La norma estende alle persone giuridiche, quindi anche alle imprese, la responsabilità per i reati previsti dal D.lgs 152/2006, Codice dell’Ambiente, come la gestione dei rifiuti non autorizzata, gli scarichi industriali, il traffico illecito di rifiuti e l’inquinamento causato dalle navi.
Tra i reati compaiono inoltre i danni ad animali e piante protette, nonché quelli agli habitat situati all’interno di siti tutelati.
Tra le pene previste il decreto riporta non solo sanzioni pecuniarie, ma anche misure interdittive.
La disposizione dovrebbe creare una maggiore consapevolezza e attenzione delle imprese nelle scelte, che in questo modo si ripercuotono senz’altro sull’immagine aziendale.
Come rilevato da alcune dichiarazioni di stampa, la norma sostituisce in parte alcune disposizioni previste dalla normativa sul Sistri, abrogata dalla manovra-bis.
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