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Il DL di maggio rivede soglie appalti, Piano Casa e arbitrati

Limite a 1 mln per le procedure negoziate senza bando, rilancio dell’edilizia e divieto di arbitrato

vedi aggiornamento del 21/07/2011
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28/04/2011 - Piano Casa, divieto di arbitrato e semplificazioni nel settore degli appalti. Il rilancio dello sviluppo potrebbe passare attraverso queste iniziative, da discutere in Consiglio dei Ministri e contestualizzare in un provvedimento urgente entro il 6 maggio. Il decreto legge, sul quale il CdM dovrebbe iniziare il confronto entro la prossima settimana, è previsto dal programma nazionale di riforma contenuto nel Def, documento di economia e finanza.

 
Semplificazione degli appalti
Potrebbe passare da 500 mila a 1 milione di euro l’importo entro il quale è consentito l’affidamento con procedura negoziata senza bando. Si tratterebbe di una soluzione intermedia tra la situazione attuale e quella individuata dallo statuto delle imprese, approvato alla Camera a marzo e ora in fase di discussione al Senato. La trasparenza e il pari trattamento sarebbero tutelati dall’obbligo di consultare dieci imprese.
 
Tra le opere compensative, che gli Enti locali possono proporre nella misura massima del 5% per dare il via libera a un intervento, potrebbero inoltre rientrare le opere di mitigazione ambientale, al momento escluse.
 
Piano Casa
Come già annunciato nei giorni scorsi, la nuova norma potrebbe introdurre ampliamenti volumetrici del 20%, incentivando anche le demolizioni e ricostruzioni con premi di cubatura fino al 30%. Per far decollare le misure di rilancio dell’edilizia, l’Esecutivo propone di arginare il potere di veto delle Regioni, che hanno già levato gli scudi contro la limitazione di un potere riconosciuto dalla Costituzione (Leggi Tutto).
 
Ricordiamo che, ad eccezione che in Veneto e Sardegna, il Piano Casa non ha ottenuto il successo sperato. Lombardia ed Emilia Romagna hanno lasciato scadere i termini delle leggi regionali senza approvare delle proroghe, che sono passate invece in Liguria, Piemonte, Umbria, Campania e Toscana. Sulla stessa lunghezza d’onda il Lazio, dove però la nuova legge è ancora in discussione.
 
Torna il divieto di arbitrato
Analogamente a quanto proposto a febbraio col Dl “Calderoli”(leggi tutto), potrebbero essere nuovamente cancellati gli arbitrati nei lavori pubblici. La velocità dei procedimenti sarebbe garantita da un unico grado di giudizio, individuato nella Corte d’Appello, ma anche dal blocco dei ricorsi infondati, in base al quale le imprese colpevoli di aver presentato un ricorso senza fondamento, potrebbero essere punite con sanzioni e col pagamento di tutte le spese processuali.
 
La scelta dell’Esecutivo è stata motivata dalla constatazione che gli arbitrati vedrebbero soccombere le Pubbliche Amministrazioni nel 90% dei casi.
 
L’arbitrato, per cui le parti inseriscono clausole compromissorie all’interno dei contratti, stipulando accordi preventivi per la devoluzione di eventuali controversie a un collegio arbitrale nominato di comune accordo, era stato abolito dalla Finanziaria 2008 per i costi a carico delle Amministrazioni. Successivamente, l’inserimento delle clausole compromissorie era stato invece incentivato dal D.lgs.53/2010 per l’attuazione della Direttiva comunitaria 2007/66/CE. Il decreto, approvato per il miglioramento delle procedure di ricorso e aggiudicazione degli appalti, si fondava sull’idea che i tempi più veloci per la soluzione delle controversie, dovuti alle clausole compromissorie, si traducessero in un risparmio economico.
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