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Cambio destinazione d’uso come opera abusiva

Per il Consiglio di Stato le modalità di utilizzo delle lottizzazioni incidono sulla pianificazione del territorio

vedi aggiornamento del 09/01/2012
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04/01/2011 - Può configurarsi come lottizzazione abusiva anche il cambio di destinazione d’uso. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 7150/2010, che ha condannato la trasformazione a residenza di un gruppo di edifici destinati a laboratorio in zona artigianale.

 
Nel caso esaminato dal CdS, l’amministrazione comunale aveva stipulato una convenzione con una società per la realizzazione di immobili in zona artigianale con destinazione laboratorio.
 
In seguito l’amministrazione aveva accertato che gli edifici erano stati trasformati in unità residenziali e sottoposti a una serie di varianti per consentire alcuni ampliamenti volumetrici. Aveva quindi dichiarato inefficace la convenzione e disposto l’acquisizione degli immobili.
 
In fase di giudizio sono state respinte le posizioni del proprietario, per il quale sarebbero stati realizzati solo alloggi per i custodi, compatibili quindi con la destinazione urbanistica della zona, già dotata di opere di urbanizzazione.
 
Il CdS ha giudicato irrilevante la presenza delle opere di urbanizzazione al momento della costruzione degli edifici, che non limitano la violazione dello strumento urbanistico.
 
I giudici hanno evidenziato che la destinazione incide sulla pianificazione del territorio perché può alterarne l’assetto complessivo.

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Altri Commenti

FRIDA

PUò UN OSPEDALE DONATO IN BENEFICENZA AL POPOLO CON TESTAMENTO PUBBLICO PERPETUO ESSERE ALIENATO E FARNE ALTRO USO ?E PASSARE DI PROPRIETA' AD ALTRI SOGGETTI PUBBLICI?E ANCORA SI PUO' RIMUOVERE LA TOMBA NEL LUOGO CHE IL BENEFATTORE AVEVA INDICATO IN TESTAMENTO '?'

Alex

Ritengo che il Comune abbia agito correttamente negando la mutazione di destinazione d'uso in quanto l'art. 9 della L. 122/89 prevede che la creazione di zone destinate alla sosta degli autoveicoli debba avvenire nel "sottosuolo" ovvero a piano terra (in questo caso senza creazione di volumi). Nella fattispecie, invece, il parcheggio viene realizzato al piano seminterrato (parzialmente fuori terra) e questo determina la creazione di una volumetria accessoria (limittamente alla parte fuori terra) che, se per il "volume tecnico" destinato a cisterna è irrilevante, per una rimessa è decisamente significativo. Probabilmente il volume fuori terra del piano seminterrato eccede il volume massimo realizzabile sull'area di riferimento (particella sulla quale insiste il manufatto condonato) oppure la destinazione urbanistica dell'area di riferimento, non consente la realizzazione di volumi destinati a quella specifica destinazione d'uso.

giuseppe

il presente messaggio è destinato a coloro che hanno profonda conoscenza di leggi urbanistiche e possano dare consigli e suggerimenti al seguente quesito: sulla base di concessione edilizia a titolo oneroso di ML 13ca delle vecchie lire il Comune ha assentito la costruzione di una vasca per la raccolta delle acque pluviali a piano seminterrato. Nel 1992 ho chiesto al Comune il cambio di destinazione da vasca a garage e servizi al servizio della casa unifamiliare costruita a piano rialzato e condonata con la Legge 47/85. Il comune non concede l'autorizzazione. Il cambio è stato chiesto sulla base della Legge Tonioli 122/89. Attendo Vs. pareri Grazie

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