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10/09/2010 - Allargare gli orizzonti temporali del Conto Energia e pubblicare in Gazzetta le Linee Guida per il fotovoltaico.

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Gabibbo
Mii, per 40 m2 di pannelli ho duvuto fare i papiri del vincolo ambientale 90gg. + 30gg e il comune non accetta la scia, non la sanno ancora gestire... La prossima volta chiedo il permesso per una centrale nucleare, sono sicuro che l'iter e' piu' semplice..... Gabibbo Genova Ponente
Giuseppe Cosentino
Noi in media ne facciamo uno da 15 kWp al giorno ;-)
Francesco
Dove sarebbe tutto questo guadagno? Forse per produttori e rivenditori, ma gli altri... La concorrenza è sfrenata, i margini ridottissimi, ed il calo dei prezzi si è arrestato, anzi ci sono tensioni al rialzo (inverter...) Un progettista, per progetto e documentazione di un impianto di 3 kW percepisce un compenso tale che, per campare, dovrebbe farne uno ogni tre giorni...
Paolo
D'accordo con tutti i precedenti commenti. Spero che in futuro si sviluppi anche la produzione italiana di materiali ed apparecchiature per il fotovoltaico. Unica eccezione per l'idroelettrico ed altre fonti "rinnovabili". L'idroelettrico ormai ha sfruttato tutti i più piccoli rigagnoli d'Italia, spesso rovinando intere vallate anche le più remote ed incontaminate, in alcuni casi senza garantire nemmeno il DMV (chi controlla?). Sulle biomasse si è detto e scritto molto, ma di fatto possono, a mio avviso, essere utilizzate 'eco-logicamente' solo a livello locale. Gli impianti non dovrebbero essere fonte di distruzione dei nostri boschi che sono andati a ricostituirsi in questi ultimi 60 anni. Essi sono l'unica nostra possibilità di attenuare gli effetti dei mutamenti climatici e dei dissesti idrogeologici che ne deriveranno. Non sono nemmeno d'accordo sulle leggi che obbligano i proprietari dei boschi (e non ne ho) a "pulire il bosco", diversamente la pulizia verrà fatta in maniera coatta e con richiesta di rimborso e multa. La pulizia del bosco è un non senso ecologico che va contro il perpetrarsi stesso della sua vita e della biodiversità.
stefano
vogliamo la dia fino a 1 mw in presenza di linea enel, altrimenti vogliamo la dia fino a 5 mw in caso di realizzazione di substazione. Vogliamo delle regole certe, vogliamo che le autorizzazioni dopo 6 mesi se non si apre realmente il cantiere scadano senza poter essere rinnovate ed altresì vogliamo che venga tolta la fideiussione a garanzia della realizzazione fino ad 1 mw (oggi è pieno di autorizzazioni prese per mera speculazione e che impegnano le linee e chi vuol realizzare non sa dove allacciare ed in piu deve munirsi di fideiussione, ma siamo matti ?). vogliamo semplificazione, produce molto piu inquinamento ed impatto visivo un casello autostradale della cintura milanese che 1 gw fotovoltaico, senza contare i tumori dovuti agli scarichi, non c'è nessun impatto ambientale nel sostituire il petrolio con i raggi del sole, il ventyo e l'acqua, se lo affermate fate gli interessi di qualcuno che vi paga. comunque, se non cambiamo passo finiamo che saremo obbligati al nucleare, imbecilli come siamo.
Matteo
Hai perfettamente ragione su tutto quello che hai scritto. In aggiunta ,secondo me il legislatore ha SPESO male le proprie risorse concentrandosi troppo sul fotovoltaico: tecnologia poco efficiente rispetto ad alte rinnovabili (idroelettrico, eolico, ecc,,)
Giuseppe Cosentino
Egregi Signori É arrivato il momento di smetterla di fare le vittime, apprezzare lo sforzo che é stato fatto dal legislatore in un momento di crisi mondiale (vi ricordo che il nostro é l´unico settore che non ne ha risentito) e soprattutto rinunciare agli smisurati utili che l´industria fotovoltaica produce che si traducono in un totale disinteresse da parte della stessa di investire in ricerca e sviluppo. É una logica di mercato chiara e precisa: Fino a che gli incentivi sono cosí alti - la tecnologia presente sul mercato soddisfa le produzioni richieste dagli utenti finali - alle industrie tale tecnologia costa quasi nulla - i clienti sono contenti perché il BEP é calibrato dagli stessi costi di mercato sempre intorno al 8°-9° anno. In conclusione, ci guadagnamo un pó tutti - industriali, investitori, installatori, progettisti, utenti finali, GSE, ENEL ecc..., per cortesia smettiamola di lamentarci.
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