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Toscana, all'esame un nuovo disegno di legge per il fotovoltaico

Potranno essere escluse aree all’interno di ‘coni visivi e panoramici’ e zone agricole di pregio

vedi aggiornamento del 29/03/2011
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24/02/2011 - È iniziato martedì scorso l’iter approvativo della proposta di legge regionale in materia di installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’esame del testo, presentato dai presidenti di commissione Loris Rossetti (Agricoltura), Caterina Bini (Sviluppo economico) e Vincenzo Ceccarelli (Ambiente), è iniziato in seduta congiunta delle tre commissioni.

 
La proposta di legge introduce modifiche alla Lr 39/2005 (Disposizioni in materia di energia) e alla Lr 1/2005 (Norme per il governo del territorio). “Si tratta di un testo che traduce in legge la proposta di delibera elaborata dalla Giunta regionale (leggi tutto) e recepisce tanti contributi e suggerimenti raccolti nel corso delle audizioni”, spiegano i tre presidenti.

La proposta di legge disciplina, secondo nuovi criteri, la possibilità e le modalità di installazione degli impianti nel territorio. Introduce una norma transitoria per stabilire quali siano le pratiche che saranno interessate dai nuovi criteri di ammissione. Non saranno interessati dalla nuova normativa gli impianti superiori ad 1 megawatt che abbiano già superato la verifica di assoggettabilità (senza effetti ambientali negativi). Per gli impianti al di sotto di un megawatt, i procedimenti in corso resteranno legati alla vecchia normativa se completi della soluzione di connessione (fornita da Enel) e dei pareri ambientali prescritti. Per gli impianti al di sotto dei 200 kilowatt (e non inferiori ai 20kW), il ddl prevede inoltre il divieto di cumulo: nel caso siano vicini meno di 200 metri l’uno all’altro saranno considerati come un unico impianto.
 
Altra previsione contenuta nella proposta di legge: le Province avranno 90 giorni di tempo per presentare, sentiti i Comuni interessati, una proposta di perimetrazione di zone all’interno di “coni visivi e panoramici”, nonché di zone agricole di particolare pregio paesaggistico e culturale. In queste zone non saranno concessi permessi di installazione. Sempre entro 90 giorni, le Province potranno peraltro presentare proposte per individuare all’interno di aree agricole Dop (origine protetta) e Igp (indicazione geografica protetta) zone ritenute idonee all’installazione e al momento escluse dalla nuova legge.
 
Si considereranno idonee alle installazioni aree già urbanizzate prive di valore culturale-paesaggistico e delle aree di pertinenza dell’edificato privo di valore storico-architettonico; le aree degradate quali siti minerari dismessi e cave dismesse, per i quali non sia riconosciuto alcun valore storico-culturale o paesaggistico, discariche, depositi inerti e rottamazioni, fatte salve le norme in materia di bonifica. Tutte le richieste di installazione interessate dalla nuova normativa dovranno necessariamente prevedere un piano di smantellamento e smaltimento.
 
Resta aperto il nodo relativo alla concessione dei permessi di installazione ai soggetti non agricoltori. “Si tratta di una proposta aperta - aggiungono i presidenti delle commissioni regionali -, che riteniamo risponda in modo ben calibrato alle esigenze di tutela dell’ambiente e del paesaggio e alle potenzialità di sviluppo di questo settore”.
 
 
Fonte: Regione Toscana
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Umberto

Dalla lettura di queste poche note si apprende che c'e un ripensamento dalla bozza linee guida regional. Bene applicare la vecchia normativa alle pratiche presentate complete ma non condizionare alla connessione perche' Enel ha tempi biblici. Prevedere impianti anche in aree a rschio idraulico casse di espansione e di laminazione perche' diventa conveniente anche la loro realizzazione. Gli impianti in aree agricole devono essere realizzati anche da non agricoltori e non solo per autoconsumo. grazie

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