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Infrastrutture al Sud: il punto sulle risorse e sui cantieri

Secondo l’opposizione la Legge Obiettivo ha fallito; per il Governo opere avviate per 77 miliardi

vedi aggiornamento del 04/08/2011
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25/02/2011 - Un aggiornamento sullo stato di avanzamento degli interventi infrastrutturali nelle regioni del Sud.

 
Lo ha dato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, il 23 febbraio scorso alla Camera, rispondendo ad una interrogazione, presentata dal deputato IdV Sergio Piffari, sulle iniziative per il rilancio degli interventi infrastrutturali nel Mezzogiorno.
 
Il deputato Piffari ha denunciato il “sostanziale fallimento” del rilancio delle infrastrutture nel Sud, benchè l’attuale Governo lo ritenesse “volano della ripresa economica del Paese”. Secondo Piffari, “a dieci anni dalla «Legge Obiettivo» è stato completato solo il 20% dei lotti, mentre per un altro 55% di opere il cantiere non è mai stato neppure aperto”.
 
E riprendendo i dati dell’ANCE, Piffari ha ricordato che gli investimenti pubblici in costruzioni sono, in valore assoluto, i più bassi degli ultimi vent’anni; il mercato italiano delle opere pubbliche è fermo e, in tre anni, gli investimenti sono calati circa del 20% e di oltre il 30% nell’edilizia abitativa. “Dei circa 12 miliardi deliberati dal CIPE nel 2009” ha continuato Piffari “per le grandi e piccole opere poco o nulla è stato trasformato in cantiere”.
 
Il Ministro Vito ha risposto che il valore aggiornato delle opere del “Programma Infrastrutture Strategiche” è oggi pari a 233 miliardi di euro, con circa 93 miliardi di risorse disponibili, e le opere effettivamente avviate sono 228 che, con un costo complessivo di oltre 77 miliardi di euro, rappresentano il contributo che la «Legge Obiettivo» ha dato al sistema Paese (120 progetti di strade e autostrade, 46 di ferrovie, 15 di metropolitane, 13 di nodi intermodali, 26 di schemi idrici, 5 nuovi impianti di distribuzione di rete elettrica, il Mose, le infrastrutture a terra del ponte sullo Stretto e l’edilizia statale).
 
“A partire dal 2009 - ha detto il Ministro -, i fondi FAS sono stati utilizzati per l’edilizia scolastica, il terremoto de L’Aquila, l’edilizia carceraria, le ferrovie, la Tirrenia, per l’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione e per progetti infrastrutturali localizzati nel Mezzogiorno. Del valore globale dei progetti infrastrutturali supportati dai fondi FAS, pari a 7 miliardi e 121 milioni di euro, il 15% è stato assegnato al Nord, e l’85%, cioè oltre 6 miliardi di euro, al Sud. Una parte di questi fondi, pari a 413 milioni di euro, è stata assegnata al primo stralcio delle piccole e grandi opere del Mezzogiorno (leggi tutto), la relativa delibera è già registrata dalla Corte dei conti e si stanno attivando le procedure per l'affidamento dei lavori.
 
“Con il Piano per il Sud - ha concluso Elio Vito - si continuerà ad investire nel Mezzogiorno, individuando tutte le possibili infrastrutture per riavviare il processo di riequilibrio della dotazione infrastrutturale dell’area”.
 
Il deputato Piffari ha replicato che “le opere pubbliche sono opere concrete, cantieri, si devono vedere in giro”, e invece nel settore delle costruzioni sono stati persi 250 mila posti di lavoro. Inoltre, i Fondi FAS - ha spiegato - sono relativi agli anni 2007-2013 e, ad oggi, a parte l’accordo per la Sicilia, non è stato ancora approvato un accordo quadro. “Abbiamo ridotto - ha denunciato Piffari - di 145 milioni di euro il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, 33 milioni ulteriori sempre per la Salerno-Reggio Calabria, 263 milioni per la statale Jonica, 35 milioni per la metropolitana di Napoli, 60 milioni per gli schemi idrici del Mezzogiorno, 363 milioni per opere minori di supporto al servizio dei trasporti”.
 
È inutile - secondo Piffari - continuare ad emanare delibere Cipe, ad assegnare risorse (1 miliardo di euro due anni fa) per la difesa idrogeologica, se poi non è stato speso neanche un euro, e nessun cantiere è partito.
(riproduzione riservata)
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