10/12/2010 - Scade martedì 14 dicembre alle 16 il termine per segnalare le problematiche dei contratti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria mediante procedura negoziata. L’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha messo a disposizione uno spazio attraverso il quale inviare delle osservazioni utili a formulare una segnalazione al Governo e al Parlamento.

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LUCIANO
Con la crisi del settore,l'apertura al libero mercato per le aggiudicazioni degli appalti di qualsiasi importo,consentirebbe l'eliminazione di clientelismi e l'affidamento sempre ai soliti soggetti oltre che un risparmio da parte delle stazioni appaltanti.Ogni operatore ha diritto di partecipare alla gara pubblica così come a mio avviso ogni stazione appaltante non può discriminare a priori e senza motivazione alcuna. Eliminamo un volta per tutte queste possibilità discriminanti,liberiamo il mercato e i costi delle opere pubbliche subiranno,come giusto un notevole decremento. FATE,SE POTETE, BUONA NOTA DI CIO' Luciano
antonio piras
il ricorso alla procedura negoziata è diventato norma corrente in ogni stazione appaltante che assegna i lavori ad operatori locali, anche a quelli che non hanno mai fatto un opera pubblica e privi di ogni struttura minima di impresa. diciamo che contravviene al filo logico del Codice che professa massima partecipazione e concorrenza. Altra nota dolente è l'applicazione dell'avvalimento al quale ricorrono imprese non strutturate come tali, mentre dovrebbe essere utilizzato solo da imprese con una forma giuridica di controllate che possono avvalersi dei requisiti di chi le controlla. invece si stanno vedendo forme di avvalimento tra imprese sconosciute con forme di contratto incredibili dove chi si avvale riconosce all'impresa con i requisiti percentuali molto alte, pertanto si rischia di incappare in cattive esecuzioni rispetto ai progetti contrattualizzati. questo strumento deve essere rivisto in quanto non è pensabile che chiunque ne possa far ricorso.
Francesco
Con la crisi che investe il settore, il sistema di aggiudicazione degli Appalti in Italia è tutto da rottamare. Ormai si fanno gare di 200-300mila euro con la partecipazione di 300 imprese. Per non parlare dei ribassi esagerati, che comportano la perdita di esercizio o peggio il fallimento dell'Impresa. Urge una radicale riforma con la creazione di poche Stazioni Appaltanti, (non più di 100) in tutta Italia, con sistemi di procedure uniformati, tutte Informatizzate e collegate tra loro. Ma la politica si occupa del Bunga Bunga piuttosto di agire per il progresso del Paese!1
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