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Impianti elettrici residenziali, cambia la classificazione

Dalla configurazione minima per essere a norma alla domotica: tre livelli per la sicurezza

vedi aggiornamento del 20/07/2011
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08/03/2011 - Aumentare la sicurezza degli impianti elettrici nelle abitazioni. È nata con questo obiettivo la variante alla norma CEI 64-8.

 
La disposizione si è arricchita dell’allegato A – ambienti residenziali – prestazioni dell’impianto, che opera una nuova classificazione in tre livelli a seconda delle performance raggiunte.
 
Il livello 1 individua la configurazione minima che un impianto deve avere per poter essere considerato a norma. Questa tipologia prevede un numero minimo di punti prese e punti luce in funzione della metratura e del tipo di ogni locale dell’abitazione, un minimo di circuiti in base alla metratura dell’appartamento e almeno 2 interruttori differenziali per garantire una sufficiente continuità di servizio.
 
Illivello 2 prevede un aumento della dotazione e dei componenti, oltre che alcuni servizi ausiliari  come il videocitofono, l’anti-intrusione e il controllo carichi.
 
Il livello 3, introduce ladomotica, con ripercussioni positive in termini di risparmio energetico all’interno dell’abitazione.Per essere considerato domotico, l’impianto deve gestire almeno quattro delle seguenti funzioni: anti-intrusione, controllo carichi, gestione e comando delle luci, gestione della temperatura, gestione degli scenari, controllo remoto, sistema di diffusione sonora, rilevazione degli incendi, sistema antiallagamento e rilevazione di gas.
 
La dichiarazione di conformità va rilasciata in base alla norma rinnovata. Gli utenti che contattano un tecnico, per installare o rinnovare un impianto elettrico, potranno quindi sceglierne anche il livello di prestazione.
 
Con i nuovi strumenti potranno essere contrastati in modo più efficiente gli incidenti domestici. Secondo le rilevazioni riportate da Prosiel, associazione per la promozione della sicurezza elettrica, sono oltre 45 mila all’anno gli infortuni dovuti ad impianti elettrici domestici mal funzionanti.
Si attesta infatti sui 12 milioni il numero di abitazioni con impianti non a norma.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Gianluca

@ Giulio Passarini Dove l'hai letto il discorso della seconda norma CEI riguardante anche contratti minimi monofase e trifase in funzione della superficie dell'unità immobiliare. Questo porta verso l'obbligo di progetto?

Giulio Passarini

Speriamo che sia l'inizio di una seria riforma del settore. Se non erro è in fase di recepimento una seconda norma CEI riguardante anche contratti minimi monofase e trifase in funzione della superficie dell'unità immobiliare. Questo porta verso l'obbligo di progetto.

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