento espresso sull'istanza da parte della pubblica amministrazione. In tal senso depone anche il mai letto abbastanza art. 21 della legge n. 241/90 tutt'oggi vigente.

geom. Massimo Grisanti

Sono perfettamente d'accordo con Mario. E si badi bene, non è un discorso fatto da un professionista che vuol difendere l'orticello, ma una considerazione pro cittadini. Se la giurisprudenza ha già sancito il diritto del cittadino ad ottenere dalla pubblica amministrazione una determinazione espressa nei casi in cui si è formato il silenzio assenso è perché solamente il PROVVEDIMENTO degli uffici pubblici stabilizza i rapporti tra p.a. e privati e tra privati stessi. Si pensi al caso in cui facendo affdamento sulla formazione del siklenzio assenso venga operata una compravendita e poi vi sia un pronunciamento giudiziale che accerti la mancata formazione del titolo ottenuto per silentium: è un dramma per coloro che hanno fatto il contratto. Ed allora, cui prodest questa semplificazione se non a chi ha interesse ad operare fuori delle regole ?

Mario

Domanda: ma che vantaggi ci possono essere con la SCIA (cioè autocertifichi tutto, cominci i lavori il giorno dopo ma il Comune ha 60 giorni di tempo per i controlli) contro una DIA (cioè autocertifichi tutto, inizi dopo 30 giorni e il Comune ha già controllato)????? Sia il tecnico che il COmmittente, dopo 30 giorni, sanno di essere in regola mentre anche a 60 giorni dall'inizio dei lavori potrebbero fermarti per irregolarità. Sbaglio? Dal punto di vista del Cliente potrebbere essere meglio, ma dal punto di vista di garanzie e puramente tecnico-procedurale non è proprio il massimo!

geom. Massimo Grisanti

Ho potuto leggere la risposta (senza data) fornita dal Cons. Giuseppe Chinè, Capo dell'Ufficio Legislativo del Ministro per la Semplificazione Normativa, all'Assessore al Territorio ed Urbanistica della Regione Lombardia. A mio sommesso avviso la nota non è convincente laddove definisce come sempre vigenti le leggi regionali antecedenti alla L. 122/2010 che hanno esteso la procedura di c.d. superdia a fattispecie ulteriori rispetto al T.U.E. Invero, è proprio laddove la novella normativa sulla s.c.i.a. dispone che “sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attività recata da OGNI normativa statale e regionale” che si pone in insanabile contrasto con quanto afferma l'Ufficio ministeriale. A mio parere, la s.c.i.a. è applicabile indipendentemente dalle leggi regionali laddove, fatte salve le espresse esclusioni contemplate, non abbisognano valutazioni tecnico discrezionali (vedi art. 17 della legge n. 241/90) previste anche da norme di regolamento edilizio comunale.

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