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Il Durc incompleto o irregolare non causa l’esclusione dalla gara

La condotta dell’impresa deve essere valutata in modo autonomo dalla Stazione appaltante

vedi aggiornamento del 31/05/2011
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02/03/2011 - Incompletezze e irregolarità del Durc non provocano sempre l’esclusione dalle gare. La mancata pronuncia di uno degli enti preposti al rilascio o la presenza di indizi su possibili anomalie non causano necessariamente l’estromissione dell’impresa, il cui comportamento deve essere valutato in modo autonomo dalla Stazione Appaltante.

 
È giunto a queste conclusioni il Consiglio di Stato, che con due pronunce, emesse tra gennaio e febbraio, ha aperto nuovi scenari sulla regolarità contributiva.
 
Con la sentenza 83/2011 il CdS ha stabilito che può aggiudicarsi un appalto l’impresa che ha presentato un Durc incompleto, ma privo di accertamenti negativi. Nel caso specifico, il documento unico di regolarità contributiva era privo del nulla osta da parte dell’ufficio Inps locale.
 
Il Durc assume la valenza di dichiarazione di scienza. Per la sua natura dichiarativa si colloca tra gli atti di attestazione e certificazione redatti da pubblici ufficiali. Il rilascio del documento senza la pronuncia di uno degli enti tenuti alla sua emissione non impedisce di considerare certificata in modo implicito la regolarità contributiva.
 
Il CdS ha poi puntualizzato cha la Stazione appaltante non può disporre automaticamente l’esclusione dalle gare, neanche in caso di accertata violazione degli obblighi contributivi.
 
I giudici sono tornati sull’argomento con la sentenza 789/2011, con cui è stato chiarito che l’analisi dei requisiti generali per la partecipazione alle gare, tra cui rientra la regolarità contributiva e previdenziale, costituisce oggetto di autonoma valutazione da parte della Stazione appaltante.
 
Gli aspetti che emergono dal Durc assumono il rilievo di elementi indiziari. Se da una parte devono essere tenuti in considerazione, dall’altra non esauriscono l’ambito di accertamento delle violazioni gravi.
 
Il CdS ha poi ribadito che deve essere ammessa alle procedure di gara e affidamento l’impresa che, dopo una violazione accertata con sentenza passata in giudicato, abbia regolarizzato la propria posizione pagando le somme dovute.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Martino

Prima ti fanno fare i salti mortali per essere a norma con i contributi , corsi sulla sicurezza , tasse ,fregature e palle varie bla-bla-bla, e poi scopri che non serve a niente tanto l ' Italia è e rimane una pagliacciata. Complimenti a questi giudici quaquaraquaaaa.

Roberto

queste cose non so se mi fanno ridere o mi fanno aarrabbiare e solo una totale presa in giro non se ne può + per fare un lavoretto ci vuole il DURC e poi la DIA e poi ci vuole il piano sicurezza devi essere abilitato alla 46/90 RSPP RLS ECC.ECC. poi viene un qualsiasi pinco pallino lavoratore in nero o doppio lavoro come si vuol chiamare e ti toglie il lavoro e tu o io ti affanni a pagare inps inail irpef e poi la camera di commercio ci vuole il commercialista il ragioniere mezzi da lavoro stipendi e quantaltro ma chi se li deve mangiare più sti soldi. morale della favola ho dovuto licenziare gli operai e ora lavoro da solo grazie a tutti questi lavoratori in nero. ma la nostra tutela mi dite dove sta?

CRISTINA

E' UNA VERGOGNA QUESTA SENTENZA! NOI SE NON ABBIAMO IL DURC IN REGOLA NON CI FANNO METTERE NEANCHE UN PIEDE IN CANTIERE ... E SIAMO SOLO TERZISTI..... COME AL SOLITO LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI........

vito

quasi mi sento autorizzato a non essere in regola con i pagamenti dei contributi

enzo

certo e giusto rispettare le regole e quindi tutti devono avere i requisiti per leale concorrenza ma se un impresa che risulta creditrice di somme notevoli e poi non riesce ad il durc per incassare diventa un cane che si morde la coda troviamo una formula che soddisfi le parti per esempio la stazione appaltante ti copre il durc e poi ti liquida la restante somma.

Lucio

La filosofia del Durc è giusta ma è giusto pure essere tolleranti con le imprese che a loro volta non riescono a pagare i contributi per i tempi biblici dei pagamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni,indebitandosi nel contempo con le banche..quando è possibile!Si rispettino i tempi dei pagamenti e poi si potrà essere rigorosi nel pretendere la regolarità contributiva;in caso contrario si favoriranno imprese sorte all'improvviso e stranamente senza alcun problema di liquidità..beate loro!!!

maurizio

Si fanno le norme più rigorose possibile, sull'onda emotiva di violazioni gravissime, incidenti ecc. Poi ci si accorge che non hanno senso e si rimedia all'italiana, con una serie di sentenze che ridimensionano il durc in quanto tale. Però in questo modo si sbaglia tre volte. La prima quando si legifera, la seconda quando si interpreta forzatamente la norma, la terza quando si danneggiano in queto modo le imprese che si allineano alle leggi in modo rigoroso. Un po come le sanatorie edilizie. Prima, sbagliando tutto, si fanno norme rigorosissime per cui se uno deve appendere un quadro ci vogliono 1000 autorizzazioni. Poi pian piano si interpretano in modo sempre più permissivo, tranne ad incappare in un magistrato rigoroso come le norme. Alla fine si fanno i condoni per punire chi ha rispettato le norme. Insomma tutto cambia ma alla fine rimane tutto uguale.

Maurizio

non e possibile una cosa del genere.essendo un esponente del PDL ritengo una vergogna classificare un pagatore con un cattivo pagatore e così facendo non si rispettano le leggi.

domenico

cosa serve questo durc se poi non viene rispettato eliminiamolo se non si rispetta come al solito pagano le imprese in regola

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